
La Volvo XC90, un SUV di successo del costruttore svedese Volvo, ha attraversato un'interessante evoluzione non solo in termini di design e tecnologia, ma anche per quanto riguarda la sua produzione. Dal suo debutto nel 2002, questo veicolo ha consolidato la sua posizione nel mercato globale, con importanti cambiamenti strategici nella sua fabbricazione.
Le Origini Svedesi della Prima Generazione
La prima serie della Volvo XC90, lanciata nel 2002, è stata un prodotto interamente svedese. Questa generazione è stata disponibile con carrozzeria a cinque porte in versione a cinque e sette posti, offrendo una vasta gamma di accessori. Per i motori più potenti, la XC90 era commercializzata con la trazione integrale, mentre la versione D3 presentava la trazione anteriore. Erano disponibili quattro allestimenti: Momentum, Summum, R-design ed Executive, ordinati per importanza.
Nel M.Y. 2007 (modello anno 2007) è stato introdotto un modello lievemente ristilizzato della vettura, accompagnato da nuove motorizzazioni. Tra queste, spiccava il 4.4 V8 da 315 cavalli con una coppia di 400 Nm, realizzato in collaborazione con la Yamaha, e il D5 aggiornato alla potenza di 185 cavalli, anch'esso con una coppia di 400 Nm. Con il M.Y. 2010, ha debuttato il propulsore D5244T18, aggiornato alle norme Euro 5 e con una potenza di 200 CV. La prima serie della Volvo XC90 è uscita di produzione il 12 luglio 2014, dopo aver raggiunto la considerevole cifra di 636.143 esemplari costruiti.
La Seconda Generazione e la Piattaforma SPA
La seconda serie della Volvo XC90 ha fatto il suo debutto nell'ottobre del 2014 al Salone dell'automobile di Parigi, per poi essere commercializzata nella primavera dell'anno successivo. Questa vettura, completamente nuova, si basava sulla piattaforma Volvo Scalable Product Architecture (SPA), introducendo il nuovo corso stilistico e produttivo della Volvo. Questa nuova architettura ha permesso una riduzione di peso, migliorando significativamente la sicurezza e l'efficienza del veicolo.

Tutti i motori previsti per la seconda generazione della XC90 facevano parte della nuova famiglia di propulsori Driv-E, caratterizzati da 2.0 litri a quattro cilindri. La gamma comprendeva due motori a benzina: un 320 CV per la T6, che produceva 400 Nm di coppia, e un turbo da 254 CV per la T5, con 350 Nm di coppia. Sul fronte diesel, erano disponibili un turbo da 235 CV per la D5, che produceva 470 Nm di coppia, e un turbo da 190 CV per la D4, con 400 Nm di coppia.
Nel giugno 2019, Volvo e Uber hanno presentato una XC90 di produzione con guida autonoma, sviluppata congiuntamente. Questa vettura è stata progettata con un'attenzione particolare alla sicurezza, garantendo che, in caso di guasto di uno dei sistemi primari, i sistemi di backup per l’impianto sterzante e frenante, oltre a un’alimentazione di riserva per la batteria, si attivassero immediatamente per arrestare la marcia del veicolo.
Un significativo restyling è stato presentato nel 2024, con la messa in vendita prevista dal 2025. Questo aggiornamento introduce miglioramenti estetici e interni, come una calandra più chiusa sul frontale e l'introduzione di un display più grande, simile a quello presente sulla Volvo XC60.
La Svolta Produttiva: Dal Torslanda a Charleston

Storicamente, la produzione della Volvo XC90, in particolare la prima e parte della seconda generazione, era saldamente radicata in Svezia, presso lo stabilimento di Torslanda a Göteborg. Tuttavia, a partire dal 2021, è stata attuata una scelta strategica di ampia portata che ha visto lo spostamento delle linee di produzione della prossima generazione della Volvo XC90 dalla Svezia agli Stati Uniti.
Questa decisione rientra in una grande strategia industriale messa a punto da Volvo con l'obiettivo di aumentare le vendite, in particolare negli Stati Uniti, che rappresentano il paese al mondo in cui la Volvo consegna il maggior numero di automobili. Le vendite in questo mercato sono cresciute dalle 56.000 unità del 2014 alle 83.000 dell’anno scorso, evidenziando l'importanza strategica della regione.
Lo stabilimento americano di Charleston, nel South Carolina, è stato il destinatario di questo massiccio investimento. Volvo ha ampliato significativamente questa struttura, incrementando la capacità produttiva fino a 150.000 automobili l’anno. Oltre alla XC90, la casa svedese ha annunciato che a Charleston sarà costruita anche la nuova edizione della berlina media S60 a partire dall’autunno 2018.
Volvo XC40 Production | HOW IT'S MADE Car Factory Assembly Line
Investimenti e Infrastrutture a Charleston
La fabbrica di Charleston, situata nel Sud Carolina, ha ricevuto un investimento complessivo nell'ordine di 1,1 miliardi di dollari. Questo ha comportato l'aggiunta di una seconda linea di produzione e la creazione di una nuova area di uffici dedicata ai reparti ricerca e sviluppo, acquisti, controllo qualità e vendite. Questo ingente investimento è destinato a portare all'assunzione di circa 4.000 persone, rafforzando significativamente la presenza industriale di Volvo negli Stati Uniti.
L'impianto di Charleston è uno degli otto stabilimenti che la Volvo possiede a livello globale. Questi impianti sono strategicamente distribuiti per ottimizzare la produzione e la distribuzione. A Göteborg (Svezia), Gent (Belgio), Chengdu e Daqing (Cina), Volvo realizza automobili "finite". La produzione di motori avviene a Skövde (Svezia) e Zhangjiakou (Cina), mentre particolari della carrozzeria sono prodotti a Olofström (Svezia). Questa rete produttiva globale sottolinea la natura internazionale delle operazioni di Volvo, con Charleston che assume un ruolo sempre più centrale nella produzione dei suoi modelli di punta, tra cui la XC90.