La Dinamica di Due Automobili al Semaforo Verde: Dal Caos del Traffico agli Urti Anelastici

Il semaforo verde, un segnale di via libera e movimento, nasconde dietro la sua semplice indicazione una complessità di dinamiche fisiche e sociali che meritano un'analisi approfondita. Dalle "onde verdi" ideali, che permettono di attraversare una serie di incroci senza interruzioni, alle temute collisioni frontali, il comportamento delle automobili nel contesto urbano è un campo di studio affascinante e di vitale importanza.

Semaforo verde con auto in partenza

Le Onde Verdi: Un’Utopia Quotidiana e i Sistemi Complessi

Le "onde verdi" rappresentano situazioni di traffico particolarmente favorevoli in cui si riesce ad attraversare una serie di incroci in successione trovando sempre il semaforo verde. Tuttavia, non si verificano quasi mai nella realtà, rendendole una sorta di utopia per ogni automobilista. Questo fenomeno, o la sua assenza, ci introduce al concetto di "sistema complesso".

Il traffico veicolare su una rete stradale è un “sistema complesso”, espressione spesso usata per riferirsi a sistemi fisici nuovi, che esibiscono fenomenologie non propriamente spiegabili solo con le teorie classiche. A differenza dei sistemi standard, come i fluidi e i gas, dei quali si conoscono già gli strumenti di indagine e i risultati generali consolidati, i sistemi complessi sono sfuggenti. La verità è che non esiste una definizione precisa di sistema complesso, ma spesso sono composti di un numero elevato di agenti che, in qualche modo, sono in relazione tra di loro. La dinamica collettiva degli agenti non deriva dalla sovrapposizione delle dinamiche individuali, il che, tradotto in termini matematici spicci, significa che non vale il principio di sovrapposizione degli effetti, ossia che il sistema è non lineare. Tutti i sistemi del mondo reale sono non lineari, quindi l'espressione "sistema complesso" assume più un significato intuitivo ed evocativo, piuttosto che una vera definizione scientifica.

Infografica sulla complessità del traffico urbano

Un insieme di veicoli in movimento su una rete stradale rientra sicuramente nella categoria di sistema di agenti in relazione reciproca. Gli agenti sono le auto, i camion, gli autobus, i motorini, ecc. Ognuno di essi ha un percorso preferenziale da seguire e una velocità desiderata da mantenere, ma deve fare i conti con gli altri veicoli simultaneamente presenti sulla rete, con i quali si innescano inevitabilmente delle interazioni. Se il veicolo davanti è più lento e il traffico è scorrevole, si può sorpassare. Se la strada è congestionata, si è obbligati a rallentare e accodarsi. Se il veicolo davanti è più veloce, si può essere invogliati ad accelerare o mantenere la propria velocità. Queste interazioni modificano sensibilmente il programma di viaggio dei singoli veicoli e quindi, veicolo dopo veicolo, l’evoluzione complessiva del traffico sulla rete. È importante notare che queste interazioni non esisterebbero se i veicoli non fossero agenti che “vivono in gruppo”.

L'Approccio Innovativo alla Gestione del Traffico

Un recente studio, condotto da Dirk Helbing dell’ETH di Zurigo e Stefan Lämmer dell’Università di Dresda, ha mostrato come un sistema di semafori che agiscono localmente in modo coordinato possa migliorare il traffico globalmente. Il punto chiave, che rende l’approccio di Helbing e Lämmer vincente, è che le interazioni sono mediamente le stesse per ogni veicolo e, per ciascuno di essi, sono localizzate in porzioni molto ridotte di strada rispetto all’estensione globale della rete. Ogni veicolo interagisce con due, forse al più tre, veicoli che lo precedono e solo se questi non sono troppo lontani davanti a lui. In altre parole, esistono delle semplici “regole comportamentali” comuni (almeno parlando per categorie omogenee di veicoli), che vengono applicate localmente allo stesso modo da ciascun veicolo.

L’idea di Helbing e Lämmer di coordinare il funzionamento dei semafori agli incroci con quello dei loro primi vicini sfrutta precisamente la località delle interazioni. Ogni semaforo comunica le condizioni locali del traffico ai semafori immediatamente vicini, in modo che questi si adeguino e rispondano, ad esempio, con luce verde all’informazione “sta arrivando un treno di auto”. Questo è possibile perché siamo in grado di predire le interazioni dei veicoli su brevi distanze. Se gli incroci sono sufficientemente vicini, possiamo aspettarci che il treno di auto in transito attraverso uno di essi rimarrà tale anche quando transiterà attraverso incroci vicini. In questo modo si evita di bloccare ad un incrocio un gruppo di veicoli, che rischierebbe di estendersi rapidamente fino a riempire tutta la strada. Gli intervalli di tempo tra il passaggio di un treno di veicoli e l’altro in una certa direzione possono poi essere utilizzati per consentire il transito di veicoli in altre direzioni, sempre grazie al meccanismo di coordinazione tra semafori vicini.

