Il settore automobilistico sta vivendo una fase di profonda trasformazione, con un'attenzione sempre maggiore verso l'elettrificazione e le tecnologie ibride. Tra le diverse soluzioni disponibili, le auto Mild Hybrid (MHEV), o "ibrido leggero", si sono affermate come una delle opzioni più popolari in Italia e non solo. Queste vetture rappresentano un compromesso efficace tra i motori termici tradizionali e la propulsione completamente elettrica, offrendo vantaggi in termini di efficienza e riduzione delle emissioni senza stravolgere l'esperienza di guida a cui gli automobilisti sono abituati.
Le auto ibride, in generale, sono veicoli dotati di più di una fonte di alimentazione, tipicamente un motore termico (benzina o diesel) e una componente elettrica. L'importanza e la dimensione di quest'ultima definiscono le tre principali tipologie di ibride: Mild Hybrid, Full Hybrid e Plug-In Hybrid. Le Mild Hybrid si distinguono per la loro semplicità e accessibilità, avendo già conquistato molti proprio perché fanno sentire ben poco la differenza con le motorizzazioni tradizionali e al contempo riescono a diminuire i consumi di carburante.

Che cosa si intende per Mild Hybrid?
Il Mild Hybrid, il cosiddetto “ibrido leggero”, è un tipo di motorizzazione che prevede la presenza di un motore endotermico (benzina o diesel) e di una piccola batteria, dentro cui viene immagazzinata l’energia proveniente dalla fase di frenata e dal freno motore. Si tratta del primo livello di elettrificazione, dove a un classico motore benzina o diesel viene affiancato un elettrico che non può muovere da solo l’auto, ma aiuta l’unità termica durante le fasi di accelerazione così da consumare meno carburante. Questo sistema è chiamato comunemente anche MHEV, ovvero Mild Hybrid Electric Vehicle.
A differenza di un’auto full hybrid, un mild hybrid non può muoversi in modalità completamente elettrica per lunghi tratti. Il motore Mild Hybrid non prevede dunque ricarica da fonti esterne e consente di passare alla modalità elettrica solo quando si è fermi o poco prima, mantenendo i servizi completamente funzionanti (sia quelli di bordo che quelli d’emergenza).
Come funziona un motore Mild Hybrid?
Il cuore di un sistema Mild Hybrid è un piccolo motore elettrico, chiamato “starter-generatore” o BSG (Belt-driven Starter Generator), che è collegato tramite cinghia al motore termico. Questo starter generator, detto anche MHSG, sviluppa generalmente una manciata di cavalli e sostituisce il lavoro di alternatore e motorino d’avviamento, entrando in azione tramite una cinghia connessa al motore.
L’unità elettrica supporta il motore tradizionale ai bassi regimi, migliorando lo spunto e abbassando i consumi. Quando l’unità elettrica è invece integrata tra il motore termico e il cambio, si parla di ISG, ovvero Integrated Starter Generator. La differenza di potenziale del pacco batterie non implica comunque un lavoro differente degli Starter Generator con pacchi batteria da 12 o 48 Volt. I primi vengono solitamente usati per motori di piccola cilindrata o turbodiesel e hanno una minore capacità di recupero dell’energia, mentre nelle auto mild hybrid più moderne solitamente si trovano pacchi batteria da 48 Volt. Il pacco batterie delle auto mild hybrid può essere da 12 o 48 Volt, ha solitamente una capacità inferiore a 1 kWh e un peso nell’ordine dei 10-15 kg.
Il motore elettrico si occupa di avviare il motore termico e fornisce assistenza durante la fase di partenza e nelle accelerazioni. In pratica, il propulsore elettrico offre al propulsore termico una spinta supplementare nei momenti di maggiore sforzo, portando a una riduzione del consumo di carburante e a una ottimizzazione delle prestazioni. Il BSG supporta il motore tradizionale ai bassi regimi, migliorando lo spunto e abbassando i consumi.

