I Modelli Coupé Volkswagen: Un Viaggio Tra Storia, Innovazione e Design

La storia di Volkswagen è intrinsecamente legata all'idea di democratizzare l'automobile, rendendola accessibile a tutti. Nata durante il Terzo Reich, il suo nome stesso, "Volkswagen" (auto del popolo), ne indicava chiaramente l'obiettivo. Questo ambizioso progetto fu affidato a Ferdinand Porsche, riconosciuto come il fondatore di un gruppo che oggi include marchi prestigiosi come Skoda, Audi, Bugatti, Bentley e Lamborghini. Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale ritardò i piani di sviluppo, ma a metà degli anni '40, sotto la gestione britannica, nacque la Typ 1, il primo Maggiolino. Un successo globale che trovò nel suo prezzo accessibile il segreto per affermarsi come vera e propria "auto del popolo" in un periodo di rapida trasformazione sociale, diventando anche un simbolo della rinascita economica tedesca dopo il conflitto.

L'introduzione di altri modelli negli anni successivi, come la Tipo 2 (l'originale Transporter) e l'iconica Golf, a metà degli anni '70, firmata dal designer italiano Giorgetto Giugiaro, ha consolidato la posizione di Volkswagen nel panorama automobilistico mondiale. Dagli anni '90 in poi, la gamma si è progressivamente ampliata, abbracciando l'elettrificazione dal 2019 in avanti, grazie alla piattaforma MEB.

Volkswagen Maggiolino storico

Le Origini della Scirocco: Un Vento di Cambiamento

Mentre era impegnato nello sviluppo della Volkswagen Golf I, il designer Giorgetto Giugiaro ebbe l'idea di creare una coupé sportiva utilizzando la stessa base. Si mise in contatto con la carrozzeria Karmann e presentò alla dirigenza VW le prime bozze della coupé come successore della Volkswagen Karmann-Ghia Tipo 14. Per ragioni economiche, il consiglio di amministrazione si rifiutò di finanziare lo sviluppo e il progetto, cosicché Karmann si accollò da sola l'intero investimento per la costruzione del veicolo.

Giugiaro disegnò la carrozzeria, che aveva alcune somiglianze con l'Alfa Romeo Alfasud Sprint, progettata da Giugiaro poco tempo prima. Karmann si impegnò per la produzione dei modelli della Scirocco I e II nel suo stabilimento di Osnabrück. In accordo con il consiglio di amministrazione del gruppo VW, al veicolo venne assegnata la denominazione Scirocco. Nell'autunno del 1971, la VW decise di realizzare, sulla base della EA 337 - la prima generazione della Golf - una coupé ad un prezzo contenuto nello stesso segmento di mercato, chiamandola Scirocco.

Il vento che dal Sahara soffia forte verso il Mediterraneo è per tutti lo Scirocco. C'è forse il suo zampino quando un turbine d'aria calda sparigliò i progetti impilati sopra alle scrivanie di Wolfsburg, in quei primi e tormentati anni Settanta del Secolo scorso. Il gigante dell'industria automobilistica tedesca, Volkswagen, era costretto a prendere un nuovo sentiero se non voleva precipitare in un burrone oscuro. Il Maggiolino e tutte le sue derivate, che da quasi trent'anni imperversavano in ogni parte del globo, non potevano più sostenere da sole la gamma di un costruttore che mirava a essere il numero uno in Europa. Dunque, varata la rivoluzione, si ripensò a quella folata calorosa per firmare una coupé importante e innovativa come è stata la Volkswagen Scirocco.

Disegno concettuale della Volkswagen Scirocco

L'Impronta di Giugiaro e la Nascita della Scirocco I

Di fronte a uno scenario di grande difficoltà, i vertici di Wolfsburg si armarono di coraggio e stravolsero la propria realtà. La rivoluzione serviva non solo per rinverdire la gamma delle "auto del popolo", ma era necessaria per stare in sella al mercato anche nel futuro. Gli automobilisti erano diventati più sensibili alle innovazioni, erano stimolati dalla fantasia e dalle capacità di chi riusciva a essere progressista. In quei primi anni Settanta, la Volkswagen era considerata un Marchio reazionario, con i suoi modelli affidati a uno schema meccanico classico che prevedeva la trazione e il motore al posteriore, con quest'ultimo rigorosamente raffreddato ad aria. Il nuovo corso, invece, si affidava a piattaforme moderne che ponevano sia il movimento delle ruote che il propulsore all'anteriore, il quale tra l'altro veniva raffreddato a liquido. La prima vettura che introdusse questo possente cambiamento fu la Passat, poi arrivò l'icona più grande di tutte: la Golf. In mezzo, ovviamente la Scirocco, la coupé che non ti aspetti.

