Toyota Yaris 1000: Un'Analisi Approfondita del "Piccolo Genio"

La Toyota Yaris, un nome che evoca versatilità e affidabilità nel panorama delle utilitarie, ha una storia ricca e complessa, distinguendosi per la sua capacità di adattarsi alle esigenze dei diversi mercati globali. Conosciuta come Yaris in Europa, Australia e Stati Uniti d'America, in Canada è stata venduta come Toyota Echo, mentre in Giappone e in alcuni paesi asiatici è commercializzata come Toyota Vitz. Questa molteplicità di denominazioni sottolinea la sua diffusione e il suo successo internazionale.

Mappa delle denominazioni globali Toyota Yaris/Vitz/Echo

La Prima Generazione (1999-2005): Nascita di un Icona

La storia della Yaris inizia con la presentazione della concept car Funtime nel 1997. In Europa, il modello è stato commercializzato dal gennaio 1999, sebbene fosse già in vendita sul mercato nipponico dall'anno precedente come Vitz. Fin dal suo lancio, la Yaris ha conquistato il pubblico con lo slogan "Piccolo genio", proponendosi come una vettura compatta ma intelligente nel suo design e nelle sue soluzioni. È stata offerta fin da subito nelle versioni a 3 e 5 porte, per soddisfare diverse esigenze di praticità e accesso.

Motorizzazioni e Allestimenti Iniziali

Inizialmente, la Yaris fu prodotta con una sola motorizzazione a benzina da 1.0 litri 16 valvole, erogante 68 cavalli. Questo propulsore, sebbene di piccola cilindrata, si dimostrò sufficiente per un utilizzo urbano ed extraurbano moderato. Nel 2000, la gamma fu ampliata con l'introduzione di un motore 1.3 litri 16V bialbero da 86 cavalli, offrendo maggiori prestazioni. Alle due motorizzazioni a benzina si aggiunse nel 2001 l'opzione diesel, composta da un 1.4 litri D-4D turbodiesel da 75 cavalli, pensato per chi percorreva lunghe distanze o desiderava minori consumi.

Le versioni disponibili erano quattro, ognuna con un livello crescente di dotazioni:

  • Base: Includeva strumentazione digitale, computer di bordo, 2 airbag, maniglie in tinta con la carrozzeria, pretensionatore delle cinture di sicurezza anteriori e posteriori, vetri elettrici anteriori, sedile posteriore scorrevole, poggiatesta posteriori e anteriori attivi e chiusura centralizzata.
  • Sol: Aggiungeva climatizzatore manuale con filtro antipolline, chiusura centralizzata con radiocomando e retrovisori elettrici.
  • Luna: Disponibile solo con il motore 1.3 VVT-i, rispetto al precedente allestimento vedeva l'aggiunta dei fari fendinebbia, volante e pomello del cambio in pelle e interni specifici.
  • TS: La versione più sportiva, disponibile esclusivamente con motore 1.5, riprendeva le dotazioni della versione Luna con l'aggiunta di selleria specifica sportiva, pomelli dei comandi di ventilazione e maniglie cromate e un pacchetto sportivo caratterizzato da minigonne e paraurti specifici.

Su tutte le versioni poteva essere richiesto il navigatore satellitare "Turn by Turn". La Yaris 1.0 poteva essere equipaggiata con il cambio "Toyota Free-Tronic", un manuale con frizione automatizzata (assenza del pedale frizione), che offriva una guida più confortevole, soprattutto nel traffico cittadino. Tutte le motorizzazioni prodotte fino al 2004 rispettavano i parametri antiinquinamento della normativa Euro 3.

La Yaris Verso: Un'Opzione Monovolume

Nel 2000, alla gamma si aggiunse una versione monovolume, denominata Verso, in linea con le versioni similari delle altre vetture Toyota. Il telaio e gli interni erano gli stessi della versione berlina, ma si distingueva per il portellone posteriore del bagagliaio con apertura laterale incernierata a destra, che facilitava il carico e scarico di oggetti ingombranti. La gamma motori della Verso era privata del piccolo 1.0, mantenendo il 1.3 VVT-i e il 1.4 D-4D, più adatti al maggiore peso e alle esigenze di una monovolume.

Toyota Yaris Verso

Il Restyling del 2003

Contemporaneamente all'esordio sul mercato statunitense, la Yaris venne sottoposta a un lieve restyling nel febbraio 2003. Il frontale ricevette una nuova fanaleria a goccia e un nuovo paraurti con nervature disposte in modo da formare una "U", conferendole un aspetto più moderno e distintivo. L'antenna fu spostata nella zona posteriore del tetto. Tra gli allestimenti rimanevano Base e Sol, mentre l'allestimento Luna era unificato all'allestimento Sol. La dotazione di serie ora comprendeva ABS con EBD, 4 airbag e lettore CD, migliorando significativamente la sicurezza e l'intrattenimento a bordo. L'interno fu "rinfrescato" con scelte cromatiche grigio-chiaro, soprattutto nella zona dei comandi del controllo dell'aria, per un ambiente più luminoso e accogliente. I propulsori a benzina furono riomologati secondo gli standard Euro 4 e il piccolo 1.0 da una potenza originaria di 68 cavalli passò a 65 (fino alla fine della prima generazione, poi sarebbe diventato di 69 CV). Il 1.3 non subì alcuna variazione in termini di potenza e struttura, mentre il turbodiesel 1.4 D-4D rimase Euro 3.

