Detroit, una città situata nello stato del Michigan, è universalmente riconosciuta come la "Motor City", la culla dell'industria automobilistica mondiale. Fondata nel 1701, questa metropoli ha forgiato la sua identità grazie all'innovazione e alla visione di figure come Henry Ford, che ha rivoluzionato il modo in cui le persone si spostano e concepiscono il trasporto. La città offre un mix unico di cultura, innovazione e un'autentica atmosfera urbana, con tappe imperdibili come il Detroit Institute of Arts, il quartiere di Greektown, il Motown Museum e la passeggiata sul fiume. La stagione migliore per visitarla va da maggio a ottobre, quando le temperature sono miti e si possono godere eventi all’aperto e parchi verdi.
Henry Ford: Il Genio che Mise il Mondo su Ruote
La storia di Henry Ford, uno dei fondatori della Ford Motor Company, inizia a Springwells Township, Wayne County, Michigan, il 30 luglio 1863. Fin dalla giovane età, Henry mostra un precoce interesse per la meccanica. Dopo aver svolto vari lavori, nel 1891 entra a far parte della Edison Illuminating Company di Detroit, dove due anni dopo viene promosso a ingegnere capo. Durante questo periodo, Ford si dedica a esperimenti su automobili e motori a combustione interna, lavorando sia sul posto di lavoro che a casa.
Nel 1893, il primo motore Ford prende vita su un tavolo di legno nella casa di famiglia, al 58 Bagley Avenue di Detroit. Questo momento segna l'inizio di una rivoluzione. Ford lascia il posto in Edison nel 1899 e, alcuni anni dopo, fonda la Ford Motor Company, una delle maggiori società produttrici di automobili negli Stati Uniti e nel mondo. Il suo obiettivo era ambizioso: "mettere il mondo su ruote" e produrre un veicolo economico per il grande pubblico, in un'epoca in cui il possesso di un'auto era un privilegio per pochi.

Il coronamento del genio e della praticità di Henry Ford fu la Model T. Questa vettura era rapida da assemblare grazie all'introduzione del sistema di lavoro della catena di montaggio, facile da utilizzare e semplice da manovrare su tutte le superfici. Ma soprattutto, il suo costo contenuto la rese accessibile alle persone comuni. Desideroso di produrre il maggior numero di auto, dal design più semplice, al costo più basso possibile, Henry Ford non solo creò la prima vettura del mercato di massa al mondo, ma diede forma al futuro. La Ford T, disponibile solo di colore nero, fu prodotta fino al 1927, con 15 milioni di esemplari costruiti.
Henry Ford è rimasto al timone di Ford Motor Company per tutta la vita, condividendo i compiti con il figlio Edsel. Il 26 maggio 1943, quando il figlio morì di tumore, Henry Ford (già ottantenne e plurinfartuato) rese note le sue volontà: l'ex capo della sicurezza Harry Bennett avrebbe continuato a gestire l'attività per suo conto finché i suoi nipoti non avessero compiuto 32 anni. Henry Ford morì nella sua casa di Fairlane, a Dearborn, il 7 aprile 1947 alle 23:40, all'età di 83 anni. Al momento della sua morte, il fiume Rouge esondò causando un blackout, un singolare evento che si sovrappose alla scomparsa di un uomo che aveva illuminato il mondo con le sue innovazioni.
L'Innovazione Oltre l'Automobile: La Hemp Body Car e le Controversie
Ford era un innovatore innato, non solo nell'assemblaggio e nella produzione di massa. Unendo la passione per la natura e un indubbio fiuto per gli affari, l'imprenditore statunitense volle a ogni costo che venisse realizzata una vettura che “uscisse dalla terra”. Impegnò nella ricerca il fior fiore dei suoi ingegneri che nel 1941, dopo 12 anni di ricerca, diedero forma concreta al progetto della Hemp Body Car. Questa automobile sperimentale, mai messa in commercio, era interamente realizzata in fibre di canapa e alimentata da etanolo di canapa, con il carburante raffinato dai semi della pianta.