I metodi tradizionali di controllo del traffico sono basati su cicli “ottimali” di luce rossa e verde ai semafori, calibrati nell’intento di massimizzare il flusso di traffico atteso in particolari momenti della giornata. Si tratta di un controllo “dall’alto” del sistema, che obbliga le auto ad adeguarsi ad una regola globale prestabilita (quella dettata dai semafori). È un dato di fatto che, tipicamente, questo metodo non riesce ad evitare la formazione di tratti di strade congestionati, i quali possono deteriorare in modo significativo la fluidità del traffico su larghe porzioni della rete. Ciò è dovuto in parte a ragioni statistiche: il controllo ottimale con cui vengono programmati i semafori si riferisce a una situazione di traffico medio, che in pratica non si verifica mai a causa dell’estrema variabilità del numero di veicoli ad ogni semaforo e della direzione che ciascuno di essi prende agli incroci.

Dentro una Torre di controllo, come si gestisce il traffico aereo in Italia

Simulazioni numeriche del traffico nel centro di Dresda, effettuate risolvendo al calcolatore le equazioni di specifici modelli matematici, hanno mostrato che l’approccio di Helbing e Lämmer permette di ridurre i tempi di attesa ai semafori mediamente del 56% per tram e autobus, del 9% per auto e camion e del 36% per i pedoni che attraversano agli incroci. Dresda è prossima ad implementare realmente questo nuovo sistema e anche Zurigo sta considerando la possibilità di adottarlo.

L'Impatto dell'Occupazione Veicolare e la Questione delle Nuove Strade

Considerando le automobili ferme al semaforo, si scopre che sono circa una settantina. Se hanno una sola persona a bordo, queste starebbero comodamente su un autobus. Se hanno due persone a bordo, potrebbero stare su un jumbo-tram oppure in un singolo vagone ferroviario di un treno regionale. Nell’ora di punta l’occupazione media delle automobili è di 1,2 persone: solo un’auto su cinque ha almeno un passeggero. Dodici biciclette ferme al semaforo occupano invece pochi metri. A volte si suggerisce argutamente che i ciclisti non si fermano mai al semaforo.

In ogni caso, 10 auto ferme al semaforo fanno una coda di circa 100 metri, fra lunghezza dell’auto e distanza di sicurezza. Qualcuno potrebbe obiettare che le auto sono lunghe 4-5 metri e quindi per fare una coda di 100 metri servirebbero 20 auto. Questa osservazione sarebbe valida se le auto fossero parcheggiate lungo il marciapiede. Ma se circolano, devono tenere un minimo di distanza di sicurezza anche quando sono ferme in coda al semaforo. Quindi fra ogni auto, furgone e camion ci sono alcuni metri di distanza. Questa distanza serve sia per agevolare la ripartenza, sia per evitare tamponamenti a catena se per caso arriva un automobilista a velocità eccessiva e tampona l’ultima auto della coda.

Un’altra considerazione importante è che fare nuove strade peggiora il traffico automobilistico. Questa affermazione, controintuitiva per molti, è un principio ben noto agli esperti di pianificazione urbana e gestione del traffico. Aumentare la capacità stradale spesso induce un aumento dell'uso dell'automobile (fenomeno noto come "traffico indotto"), annullando i benefici iniziali e portando a nuove congestioni. Il costo per i cittadini italiani di muoversi in automobile è significativo, pari al 15% del PIL.

Confronto occupazione spazio tra auto, autobus e biciclette

La Fisica degli Urti: Miti e Realtà di Collisione

Un aspetto cruciale della dinamica delle automobili, specialmente in situazioni di emergenza o distrazione, riguarda la fisica degli urti. La maggior parte delle persone istintivamente risponde che, in caso di urto frontale tra due autovetture che viaggiano a 80 km/h ciascuna, lo scenario è più grave rispetto alla collisione di un'autovettura a 80 km/h contro una parete di roccia. La ragione intuitiva è che la velocità effettiva di collisione tra le due autovetture sembrerebbe essere di 160 km/h (80+80), e quindi l’urto frontale tra due auto avrebbe il doppio della forza rispetto alla seconda collisione tra un’autovettura e la parete di roccia, che avviene solo a 80 km/h.

