Il filtro antiparticolato (FAP), spesso abbreviato anche come DPF, è un componente essenziale e molto importante nei veicoli diesel moderni. La sua funzione principale è catturare le polveri sottili (particolato) generate dalla combustione del carburante, impedendo che si disperdano nell'ambiente e riducendo le emissioni nocive. Questo influisce direttamente sulle prestazioni e sulla pulizia del motore stesso. Trattandosi, di fatto, di un filtro, è assolutamente naturale che nel tempo si intasi a causa dell’accumulo di particolato, specialmente quando il veicolo viene utilizzato principalmente per brevi tragitti urbani dove il motore non raggiunge temperature sufficienti a bruciare completamente i residui. Un FAP intasato può compromettere le prestazioni del motore, aumentare i consumi di carburante, e in casi gravi, causare danni molto costosi al motore stesso, come un sovraccarico del sistema di scarico e un aumento della pressione dei gas di scarico. Se non viene sostituito o rigenerato in tempo, potrebbe anche causare un aumento delle emissioni nocive, rendendo il veicolo meno efficiente e più inquinante, con ulteriori problemi e costi nel lungo periodo.

Il processo di rigenerazione del FAP
Il filtro antiparticolato è costituito da un corpo ceramico di carburo di silicio strutturato a nido d’ape che filtra il 100% del flusso di gas di scarico. Il filtro antiparticolato funziona in due fasi. In primo luogo, filtra le particelle fini e le raccoglie. Queste particelle si agglomerano per formare uno strato spesso intorno al filtro, che alla fine può intasarlo. In una seconda fase, la fase di rigenerazione brucerà questo strato di particelle fini per distruggerle. In questo modo, il FAP può raccogliere di nuovo le particelle fini e iniziare nuovi cicli di riciclaggio.
Per risolvere il problema dell'accumulo di particolato, la centralina del motore solitamente attua la rigenerazione del filtro, che consiste nel bruciare le particelle di carbonio intrappolate al suo interno e ripristinare la capacità di filtraggio del filtro. La rigenerazione in sé dura pochissimi minuti e mentre si è alla guida non si avverte assolutamente nulla in quanto la pulizia è molto silenziosa.
Nelle auto di “vecchia” generazione, l’auto avvisa accendendo la spia FAP e si spegne quando il processo termina. Se il filtro è progettato per la rigenerazione, il proprietario del veicolo dovrebbe di norma essere avvisato da una spia quando è necessario mettere sotto sforzo il motore per la pulizia del filtro.

Rigenerazione automatica e sue condizioni
Il filtro antiparticolato è programmato per attivare il processo di rigenerazione o autorigenerazione in modo automatico. Questo processo si attiva dopo che il motore dell’auto viene utilizzato per un certo periodo di tempo, solitamente tra le 10 e le 15 ore, o percorrendo circa 500 chilometri. Tuttavia, per far sì che la rigenerazione abbia luogo, il veicolo deve essere abbastanza caldo da raggiungere quasi 600°C nel filtro antiparticolato. Questo è il motivo per cui l'intasamento è più frequente nei veicoli che vengono utilizzati principalmente per brevi tragitti urbani, dove il motore non raggiunge temperature sufficienti a bruciare completamente i residui accumulati nel filtro.
Per consentire un’efficace autorigenerazione, sarebbe consigliabile percorrere strade a scorrimento veloce, a media velocità (tra 60 km/h e 80-90 km/h o 3 mila giri/minuto), in maniera costante fino a che la spia non si spegne. Il processo di rigenerazione in marcia è possibile solo se il sistema di controllo dell’auto segnala che il FAP ha bisogno di essere pulito. In questo caso, è raccomandato mantenere la velocità dell’auto sopra i 60 km/h e guidare per almeno 5 minuti mantenendo il motore a un regime di almeno 3.000 giri/min. Si raccomanda di effettuare questo tipo di pulizia FAP auto ogni due settimane, in modo da evitare l’intasamento del filtro e completare correttamente il processo di rigenerazione del FAP. Questo metodo è applicabile a tutti i tipi di filtri antiparticolato indipendentemente dal modello dell’auto.
Per i veicoli con cambio automatico, come la Skoda Octavia Wagon del 2016 1.6TDI 110cv DSG, il manuale d'uso può indicare di percorrere un tratto di 10/15 km a velocità comprese tra 50 e 110 km/h una volta raggiunti i 90° e possibilmente senza mai scendere sotto questa soglia di velocità. L'autostrada è l'ideale per questo esercizio, ma vanno bene anche strade semplici. Mantenere il regime del motore ad un minimo di 3.000 giri/min. Il livello di riscaldamento del motore è indirettamente correlato al livello del FAP. Se l'auto ha un cambio automatico, si può passare alla modalità manuale tirando le marce. Tuttavia, non c'è bisogno di andare fino al limitatore. Guidare così per un minimo di 30 minuti. Questo avvierà un ciclo di rigenerazione e il FAP sarà pulito. Questa operazione dovrebbe essere ripetuta regolarmente, idealmente una volta ogni due settimane.
Spia del Fap lampeggia cosa fare ? come forzare la rigenerazione manualmente
Cosa fare quando la spia del FAP è accesa
Quando il filtro antiparticolato si intasa e raggiunge un livello critico, la centralina del motore interviene per proteggere il motore stesso. In questo caso, il motore non funzionerà a piena potenza e la spia di emergenza del filtro antiparticolato si accenderà, indicata di solito dal colore giallo. Questo indica che il filtro necessita di una rigenerazione. Se la spia si accende, significa che la rigenerazione è stata interrotta più volte e mai portata a termine, quindi l'auto segnala la necessità di "forzarla".
Dunque, la spia accesa sta a significare che il filtro necessita della rigenerazione. Si dovrebbe attuare la procedura d'emergenza, ovvero percorrere, lungo una strada extraurbana una ventina di km in quarta marcia, con motore che supera i 2000 giri al minuto, finché la spia non si sarà spenta. Con le basse temperature, il motore potrebbe faticare a salire in temperatura e al contempo ad ultimare la rigenerazione, pertanto, potrebbe essere necessario percorrere diversi km in più. La procedura di emergenza per il filtro antiparticolato è spiegata anche nel libretto della vettura. Evidentemente, per più di 5-6 volte avrà tentato di rigenerare, ma senza risultati. Le cause sono spesso percorsi troppo brevi e temperature invernali.
Se la spia non si spegne e il motore dell’auto è in recovery (perdita di potenza e prestazioni ridotte), significa che il filtro FAP è talmente intasato che la rigenerazione automatica non basta e la temperatura dei gas presenti è diventata insufficiente. In questo caso, se non si riesce a farla spegnere neanche con la procedura d'emergenza, l'unica è portare l'auto al service e far fare loro la procedura, ma si tratta di eventi che dovrebbero essere una rarità.