Tuttavia, la figura di Henry Ford è anche legata a controversie significative. In occasione del suo 75º compleanno, nel 1938, Adolf Hitler lo insignì della Gran Croce del Supremo Ordine dell'Aquila Tedesca, la più alta onorificenza del regime nazista conferibile a uno straniero. Questo riconoscimento fu motivato dall'impegno della sua filiale Ford in Germania nel rifornire l'esercito nazista di mezzi blindati e nel donare tutti gli utili alla causa nazista. Inoltre, Ford, per diversi anni durante il regime nazista, si impegnò a versare 50.000 USD di allora come sostegno al partito di Hitler.
Henry Ford fu anche autore di un libretto in 4 volumi dal titolo "L'ebreo internazionale" (The International Jew: The World's Foremost Problem). Il libretto, che descrive il progetto di dominio sul mondo da parte del popolo ebreo, fu ampiamente diffuso in Germania durante il nazismo e fu fonte di ispirazione per Hitler. Questi aspetti oscuri della sua vita e delle sue ideologie sono parte integrante della sua complessa eredità.
L'Orizzonte dell'Automotive: Dalla Guida Autonoma all'Economia Circolare
Il mondo dell'automotive, nato dalle intuizioni di pionieri come Ford, è in continua evoluzione, spingendosi verso nuove frontiere come la guida autonoma e l'economia circolare. Il 2015 si è chiuso con l'annuncio di una partnership strategica Google-Ford proprio per affinare la tecnologia della guida autonoma. Le notizie che emergono dai primi test condotti da Google sulle Toyota Prius e Lexus per il Self-Driving Car Project hanno mostrato vetture con persone cieche e bambini di dieci anni al posto di guida, dimostrando notevoli progressi.
Oggi, i maggiori produttori stanno annunciando sviluppi significativi. La Tesla, con la sua Model X, è già dotata di diverse funzioni base di guida autonoma. Elon Musk ha annunciato al Wall Street Journal che la prima Tesla a guida completamente autonoma si vedrà entro cinque anni. Anche Apple sta studiando il tema, mentre l'Ad Toyota Akio Toyoda al Tokyo Motor Show ha sottolineato la necessità di stabilire regole sul rapporto auto-auto e auto-uomo, suggerendo una possibile cooperazione tra le industrie automobilistiche in questo campo.
HO PROVATO la TESLA con GUIDA AUTONOMA FSD in EUROPA...cercando di metterla in difficoltà.
Volvo, pioniera della sicurezza, già in possesso della tecnologia capace di leggere lo stato di attenzione del guidatore, ha ora la sua macchina con il volante retrattile, che si piega nella plancia quando non serve più. Bmw ha già un sistema funzionante per il parcheggio automatico. Marchi iconici come Jaguar e Land Rover stanno sviluppando i loro sistemi Advanced Driver Assistance (Adas) e le prime Range Rover sperimentali stanno girando sulle strade di Milton Keynes e Coventry, in Inghilterra. Anche LG e Samsung hanno annunciato ufficialmente il loro esordio nel settore delle auto senza pilota, e Baidu riferisce di aver già testato i veicoli a una velocità di oltre 100 chilometri all’ora nelle strade vicino al suo quartier generale di Pechino.
Secondo uno studio McKinsey & Company, nel 2030 il 15% delle auto vendute globalmente saranno dotate di sistemi di guida autonoma. È un dato di fatto che quasi tutti i prototipi di automobili dotate di funzioni di guida automatiche siano anche elettriche, a zero emissioni, o comunque con propulsori ecorispettosi, evidenziando una convergenza tra innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale.
La Italdesign Giugiaro Gea, presentata in anteprima mondiale al Salone di Ginevra 2015, è stata la regina della fiera. Questa splendida berlina elettrica, nonché un canto del cigno per Giorgetto Giugiaro che l'estate scorsa ha lasciato la sua Italdesign, è un prototipo di auto che si guida da sola. La magnifica Gea è strutturalmente concepita, a partire dalle portiere che si aprono a battente, per accogliere i passeggeri come un salotto. I sedili anteriori ruotano di 180°, e tutto - dal colore della luce interna calda o fredda, agli schermi semitrasparenti fino all’apertura delle portiere - si può comandare dallo smartphone.