Oggettivamente, le speranze che questa sportivetta riuscisse a ottenere grandi risultati commerciali erano poche; la stessa Volkswagen non se la sentiva di investire da sola nel progetto e affidò alla Karmann di Osnabrück l'assemblaggio completo delle Scirocco. In questo modo si venne a creare un legame diretto con la Karmann-Ghia, la coupé di classe media derivata dal Maggiolino che venne pensionata grazie alla più fresca creatura degli anni '70. Dunque, per riuscire a ritagliarsi uno spazio importante in un segmento competitivo, la Volkswagen affidò le chiavi del progetto, non solo stilistico, a Giorgetto Giugiaro, il designer del secolo. Quest'ultimo era stato chiamato a Wolfsburg per dare forma alla compatta definitiva, la Golf che si ispirava alla Fiat 128, ma riuscì a confezionare anche la Scirocco.

La base di partenza era la stessa della Golf, ma per la sportiva a due volumi venne deciso di adottare una linea più pungente, squadrata e aggressiva. Un oggetto molto piacevole, tagliente e sinuoso che si fondeva benissimo all'interno della società del suo tempo. La matita del grande design si fece sentire in modo positivo. Inoltre, la Scirocco poteva vantare delle sospensioni MacPherson davanti e le ruote interconnesse dietro. Le motorizzazioni del debutto erano tre: un motore 1.1 da 50 CV e un 1.5 da 70 CV o da 80 CV. Nel 1976 arrivò il 1.6 da 110 cavalli della versione GLI, che anticipò di pochissimo la Golf GTI.

La storia della Volkswagen Scirocco

La Seconda Generazione: Evoluzione e Nuove Mode

Nel 1981 sbarcò sul mercato la seconda generazione di Scirocco, dopo che la versione originale aveva totalizzato 505.000 esemplari. Nonostante la crisi petrolifera che aveva condizionato tutto il decennio precedente, il risultato commerciale della coupé prodotta a Osnabrück fu positivo. Adesso, si rilanciò la sfida con un prodotto che stilisticamente cambiava, abbracciando le nuove mode dell'epoca. Dunque, venne operato un taglio netto a tutte le cromature figlie del passato, per inserire dei pannelli in plastica. La celluloide impazzava dappertutto. Sottopelle, la musica non cambiò, anche i motori precedenti vennero confermati, salvo qualche piccolo cambio di cavalleria.

I progetti e disegni per la seconda generazione della VW Scirocco II iniziarono a circolare già a metà degli anni '70. Anche la Scirocco II (nome in codice Tipo 53B) era basata sulla Golf I. Nel 1984 esordì la versione GTX, che si distingueva dalle altre per il doppio alettone posteriore, i cerchi in lega, le bande laterali, lo spoiler anteriore e la scritta “Scirocco” applicata sul lunotto posteriore. Praticamente un punk di Berlino Ovest su quattro ruote. Infine, nel 1986 la Scirocco GTX lasciò il posto alla GTI 16v, con esterni praticamente identici, ma con un motore con testata a 16 valvole da 136 CV sotto al cofano. Una bomba che faceva palpitare il cuore. Il tempo della Scirocco seconda generazione scadde nel 1988, dopo 340.000 esemplari venduti, quando il mercato era stufo di queste coupé di classe media.

Volkswagen Scirocco II in versione sportiva

Il Ritorno della Volkswagen Scirocco: La Terza Generazione

Inseguendo un fenomeno nostalgico, nel 2008 la Volkswagen propose la Scirocco terza generazione, a vent'anni di distanza dall'ultimo esemplare uscito dalle catene di montaggio di Osnabrück. L'obiettivo primario era quello di riconquistare i vecchi clienti e aggiungerne di nuovi. La Scirocco del terzo millennio prendeva ispirazione dalla Concept Car Iroc, dalla quale si distingueva per un nuovo taglio della calandra, meno vistosa, in linea con gli stilemi stilistici dettati dalla Golf VI. L'opera finale venne firmata dal designer italiano Flavio Manzoni.