Le MHEV vengono alimentate esclusivamente a benzina o gasolio e il pacco batterie, vista la limitata forza elettromotrice, viene ricaricato sfruttando le fasi di frenata e decelerazione dell’auto stessa. Il motore elettrico, che non sostituisce la batteria di servizio, restituisce quindi l’energia nelle prime fasi di accelerazione lavorando insieme al motore termico: l’unità genera una extra coppia, che nei sistemi più evoluti può arrivare fino a 200 Nm che restituisce quel boost nel momento in cui il piede torna sull’acceleratore. Il veleggiamento permette di ridurre i consumi quando l’auto rallenta o quando si viaggia a velocità costante. Situazioni del genere permettono infatti all’elettronica di spegnere il motore termico, e quindi di procedere per inerzia per brevi tratti.
Il primo apprezzabile effetto del Mild Hybrid è quello di potenziare il sistema dello Stop&Go che già troviamo sulle auto endotermiche, permettendo una riduzione delle emissioni nel traffico urbano. Il vantaggio è che un’auto Mild Hybrid evita alcune problematiche connesse al sistema Stop&Go classico, come: una durata inferiore della batteria principale, l’interruzione del sistema in base ai livelli della batteria, l’usura del motorino di avviamento che viene sfruttato dal sistema classico di Stop&Go e che nelle Mild Hybrid invece entra in funzione solo alla prima accensione. Oltre a ciò l’energia recuperata dal sistema andrà anche a supportare il motore endotermico nelle fasi di accelerazione migliorandone dunque i consumi, ed è qui che i diversi Mild Hybrid in commercio si distinguono: a seconda della potenza della batteria si avrà una diversa incidenza sui consumi in accelerazione.
Sistemi mild hybrid storici includono il Parallel Hybrid Truck (PHT) della Chevrolet Silverado del 2005-2007, un camioncino di dimensioni standard con un singolo motore elettrico trifase da 7 kW montato nell'alloggiamento della campana tra il motore e una trasmissione 4L60E convenzionale. Chevrolet è stata in grado di ottenere un miglioramento del 10% sull'efficienza del carburante della città di Silverado spegnendo e riavviando il motore su richiesta e riducendo i carichi parassiti degli accessori. Gli ibridi leggeri di General Motors, inclusi il Parallel Hybrid Truck (PHT) e numerose auto e SUV equipaggiati con il sistema BAS Hybrid, spesso utilizzano un sistema da 36 a 48 volt per fornire l'energia necessaria per il motore di avviamento, nonché una fonte di potenza per compensare il numero crescente di accessori elettronici sui veicoli moderni. Il sistema mild hybrid di avviamento alternatore a cinghia (BAS) realizzato da GM utilizza una trasmissione a cinghia per avviare il motore a combustione interna (ICE) attraverso la sua unità motore-generatore (MGU), quindi una volta avviato il motore gestisce il gruppo motore-generatore da 14.5 kW per caricare le batterie. Il sistema ibrido BAS utilizza anche la frenata rigenerativa per ricaricare la batteria da 36 V del sistema e può fornire livelli moderati di assistenza in trazione.
L'Integrated Motor Assist di Honda collega direttamente un motore DC senza spazzole tra il volano e il cambio differenziale, fornendo sia assistenza durante l'accelerazione, sia rigenerazione durante la marcia per inerzia / frenata. È stato prodotto in varie tensioni e potenze, come dettato dalle dimensioni e dal peso dell'applicazione del veicolo. Durante le Olimpiadi dell'agosto 2008 a Pechino, la casa automobilistica cinese Chang'an Motors ha fornito un certo numero di auto a trazione ibrida come taxi per atleti e spettatori. La Toyota vendette una versione ibrida delicata della Toyota Crown a partire dal 2002, per il solo mercato interno giapponese. Il risparmio di carburante è stato aumentato rispetto all'unità benzina 3.0 standard a 6 cilindri. Suzuki produce i modelli Ignis, Swift e Baleno con tecnologia SHVS integrata nel 2016 su una nuova piattaforma per auto.
Come FUNZIONA e cos'è una MILD HYBRID?
Ma il Mild Hybrid fa veramente risparmiare carburante?
Sì, il Mild Hybrid fa veramente risparmiare carburante, a patto che si riesca a ricaricare la batteria, quindi soprattutto nei percorsi urbani, in cui la frenata è frequente, e in quei casi in cui si affrontino spesso discese. Invece sulle lunghe percorrenze in piano il Mild Hybrid si comporterà come un qualsiasi motore endotermico, anche se bisogna tener presente che i nuovi motori endotermici risultano più efficienti di quelli di una volta.