La Seconda Generazione (2005-2011): Evoluzione del Progetto XP9

La seconda generazione della Yaris esordì in Giappone nel 2004, mentre in Europa, Australia, Messico, Canada e Stati Uniti d'America fu lanciata l'anno seguente. Fu totalmente rinnovata a partire dalla piattaforma di base, che adottava sospensioni configurate come MacPherson all'avantreno e ponte torcente al retrotreno, per un migliore equilibrio tra comfort e tenuta di strada. Questa generazione è nota come Progetto XP9. La versione Verso non venne riproposta, concentrandosi sul modello berlina che presentava una carrozzeria leggermente più lunga (3,75 metri). Il design si ispirava vagamente alla prima serie, ma con numerosi elementi presi dalla Corolla E120, per un look più maturo e dinamico.

Motorizzazioni e Allestimenti della Seconda Serie

In Italia, la seconda generazione fu venduta inizialmente con una gamma di due allestimenti: Base e Sol. La versione Sol era personalizzabile con l'aggiunta del pacchetto di accessori Luxury, che comprendeva Smart Entry & Start System, climatizzatore automatico, cerchi in lega, fari fendinebbia anteriori e pulsante del freno a mano cromati, per un tocco di esclusività.

Nel 2007 fu introdotta una versione annuale denominata Luna, per riprendere una versione di successo della prima serie. La Luna aveva tutte le dotazioni della 1.3 Sol con la semplice aggiunta di fendinebbia. Nello stesso anno fu introdotta nuovamente la TS, caratterizzata da strumentazione sportiva analogica, climatizzatore automatico e cromature interne, per gli amanti della guida più dinamica.

Nel 2008, la versione Luna venne soppressa e furono inserite due nuove versioni: Now e Navi.

  • Now: Era un mix tra Base e Sol; gli esterni erano caratterizzati da maniglie e calotte non in tinta con la carrozzeria, gli interni presentavano una selleria della versione Base, ma le dotazioni di serie erano tutte quelle della Sol: clima manuale, volante e pomello del cambio in pelle, radio a 6 altoparlanti, comandi radio al volante. In più erano presenti bordini dello stesso colore della carrozzeria attorno alle bocchette dell'aria, contorno dei tappetini colorati e inserto colorato sulla leva del cambio.
  • Navi: Riscattò un notevole successo grazie al navigatore di serie, rendendo la guida più semplice e intuitiva.

Per quanto riguarda la sicurezza, sottoposta nuovamente al crash test dell'Euro NCAP nel 2005, la Yaris raggiunse il punteggio di 5 stelle per 35 punti, confermando l'impegno di Toyota nella protezione degli occupanti. La berlina a quattro porte fu importata in Europa ma restò un'esclusiva riservata ai mercati asiatici, americani e australiani.

Nel settembre del 2008, alla gamma Yaris si aggiunse un nuovo allestimento denominato Navi, caratterizzato da un impianto audio di nuova concezione progettato dalla divisione Eclipse di Fujitsu, che oltre alle tradizionali funzioni integrava l'alloggiamento per una speciale versione di navigatore satellitare TomTom estraibile e installabile anche su altri veicoli. Il navigatore disponeva del supporto Bluetooth e controllo iPod; quest'ultima funzione però ha suscitato diverse critiche a causa della mancanza di un cavo adatto al funzionamento del sistema, disponibile solo a pagamento.

Interni Toyota Yaris con sistema multimediale Navi

La gamma motori iniziale era composta da due propulsori benzina da 1.0 (ora a 3 cilindri) e 1,3 litri capaci di 69 e 87 cavalli, entrambi dotati della fasatura variabile VVT-i, e un turbodiesel 1.4 D-4D da 90 cavalli. Nel restyling del 2008 il 1.3 venne portato a 100 cavalli, migliorando ulteriormente le prestazioni. Nel 2007, alla gamma si aggiunse il 1.8 della versione TS per uscire di scena nel dicembre dell'anno seguente.

