La vicenda che ha coinvolto il colosso automobilistico tedesco Volkswagen, nota come Dieselgate, ha rappresentato uno degli scandali più significativi degli ultimi decenni nel settore automobilistico, generando profonde riflessioni sulla trasparenza aziendale, la tutela ambientale e i diritti dei consumatori. La questione, emersa nel 2015, ha rivelato l'installazione su milioni di veicoli diesel di un software manipolatorio, in grado di alterare i risultati dei test sulle emissioni.

La Rivelazione e le Sue Conseguenze
Nel 2015, l'Environmental Protection Agency statunitense ha svelato che Volkswagen aveva installato su milioni di veicoli diesel un software, noto come "defeat device", la cui funzione era riconoscere i test di laboratorio e ridurre artificialmente le emissioni di ossidi di azoto (NOx) durante le prove. Tuttavia, su strada, i livelli di emissione risultavano essere ben superiori ai limiti di legge. Questo stratagemma illegittimo comprometteva il processo di purificazione dei gas emessi dal veicolo, soprattutto gli ossidi di azoto, fuori dall’intervallo tra i 15 e i 33 °C, comportando il superamento dei valori limite fissati dai regolamenti vigenti.
Secondo Volkswagen, il software in questione avrebbe dovuto servire per proteggere il motore delle automobili e allungarne la vita. Tuttavia, l'installazione di tale dispositivo era vietata dai regolamenti vigenti, in quanto alterava i risultati dei test di omologazione. Lo scandalo si è rapidamente esteso dall'America all'Europa, portando a conseguenze di vasta portata, tra cui le dimissioni dell'allora amministratore delegato Martin Winterkorn e una profonda crisi reputazionale e industriale per il gruppo tedesco. Oltre alle multe miliardarie, si sono innescati contenziosi legali in tutto il mondo.
L'Impatto sui Consumatori e la Svalutazione Economica
I consumatori che avevano acquistato un'automobile equipaggiata con motore AE 189 Euro 5, coinvolte nello scandalo, si sono trovati in una situazione complessa. La Corte di Giustizia Europea ha stabilito che era stato leso il loro diritto all’acquisto di un bene conforme alla descrizione fatta dal venditore, un bene che avrebbe superato i test di omologazione solo grazie ad un accorgimento vietato.
Il danno principale percepito dai proprietari di questi veicoli è stato la svalutazione economica dell'auto al momento della vendita. Questa svalutazione è stata stimata tra il 20% e il 30% della valutazione dell’usato, un impatto significativo sul valore residuo dei veicoli interessati. Per i proprietari, ciò ha significato un danno tangibile e una perdita finanziaria diretta.
Volkswagen emissions scandal: A timeline
Le Azioni Legali e Collettive in Italia
In Italia, la gestione del Dieselgate ha visto diverse associazioni di consumatori impegnarsi per tutelare i diritti degli automobilisti coinvolti. Il Codacons Caserta, ad esempio, ha già presentato denuncia penale contro il colosso tedesco per truffa. La Volkswagen ha risposto al Codacons Caserta affermando che le auto sarebbero state richiamate in sede per le opportune modifiche alla centralina. Tuttavia, come sottolineato, il punto non è solo la modifica tecnica, ma il danno economico subito dai proprietari.
Un avviso importante è stato diffuso riguardo alla "Class Action" in Italia. Il Codacons Caserta e altre poche associazioni che effettivamente tutelano i consumatori hanno da sempre denunciato che la Class Action in Italia è una legge concepita per evitare grandi esborsi economici da parte delle multinazionali. Negli ultimi sette anni, pochi tra politici, giornalisti e consumatori hanno denunciato tale situazione, anzi si è continuato a parlare e scrivere di Class Action come soluzione.
Altroconsumo, parte del network Euroconsumers, ha promosso un'azione collettiva che si è conclusa con successo. Questa vicenda, durata oltre dieci anni, ha visto un accordo transattivo tra Altroconsumo e Volkswagen nel maggio 2024. Grazie a questa iniziativa, oltre 46.700 consumatori italiani hanno ottenuto complessivamente più di 42,8 milioni di euro. I risarcimenti per veicolo sono stati compresi tra 550 e 1.100 euro, con una maggiorazione di 300 euro in caso di comproprietà. In totale, 46.740 aderenti hanno accettato la proposta transattiva, per un ammontare complessivo di 42.844.354 euro. Questo risultato è stato definito "numeri record" da Federico Cavallo, Responsabile Corporate Affairs & Public Relations di Altroconsumo, che ha rivendicato un successo ottenuto dopo oltre dieci anni di contenzioso e negoziazione, dimostrando che la tutela collettiva dei consumatori può essere efficace e portare risultati concreti anche al di là della via giudiziale, quando c’è dialogo e positiva collaborazione tra le parti. La fiducia dei consumatori ha ripagato il lavoro di Altroconsumo, che si conferma un punto di riferimento nella rappresentanza dei consumatori, con un risultato concreto e del tutto inedito nel Paese.
Identificazione dei Veicoli Coinvolti
È possibile fare un primo controllo per verificare se il proprio veicolo è coinvolto nello scandalo Dieselgate. Questa verifica si può effettuare controllando la voce V.9 della carta di circolazione. Le Euro 5, le vetture direttamente interessate, sono contraddistinte da specifiche voci nella carta di circolazione, come:
- 1999/96 CE fase III oppure riga B2 o C;
- 2001/27 CE rif. 1999/96 riga B2 oppure riga C;
- 2005/78 CE rif.2005/55 CE riga B2 oppure riga C;
- 2005/55 CE B2;
- 2006/51 CE rif.
Questi codici permettono ai proprietari di identificare rapidamente se la loro auto rientra tra quelle equipaggiate con il motore AE 189 Euro 5 e quindi potenzialmente soggette alle problematiche legate al Dieselgate.