La Scirocco III è una coupé in configurazione 2+2 posti a trazione anteriore, presentata per la prima volta al pubblico nella primavera del 2008 al Salone di Ginevra, venendo anticipata dalla concept Iroc nell'agosto 2006. Il nome in codice della Scirocco III è "Tipo 13". È stata costruita presso la controllata Volkswagen Autoeuropa - Automóveis Lda. I motori del debutto erano tre benzina e un diesel, ma nel 2010 arrivò il 2.0 da 265 CV che equipaggiava la versione "R" e che permetteva di arrivare a toccare i 250 km/h di velocità massima. Sono anni complicati e difficili per le coupé di questo genere; solo una minoranza sparuta di fedelissimi è disposta a lasciare le proprie fortune su auto del genere. La Volkswagen Scirocco è uscita di produzione il 13 ottobre 2017, a 43 anni dal lancio.

Volkswagen Scirocco R terza generazione

Modelli Attuali e l'Evoluzione del Concetto di Coupé

Oggi i modelli di Volkswagen coprono un portfolio prodotto davvero ampio e completo, sia in termini di carrozzerie sia di motorizzazioni. L'azienda ha continuato a innovare, introducendo nel tempo diverse interpretazioni del concetto di "coupé", pur non sempre nella forma tradizionale a due porte e tetto spiovente.

Tra i modelli più recenti, la Volkswagen Taigo è un esempio di come il concetto di coupé si sia evoluto, assumendo la forma di un piccolo SUV con una coda da coupé, alto da terra. Si somiglia frontalmente alla più compatta T-Cross, ma la Taigo propone un design più slanciato e sportivo. Entrambe montano solo motori benzina.

Nel segmento dei SUV elettrici, la Volkswagen ID.5 si distingue come la versione coupé della ID.4, condividendo la stessa base ma offrendo un design più dinamico e filante. Rispetto alla ID.3, la ID.4 e la ID.5 offrono anche la trazione integrale (265 CV) fino ai 299 CV delle versioni GTX, che hanno o stanno ormai rimpiazzando la precedente generazione di sportive endotermiche conosciute con il nome di GTI. Questa transizione verso l'elettrico mostra come Volkswagen stia ridefinendo i suoi segmenti, pur mantenendo l'attenzione al design e alle prestazioni che hanno caratterizzato i suoi modelli coupé storici.

Volkswagen ID.5 in ricarica

Altri Modelli Sportivi e Le Corrado: Un Decennio di Cambiamenti

Gli anni '80 nella storia di Volkswagen vedono l'introduzione di nuovi modelli sulla base di quelli già lanciati precedentemente. La Corrado, simbolo di un decennio di grossi cambiamenti, fu l'erede della prima Scirocco lanciata negli anni '70. La Corrado, sebbene non fosse una coupé nel senso più stretto del termine come la Scirocco, rappresentò un'evoluzione del concetto di auto sportiva compatta per Volkswagen.

Anche la Golf, nel corso delle sue otto serie, ha sempre avuto versioni sportive, come la GTI, la GTD e l'attuale Golf R, con i suoi 333 CV e la trazione integrale 4Motion. Queste versioni, pur mantenendo la carrozzeria a due volumi, incarnano lo spirito sportivo che tradizionalmente si associa alle coupé, offrendo prestazioni elevate e un'estetica aggressiva.

Volkswagen Corrado G60

L'Amplia Gamma Volkswagen: Dalla Citycar ai Minivan

Oggi i modelli di Volkswagen coprono un portfolio prodotto davvero ampio e completo, sia in termini di carrozzerie sia di motorizzazioni. Si parte con la piccola up!, una vera e propria citycar da 3,6 metri assolutamente adatta per la guida in città e soprattutto per parcheggiare con disinvoltura, vista la forma compatta della sua carrozzeria. Ha quattro posti comodi e viene venduta solo in versione 3 porte con il 1.0 da 65 CV. Precedentemente sono arrivate sul mercato anche versioni elettriche e bi-fuel benzina/metano che si possono trovare d’occasione.