Come la prima serie, anche per la seconda nel marzo del 2007 fu introdotto l'allestimento sportivo TS che offriva una taratura di assetto e sospensioni più rigide, nonché un propulsore di 1,8 litri dotato della tecnologia Dual VVT-i (doppia fasatura variabile delle valvole) capace di erogare 133 cavalli. Esteticamente la TS presentava paraurti anteriori, posteriori e minigonne specifiche; in particolare nel frontale spiccava la griglia a nido d'ape, mentre il posteriore presentava un terminale di scarico cromato, oltre all'inedita fanaleria a LED. La dotazione di serie comprendeva 9 airbag, ABS con controllo di stabilità e trazione, 4 freni a disco, assetto ribassato e climatizzatore automatico, per un'esperienza di guida sportiva ma sicura. Sul mercato giapponese, la Toyota produsse la Vitz RS con un motore 1.5 16V da 106 cavalli, ma la variante più sportiva in commercio fu la Vitz TRD dotata di motore 1.5 16V turbocompresso da 163 cavalli con un'accelerazione 0-100 km/h in 7 secondi, dimostrando il potenziale prestazionale del modello.

Il Lieve Restyling del 2009 e le Novità

Nel gennaio 2009, la Yaris subì un lieve restyling: la nuova versione diventò leggermente più lunga (3,78 m) a causa del nuovo disegno dei paraurti, più spigolosi. Nella coda fu rinnovata la fanaleria che presentava inedite nervature sagomate a seconda della posizione dei LED, per un look più distintivo. Rivisti anche gli interni: la consolle centrale e le razze del volante avevano rifiniture in plastica simil alluminio, l'autoradio disponeva dell'ingresso per lettori MP3, mentre la porta USB era a pagamento. Rimaneva disponibile il Luxury Pack con l'aggiunta di vetri elettrici posteriori e vivavoce Bluetooth.

Nel successivo aggiornamento di dicembre 2009, le versioni Sol persero la strumentazione digitale in luogo della classica analogica, mentre per le altre versioni la strumentazione rimase digitale. Inoltre, la versione Base fu venduta con le maniglie non in tinta con la carrozzeria. Per il mercato italiano a dicembre 2009, furono introdotte le nuove versioni Sol MY'10 che potevano essere personalizzate o con il Comfort Pack (climatizzatore automatico e fendinebbia), oppure con Luxury Pack (con la scomparsa dello Smart Entry System).

Per il mercato nipponico, gli indicatori di direzione laterali furono spostati e integrati nei gusci degli specchi retrovisori. Tra le motorizzazioni esordivano un nuovo 1.0 12V VVT-i con alimentazione bifuel benzina e GPL sviluppato in collaborazione con la Landi Renzo (disponibile da marzo 2010), con un consumo urbano di 6 l/100 km ed extraurbano di 4,4 l/100 km, offrendo un'alternativa più ecologica ed economica. Un nuovo 1.3 16V VVT-i da 100 cavalli dotato di sistema Stop & Start fu introdotto, migliorando l'efficienza dei consumi, mentre il 1.4 D-4D dal 2010 era disponibile solo con filtro antiparticolato, per conformarsi alle normative sulle emissioni.

La dotazione di serie fu impoverita: infatti, la versione pre-restyling disponeva di nove airbag di serie, mentre la nuova ne presentava solo quattro nella versione d'accesso Now (la più venduta) oppure sette per la versione Sol MY'10. Erano disponibili solo come optional anche il controllo di stabilità e quello di trazione, un passo indietro rispetto alla precedente offerta. Nella sua uscita dal mercato, un progetto frutto di un'operazione di co-branding vide riutilizzare questa generazione della Yaris per la realizzazione di un modello firmato Daihatsu: la Charade. Essa mantenne inalterate le proporzioni della Yaris e le sue caratteristiche estetiche e fu offerta con un unico propulsore (il 1.3 da 100 CV) e un unico allestimento full optional.

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La Terza Generazione (2011-2019): Innovazione e Ibridizzazione

La terza generazione della Yaris fu presentata a settembre 2011 al salone dell'automobile di Francoforte e incominciò a essere commercializzata nell'ottobre dello stesso anno. La carrozzeria era caratterizzata da linee ispirate a quelle della Prius+ e della Verso-S, conferendole un aspetto più moderno e aerodinamico. Per aumentare l'aerodinamicità, diversamente dalle due serie passate, aveva un solo tergicristallo. La strumentazione non fu più collocata al centro del cruscotto, come nelle due generazioni precedenti, ma nella classica posizione dietro al volante, per un'ergonomia più tradizionale.

Rispetto alla Yaris di seconda serie, lo spazio per le ginocchia nel divano posteriore crebbe di 35 mm, migliorando il comfort per i passeggeri. Il baule aveva una capacità di 285 litri, che aumentava a 765 litri ribaltando i sedili posteriori (non sono più scorrevoli come nelle due vecchie generazioni), mantenendo una buona versatilità di carico. Il design dei cerchi in lega, disponibili nelle misure da 15 e 16 pollici, presentava nuovi disegni per le razze.

