L'affermazione di Henry Ford, "Se pensi di poter fare una cosa o pensi di non poter fare una cosa, hai comunque ragione," incarna perfettamente lo spirito che ha animato la nascita e lo sviluppo della Ford Motor Company. Fondata il 16 giugno del 1903 a Detroit, questa casa automobilistica ha trasformato radicalmente l'industria dei motori, rendendo l'automobile un desiderio e una possibilità per tutti, con un impatto rivoluzionario sullo stile di vita del XX secolo. Da semplice appassionato di meccanica a industriale visionario, Henry Ford ha riempito l'America, e poi il mondo, di auto che portavano il suo nome, ridefinendo il concetto di mobilità e produzione.

Le Origini e i Primi Passi di un Visionario
La storia di Ford inizia ben prima della fondazione ufficiale della compagnia. Henry Ford, dopo aver abbandonato la fattoria di famiglia, costruì la sua prima auto sperimentale nel 1896 in un'officina dietro casa sua a Detroit. Era un "buggy" a benzina, realizzato nella primavera del 1893, che percorse un migliaio di miglia. Questa fu la prima, e per molto tempo l'unica, automobile di Detroit, e anche la prima automobile venduta da Ford, nel 1896, a Charles Ainsley per duecento dollari. Questo precoce interesse per la meccanica, mostrato fin da giovane, lo portò a svolgere vari lavori, fino a quando nel 1891 entrò a far parte della Edison Illuminating Company di Detroit, dove, dopo soli due anni, fu promosso a ingegnere capo. In questo periodo, Ford si dedicò intensamente a esperimenti su automobili e motori a combustione interna.
Nel 1893, il primo motore Ford prese vita su un tavolo di legno nella casa di famiglia, al 58 Bagley Avenue di Detroit. La delusione per la complessità e la pesantezza delle vetture europee, come la Benz esposta ai magazzini Macy di New York che Ford corse a vedere, rafforzò la sua convinzione nell'importanza della leggerezza. Rifiutando un'offerta di direzione generale alla Edison che lo avrebbe costretto ad abbandonare i suoi esperimenti sul motore a benzina, Ford lasciò l'azienda nel 1899 e fondò la Detroit Automobile Company.
Inizialmente, l'azienda produsse poche vetture, e Ford si rese conto che la preoccupazione dei suoi soci di lavorare su ordinazione e vendere al prezzo più alto possibile era in contrasto con la sua visione di un prodotto destinato al grande pubblico. Questo lo spinse a dimettersi nel marzo 1902, sempre più convinto che il mercato avesse bisogno di un veicolo adatto alla massa, venduto al minor costo possibile e prodotto in grandissima serie.
Per dimostrare la validità delle sue idee, Ford si rassegnò a fare pubblicità alle sue vetture dimostrandone la velocità. Nel 1903, insieme a Tom Cooper, costruì due vetture appositamente concepite per la velocità, la "999" e la "Freccia", azionate da un motore a 4 cilindri da 80 cavalli. Barney Oldfield, un ciclista professionista che non aveva mai guidato un'automobile, provò la "999" e vinse la corsa con quasi un chilometro di vantaggio sugli altri concorrenti. Una settimana dopo questo trionfo, Ford aveva già trovato i soci con cui fondare la Ford Motor Company.
Henry FORD: il GENIO cafone che ha cambiato il mondo
La Nascita della Ford Motor Company e l'Avvento del Fordismo
La Ford Motor Company (FMC) fu fondata il 16 giugno 1903 a Dearborn, con un capitale sociale di 28.000 dollari provenienti da dodici investitori, tra cui il quarantenne Henry Ford, che ne divenne vicepresidente, direttore d'officina e direttore generale, con il 25,5% delle azioni. Tra gli altri investitori c'erano anche i fratelli John Francis e Horace Elgin Dodge, che fondarono qualche anno dopo la Dodge Brothers Motor Vehicle Company.
Durante i primi anni, la compagnia produsse solamente qualche auto al giorno, all'interno di un vecchio stabilimento sulla Mack Avenue a Detroit. Gruppi di due o tre operai lavoravano su ciascuna macchina montando componenti realizzati da altre aziende. La prima vettura costruita dalla FMC era sì su disegni di Ford, ma da fabbricanti diversi; in azienda ci si limitava a montare le ruote, i pneumatici e la carrozzeria. Ford vedeva in questo "il sistema più economico possibile, a condizione che tutti i pezzi siano costruiti al meglio", anticipando la filosofia moderna della produzione globalizzata. Un altro criterio fondamentale per Ford era l'eliminazione di ogni peso superfluo, poiché "il peso è la morte di qualsiasi veicolo a motore."