Salendo con i segmenti, la Polo è dal 1975 che riempie la casella di auto utilitaria e il successo, siamo arrivati alla sesta serie lanciata nel 2017, è lì a dimostrarlo. Oggi conta su motori benzina 1.0 (da 80 a 110 CV) e sulla hot-hatch sportiva GTI, che monta il 2.0 TSI con cambio automatico DSG da 207 CV. Tra i modelli di Volkswagen recita ancora un ruolo da assoluta protagonista la Golf. Parliamo dell’ottava serie, oggi disponibile con una carrozzeria di circa 4,3 metri a seconda delle versioni e soprattutto tante motorizzazioni tra cui scegliere. Si parte dai 1.0 turbo benzina (il 110 CV è condiviso con Polo) per salire ai più potenti 1.5 TSI e 2.0 TSI. La Golf più potente in gamma è la “R”, con i suoi 333 CV e la trazione integrale 4Motion. A questi motori si aggiungono i motori ibridi mild (1.0 eTSI, da 110 a 150 CV), l’ibrida plug-in 1.4 eHybrid 204 CV e 1.4 GTE da 245 CV. Tra le Golf Diesel, i motori della famiglia TDI sono i 2.0 con potenze da 116 ai 200 CV della potente GTD con cambio DSG.

Salendo con la gamma, prima di occuparci dei modelli di Volkswagen elettrici, i SUV contano diversi modelli che hanno trovato l’apprezzamento dei clienti. C’è T-Roc, oggi tra le Volkswagen più vendute al mondo e disponibile anche con carrozzeria cabrio, che grazie al recente restyling ha guadagnato sia in tecnologia sia sul lato estetico. Per lei niente ibrido, solo i motori benzina TSI e i Diesel TDI. Stesso discorso per le più compatte T-Cross e Taigo, i B-SUV della Marca tedesca. Si somigliano almeno frontalmente, mentre la seconda propone una coda da piccola coupé alta da terra. Salendo con le dimensioni dei modelli di Volkswagen si considerano Tiguan, Tiguan Allspace (la variante 7 posti), il monovolume Touran e la grande Touareg, nata nel 2002 in condivisione con la prima Porsche Cayenne. Sono altrettanto spaziose, ma decisamente più vicine al terreno, le station wagon Volkswagen. Sono due, la Golf Station (4,64 metri) e la segmento D Passat (4,78 metri).

Passando ai modelli di Volkswagen spinti da motori elettrici, la vettura più compatta in gamma è la ID.3 che dopo il restyling mantiene la sola trazione posteriore, la stessa potenza (204 CV) e viene offerta con due tagli di batteria, da 58 kWh (Pro Performance) e 77 kWh (Pro S). Salendo di segmento Volkswagen ID.4 e ID.5 condividono la stessa base, con la differenza che la seconda è la versione coupé della prima. Rispetto alla ID.3 offrono anche la trazione integrale (265 CV) fino ai 299 CV delle versioni GTX, che hanno o stanno ormai rimpiazzando la precedente generazione di sportive endotermiche conosciute con il nome di GTI. Completa la gamma delle ID la nuova ID.7, la più spaziosa tra le berline ID. Infine, per il trasporto persone, si annoverano nella gamma Volkswagen i minivan, sia termici/ibridi sia elettrici, tra cui, in ordine di grandezza il Caddy (e Caddy California), il Caravelle 6.1, il California, il Grand California, il Multivan e l’ID.Buzz elettrico, nato con l’idea di rappresentare l’idea moderna dell’iconico Transporter della serie T che ha segnato un’epoca.

Prezzi dei Modelli Volkswagen Nuovi

Ricalcando i vari modelli sopra elencati e ricapitolando i prezzi delle Volkswagen nuove abbiamo la up! che parte da 16.800 euro ma è disponibile solo più a stock, quindi a esaurimento scorte. Dopo di lei la Polo, che attacca a 22.250 euro, 10.000 euro esatti in più per la variante GTI, con la piccola sportiva tedesca da 207 CV capace di offrire buone prestazioni grazie al suo motore benzina sovralimentato. Partono rispettivamente da 24.700 euro la Volkswagen Taigo e la Volkswagen T-Cross. Taigo, con la sua coda più pronunciata, costa in realtà meno di T-Cross: arriva a 4,27 metri, contro i 4,11 di T-Cross, e il bagagliaio è più capiente con i suoi 440 litri di base, senza abbattere gli schienali della seconda fila. Entrambe montano solo motori benzina, ma T-Cross è leggermente più cara perché il prezzo base è di 24.750 euro per la 1.0 TSI Style da 95 CV, guidabile anche da neopatentati. Una se non la best seller nelle classifiche di vendita del modelli di Volkswagen nuove attacca a 28.500 euro, circa 1.100 euro in meno dell’altra best seller che è ovviamente la Golf. Tra i SUV, Tiguan parte da 35.500 euro e costa 1.100 euro in meno della T-Roc Cabrio, ben più piccola. Touran parte da 39.600 euro, Tiguan Allspace da 44.200 euro e Touareg si conferma la Volkswagen più cara a listino con i suoi 83.100 euro.