Motorizzazioni e Allestimenti Iniziali della Terza Serie

Tre le motorizzazioni proposte: un 1.0 VVT-i con 69 CV e un 1.3 VVT-i con 99 CV a benzina, e un 1.4 D-4D a gasolio da 90 CV. Quest'ultimo vantava un consumo di 3,9 l/100 km, rendendolo particolarmente efficiente.

L'allestimento base comprendeva 7 airbag, il controllo elettronico della stabilità, la chiusura centralizzata, l'ESP (disinseribile) e i poggiatesta attivi, garantendo un elevato livello di sicurezza fin dalla versione d'ingresso.

La versione Active offriva, in più della base, sedile di guida regolabile in altezza, volante regolabile in profondità, climatizzatore manuale, volante e leva del cambio in pelle, comandi audio al volante, infotainment con display a colori da 6,1 pollici, lettore CD e connettività Bluetooth e USB/Aux, telecamera posteriore, specchietti retrovisori riscaldabili e regolabili elettricamente, chiusura centralizzata con telecomando, fari a spegnimento ritardato e cerchi di acciaio da 15 pollici, rendendola un'opzione completa e tecnologicamente avanzata.

L'allestimento Lounge aggiungeva: cerchi in lega da 15 pollici a 12 razze, climatizzatore automatico bizona, sensori pioggia e crepuscolare (optional), diverso rivestimento in tessuto per i sedili, filtro antipolline, fendinebbia, vetri elettrici posteriori e specchietto interno fotocromatico (optional), per un comfort superiore.

Nella Style c'erano in più cerchi in lega da 16 pollici bruniti, fari anteriori e cromature bruniti, tetto panoramico (optional), accesso keyless (optional), un assetto più rigido con sospensioni posteriori ribassate, spoiler posteriore e rivestimenti interni specifici, con sedili anteriori più profilati e cuciture rosse per volante e freno a mano, per un'estetica e prestazioni più sportive.

Venne venduta sia nella versione a 3 che a 5 porte, per soddisfare diverse preferenze estetiche e funzionali.

La Yaris Hybrid: Un Nuovo Capitolo

Nel 2012, nasce la Yaris Hybrid, caratterizzata dal funzionamento ibrido benzina/elettrico, segnando un passo importante nell'offerta di Toyota. Il motore da 1,5 litri a ciclo Atkinson eroga 74 CV e 111 Nm di coppia ed è abbinato a un motore elettrico che, oltre a garantire uno spunto in fase di partenza, consente brevi spostamenti in modalità completamente elettrica. Il cambio è a variazione continua gestito elettronicamente, per una guida fluida ed efficiente.

Il Restyling del 2014: "X" sul Frontale e Componenti Inedite

Nel luglio 2014, la Yaris ha subito un restyling, curato dal centro stile Toyota di Nizza e dal chief designer Elvio D'Aprile, in cui la casa giapponese ha investito 85 milioni di euro introducendo mille componenti inedite. La Yaris ha guadagnato 6 centimetri in più rispetto alla versione sostituita per arrivare di 3,94 metri, mentre il passo è rimasto invariato. Per rendere le linee più sportive e gradevoli alla clientela del vecchio continente, è stata disegnata una sorta di “X” sul frontale, elemento divenuto tipico del linguaggio stilistico del costruttore nipponico inaugurato con l'Aygo di seconda generazione nel 2014.

La scocca della Yaris è stata rinforzata ed è stato ridotto il rumore all'interno dell'abitacolo. Adottati nuovi rivestimenti dei passaruota e ancoraggi dei paraurti, realizzati per aumentare la rigidità torsionale e ridurre la propagazione del rumore nell'abitacolo. Rinnovate anche le sospensioni anteriori, per assicurare un maggiore comfort di guida, mentre lo sterzo servoassistito, grazie a una nuova gestione elettronica, assicura una migliore manovrabilità. Infine, è presente un nuovo sistema di controllo della stabilità, ora disinseribile fino a una velocità di 50 km/h.

Al posteriore esordisce un nuovo paraurti con finto diffusore integrato e davanti sono presenti nuovi gruppi ottici a LED diurni (non su tutti gli allestimenti). L'impianto multimediale, chiamato Toyota Touch 2, è dotato di uno nuovo schermo con dimensioni maggiorate da 6,1 a 7 pollici, oltre a essere più evoluto nella grafica e nelle funzioni. Oltre agli allestimenti presentati nel 2011, adesso si aggiungono gli allestimenti Cool, Hybrid Cool, Hybrid Active e Hybrid Style, per ampliare la scelta e soddisfare diverse esigenze.

Anche i motori sono stati aggiornati, in particolare il motore 1.0 e quello ibrido: nel 1.0 VVT-i le emissioni sono scese a 99 g/km di CO2 e i consumi dichiarati sono di 4,3 L/100 km, rendendolo più efficiente e rispettoso dell'ambiente. Sia il motore 1.0 sia quello ibrido 1.5 HSD sono stati omologati come Euro 6, mentre i due 1.3 Dual VVT-i da 99 CV e il 1.4 D-4D da 90 CV restano Euro 5.