La riduzione delle emissioni di CO₂ può arrivare fino al 10% rispetto a un veicolo a benzina non elettrificato equivalente. Allo stesso modo, i consumi ridotti possono raggiungere fino al 10% in meno di consumo di carburante in ciclo combinato WLTP rispetto a un veicolo a benzina non elettrificato equivalente. Questi prezzi in linea con le analoghe endotermiche, ma che permettono di avere un sensibile risparmio in termini di consumi.
A chi conviene scegliere una vettura Mild Hybrid?
Date le caratteristiche, il Mild Hybrid è un tipo di motore che apporta benefici a chi compie regolarmente tragitti in percorsi urbani, o che affronta in auto dislivelli; mentre per chi compie la maggior parte degli spostamenti in pianura o su strade a scorrimento veloce il risparmio diminuisce.
In sintesi, un’auto Mild Hybrid conviene agli automobilisti che effettuano regolarmente brevi tragitti urbani, mentre se si fanno degli spostamenti più lunghi e su strade a scorrimento veloce il risparmio tende a diminuire. Rispetto a un veicolo completamente ibrido, gli ibridi leggeri possono offrire alcuni dei vantaggi dell'applicazione delle tecnologie ibride, con una riduzione della penalità in termini di costi e peso sostenuta dall'installazione di una trasmissione ibrida parallela completa.

Cosa cambia alla guida di un'auto Mild Hybrid?
Le auto mild hybrid funzionano esattamente come le tradizionali endotermiche a benzina o diesel. Le sensazioni di guida di una MHEV sono per lo più identiche a quelle delle auto endotermiche pure. Quasi niente cambia alla guida. L’unica cosa che si noterà è una maggior decelerazione al momento del rilascio dell’acceleratore, funzionale appunto al recupero di energia. Ma è veramente facile abituarsi ed in discesa questo “freno motore” più pronunciato è molto confortevole.
Le cose cambiano quando si butta lo sguardo sul quadro strumenti: sul display, infatti, ci sono schermate dedicate al funzionamento del sistema mild hybrid che illustrano il funzionamento del motore elettrico o le fasi di ricarica e supporto a quello tradizionale.
Vantaggi e limiti delle auto Mild Hybrid
I sistemi mild hybrid offrono una combinazione di efficienza e comfort senza modificare radicalmente lo stile di guida tradizionale. Tuttavia, come tutte le nuove tecnologie, presentano anche dei limiti legati principalmente all’elettrificazione leggera e alla capacità di riduzione dei consumi.
Vantaggi
- Riduzione moderata dei consumi e delle emissioni rispetto a motori tradizionali.
- Vantaggi fiscali, come l’esenzione dal pagamento del bollo per le auto Mild Hybrid in alcune regioni.
- Accesso libero alle ZTL in molte città.
- Potenziamento del sistema Stop&Go, con conseguente riduzione delle emissioni nel traffico urbano e minor usura dei componenti.
- Prestazioni migliorate: il motorino di avviamento-alternatore fornisce al motore termico una potenza extra quando il conducente ne ha bisogno, soprattutto durante le fasi di accelerazione.
- Facilità d’uso: non è necessario cambiare le proprie abitudini perché la batteria si ricarica automaticamente durante la guida nelle fasi di frenata o decelerazione.
- Costi di acquisto più contenuti rispetto a Full Hybrid e Plug-In Hybrid.
Svantaggi
- Nonostante i consumi e le emissioni delle auto Mild Hybrid siano ridotti, non sono comunque in grado di raggiungere quelli delle Full e delle Plug-In Hybrid.
- Il motore elettrico non può muovere l'auto da solo per tratti significativi.
- Il risparmio di carburante diminuisce considerevolmente sui lunghi percorsi in pianura o su strade a scorrimento veloce.
Le auto Mild Hybrid sul mercato
Le auto Mild Hybrid sono, negli ultimi anni, le più vendute in Italia. Secondo i dati UNRAE del 2024, ad esempio, le vetture ibride hanno totalizzato il 43,5% del mercato: all’interno delle ibride, invece, sono le Mild Hybrid a prendersi lo scettro di motorizzazione più popolare, con il 28,4% di quota di mercato. Questo dimostra l'ampio apprezzamento per questa tecnologia, che offre un equilibrio tra innovazione e praticità.