Analizzando i prezzi delle Volkswagen nuove elettriche, ID.3 apre la partita con 41.900 euro, seguita da ID.4 con 56.500 euro e da ID.5 con 58.750 euro, fino ai 65.450 euro della GTX 4Motion. Le station wagon Volkswagen attaccano a 30.500 euro (Golf Station) fino ai 43.250 euro della Passat.

Prezzi di listino dei modelli Volkswagen

Prezzi Volkswagen Usate: Dalla Fox al Bully

Sono davvero tante, per non dire tantissime, le Volkswagen d’occasione. Si parla di migliaia di vetture pronte a essere vendute al miglior offerente. La scelta è talmente ampia che potrebbero servire giorni per elencare tutti i modelli. La più economica Volkswagen d’occasione è una piccola Fox del 2007 che, con i suoi 170.000 chilometri all’attivo, viene venduta a 400 euro. Al contrario, i prezzi delle Volkswagen usate più care vedono in vetta un T1, il famoso Bully degli anni ‘60, che con i suoi 100 chilometri percorsi e i 134.990 euro che chiede il venditore si issa fermamente in prima posizione.

In mezzo migliaia e migliaia Volkswagen d’occasione, dove si semplifica ai modelli più famosi per dare un'indicazione di prezzo. Ovviamente quest’ultimo varia in base al chilometraggio, quindi sono significative per numero le Volkswagen Km0 assimilabili come vetture usate con condizioni pari al nuovo. Ci sono anche auto, come la nuova Golf R con i suoi 333 CV, che hanno preso valore rispetto al prezzo da listino. Se da nuova la più sportiva tra le Golf costa 65.500 euro, non è raro trovare annunci di Golf R usate con prezzi a partire da 66.000 euro in su. Tra i prezzi di Volkswagen usate più consultati dagli utenti, quelli della T-Roc. Specie dopo l’introduzione del restyling, i modelli “pre” partono da cifre intorno ai 16.000 euro, questo il valore richiesto per una T-Roc che ha già superato di poco la soglia dei 200.000 chilometri. Si tratta di un modello del 2018, con motore Diesel.

La storia della Volkswagen Scirocco

Brand Concorrenti di Volkswagen: Un Mercato Competitivo

Volkswagen, in quanto Marchio generalista dai contenuti premium, vede numerosi brand fargli concorrenza diretta. Parlando di mercato europeo, si parte da Tesla che si oppone, con la sua Model Y, ai SUV elettrici ID.4 e ID.5. All’interno dello stesso Gruppo Volkswagen marchi come Skoda e Seat rischiano la costante sovrapposizione dei prodotti. Basti pensare a Volkswagen Polo che condivide quasi tutto con modelli come Seat Ibiza e Skoda Fabia. Stesso discorso per i SUV, con Kamiq a fare concorrenza a T-Roc, Karoq a Tiguan e Kodiaq alla più grande Tiguan Allspace. Audi è fuori da questo discorso, sebbene anche in questo caso Audi A3 sia proposta nello stesso segmento di Golf e Tiguan di Q3, soprattutto perché offre listini più alti rispetto a Volkswagen, non scontrandosi quindi direttamente.

Tra i brand concorrenti di Volkswagen non bisogna dimenticare molti dei marchi ora sotto la proprietà di Stellantis: Peugeot, soprattutto, è la controparte francese di una Casa come Volkswagen, e si può dire lo stesso di Renault. Guardando all’Italia, Fiat può dirsi sfidante quasi diretta di Volkswagen: nata con lo stesso scopo, e la storia lo ha dimostrato a più riprese, la Casa automobilistica più popolare in Italia si sta via via convertendo alla totale elettrificazione e oggi copre diversi segmenti, perlopiù tra le auto compatte, con modelli come 500, anche elettrica, l’eterna Panda, la Tipo più economica di Golf nel segmento C e la nuova 600, un B-SUV concorrente diretto di T-Cross. Infine, tra i brand concorrenti di Volkswagen troviamo Ford, le sud coreane Kia e Hyundai (Hyundai Motor Group.), Honda, Mazda e, soprattutto Toyota.

Confronto tra i principali brand automobilistici

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