Toyota Yaris terza generazione restyling frontale

La Yaris di Terza Generazione: Spazio e Tecnologia a Bordo

Nonostante i 10 cm di lunghezza in più, la terza generazione della Yaris rimane una delle utilitarie più compatte, ma la carrozzeria da piccola monovolume permette un buon utilizzo dello spazio e, anche se non c’è più il divano scorrevole, l’abitabilità è ulteriormente migliorata. Davvero maneggevole in città, grazie al vivace e parco 1.0 a benzina la vettura non teme nemmeno i percorsi extraurbani; i freni, però, sono migliorabili. La Lounge non costa poco ma offre di serie anche il superfluo, e nemmeno ripiegando sulla Active si rinuncia ad accessori importanti come l’Esp e i sette airbag.

Contraddistinta da un’abitabilità ulteriormente migliorata rispetto al passato, la Yaris di terza generazione ha una linea più spigolosa e ricca di grinta. Non per questo ha perduto l’impostazione da piccola monovolume determinata dal cofano inclinato quasi quanto il parabrezza, solo che ha rinunciato al divano scorrevole - una peculiarità del vecchio modello - che avrebbe consentito di sfruttare meglio il baule (comunque non piccolo: 286 litri).

Ora l’utilitaria Toyota è anche più lunga (389 cm, 10 in più che in passato), ma resta più compatta della maggior parte delle rivali e conferma le sue caratteristiche di perfetta cittadina: sterzo, frizione e cambio sono dolci da azionare, la maneggevolezza non manca e le sospensioni si rivelano in grado di digerire senza problemi anche il pavé. Inoltre, la visibilità è buona anche dietro e, se non bastasse, c’è la telecamera di retromarcia.

Il 1.0 a tre cilindri (da 69 CV) è il motore base, ma non manca di un piacevole brio, risponde con prontezza all’acceleratore ed è discretamente silenzioso; inoltre, si accontenta di poca benzina, soprattutto fuori città. Sempre nei percorsi extraurbani si apprezzano la tenuta di strada sicura (l’Esp è di serie) e la guida facile e intuitiva, mentre convincono meno i freni: messi “sotto pressione” accusano l’indurimento del comando e perdono di tono.

La Lounge si fa pagare cara, ma offre un livello di dotazione superiore alla media. Per risparmiare c’è la Active, che fa a meno di cerchi in lega, “clima” bizona e alzavetro posteriori elettrici, ma conserva la radio con vivavoce Bluetooth, gli specchi regolabili elettricamente, la telecamera di retromarcia e l’airbag per le ginocchia del guidatore, che si aggiunge a quelli frontali, laterali e per la testa.

Interni Toyota Yaris terza generazione

Plancia e Abitabilità: Comfort e Funzionalità

Il cruscotto è più classico rispetto al passato, ma al centro della plancia - percorsa da una fascia morbida - c’è lo schermo tattile del Toyota Touch che visualizza l’inquadratura della telecamera di retromarcia, permette il controllo di radio e il Bluetooth, e può essere integrato dal navigatore. Notevole l’abitabilità, buona anche per chi viaggia sul divano, e abbondanti i portaoggetti. Il bagagliaio è abbastanza capiente in rapporto alle dimensioni dell’auto, e provvisto di un doppiofondo che ne aumenta la praticità.

Al posto del tecnologico cruscotto centrale del modello uscente ce n’è uno più tradizionale: completo ma criticabile per la leggibilità del piccolo contagiri. Anche se le plastiche non sono ricche, la plancia ha un aspetto “importante” ed è alleggerita da una fascia morbida di colore chiaro; al centro spicca il Toyota Touch, sistema che permette di gestire radio e Bluetooth tramite uno schermo a sfioramento di 6,1 pollici; quest’ultimo (che, però, è afflitto da qualche riflesso di troppo) mostra pure la scena inquadrata dalla telecamera posteriore e può essere integrato dal navigatore (optional) con possibilità di connessione a internet.

Le poltrone davanti (regolabili in altezza tramite una leva dalla fattura migliorabile) sono ampie e ben sagomate, e il divano è adatto anche a occupanti di corporatura robusta: quattro adulti viaggiano comodi; a favore di un eventuale quinto passeggero c’è il pavimento piatto, sebbene lo spazio per le spalle resti abbastanza limitato. L’esemplare in prova montava il pacchetto Comfort, con rivestimenti in pelle e tessuto che danno un “tocco di classe” all’ambiente. Non mancano portaoggetti e alloggiamenti per un paio di bottigliette, e s’apprezza pure il cassetto di fronte al passeggero refrigerato dall’aria del “clima” (ma le prese Aux e Usb ospitate al suo interno sono troppo nascoste).