La nuova frontiera del mondo automotive è indubbiamente la tecnologia elettrica, ma la transizione avverrà gradualmente e nel frattempo si moltiplicano le tecnologie ibride a disposizione dei consumatori che cercano il compromesso tra motore elettrico ed endotermico. L'ibridizzazione leggera sarà sempre più integrata nei modelli di serie, offrendo un equilibrio tra prestazioni e sostenibilità.

Nel panorama automobilistico attuale e futuro, l'offerta di modelli Mild Hybrid è vasta e in continua crescita, coprendo tutti i segmenti, dalle piccole citycar ai SUV, dalle berline alle auto da famiglia. Molti costruttori, infatti, hanno scelto di dotare le loro automobili di motori Diesel Mild Hybrid, capaci quindi di unire l’efficienza delle automobili a gasolio con l’”aiutino” elettrico.
Di seguito, una selezione di modelli con tecnologia mild hybrid, caratterizzati da efficienza e versatilità tipiche di questo tipo di alimentazione, che integrano la gamma di modelli già disponibili dagli anni precedenti.
VW Tiguan Mild Hybrid
La Volkswagen Tiguan mild hybrid combina la praticità di un SUV compatto con una guida più fluida e reattiva grazie al supporto elettrico leggero. Il sistema lavora in sinergia con il motore tradizionale per rendere le partenze, le accelerazioni e le riprese più morbide, senza compromettere spazio e comfort a bordo. La configurazione dell’assetto mantiene intatta la versatilità d’uso, sia in città che nei viaggi, offrendo allo stesso tempo una riduzione nei consumi rispetto a motorizzazioni tradizionali. Il mix fra abitabilità, spazio interno, bagagliaio ampio e tecnologia mild hybrid fa della Tiguan un’opzione concreta per chi cerca un SUV moderno, comodo e ragionevolmente efficiente.
Peugeot 3008 Mild Hybrid
La Peugeot 3008 mild hybrid mette al centro l’efficienza senza sacrificare stile e versatilità. Il motore elettrico ausiliario alleggerisce il lavoro del termico, migliorando la gestione dei consumi in città e sui percorsi extraurbani. Ugualmente convincente anche la stabilità dell’auto: la sensazione a bordo è quella di un SUV equilibrato e pronto a ogni percorso, con una marcia morbida e controllata. Tra le caratteristiche della Peugeot 3008 c'è la capacità di utilizzare solamente il motore elettrico in manovra e per molti chilometri in città.
Kia Sportage Mild Hybrid
La Kia Sportage mild hybrid combina un design rinnovato con tecnologie orientate all’efficienza. Il frontale ridisegnato, la nuova griglia e i fari verticali conferiscono carattere, mentre l’abitacolo si distingue per lo schermo curvo che integra strumentazione e infotainment. Il motore 1.6 turbo benzina, disponibile anche nella versione mild hybrid, lavora in armonia con i sistemi di gestione elettronica per offrire una guida fluida e confortevole. L’ibridazione leggera consente di ottimizzare i consumi senza compromettere comfort e versatilità, rendendo la Sportage adatta tanto ai percorsi cittadini quanto ai viaggi più lunghi. In versione 1.6 CRDi 48 V, il C-SUV coreano è uno dei modelli più apprezzati in Italia di questa speciale tipologia, unendo l’efficienza delle automobili a gasolio con l’”aiutino” elettrico. Lunga 4,52 metri, la Sportage è caratterizzata da uno stile molto personale sia all’esterno che all’interno, dove la tecnologia si combina bene con l’ergonomia e con lo spazio generoso per i passeggeri e il bagagliaio (526 litri per la Diesel). Sotto il cofano, invece, trova posto il 1.6 quattro cilindri CRDi da 136 CV, disponibile con cambio manuale e automatico e con trazione anteriore o integrale. La versione Mild Hybrid è l’unica disponibile a gasolio, con prestazioni tranquille (0-100 km/h in 11,4 secondi per la 2WD) e consumi contenuti (20,6 km/l WLTP).
BMW X1 Mild Hybrid
La BMW X1 mild hybrid offre un’esperienza tipica di un SUV compatto premium, arricchita dalla gestione intelligente del sistema elettrico. Il motore ausiliario supporta l’efficienza complessiva, ottimizzando consumi e recupero energetico durante la marcia. La guida rimane precisa e controllata, con una sensazione di solidità che accompagna sia i percorsi urbani che le trasferte autostradali. Interni curati, tecnologia avanzata e un assetto bilanciato contribuiscono a una guida confortevole, rendendo la X1 adatta sia ai privati che a chi viaggia per lavoro.