Il Contesto Internazionale e la Complicità Tedesca
Il caso italiano, sebbene significativo per i numeri raggiunti, presenta differenze rispetto ad altri contesti internazionali. Negli Stati Uniti, ad esempio, i risarcimenti hanno raggiunto livelli molto più elevati. In Europa, invece, le azioni collettive hanno prodotto esiti più frammentati, con disparità tra i vari paesi.
Un aspetto particolarmente controverso della vicenda è stata la percezione di una "complicità" del governo tedesco. Si è osservato che il governo tedesco, che si è da anni eretto a paladino della moralità e della legalità condizionando la vita di tutti i cittadini europei, non ha agito con la stessa severità vista in altri contesti, generando interrogativi sulla sua posizione e sul supporto al colosso automobilistico nazionale. Questa situazione ha sollevato dubbi sull'effettiva imparzialità delle istituzioni e sulla loro capacità di tutelare i cittadini in un contesto sovranazionale.
Nuove Azioni Collettive e Prospettive Future
Nonostante la chiusura di alcune piattaforme per le adesioni, il Codacons continua a raccogliere adesioni per la partecipazione ad una nuova azione collettiva. Questo dimostra la persistenza della volontà di molti consumatori di ottenere un risarcimento equo e di vedere riconosciuto il danno subito.
La vicenda del Dieselgate ha segnato un precedente importante, evidenziando la necessità di una maggiore vigilanza sulle pratiche industriali e sulla conformità alle normative ambientali. Per i consumatori, ha rafforzato l'importanza di informarsi, verificare la documentazione dei veicoli e aderire a iniziative collettive per la tutela dei propri diritti. Il successo delle azioni legali, come quella promossa da Altroconsumo, dimostra che la pressione dei consumatori e l'azione coordinata delle associazioni possono portare a risultati concreti e significativi, anche contro giganti industriali.
Lezioni Apprese e Implicazioni per il Futore
Lo scandalo Dieselgate ha insegnato diverse lezioni importanti. In primo luogo, ha evidenziato l'importanza della trasparenza e della responsabilità aziendale. Le aziende devono operare nel rispetto delle normative e dei principi etici, evitando pratiche ingannevoli che possono danneggiare sia i consumatori che l'ambiente. In secondo luogo, ha sottolineato la necessità di meccanismi di controllo e vigilanza efficaci da parte delle autorità regolatorie, a livello nazionale e internazionale. La scoperta del "defeat device" ha rivelato una falla nel sistema di omologazione e la necessità di test più robusti e difficilmente aggirabili.
In terzo luogo, il caso ha rafforzato il ruolo cruciale delle associazioni di consumatori. Organizzazioni come Altroconsumo e Codacons hanno dimostrato la loro capacità di aggregare e rappresentare gli interessi di migliaia di individui, ottenendo risarcimenti e portando alla luce ingiustizie che altrimenti sarebbero rimaste impunite. La loro azione ha contribuito a ristabilire un certo grado di equilibrio tra il potere delle grandi multinazionali e i diritti dei singoli cittadini.

Infine, il Dieselgate ha avuto un impatto duraturo sulla percezione pubblica delle case automobilistiche e sulla fiducia nei confronti dell'industria. Ha accelerato la transizione verso motorizzazioni più pulite e ha spinto l'innovazione nel settore dei veicoli elettrici e ibridi. Le conseguenze ambientali delle emissioni eccessive di NOx hanno inoltre richiamato l'attenzione sulla qualità dell'aria e sulla salute pubblica, rendendo i consumatori più consapevoli dell'impatto ambientale delle loro scelte di acquisto.
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