Con i cinque posti in uso la capienza del bagagliaio è fra le migliori della categoria, e neppure manca di praticità: l’imboccatura è ampia e la profondità sufficiente per contenere una grossa valigia coricata. Utile la possibilità di rialzare il pavimento di 12 cm, eliminando il gradino rispetto alla soglia e anche quello che si forma abbattendo lo schienale del divano (suddiviso asimmetricamente); in quest’ultima condizione si ottengono fino a 158 cm di profondità utile e il volume sale da 286 a 768 litri.

Comportamento su Strada: Agile in Città, Migliorabile sui Lunghi Percorsi

Compatta com’è, in città la Yaris è nel suo habitat naturale, e a facilitare la vita contribuiscono pure la dolcezza dei comandi e la telecamera posteriore che aiuta nei parcheggi. Ma fra le curve non si tira indietro: senza far mancare il comfort, le sospensioni non sono troppo cedevoli e favoriscono la tenuta di strada; inoltre, l’Esp concede un ulteriore margine nelle manovre di emergenza. Ad andatura autostradale viene a mancare un po’ di precisione dello sterzo, ma la riserva di potenza del motore è più che sufficiente e l’insonorizzazione adeguata. Così così i freni: l'impianto si affatica rapidamente.

In Città

La maneggevolezza è ottimale (anche grazie allo sterzo leggero), e con una lunghezza inferiore ai quattro metri trovare parcheggio non è difficile, tanto più che in questo caso si è aiutati dalla visibilità buona in tutte le direzioni e dalla telecamera di retromarcia. Pronto anche il motore, criticabile soltanto per qualche vibrazione di troppo che si manifesta al minimo, ma abbinato a un cambio morbido e preciso e a una frizione non affaticante. Confortevoli le sospensioni, anche sui fondi tormentati.

Fuori Città

Facile e intuitiva da condurre fra le curve, la Yaris tiene bene la strada e soltanto nelle manovre brusche evidenzia qualche alleggerimento della coda (che però rientra subito, anche grazie all’Esp). Nelle lunghe discese è, però, opportuno non sfruttare troppo i freni: mal sopportano lo stress e possono manifestare l’indurimento del comando e fastidiosi cali di tono. Il motore è piuttosto vivace (ma non assetato: i 17 km/l sono facilmente a portata di mano) e se necessario accetta di frullare allegramente sino alla soglia dei 7000 giri: dunque nessun problema in montagna o in qualche rapido sorpasso.

In Autostrada

Nonostante la piccola cilindrata, la Yaris non teme l’autostrada. Certo, lo sterzo perde precisione oltre i 100 km/h (in particolare ai piccoli gradi di rotazione), e dopo i rallentamenti scalare marcia è indispensabile. Ma per il resto non si resta certo delusi, visto che i fruscii aerodinamici e il rumore di rotolamento delle gomme non si sentono troppo e che l’abitacolo risulta efficacemente isolato anche rispetto al motore (che a 130 km/h in quinta lavora a 4300 giri, conservando peraltro una sufficiente riserva di potenza).

Sicurezza: Eccellenza con Piccole Lacune

Promossa dall’Euro NCAP con il punteggio massimo di cinque stelle, l’utilitaria giapponese vanta una dotazione di serie di primo piano, con sette airbag, poggiatesta anteriori anti-colpo di frusta ed Esp inclusi nel prezzo per tutta la gamma; stranamente, tuttavia, il cruise control non è previsto nemmeno a pagamento.

Oltre agli airbag frontali, laterali e per la testa (questi ultimi estesi ai posti dietro), la Yaris offre anche quello che ripara le ginocchia del guidatore (poco diffuso anche nelle vetture di classe superiore). Inoltre, ci sono i poggiatesta attivi, che riducono il rischio del cosiddetto “colpo di frusta”, i controlli elettronici di trazione e stabilità e i fendinebbia. Strano che, contrariamente a quanto accade per la maggior parte delle rivali, il cruise control non si possa ottenere nemmeno a pagamento. Dai crash test effettuati dall’Euro NCAP è derivato un punteggio di cinque stelle (il massimo), con valutazioni parziali dell’89% per quanto riguarda la protezione degli occupanti, dell’81% punti per i bambini trasportati su seggiolini Isofix e del 60% punti per la tutela dei pedoni in caso di investimento; notevoli pure gli 86 punti percentuali assegnati ai dispositivi di assistenza alla sicurezza.

