L’economia circolare invita a ripensare la progettazione nel settore automotive. L’attenzione verso le tematiche della sostenibilità e dell’ESG sta spingendo l’industria in generale a rivedere i propri processi. Questa spinta si avverte in modo particolare nei settori dell’automotive e dell’elettronica, dove l’impatto ambientale della produzione e dello smaltimento dei componenti è particolarmente sentito e sta influenzando in modo sempre più rilevante le scelte dei consumatori. Da tempo l’economia circolare ha iniziato a rappresentare un quadro di riferimento nella ricerca di nuovi percorsi di innovazione che permettessero di facilitare e rendere, per quanto possibile, scalabili le operazioni relative al riciclo delle vetture. Attraverso questo percorso i modelli circolari sono entrati “in gioco” sia nella progettazione dei prodotti sia nella gestione delle attività legate al recupero e riciclo delle vetture.

L’importanza della sperimentazione e dei progetti pilota
In particolare e in molti casi questo processo è avvenuto con il supporto di progetti pilota, facendo leva sull’innovazione digitale e sulla disponibilità di nuove tecnologie abilitanti come l’intelligenza artificiale. Sulla base di una spinta analoga anche il mondo dell’elettronica (che rappresenta peraltro una fetta importante della componentistica del mondo automotive) si è mosso in questa stessa direzione, cercando di adottare modelli ispirati alla circolarità. In questo ambito le tematiche legate alla gestione del RAEE si sono da tempo intrecciate con diversi stream di innovazione, il tutto nel segno di un ripensamento di prodotto a livello di design in modo tale da strutturare un percorso verso i circular product che abbia i suoi punti di riferimento nel LCA Life Cycle Assessment e nell’Ecodesign.
Come far crescere la responsabilità ambientale nel settore
È proprio in questo contesto che si stanno delineando nuove strategie operative e modelli di business orientati a una maggiore attenzione e valorizzazione della responsabilità ambientale del comparto automotive ed elettronico, anche sulla base della considerazione che la standardizzazione dei processi e la collaborazione tra imprese restano elementi chiave per rendere scalabili le soluzioni adottate. L’adozione dei principi dell’economia circolare nei comparti automotive ed elettronico va dunque letta come una delle leve più concrete per affrontare le criticità ambientali e le pressioni regolatorie sempre più stringenti.
Il superamento della logica lineare: il progetto CIRC-UITS
Ed è in questo scenario che si colloca l’iniziativa CIRC-UITS, sostenuta dal programma europeo Horizon Europe, che si è posta l’obiettivo di superare la logica lineare tradizionale - produzione, consumo, smaltimento - promuovendo un approccio che allunga la vita utile dei prodotti, facilita la riparazione e il riutilizzo dei componenti e riduce la dipendenza dalle materie prime critiche. Il progetto è stato realizzato da una squadra di partner accademici e industriali internazionali, coordinati dal DIG-Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano, con l’obiettivo di dimostrare che l’economia circolare può rappresentare una leva concreta per la competitività industriale nel momento in cui focalizza l’attenzione verso l’adozione di pratiche per ridurre i rifiuti elettronici, per migliorare l’efficienza e il riutilizzo dei componenti attraverso lo sviluppo di modelli di eco-design.
Oltre la compliance e la reputazione, il progetto ha dimostrato che la circolarità può incidere in modo sempre più diretto sulla competitività delle imprese, riducendo i costi legati allo smaltimento e stimolando nuove opportunità di business attraverso modelli basati su servizi, rigenerazione dei prodotti e remanufacturing.
Che fine fanno le auto rottamate? Il riciclo delle automobili e il recupero dei materiali
Innovazione tecnologica nei progetti pilota
In un settore dove l’innovazione si misura sempre più spesso in efficienza produttiva e time-to-market, la capacità di integrare pratiche circolari diventa elemento strategico. Il cuore del progetto CIRC-UITS si è concretizzato nello sviluppo e sperimentazione di quattro progetti pilota focalizzati su componenti chiave dell’elettronica industriale: le centraline elettroniche delle auto (ECU), i sensori TPMS per il monitoraggio degli pneumatici, i sistemi IME (In-Mold Electronics) utilizzati nei dispositivi consumer e le schede PCB estratte dagli elettrodomestici al termine del loro funzionamento.