Presentata al CES di Las Vegas (una fiera dell’elettronica, significativamente, non dell’auto), la Mercedes-Benz F 015 Luxury in Motion è scenografica e spettacolare. Una berlina di lusso a guida autonoma lunga oltre 5 metri che trascende il suo ruolo di mezzo di trasporto per diventare uno spazio vitale privato. Con questo nuovo modo di viaggiare, i passeggeri avranno la libertà di utilizzare il tempo a bordo per svolgere le attività più diverse. Una delle idee centrali di questa vettura sperimentale è lo scambio di informazioni costante tra auto, passeggeri e mondo esterno. La tecnologia driverless Mercedes-Benz arriverà al pubblico nel 2020 e sarà più sofisticata, mentre quella di Audi arriverà negli showroom prima, già entro due anni.
Un Suv Audi Q5 modificato da Delphi Automotive ha completato ad aprile 2015 un viaggio di 5.000 km da San Francisco a New York, il più lungo tragitto autonomo di sempre. Al circuito di Sonoma, nel luglio 2015, una Rs7 sperimentale chiamata “Robby” ha completato un giro di prova in 2 minuti e un secondo, senza nessuno alla guida, raggiungendo una velocità di 240 km/h. E al Ces di Las Vegas è stata svelata una berlina A8.
Per il futuro, Volvo ha appena siglato con Microsoft un accordo di ricerca e sviluppo volto proprio a mettere a punto un sistema completo di guida automatica. Per il presente, Volvo ha già una tecnologia proprietaria capace di verificare l’attenzione del conducente, e ha presentato a novembre - a Los Angeles - la sua Concept 26 (26 come i minuti che in media ogni automobilista passa al giorno bloccato nel traffico). Il sistema entra in azione infatti nelle situazioni di rallentamenti, ingorghi cittadini, code. L’abitacolo si basa su un concetto brevettato di design di sedile che “culla” i passeggeri nella fase di trasformazione in una delle tre modalità - Drive, Create o Relax - in grado di adattarsi nel tempo a nuove tecnologie o a nuove necessità. La guida automatica promette di essere anche più ecoefficiente, nessuna accelerazione inutile, né frenate compulsive, né tallonamenti aggressivi.
Quando, nel 2013, Ford svelò la sua Ford Fusion Hybrid a guida automatica (è il nome Usa della Mondeo), annunciò una partnership con due dei più prestigiosi enti di ricerca americani, il MIT - Massachusetts Institute of Technology e Stanford. L’auto è equipaggiata con quattro scanner a infrarossi (Lidar) che creano mappe 3D in tempo reale dello spazio intorno: agli scienziati viene chiesto ora di creare algoritmi in modo che l’auto possa imparare a predire i movimenti degli altri veicoli e dei pedoni, e di reagire quando ostacoli (ad esempio un camion davanti) impediscano la visuale.
Queste auto "intelligenti" guidano da sole, dolcemente, senza sgasare, evitando accelerazioni brusche e frenate scomposte, e soprattutto, non inquinano.
L'Economia Circolare: Un Nuovo Paradigma per l'Industria
L'evoluzione dell'industria automobilistica si inserisce in un contesto più ampio di crescente attenzione alla sostenibilità e all'economia circolare. L'economia circolare, il cui punto di inizio e fine è difficile da determinare, incrocia le filiere produttive e segue le trasformazioni in tempo reale. Le utilities devono cambiare pelle, seguendo una direzione diversa rispetto a quella precedente, imposta principalmente dalle questioni ambientali. Analizzare i processi industriali interni e trovare le chiavi per renderli sostenibili è diventato fondamentale.

Concetti come la simbiosi industriale, che può essere ristretto al ruolo noto, a livello industriale, delle partnership, oppure sviluppato a 360 gradi, rappresentano un'evoluzione verso un'economia circolare 2.0. "Se non esistessero, la società moderna dovrebbe inventarle per assicurarsi un futuro sostenibile", si legge, riferendosi a queste pratiche. I mercati cercano il valore, come gli utenti, ma il problema è che si tratta di tipologie di valore diverse e contrapposte.