Analisi del Motore 1.0 Litro: Virtù e Limiti

La motorizzazione da 1.0 litri della Yaris, in particolare quella a tre cilindri presente nella seconda e terza generazione, è oggetto di diverse considerazioni da parte degli utenti. In famiglia abbiamo preso una 1.000, come terza auto… Fa onestamente il suo dovere, consuma poco ed è abbastanza valido, in rapporto alle sue caratteristiche, ma è rumoroso e lento. Molti concordano sul fatto che il 1.0 sia da città, e che sulla nuova Yaris sia ancora più lento che sulla vecchia. Questo è un aspetto da conoscere e accettare consapevolmente, perché nella marcia cittadina non è mai un problema. Certo, pretendere di ritrovarsi con la spinta di un turbo benzina lì a portata di mano è utopistico, come anche di sentire ai 110 orari il calcio nella schiena affondando il gas in quinta. Ci sono frangenti in cui è meglio prendersela con calma sulla Yaris.

I difetti che “spariscono” guardando il consumo reale del mille benzina. È alla portata di tutti percorrere i 14 km/litro, senza badare troppo a come si guida. Se poi si è anche bravi e virtuosi driver, allora il sorriso arriva spontaneo: la Yaris copre i 20 km/litro a 120 orari e salendo si resta su medie ottime con quasi 12 km/litro tra i 140 e 150 orari fissi. Andature alle quali disturba molto il ronzio del tre cilindri, che frulla a 5.000 giri/min, come anche un assetto approssimativo e decisamente morbido. Il cambio ha una buona manovrabilità della leva, con la frizione “piuma”.

Riassumendo, l'auto è promossa con il massimo dei voti alla voce consumi (per la cronaca, in città il consumo medio reale è sui 13 km/litro); mediocre la coppia, posta in alto, a fronte di una potenza massima nella media dei mille benzina aspirati. Buca? Binari del tram? Pavè? Digerisce tutto senza troppi disagi per i passeggeri la Yaris. Assetto dalla taratura morbida, ottimo per districarsi in città, meno sui percorsi ricchi di curve e in autostrada. Lo sterzo è leggero (servoassistenza elettrica) e alle andature più sostenute evidenzia tutta la sua scarsa precisione, obbligando a dare tanto angolo anche sui curvoni. Tendenzialmente ha un sottosterzo marcato, accentuato dalla gommatura normale (175 di battistrada su cerchi da 15 pollici) e una spalla generosa. Architettura standard, con sospensioni McPherson all’anteriore e il ponte torcente al retrotreno. Da segnalare un fastidioso effetto scatto nelle manovre lock-to-lock, a volante tutto chiuso. La frenata conta su un impianto misto, dischi all’anteriore e tamburi dietro. Frena nella media la Yaris, anche se avremmo preferito un attacco più deciso nella prima fase della staccata, invece molto progressiva e regolare. Nell’uso più sostenuto si è evidenziato un po’ di fading con il pedale ad allungare moderatamente la propria corsa.

Punti di Forza e Debolezza della Yaris (Gen. 2009)

La Yaris del 2009 presenta molti punti di forza, che sintetizzati in un’unica parola la descrivono come un’auto razionale. È un buon investimento oggi per chi si affida al nuovo modello, visti i valori di mercato relativamente elevati della generazione precedente. Soprattutto, è un’utilitaria con bassi consumi. Stilisticamente ha il frontale a sviluppo verticale, esaltato dal posizionamento dei fari e dalle nervature longitudinali sul cofano. Tema stilistico enfatizzato dall’altezza generosa, con il raccordo tra tetto e muso affidato a un parabrezza molto inclinato che regala l’idea di piccolo monovolume, un ovetto quasi di profilo. Ampio spazio alle vetrature, linea di cintura regolare e mai un problema di visibilità, elevata e migliore rispetto a tante altre utilitarie. La carrozzeria cinque porte sottolinea ancor di più l’altro valore aggiunto della Toyota Yaris: l’abitabilità interna. In appena 3 metri e 78 centimetri di lunghezza si ha uno spazio a bordo al vertice della categoria. Bene chi siede davanti, ma non troppo - specialmente il guidatore, con un supporto non adeguato al piede sinistro -, esaltante l’esperienza per i passeggeri posteriori.

Il motore tre cilindri tutto in alluminio, da 1 litro di cilindrata, è lo stesso che batte sotto al cofano di C1, Aygo e 107, con un problema in più: il peso complessivo della Yaris, superiore a quello delle citycar. In assoluto è auto leggera la Yaris, tuttavia, l’aggravio di chili si fa sentire, specialmente in ripresa. Sfoggia 69 cavalli a 6.000 giri/min, ma la coppia è poca e distribuita in alto.