Soluzioni per la pulizia del FAP intasato
Se il processo di rigenerazione del filtro antiparticolato non si completa, ci sono diverse opzioni per pulire il filtro antiparticolato. Un FAP intasato è un incubo per ogni automobilista con un’auto diesel. Ma prima di correre dal meccanico e sborsare centinaia di euro, vale la pena provare la pulizia fai-da-te.
Pulizia fai-da-te con additivi
La pulizia fai-da-te più accessibile passa dagli additivi che si versano direttamente nel serbatoio. Fortunatamente, esiste una soluzione fai da te che permette di risolvere il problema senza bisogno di smontare il filtro: l’uso di un additivo diesel per FAP/DPF. Il FAP/DPF si intasa principalmente per l’accumulo di particolato derivante dalla combustione incompleta del gasolio. Gli additivi per la pulizia del filtro antiparticolato sono formulati per ridurre la temperatura di combustione del particolato intrappolato nel filtro, favorendo una rigenerazione più rapida ed efficace. Questi prodotti abbassano la temperatura necessaria per bruciare la fuliggine, permettendo al FAP di auto-pulirsi anche durante la guida cittadina.
Ad esempio, l’applicazione di Bardahl DPF Cleaner è semplice e non richiede conoscenze meccaniche avanzate. Ecco come procedere:
- Versare l’additivo nel serbatoio: generalmente, un flacone è sufficiente per un pieno di carburante. Alcuni veicoli, soprattutto quelli più recenti, hanno il blocco del serbatoio che si può facilmente aggirare con un imbuto per diesel.
- Il trucco è versarli con il serbatoio mezzo vuoto per renderli più concentrati, poi fare almeno 20 minuti di autostrada a velocità costante.
- Ripetere periodicamente il trattamento: per mantenere il FAP/DPF efficiente, utilizzare l’additivo almeno ogni 3.000 km.
La pulizia del FAP/DPF fai da te con l’uso di un additivo diesel per FAP è una soluzione pratica ed economica per mantenere l’efficienza del motore ed evitare costose riparazioni.

Pulizia con kit spray e sonda
Per gli intasamenti più ostinati, esistono i kit spray con sonda flessibile. Il detergente FAP di Würth, ad esempio, consente di pulire il filtro senza doverlo rimuovere manualmente. Con la specifica sonda in dotazione, lo smontaggio non è necessario. Questi detergenti sciolgono i depositi più duri e raggiungono zone che gli additivi da serbatoio non toccano. Ai prodotti più concentrati servono applicatori esterni come pistole o pompe.
La procedura è più complessa:
- Assicurarsi che la temperatura d’esercizio sia inferiore a 50° C. Il pulitore non deve essere usato quando il filtro antiparticolato è caldo. È importante effettuare questa operazione con il motore freddo e spento.
- Smontare il sensore di temperatura o di pressione.
- Inserire la sonda attraverso l’apertura e svuotare l’intero contenuto lasciandolo agire per qualche minuto. Oppure si può eseguire la rigenerazione attraverso una prova su strada.
- Collegare la bomboletta del detergente pulitore FAP e spruzzare il contenuto nel filtro attraverso il manicotto di ingresso, facendo attenzione a seguire le istruzioni fornite dal produttore.
Bastano pochi passaggi per una pulizia efficace del filtro antiparticolato.