Un esempio concreto di questa transizione è l'azienda Recsel, che opera a Taranto con uno degli impianti di selezione della differenziata più importanti del Sud Italia, ponendo la carta "al centro del ri/ciclo". Analogamente, la Fondazione Re Soil ha tra gli obiettivi quello di trasformare in un asset di valore la reimmissione del carbonio nel suolo, ponendo attenzione al suolo stesso. Anche tifare la squadra del cuore può essere fatto con un occhio alla sostenibilità e al riciclo, dimostrando come questi principi possano permeare ogni aspetto della vita.
La plastica, un materiale indispensabile ma gestito per decenni "male, molto male", è un altro settore dove l'economia circolare può fare la differenza. Le notizie che emergono dall’ultimo rapporto dell’Ippc, pubblicato nell’ottobre del 2018, evidenziano la necessità di porre attenzione alla CO2 sottoterra, con un obiettivo di riduzione di ottocento milioni entro il 2030. Oggi, si stanno mappando i rischi della città - di oggi e di domani - sia in termini di shock, sia di stress, in un'ottica di pensiero circolare.
L'Innovazione Ford Oltre l'Automobile: La Culla Max Motor Dream
Ford, pur non avendo cambiato la sua produzione dandosi agli articoli per neonati e bambini, ha avuto un’idea geniale e l’ha implementata: la Max Motor Dream. Questa culla è stata progettata per rendere la vita più semplice ai neo genitori alle prese con bambini piccoli, sfruttando un fenomeno ben noto: i bambini amano addormentarsi in automobile. L'atmosfera dell'abitacolo, unita al buio e al rumore del motore di sottofondo, riesce a far cadere in un lungo sonno anche i neonati più restii ad addormentarsi.

La culla Ford Max Motor Dream simula un viaggio in auto. Non potevano ovviamente mancare delle piccole luci a LED per simulare il traffico e l’illuminazione urbana. Insieme alla culla c’è anche un’app che permette la registrazione del rumore del motore della propria auto, così da essere riprodotto poi dalla culla stessa. Questa innovazione dimostra come lo spirito inventivo di Ford continui a manifestarsi in soluzioni creative che migliorano la vita quotidiana, anche al di fuori del tradizionale ambito automobilistico.
Honda: Un Gigante delle Due Ruote con un Percorso di Successo
Mentre Ford è la culla dell'automobile, altre aziende hanno plasmato il mondo dei trasporti in modi diversi. Honda, con 400 milioni di due ruote prodotte tra moto e scooter, è un gigante del business con un record che merita un Guinness. In 70 anni di storia, Honda ha raggiunto una produzione record, iniziando nel 1949 con la D-Type, una libera interpretazione di Bmw anteguerra, con telaio a doppia culla in lamiera stampata.
In soli dieci anni, Honda è diventata il primo produttore di moto al mondo, e nel corso della sua storia arriva ad avere 35 fabbriche in 25 paesi. Il successo di vendite è arrivato grazie al popolarissimo Super Cub, che nel 2014 è diventato a sua volta il motoveicolo prodotto nel maggior numero di esemplari di sempre con 87 milioni di unità vendute. Questo scooter a ruota alta sapeva tanto di Galletto Guzzi in chiave pop.
Dieci anni dopo, arriva la CB 750, la prima quattro cilindri in grande serie, con tanto di avviamento elettrico. La GL 1000 Gold Wing, la tourer giapponese, è del ’75, mentre la regina della Dakar, l’Africa Twin, debutta nel 1986. Negli anni 2000, più precisamente nel 2009, al salone di Tokyo viene presentata la prima moto al mondo con cambio automatico a doppia frizione: la VFR1200F. Oggi le automatiche Honda hanno raggiunto quota 100 mila unità vendute in Europa, dimostrando la continua spinta all'innovazione anche nel settore delle due ruote.