Audi Q5 Mild Hybrid
L’Audi Q5 si caratterizza per l’integrazione del sistema mild hybrid plus a 48 V, che supporta motori benzina e diesel e interviene in modo intelligente nella gestione dell’energia. La nuova generazione del SUV offre diverse motorizzazioni, tra cui la più potente SQ5, tutte abbinate alla trasmissione a doppia frizione S tronic a 7 rapporti. L’elettrificazione leggera contribuisce a migliorare l’efficienza e il comfort di marcia, rendendo più agevoli le partenze e il recupero energetico durante la guida. L’abitacolo, dominato dal sistema Audi Digital Stage e da cinque piattaforme informatiche aggiornabili via OTA, assicura una gestione moderna e integrata di tutte le funzioni, mantenendo lo spazio e la qualità tipica di un SUV premium.
Citroen C3 1.2 Hybrid
Una delle novità più interessanti degli ultimi anni, la Citroen C3 1.2 Hybrid. “Gemella” della FIAT Grande Panda, la C3 è realizzata sulla piattaforma Smart Car, un pianale semplice e leggero che permette di avere, a prezzi contenuti, un’auto di dimensioni interessanti (è lunga 4,02 metri), spazio generoso per quattro persone e per i relativi bagagli (310 litri) e un abitacolo semplice, razionale ma completo di tutto quello che serve. Sotto il cofano, invece, spicca il sistema “Middle Hybrid” del Gruppo Stellantis, formato dal 1.2 tre cilindri turbo con distribuzione a catena da 100 CV, da un motore ibrido da 28 CV e dal cambio automatico doppia frizione e-DSC6 a sei rapporti. Piuttosto vivace (0-100 km/h in 11,0 secondi) e parca nei consumi, la C3 Hybrid rappresenta la porta d’accesso ai modelli ibridi del Gruppo Stellantis: il motore 1.2 Hybrid, infatti, parte dalla C3 e arriva fino ai SUV di grandi dimensioni come Peugeot 3008 e Opel Grandland.
Dacia Duster Mild Hybrid
La Dacia Duster si distingue per due caratteristiche interessanti: il semplice (ma efficace) sistema Mild Hybrid e la possibilità di offrire anche la trazione integrale. Solamente le Suzuki Ignis, Swift e Vitara sono in grado di offrire, sotto i 30.000 euro, la combinazione di trazione integrale e sistema ibrido leggero. Sotto il cofano, invece, la Dacia Duster 1.2 TCe 48 V è spinta da un moderno 1.2 tre cilindri turbo da 130 CV e 230 Nm di coppia, affiancato da un piccolo motore elettrico e sistema ibrido a 48 V. Disponibile unicamente con cambio manuale a 6 marce, la 1.2 TCe 48 V è disponibile sia a trazione anteriore che, soprattutto, in versione 4x4, con trazione integrale a controllo elettronico capace di prestazioni discrete su asfalto (0-100 km/h in 11,0 secondi) e ottime credenziali in offroad.
FIAT Panda Hybrid
La bestseller assoluta del mercato italiano, la FIAT Panda Hybrid. La versione ibrida leggera del mitico “Pandino” è stata lanciata nel 2020 per modernizzare e rendere più efficiente la terza generazione della Panda, la 319, lanciata nel 2012. Al posto del mitico 1.2 Fire, infatti, sotto il cofano trova posto un più moderno 1.0 tre cilindri aspirato della famiglia FireFly, dotato di 70 CV e affiancato da un piccolo motore da 5 CV che fa anche da alternatore e motorino d’avviamento. Capace di prestazioni discrete (0-100 km/h in 13,9 secondi) e consumi contenuti (20,0 km/l nel ciclo WLTP), a livello estetico è la “solita” Panda, con linee squadrate e tondeggianti, cinque porte, quattro o cinque posti e dimensioni da vera cittadina (è lunga 3,69 posti).