Nel 1903, furono venduti 1.708 esemplari della prima vettura Ford. Tuttavia, i tentativi successivi di diversificare la produzione su più modelli (da turismo, a 4 cilindri, a prezzi diversi) non ebbero il successo sperato, con vendite stazionarie o in calo. Era chiaro a Ford che le vetture erano proposte a prezzi troppo alti e non interessavano alla maggioranza del pubblico. Decise quindi di dare una svolta decisiva.
La Model T: L'Automobile per le Masse
Il 1908 segnò l'anno della svolta con la Ford Model T, la macchina che voleva e poteva arrivare a tutti gli americani. Questo modello rispondeva esattamente all'esigenza di creare una vettura economicamente accessibile alla maggioranza della popolazione. La Model T fu progettata con un'essenziale semplicità, composta da quattro unità fondamentali: il motore, il telaio, l'avantreno e il retrotreno. La convinzione di Ford era che "più un articolo è semplice e facile da produrre, meglio si vende." Il successo della Model T fu straordinario fin dal suo primo giorno, spazzando via il resto della produzione Ford.

La domanda di Ford Model T si rivelò così vasta e incessante che la Casa automobilistica sviluppò nuovi metodi di produzione di massa per soddisfare le richieste. Per velocizzare i tempi di fabbricazione, tra il 1915 e il 1925 la Model T fu addirittura disponibile in un solo colore, il nero opaco. Le innovazioni si susseguirono rapidamente: nel 1911 la Casa dell'ovale blu fondò il primo stabilimento di assemblaggio a Kansas City e iniziò a conquistare l'Europa, aprendo un impianto produttivo a Manchester.
Nel 1913, Ford introdusse la prima catena di montaggio mai usata nel settore dell'automobile. Questo sistema rivoluzionario, che prese il nome di "fordismo", consisteva nel far muovere i pezzi verso l'operaio, anziché il contrario, e nel far sì che questi non fosse più costretto ad abbassarsi. Iniziando dall'assemblaggio del magnete-volano, il lavoro fu ripartito tra più operai, riducendo drasticamente il tempo necessario per l'assemblaggio. Un operaio, che prima impiegava circa venticinque minuti per assemblare un pezzo, ora impiegava solo cinque minuti. Questo sistema fu poi esteso all'assemblaggio del telaio, riducendo il tempo da dodici ore e ventotto minuti a un'ora e trentatré minuti.

Questo metodo di produzione di massa, combinato con l'idea di pagare bene i lavoratori e offrire prodotti buoni a basso costo, ha permesso alla Ford di produrre oltre 15 milioni di esemplari della Model T tra il 1908 e il 1927. A metà del 1914, sulle strade di tutto il mondo circolavano più di 500.000 Model T. Nel 1919, la Ford produceva circa la metà di tutte le auto degli Stati Uniti, e nel 1923, oltre la metà delle automobili americane era by Ford. A fine anni Venti, erano più di 20 gli stabilimenti di assemblaggio Ford al di fuori degli States, in Europa, America Latina, Canada, Asia, Sud Africa e Australia, dimostrando una portentosa lungimiranza nella globalizzazione della produzione.
L'Evoluzione del Marchio e l'Espansione Globale
Dopo il successo clamoroso della Model T, Ford continuò a innovare e ad espandersi. Nel 1927, introdusse il Model A, la prima auto con il parabrezza realizzato in vetro laminato, un tipo di vetro che non si disperde in tanti pezzi quando subisce un urto violento, riducendo le lesioni in un incidente. Già poco dopo la fondazione della Ford Motor Company, Henry Ford aveva prima acquisito la maggioranza della società, quindi rilevato gli altri azionisti quando si opposero alla costruzione del gigantesco impianto River Rouge a Dearborn. Nel 1925, acquisì la Lincoln Motor Company, un settore dedicato alle vetture di lusso, segnando un passaggio dalla produzione di massa al segmento di nicchia.
Sotto la guida di Henry Ford II, nipote del capostipite (che si ritirò per la seconda volta nel 1945), l'azienda vide l'introduzione di modelli trionfali come la Ford Thunderbird, una cabriolet biposto sportiva dal motore V8 che nel 1954 sfidò la Chevrolet Corvette. La Thunderbird, disegnata da Louis D. Crusoe e George Walker, rimase in produzione per mezzo secolo, diventando un'icona delle vetture sportive. Nel 1955, Ford fondò la divisione Continental come divisione separata di auto di lusso, responsabile della produzione e della vendita del famoso Continental Mark II.