Gli interventi hanno riguardato non solo il ripensamento del design per facilitare lo smontaggio e la riparabilità, ma anche l’ottimizzazione dei processi di separazione e recupero dei materiali. Un aspetto cruciale riguarda l’introduzione dell’automazione avanzata e dell’intelligenza artificiale. L’impiego di robot collaborativi (COBOT) ha consentito di automatizzare procedure complesse come la rimozione selettiva dei chip dalle centraline auto. Parallelamente, lo sviluppo di software basati su visione artificiale e machine learning ha reso possibile il riconoscimento automatico di micro-componenti anche nelle schede elettroniche flessibili, aprendo prospettive significative per la manutenzione predittiva e la riduzione delle perdite dovute a errori umani.
Strumenti digitali per un ecosistema circolare
A complemento degli interventi tecnologici, CIRC-UITS ha investito nella creazione di un ecosistema digitale. L’Electronics Circularity Toolbox riunisce soluzioni come la realtà aumentata per l’assistenza agli operatori, simulazioni digital twin per valutare scenari alternativi lungo il ciclo di vita dei prodotti e software avanzati per l’analisi ambientale. Questi strumenti consentono alle aziende di pianificare fin dall’inizio strategie orientate al recupero del valore residuo. Oltre agli sviluppi tecnologici, il progetto ha contribuito alla definizione di nuovi standard internazionali, come la norma ISO/AWI 24961 sulle terre rare.
Verso un cambiamento strutturale nell'automotive
L’economia circolare rappresenta un cambiamento strutturale nei comparti automotive ed elettronico, dove la circolarità non viene più interpretata soltanto come un adempimento regolatorio, ma come un processo di ridefinizione dei modelli produttivi e di consumo. Il nuovo impianto accelererà ulteriormente le ambizioni di gruppi come Stellantis in materia di economia circolare, ampliando la rete di centri di smontaggio dove i veicoli a fine vita (ELV) vengono processati per recuperare componenti da riutilizzare come ricambi originali. Nel campo delle batterie ad alta tensione a fine vita, la rigenerazione riveste un ruolo chiave, come dimostra il sistema di accumulo di energia PIONEER presso l'aeroporto di Roma Fiumicino.

L'offerta "Reuse" di SUSTAINera, disponibile tramite i Centri di Smontaggio Veicoli, comprende un’ampia scelta di ricambi usati originali. La piattaforma di e-commerce B-Parts ha raggiunto ottime performance, con un inventario che supera i 15 milioni di ricambi usati per tutti i brand e i modelli. Le misure legislative proposte dal Parlamento europeo mirano a favorire questa transizione, proponendo che la plastica di ciascun nuovo modello contenga almeno il 20% di materiale riciclato entro sei anni, arrivando al 25% entro dieci anni. I produttori dovranno farsi carico dei costi di raccolta e trattamento dei veicoli a fine vita.
Modelli di business: dall'ICE al veicolo elettrico
Tra i grandi gruppi industriali, Renault merita un approfondimento: l’azienda offre veicoli realizzati con componenti meccaniche rigenerate, con garanzie pari al nuovo e a costi inferiori del 40% rispetto a ricambi nuovi. La produzione di parti rigenerate di Renault utilizza mediamente l'80% in meno di energia, l'88% in meno di acqua e il 92% in meno di sostanze chimiche. Altro esempio significativo è l'attivazione a Torino del primo Hub di Economia Circolare di Stellantis, mirato alla decarbonizzazione dell'azienda entro il 2038.
Il mercato dell'economia circolare automobilistica è in forte crescita, stimato a 151,2 miliardi di dollari nel 2024. Sebbene l'adozione diffusa di veicoli elettrici stia spingendo lo sviluppo del riciclaggio delle batterie, i veicoli a combustione interna (ICE) continuano a generare una domanda quasi perpetua per il recupero dei pezzi, data la loro vasta presenza nel parco veicoli globale. Aziende come BMW adottano un approccio "Secondary First", dando priorità ai materiali riciclati, mentre Bosch integra l'eco-design per semplificare la rifabbricazione futura di starter e centraline.
Il cambiamento del paradigma economico richiede una collaborazione costante tra industria, ricerca e policy maker. La competitività futura sarà sempre più fondata sulla capacità di integrare logiche circolari nella supply chain, superando il modello lineare di “produzione-utilizzo-smaltimento” e valorizzando ogni componente lungo tutto il ciclo di vita del veicolo.
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