Rigenerazione forzata in officina
Se il filtro FAP è talmente intasato che la rigenerazione automatica non basta e la temperatura dei gas presenti è diventata insufficiente, sarà necessario procedere con una rigenerazione forzata presso un'officina oppure alla sostituzione del filtro. Nella maggior parte dei casi, è sufficiente la rigenerazione forzata del FAP oppure il lavaggio del filtro con prodotti specifici.
Il meccanico provvederà a compiere questa procedura con il veicolo fermo (da qui la forzatura). Attraverso un software si comanderà alla centralina motore di operare la rigenerazione, e l’operazione durerà dai 10 ai 15 minuti durante i quali il motore, con il cambio in folle, viene portato su di giri. Inoltre, vengono modulati opportunamente la valvola EGR, il turbocompressore e i tempi e le durate delle iniezioni, introducendo un particolare additivo.
Il prezzo pulizia filtro antiparticolato può variare notevolmente. Se si utilizza un kit di pulizia FAP e si procede da soli, il costo può essere relativamente basso. Ma bisogna considerare che la pulizia del filtro da parte di personale tecnico avviene con strumenti appositi capaci di fare una pulizia profonda e durevole.

Prevenzione e manutenzione del FAP
La pulizia del filtro antiparticolato è un’operazione fondamentale per la buona salute di ogni motore Diesel. Per far durare il più a lungo possibile il tuo filtro antiparticolato, è quindi necessario effettuare regolarmente questi cicli di rigenerazione FAP. Tuttavia, la pulizia fai-da-te ha i suoi limiti. Se il FAP è gravemente intasato, soprattutto con anni di utilizzo scorretto, difficilmente tornerà come nuovo solo con i prodotti chimici.
Consigli per prolungare la vita del FAP
Per evitare problemi e prolungare la durata del filtro antiparticolato, è importante adottare alcune buone abitudini:
- Guida corretta: Innanzitutto, è importante guidare il veicolo in modo corretto, evitando di utilizzare i bassi regimi per un periodo prolungato e cercando di guidare a velocità costante per lunghi tragitti. Almeno una volta a settimana fare un bel viaggetto in autostrada di 20-30 minuti.
- Olio motore adeguato: In secondo luogo, è consigliabile utilizzare sempre l’olio motore raccomandato dal produttore del veicolo. Usare sempre olio Low-SAPS.
- Manutenzione periodica: Terzo, è fondamentale sottoporre il veicolo a controlli tecnici e manutenzione periodica. Il filtro antiparticolato è soggetto a usura e necessita di manutenzione e controlli regolari.
Non interrompere mai le rigenerazioni automatiche. Se ti è mai capitato di percepire delle prestazioni ridotte durante la marcia o di vedere del fumo nero uscire dallo scarico, solitamente, la causa è il filtro antiparticolato, una componente fondamentale per mantenere in buona salute il motore della tua auto.

Durata e sostituzione del FAP
La durata del filtro antiparticolato dipende dalla generazione del filtro stesso e dall’uso che si fa del veicolo. In media, un filtro antiparticolato FAP può durare dai 120.000 ai 180.000 chilometri, mentre per i DPF si può arrivare fino ai 250.000 chilometri.
Cambiare il filtro antiparticolato è necessario quando ha subito danni fisici e intasamenti irreversibili, oppure quando il malfunzionamento del sensore o del sistema di controllo richiede la sostituzione del filtro. Filtri antiparticolato non originali possono anche costare 500 euro, mentre filtri antiparticolato rigenerati si possono trovare a 300 euro. In caso di necessità di sostituzione del filtro antiparticolato, molti proprietari di auto cercano di risparmiare denaro acquistando ricambi usati. Tuttavia, questo metodo non farà miracoli. Se il FAP è irrimediabilmente danneggiato, si dovrà procedere alla sua sostituzione. In caso di dubbio, chiedere consiglio a un concessionario o a un centro auto. Quest'ultimo sarà in grado di testare se il dispositivo antinquinamento è danneggiato o meno.
La rimozione del FAP è illegale
È importante sottolineare che rimuovere il filtro antiparticolato è illegale e inquinante, in quanto viola il Codice della Strada (Art. 78) e rende il veicolo non conforme agli standard europei in materia di inquinamento. Questa pratica è punita sia con sanzioni che a livello penale. Una buona manutenzione e cura del filtro antiparticolato è utile al fine di evitare problemi in fase di revisione, ma è soprattutto un dovere nei confronti dell’aria che respiriamo.