Il 17 aprile 1964, durante la Fiera mondiale di New York, fu presentata la Ford Mustang, un modello che conquistò la produzione in serie, l'auto a stelle e strisce per antonomasia. Con Lee Iacocca come General Manager, la Mustang, "the car designed to be designed by you" (con 50 optional previsti), ottenne un successo straordinario grazie alla sua linea sportiva, grandi prestazioni e prezzo ragionevole. Oggi, questa vettura rimane tra le auto d'epoca più cercate e continua ad accendere di passione con la sua settima generazione.
La Ford GT40, della serie sportiva, è un altro modello iconico, progettato per battere Enzo Ferrari nelle competizioni automobilistiche. Il suo successo sul tracciato francese è stato protagonista di diverse edizioni. Un altro modello assai longevo è la Ford Fiesta, un vero classico che ha contribuito a definire il segmento delle utilitarie.
Nel corso degli anni, Ford ha acquisito altri marchi automobilistici di prestigio come Land Rover, Aston Martin, Jaguar e Volvo. Tuttavia, le crisi economiche del nuovo millennio hanno portato il colosso a mantenere solo i marchi Ford e Lincoln.
Henry FORD: il GENIO cafone che ha cambiato il mondo
Ford nel Mondo: Strategie e Adattamenti Regionali
La Casa dell'ovale blu si espanse in tutto il mondo, aprendo filiali in Regno Unito, Germania, Asia, Sudamerica e Africa. Inizialmente, i modelli venduti fuori dagli Stati Uniti erano essenzialmente gli stessi del mercato madre, ma successivamente vennero realizzati modelli specifici per soddisfare meglio le esigenze dei singoli mercati.
In Europa, vennero costruiti in Francia, in Germania e nel Regno Unito modelli differenti fino agli anni sessanta, quando la Taunus e la Cortina divennero identiche, prodotte rispettivamente con guida a sinistra e con guida a destra. Successivamente, anche la Escort e la Capri diventarono comuni a entrambe le compagnie. La razionalizzazione delle linee di produzione significò lo spostamento della costruzione di alcuni modelli inglesi in altri stabilimenti europei, come quelli del Belgio, della Spagna e della Germania, con conseguente chiusura di alcuni impianti. Nell'aprile 2019, Ford ha annunciato che avrebbe riutilizzato il nome Puma per chiamare un nuovo crossover compatto sul mercato europeo.

In Asia, la presenza della Ford è sempre stata piuttosto esigua. Tuttavia, con l'acquisizione di una quota della giapponese Mazda nel 1979, incominciò a vendere le Mazda Familia e Capella (anche conosciute come 323 e 626) con i nomi Ford Laser e Telstar. La prima fu uno dei modelli di maggior successo venduti in Asia e fu prodotta nello stabilimento di Homebush dal 1981 fino alla chiusura dello stesso nel 1994. Grazie alle quote in Mazda, Ford ottenne anche uno stabilimento sud coreano della Kia Motors che costruì la Festiva dal 1988 al 1993 e la Aspire dal 1994 al 1997. La divisione indiana iniziò la produzione della Escort nel 1998 per poi sostituirla con l'Ikon nel 2001.
In Sud America, la Ford dovette confrontarsi con i governi protezionisti, con il risultato di aver costruito nel tempo modelli diversi per ogni nazione, ma senza la possibilità di averli realizzati condividendo le parti meccaniche. Con l'avvento di Mercosur, il mercato regionale comune, la casa statunitense fu finalmente libera di poter costruire i suoi veicoli nelle catene di montaggio condividendo le parti meccaniche.
In Nuova Zelanda e Australia, la Falcon venne posizionata come auto di medie dimensioni per la famiglia, mentre in Europa, essendo molto più grande della Mondeo, fu la più grande Ford mai venduta. Tra il 1960 e il 1972, la Falcon venne costruita sulla base di un modello statunitense con lo stesso nome, ma da quel periodo in poi venne completamente disegnata e prodotta in Australia (e occasionalmente in Nuova Zelanda). La Falcon possiede la trazione posteriore esattamente come le concorrenti della General Motors, tipo la Holden Commodore. Attualmente, versioni ad alte prestazioni possiedono motori con oltre 367 cv e vengono occasionalmente vendute in Australia dalla divisione Ford Performance Vehicles (FPV).