Tuttavia, questa risposta è scorretta. La quantità di forza applicata al veicolo oggetto di analisi è la stessa in entrambe le situazioni. Quando il veicolo colpisce la parete di roccia a 80 km/h, è esercitata una forza impulsiva piuttosto intensa, in quanto l’urto è breve. La forza che l’auto applica alla parete di massa infinita non produce accelerazioni della roccia. Concludendo, l’urto frontale tra due autovetture identiche, aventi la medesima massa, che viaggiano a velocità di 80 Km/h non equivale in alcun modo ad un urto frontale di una medesima autovettura che impatta un muro alla velocità di 160 km/h.

Tutti gli urti analizzati in queste situazioni sono, ovviamente, urti anelastici. In tali circostanze si ha unicamente la conservazione della quantità di moto e non dell’energia cinetica; infatti l’auto inizialmente possiede energia cinetica, ma dopo l’urto questa energia scompare, perché il veicolo si ferma. La rapida variazione della quantità di moto comporta forze intense e molto pericolose.

Diagramma di forza in un impatto frontale

Il programma televisivo americano “MythBusters” ha rettificato un’affermazione errata fatta in una puntata precedente riguardo proprio a questa dinamica degli urti. L’approccio sperimentale usato per confutare l’ipotesi errata è stato molto interessante e rappresenta un apprezzabile esempio di applicazione del metodo scientifico. Le spettacolari immagini dei crash test fanno riflettere sulla reale natura delle forze in gioco durante una collisione.

Dentro una Torre di controllo, come si gestisce il traffico aereo in Italia

Esempi di Dinamica e Cinematica Veicolare

Per comprendere meglio le dinamiche che si verificano al semaforo verde, è utile analizzare alcuni problemi di cinematica e dinamica.

Scenario 1: Automobilista Distratto e VigileUn automobilista distratto passa a un semaforo rosso senza fermarsi e procede tranquillamente alla velocità di 10 m/s. Se un vigile parte all'istante in cui l'automobilista passa e lo raggiunge, dobbiamo calcolare dopo quanto tempo e a che distanza dal semaforo ciò avviene. Questo problema richiede l'applicazione delle equazioni del moto rettilineo uniforme e uniformemente accelerato.

Scenario 2: Due Automobili in Direzione OppostaSu un rettilineo viaggiano, in direzione opposta, due automobili. Questo scenario è fondamentale per comprendere la velocità relativa e i tempi di incontro, applicando i principi del moto relativo.

Scenario 3: Treni che Si IncontranoDue treni passano nello stesso istante da due stazioni, A e B, distanti tra loro di una certa misura. Essi viaggiano l’uno verso l’altro, muovendosi di moto rettilineo uniforme, il primo a una velocità e il secondo a un’altra velocità. Calcolare il tempo e la posizione del loro incontro. Questo è un classico problema di incontro che evidenzia l'importanza delle velocità relative.

Scenario 4: Accelerazione per un AeroplanoQuale accelerazione costante occorre imprimere ad un aeroplano, fermo a terra, perché acquisti la velocità necessaria per sollevarsi, dopo un percorso rettilineo di una certa distanza? Quanto tempo impiega? Questo problema introduce il concetto di accelerazione costante e le sue implicazioni sulla velocità e lo spostamento.

Scenario 5: Frenata dell'AutomobileSe un’automobile ha percorso una certa distanza in un determinato tempo, qual era la sua velocità iniziale? Di quanto si è spostata l’auto in questo intervallo? Partendo da questa indicazione approssimativa, si può calcolare la decelerazione della frenata. Un altro autista che procede a una velocità diversa esercita una minore pressione sui freni e impiega più tempo a fermarsi. Questi scenari mettono in luce i concetti di decelerazione, spazio di frenata e l'influenza del comportamento del conducente.

Scenario 6: Automobili al SemaforoL’automobile A è ferma ad un semaforo. Nell’istante in cui questo diventa verde A parte e l’automobile B la sorpassa, procedendo a velocità costante. Ambedue le macchine viaggiano nella stessa direzione e nello stesso verso. I grafici delle velocità delle due automobili in funzione del tempo sono riportati in figura. Analizzare questi grafici permette di confrontare il moto uniformemente accelerato dell'auto A con il moto rettilineo uniforme dell'auto B e determinare quando e dove B supera A.

Scenario 7: Due Auto con Accelerazione CostanteLa prima auto viaggia in direzione di B con un’accelerazione costante e la seconda viaggia verso A con un’accelerazione costante. Questo problema, simile al caso dei treni, richiede l'analisi di due oggetti con moto accelerato che si muovono l'uno verso l'altro.

Questi esempi dimostrano come la dinamica delle automobili, anche in contesti apparentemente semplici come il semaforo verde, possa essere ricca di sfide fisiche e matematiche, evidenziando l'importanza di una comprensione approfondita per garantire la sicurezza e l'efficienza nel traffico.

tags: #due #automobili #sono #ferme #al #semaforo