Ci sono anche degli appunti da muovere alla piccola giapponese. Plastiche povere, rigide al tatto. Sebbene gli accoppiamenti siano nella norma, con buona qualità percepita, minore attenzione è stata posta ad esempio all’insonorizzazione. Delle gommine per attutire il rumore nella chiusura dei numerosi vani avrebbero aiutato, come un maggior impiego di materiale fonoassorbente nel cofano motore. I materiali dei sedili sono un giusto mix tra morbidezza e rigidità, con prevalenza della prima. Decisamente male l’assenza della regolazione degli specchietti retrovisori dall’interno. È inconcepibile che ci si debba sporgere dal finestrino e regolare manualmente il vetro: roba da Fiat 127. Migliorabile la posizione di guida. Troppo eretta: d’accordo, siamo su un’utilitaria che fa dello spazio interno l’arma migliore, ma le lunghe distanze senza poter distendere bene le gambe si fan sentire su chi guida. Anche lo spazio per il poggiapiede è risicato. Strumentazione digitale al centro, seguita da una console in finto alluminio con i comandi della climatizzazione (manuale) e della radio con lettore cd/mp3; sul tunnel è presente l’ingresso aux in. Climatizzatore dal buon funzionamento, in grado di raffreddare rapidamente l’ambiente interno. Senza lode né infamia.

Ultimi accenni ai sedili posteriori. Il divanetto scorre in avanti per privilegiare la capacità di carico del bagagliaio o il confort dei passeggeri. Il vano bagagli accoglie tre trolley con i sedili posteriori spostati in avanti, nel totale si spazia tra un minimo di 272 litri e un massimo di 363.

Valutazione del 1.0 vs 1.3: Un Dibattito Aperto

Spesso si valuta la sostituzione della seconda auto di famiglia con una Yaris. Di primo acchito si dà per scontata la motorizzazione 1000 cc, ma poi, sulla base di prove e pareri vari, si passa a valutare anche il 1300. Il motore 1.33 è considerato da molti un ottimo motore, un gran mulo. Sarebbe stato perfetto se ci fosse stata la possibilità di scegliere anche una motorizzazione turbo. Una curiosità: perché la chiamate 1.33? A mio avviso è davvero un ottimo motore, un gran mulo, ci fosse stata la possibilità di scegliere anche una motorizzazione turbo sarebbe stato perfetto. Il mercato italiano è anche un po' "sfigato", tanto per farti salire un attacco di "bile" ti informo che in Svizzera per circa 18000€ vendono una versione sport del 1.33… con la turbina a geometria variabile.

Ricordati che la macchina pesa… non c'è niente da fare. Non mi stancherò mai di scrivere che il 1.0 è da città, sulla nuova Yaris è ancora più lento che sulla vecchia (le ho entrambe) se vai in extraurbano o in autostrada il 1.0 non va bene. Sbagliando si impara, comunque ottima macchina per la città. Un altro paragone, questa volta con un motore turbo… la mia che è un 1.33 versione SOL (5 porte xò) senza ESP (quindi con i tamburi dietro) pesa oltre 1100kg (con mezzo serbatoio).

Un Buon Affare: Versatilità e Dotazioni

Ottimo compromesso fra ingombri esterni e abitabilità, è un’utilitaria valida in città ma pure dotata dei “numeri” che servono per affrontare il misto e l’autostrada, dove neppure fa mancare il comfort. La completa dotazione di sicurezza e il ricco equipaggiamento di serie giustificano il prezzo superiore a quello delle concorrenti, per quanto qualche dettaglio dell’abitacolo meriterebbe maggior cura.

È compatta e tagliata per la città, eppure si rivela in grado di ospitare degnamente anche i passeggeri posteriori, né fa rinunciare a un bagagliaio capace e pratico: questa giapponese è adatta a chi vuole un’utilitaria versatile e parca nei consumi, con la quale non affrontare soltanto il traffico ma pure qualche trasferta fuoriporta. E in questo senso, nonostante la piccola cilindrata del motore, la Yaris si difende onorevolmente offrendo un discreto comfort, sicurezza e piacere di guida. Certo, alcune finiture sono da migliorare e fra le rivali non ne mancano di più economiche, ma in questo caso a formare il prezzo contribuisce una dotazione che è ricca sotto ogni punto di vista: anche se non si può avere il cruise control, quel che serve per la sicurezza è di serie per tutta la gamma assieme a “chicche” come il touch screen nella plancia e la telecamera posteriore.

Con le numerose campagne promozionali in atto, scegliere una Yaris usata deve essere un saggio equilibrio tra prezzo e usura. Le quotazioni per un modello del 2009 con motore 1.0 benzina 69 cavalli e circa 50 mila chilometri sulle spalle, si attestano tra i 4.800 euro della versione Now 5 porte e 5.300 euro della più accessoriata Sol 5 porte. Chilometri in assoluto pochi, ma considerando l’impiego prevalentemente urbano dell’auto devono accompagnarsi a un attento stato d’uso generale. Con l’ultima generazione proposta in allestimento Edition a 9.900 euro (promozione marzo-aprile 2013), non è propriamente quel che si definisce l’affare del secolo la scelta dell’usato a 5.000 euro. Diverrebbe un colpo interessante a cifre tra i 3.000 e 3.500 euro, per esemplari con pochi chilometri.

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