In Africa, la presenza della Ford è sempre stata più forte in Sud Africa e nei paesi confinanti, dove inizialmente vennero venduti solamente autocarri e mezzi da lavoro. In Sud Africa incominciò ad importare componenti dal Canada per poi assemblare le vetture nello stabilimento di Port Elizabeth. Ford acquistò il 45% delle azioni Samcor dopo la fine dell'apartheid nel 1994, effettuando successivamente una scalata fino ad ottenere la maggioranza delle azioni trasformandola in una sua divisione. Oggi vende una versione locale della Fiesta berlina (costruita anche in India e Messico), Focus e Mondeo.
La presenza nel Medio Oriente è sempre stata molto piccola, per via dei boicottaggi degli Arabi nei confronti delle compagnie occidentali e che intrattengono rapporti con Israele.
L'Identità Visiva: La Storia del Logo Ford
Sebbene la storia della Ford abbia i tratti del leggendario, la storia dell'evoluzione dei loghi utilizzati nel corso degli anni è piuttosto modesta. L'identità visiva della Ford è tra le più stabili e coerenti nel settore automobilistico.
Nel 1903, venne introdotto il primo logo, composto di un badge arrotondato in una cornice di foglie curve. Lo sfondo nero, il testo bianco e lo slogan "Detroit, Michigan" in un grassetto con carattere Sans-Serif. Questo logo, purtroppo, durò pochi anni, in quanto nel 1909 fu rinnovato con la firma di Henry Ford, un'idea che tutt'oggi rimane come forte simbolo dell'identità del brand. La lettera "D" allungata, una firma in monocromo scritta con una penna stilografica, diede vita a un'immagine che ha fatto la storia della pubblicità.
Nel 1911, la firma venne inserita in un ovale orizzontale; ai lati, la scritta "the famous motor cars". Nel 1922, un primo restyling di questo logo, in una versione piuttosto audace, mostrava la sagoma di un volatile che faceva da cornice alla firma bianca su sfondo blu. Nel 1917, tuttavia, si ritornò verso una forma più minimalista, e nel 1927, invece, l'ovale tornò con lo sfondo blu, andando a formare la versione più vicina alla brand identity della casa per come la conosciamo oggi. È notevole che questo prototipo sia durato, con qualche correzione modernizzante, fino ai giorni nostri. Dopo alcune variazioni, nel 2003 il logo venne "metallizzato", inserendosi in uno standard dell'identità visiva delle case automobilistiche del nuovo millennio.

Le Sfide del Nuovo Millennio e la Trasformazione Futura
Nonostante le difficoltà economiche affrontate a partire dagli anni 2000, la Ford oggi rimane una delle case automobilistiche più longeve che esistano. Con gli anni '80, Ford introdusse diversi veicoli di grande successo in tutto il mondo e iniziò a utilizzare lo slogan pubblicitario: "Hai guidato una Ford, ultimamente?" per presentare il proprio marchio a nuovi clienti e far apparire i propri veicoli più moderni. Durante la metà degli anni novanta, la Ford vendette numerosi veicoli grazie al boom dell'economia americana dovuta a titoli azionari in vetta e ai bassi costi della benzina.
Per far fronte al calo delle vendite nel settore dei SUV e dei Pick-Up, Ford introdusse una nuova serie di auto chiamate "Crossover SUV" costruite su piattaforme condivisibili fra loro. In seguito alle perdite del 2005, verso la fine dell'anno il Presidente Bill Ford (nipote di Henry Ford II) chiese a Mark Fields (Presidente di Ford Americas Division) di sviluppare un piano per riportare la compagnia in profitto.
Il piano "The Way Forward" venne reso noto al pubblico il 23 gennaio del 2006 e presentava un ridimensionamento della compagnia, l'eliminazione dei modelli inefficienti, il consolidamento delle linee di produzione, la chiusura di 14 fabbriche e il taglio di 30.000 posti di lavoro. Nel secondo quadrimestre del 2007, Ford sorprese Wall Street segnando un profitto di 750 milioni di dollari, fatto ampiamente dovuto alla vendita di Aston Martin e al taglio dei costi. Alla fine del 2007, dopo 56 anni, la Ford scese al terzo posto come costruttore mondiale al di sotto di General Motors e Toyota.