Mercedes-Benz Classe C Mild Hybrid Diesel
Una vera stradista, la Mercedes-Benz Classe C. La sesta generazione della berlina media della Stella è oggi disponibile unicamente con motorizzazioni elettrificate, Mild e Plug-In Hybrid. Tra le diverse proposte, però, la C 200 d è la versione più efficiente a listino. Sotto il cofano, infatti, troviamo il 2.0 quattro cilindri turbodiesel da 163 CV, con trazione posteriore e cambio automatico a 9 marce. Questo motore, unito al sistema ibrido leggero da 20 CV, permette di ottenere consumi di rilievo (22,7 km/l WLTP), prestazioni vivaci (0-100 km/h in 7,7 secondi) e un’autonomia di oltre 900 km con un pieno. Il tutto guadagna ulteriore risalto se si pensa alle dimensioni e alla raffinatezza della berlina della Stella. Lunga 4,75 metri, sebbene sia la porta d’accesso alle berline a trazione posteriore di Stoccarda la Classe C W206 è filante ed elegante fuori, mentre all’interno unisce bene tecnologia, ricercatezza estetica e spazio. Come per tutte le ultime Mercedes, però, è necessario sceglierla con tanti optional per ottenere il massimo a livello di materiali, tecnologia e ricercatezza.
Come FUNZIONA e cos'è una MILD HYBRID?
I prezzi delle auto Mild Hybrid
I prezzi delle auto Mild Hybrid sono a dir poco variegati tra le decine di modelli disponibili a listino. Tra le vetture più economiche e i SUV premium, c'è un'ampia forbice di costi, rendendo questa tecnologia accessibile a un vasto pubblico.
- La FIAT Panda Hybrid parte da 15.900 euro in versione base, priva di radio, vetri elettrici posteriori e Cruise Control. Per avere una dotazione migliore, invece, si può passare alla più ricca Pandina, che offre l’estetica delle vecchie versioni Cross, dettagli gialli sparsi per la vettura, Cruise Control, infotainment più moderno e mantenitore di corsia, ad un prezzo di 18.900 euro.
- Molto interessante, poi, la Citroen C3 1.2 Hybrid. Se la versione base, la You, con motore termico da 100 CV parte da circa 15.300 euro, la C3 Hybrid è proposta con le motorizzazioni You Plus e Max, con un prezzo rispettivamente di circa 20.500 e 22.500 euro. Rispetto alla base, priva di qualsiasi tipo di sistema di intrattenimento interno (è tutto demandato al proprio smartphone, da agganciare ad un supporto al centro della plancia), le You Plus e Max hanno un moderno e veloce display da oltre 10 pollici di serie.
- Nella gamma Mild Hybrid, la Dacia Duster parte da 22.900 euro in versione Expression con trazione anteriore. La declinazione a trazione integrale, invece, costa circa 3.500 euro in più a parità di allestimento, con la versione più abbordabile, la Expression, offerta a 26.400 euro. La ricca Extreme, invece, arriva a 27.900 euro, ma ha clima automatico, navigatore, cerchi da 18 pollici, cruise control, vetri scuri e fari a LED.
- Più costosa, ma anche più ricercata, è la Kia Sportage. In versione 1.6 CRDi 48 V, infatti, il C-SUV coreano parte da poco meno di 35.000 euro: l’allestimento base, il Business, ha già una buona dotazione, completa di fari full LED, Cruise Control, infotainment con schermo da 12,3 pollici con Apple CarPlay e Android Auto, sensori di parcheggio anteriori e posteriori e fari full LED.
- Conclude, infine, la Mercedes-Benz C 200 d, la più costosa tra le vetture viste oggi. La versione d’accesso, la Advanced, parte da poco meno di 55.000 euro, e non ha una dotazione “da sogno” (non è di serie il Cruise Control Adattivo, ad esempio). Le più ricche AMG Line Advanced e Premium costano di più, con quest’utlima che arriva a 62.500 euro. Se si desiderano, però, gli interni in radica, il clima quadrizona, il Cruise Control Adattivo, le sospensioni a controllo elettronico e gli interni in pelle è necessario attingere dall’enorme lista degli optional, con esemplari che possono superare di slancio i 70.000 euro.
In conclusione, scegliere un’auto ibrida oggi significa confrontarsi con diverse tecnologie, ognuna con le sue specificità. Il Mild Hybrid rappresenta una soluzione vantaggiosa per chi desidera ridurre consumi ed emissioni senza rinunciare alla familiarità di guida di un veicolo tradizionale.
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