Nello stesso periodo trapelarono delle notizie che avrebbero visto la Ford contrattare con TATA Motor Company per la vendita di Jaguar e Land Rover alla cifra di 1,98 miliardi di dollari, poi confermate il 26 marzo 2008. Nonostante tutto, la casa riportò la più grande perdita annuale della sua storia nel 2008, complice la crisi economica mondiale; il bilancio andò in passivo di 14,7 miliardi di dollari. Sempre nello stesso anno, venne ridimensionata la partecipazione azionaria nella Mazda, passata da quasi un terzo del capitale a meno del 15%. Il 28 marzo 2010 venne ceduta anche una quota pari al 37% della svedese Volvo alla cinese Geely per 1,8 miliardi di dollari. Infine, anche la Mercury venne chiusa nell'ultimo trimestre del 2010. Il marchio era stato fondato nel 1939 da Edsel Ford, figlio di Henry, con l'obiettivo di produrre veicoli di media qualità, che si potessero collocare fra quelli lussuosi prodotti dalla Lincoln e quelli generalisti prodotti dall'ovale blu. Al giorno d'oggi, il Gruppo Ford è composto soltanto dall'omonima casa e dalla Lincoln.
Nell'aprile 2016, Ford ha annunciato un piano per modernizzare i campus tecnici e centrali di Dearborn attraverso un progetto di costruzione decennale. Sempre nel 2017, Ford ha iniziato lo sviluppo di un nuovo campus urbano ad uso misto nel quartiere Corktown di Detroit, con l'acquisto, la ristrutturazione e l'occupazione di The Factory at Michigan e Rosa Parks.
Nel marzo 2022, Ford ha annunciato che avrebbe ristrutturato l'azienda in tre divisioni separate: Ford Model E si concentrerà sui veicoli elettrici; Ford Blue si concentrerà sui veicoli a combustione interna; e la divisione commerciale esistente verrà rinominata Ford Pro, per concentrarsi sulla distribuzione e sull'assistenza dei veicoli. Nel febbraio 2023, Ford ha annunciato che avrebbe tagliato 3.800 posti di lavoro in tutta Europa, concentrandosi principalmente sulla forza lavoro tedesca e britannica. Con il nuovo millennio, la Ford si è modernizzata lanciando modelli come la Mustang Mach-E, il suo primo veicolo full electric.
Detroit: La Capitale Mondiale dell'Automobile e Oltre
La storia della città di Detroit è legata indissolubilmente alla Ford. Fu proprio a Detroit che Henry Ford, nel 1903, fondò la sua compagnia, e fu sempre qui, a Dearborn - nell’area metropolitana della città di Detroit - che nel 1913 Henry Ford installò la prima catena di montaggio per la produzione di massa di automobili. Da quel momento, Detroit divenne il cuore pulsante dell'industria americana, accogliendo anche colossi come General Motors, Chrysler e Chevrolet.

La crisi economica del 2008, che impattò profondamente sulla crescita demografica della città a causa del taglio di numerosi posti di lavoro, ha evidenziato la stretta correlazione tra la città e la sua industria automobilistica. Tuttavia, Detroit è spesso vista come una città puramente industriale, legata esclusivamente al mondo dell'auto, e molti pensano che non abbia molto da offrire a chi non è un appassionato di auto. In realtà, la città è profondamente cambiata negli ultimi anni. Detroit ha saputo sfruttare l'occasione per rinnovarsi e oggi risulta una valida meta turistica alternativa rispetto alle solite grandi metropoli americane.
Per smontare le opinioni diffuse su Detroit, dobbiamo dire che la città vanta una scena artistica molto attiva e davvero tante gallerie. Tra le più importanti c'è il Detroit Institute of Arts, che vanta una delle esposizioni permanenti più complete (dall'arte dei nativi fino all'arte contemporanea) e apprezzate negli Stati Uniti, con opere di Rembrandt, Matisse, Modigliani, Van Gogh, Picasso e i murales di Diego Rivera. A poca distanza, un'altra galleria d'arte da non perdere è la Detroit Artist Market, una galleria no profit dedicata all'arte contemporanea che dà spazio sia agli artisti famosi sia a quelli emergenti. Un'altra importante esposizione di Detroit è il Museum of Contemporary Art Detroit, interamente dedicato all'arte contemporanea.
Tra le cose da visitare a Detroit c'è l'iconico Riverfront, che si estende dall'Ambassador Bridge fino al Belle Isle Park per un totale di circa 9 chilometri lungo il fiume che sfocia nel lago St Clair. Perfetto per una passeggiata al tramonto - meglio ancora se con i roller o lo skateboard - il Riverfront è stato recentemente rinnovato. Non molti sanno che Detroit vanta una scena musicale di primissimo livello, qui sono nate e cresciute star come Aretha Franklin, Diana Ross e Madonna. Un posto da non perdere se siete appassionati di musica è il Motown Historical Museum, il luogo dove il produttore discografico Berry Gordy Jr. ha fondato la leggendaria Motown Records.
Henry FORD: il GENIO cafone che ha cambiato il mondo
Ford oltre l'Automobile: Trattori, Veicoli Commerciali e Competiizioni
La Ford non si è limitata alla produzione di automobili, ma ha diversificato la sua attività in altri settori. La divisione "Henry Ford and Son Company" iniziò la costruzione di trattori con il marchio Fordson a Springwells Township, oggi inglobata da Detroit e Dearborn. Successivamente la produzione venne spostata a Dearborn, nel Michigan, dal 1907 al 1928, poi a Cork, in Irlanda, dal 1919 al 1932, a Dagenham, in Inghilterra, dal 1933 al 1964 e, infine, a Basildon. Nel 1986 espanse i propri confini, comprando alcuni brevetti della Sperry-New Holland sui meccanismi per la creazione delle balle di fieno e fondendosi in seguito con New Holland, formando la Ford-New Holland. Questa compagnia venne acquisita dal gruppo Fiat nel 1993 e il nome cambiò in New Holland.
Nel Nord America, il pianale E-Series è ancora utilizzato per i piccoli scuolabus e per l'F-650. Negli anni '80 e '90 il B700 fu un pianale molto usato dalle industrie costruttrici di scuolabus, ma, in seguito alle contrazioni del mercato, la Ford perse considerevoli quote che la portarono ad assumere ruoli sempre più secondari nella produzione di bus, oggi limitata a componenti. Nel XXI secolo, restano in produzione autocarri e pick-up come gli F-150, F-250, F-350, F-650, F-750 e LCF, mentre in Europa viene prodotto il Transit nelle varianti minibus e pick-up.
Fin dal 1979 la Ford produce versioni delle sue berline full-size per la polizia nordamericana. A partire dal 1992 iniziò la produzione della Crown Victoria P71 Interceptor, che possedeva un design completamente diverso dalle versioni precedenti. Quest'ultima ottenne un ulteriore restyling nel 1998 e, in seguito, continui aggiornamenti. Il termine "Interceptor" è dovuto al fatto che la vettura viene tuttora utilizzata negli inseguimenti stradali statunitensi e molto spesso per gli speronamenti, grazie alla sua massa elevata e al motore potente.
Ford è anche una delle quattro case automobilistiche principali nelle competizioni NASCAR più importanti, ovvero la NASCAR Cup Series, la NASCAR Xfinity Series e la NASCAR Craftsman Truck Series. Ford gareggia nelle prime due con la Mustang, mentre utilizza il pick-up F-150 nella terza. Nel passato, le vetture NASCAR dell'ovale blu più competitive furono la Torino, la Mercury Montego, le varie Thunderbird e la Fusion.
La Ford è sempre stata intensamente coinvolta in Formula 1, producendo motori per molti team a partire dal 1967 fino al 2004. Tali motori erano interamente progettati e costruiti dalla Cosworth, la divisione sportiva controllata interamente dal gruppo dal 1998 al 2004. La partecipazione diretta in Formula 1 avvenne nel 2000 con il team Jaguar Racing, dopo aver acquisito la scuderia Stewart Grand Prix. Ma dopo cinque turbolente stagioni in cui non vennero totalizzati grandi successi, la Ford decise di abbandonare la competizione nel 2004 vendendo sia Jaguar Racing (che divenne Red Bull Racing) sia la Cosworth. La Formula Ford venne istituita nel 1966 nel Regno Unito come campionato per avviare i piloti nelle competizioni dedicate alle monoposto.
La partecipazione nel WRC avvenne fin dalla nascita di questo campionato, ovvero nel 1973. Venne vinto il campionato costruttori nel 1979 con Hannu Mikkola, Björn Waldegård e Ari Vatanen alla guida di una Ford Escort RS1800. Nel 1981, Vatanen vinse il campionato piloti a bordo della medesima vettura. L'esperienza si concluse dopo l'abolizione delle vetture Gruppo B. Nella prima metà degli anni '90 alla Sierra seguirono la Escort RS Cosworth e la Escort WRC che ottennero discreti successi. Nei primi anni 2000, la casa partecipò nella categoria Super 2000 con una Fiesta. Nel 2011 debutta la nuova Fiesta WRC.
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