La mobilità rispettosa del clima è già possibile oggi. Il GNC, ad esempio, è un’alternativa pulita e sostenibile alla benzina e al diesel. Chi sceglie il GNC non solo risparmia denaro, ma riduce anche le emissioni di CO2. Provate il nostro calcolatore di CO2! La comprensione scientifica di come questi gas impattano sull'ambiente parte dalla chimica molecolare e arriva alle politiche macroeconomiche globali. Il metano (CH4) possiede una struttura molecolare semplice ma estremamente efficiente dal punto di vista energetico: un singolo atomo di carbonio legato a quattro atomi di idrogeno. Questa composizione permette una combustione più pulita rispetto alle catene di idrocarburi più lunghe presenti nella benzina o nel gasolio, producendo una quantità significativamente inferiore di anidride carbonica per unità di energia sprigionata.

Il calcolo delle emissioni di CO2 per il metano e il ruolo del biogas
Per capire come si calcolano le emissioni, è fondamentale distinguere tra l'origine fossile e quella rinnovabile del carburante. Nel 2024, il CNG disponibile alle pompe di benzina svizzere conteneva in media il 32,8% di biogas. Finora il Consiglio federale ha riconosciuto nell’Ordinanza sull’efficienza energetica (OIE) una quota di biogas del 20%. Di conseguenza, le emissioni di CO2 rilevanti per il clima ammontano solo all’80% delle emissioni del gas naturale fossile. Questo accade perché il biogas è considerato CO2 neutro. Quando si brucia biogas, la quantità di anidride carbonica rilasciata nell'atmosfera è equivalente a quella che le piante o i rifiuti organici avevano assorbito durante la loro vita, chiudendo un ciclo naturale che non aumenta la concentrazione netta di gas serra.
Un esempio di calcolo: se un veicolo a GNC emette 117 CO2/km secondo le indicazioni del costruttore, con il 20% di biogas solo l’80% è rilevante per il clima. Ciò significa che l’auto emette effettivamente 94 g/km di CO2, rispettando così il limite di 95 g/km. Attualmente, per legge viene conteggiato il 20% di biogas. Tuttavia, la quota fissa di biogas sarà eliminata dall’Ordinanza sull’efficienza energetica (EnEV) a partire dal 1° gennaio 2026. Questo cambiamento normativo riflette la necessità di adattarsi a un mercato in cui il GNC che fate rifornimento in Svizzera contiene in media il 32,8% (dato aggiornato a fine 2024) di gas rinnovabile. Questa quota non fossile è in costante aumento in Svizzera. Poiché il biogas è CO2 neutro, una parte crescente del GNC non ha alcun impatto sul clima.
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Efficienza volumetrica e conversione energetica litro/kg
Il calcolo delle emissioni per litro nel caso dei gas compressi richiede una comprensione della densità. A differenza dei combustibili liquidi, il metano viene erogato in chilogrammi (kg). Un chilogrammo di metano ha un contenuto energetico superiore a quello di un litro di benzina (circa 1,5 litri) o di gasolio (circa 1,3 litri). Quando parliamo di "emissioni co2 metano calcolo litro", ci riferiamo spesso alla necessità di confrontare l'impatto ambientale su una base volumetrica equivalente. Tuttavia, la precisione scientifica impone di considerare il valore energetico. Calcolate ora come potete ridurre le vostre emissioni con il CNG e il biogas! Oggi nelle stazioni di rifornimento svizzere è già possibile fare il pieno con biogas al 100%, eliminando quasi totalmente l'impronta di carbonio fossile del viaggio.
L'impatto globale dell'anidride carbonica e la crisi climatica
L’anidride carbonica è un gas normalmente presente nell’atmosfera e influisce sulla termoregolazione del pianeta. La quantità eccessiva di questo gas provoca il surriscaldamento del clima terrestre, con ricadute negative sulla biosfera naturale. Dalla rivoluzione industriale ad oggi le emissioni di CO2 sono aumentate in modo considerevole, a causa del crescente utilizzo dei combustibili fossili e del modo in cui si è orientata la globalizzazione, che ha portato a livelli record di anidride carbonica nell’atmosfera, oltre alla concentrazione di altri gas altrettanto nocivi come il metano e il protossido d’azoto.
Il settore dei trasporti è uno dei responsabili delle emissioni di CO2, e dai resoconti dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, produce circa un quarto dell’anidride carbonica in Europa, di cui il 71,7% proviene, infatti, dalla circolazione stradale dei veicoli. Queste emissioni peggiorano la qualità dell’aria che respiriamo, un fenomeno molto intenso, specialmente nelle grandi città, aumentando il rischio di malattie respiratorie e cardiovascolari. Per questo motivo l’UE ha messo a punto il Green Deal europeo, una strategia che prevede l’abbandono graduale dei combustibili fossili sostituendoli con fonti energetiche rinnovabili ed ecologiche.

Metodologie di misurazione: WLTP, NEDC e RDE
Le restrizioni alla CO2 delle auto rendono sempre più importante conoscere quanto inquina la propria vettura, valori che incidono sulla sostenibilità ambientale, sulla mobilità e sui costi di gestione. Il confronto tra WLTP (Worldwide Harmonized Light-Duty Vehicles Test Procedure) e NEDC (New European Driving Cycle) riflette il passaggio da un protocollo datato e idealizzato a una procedura più realistica: il WLTP introduce cicli di prova più lunghi, velocità più elevate e varie fasi di guida per rappresentare meglio il comportamento reale, sostituendo progressivamente i risultati sovrastimati del vecchio NEDC.
A questo quadro si è affiancato l’RDE (Real Driving Emissions), che integra i test di laboratorio misurando gli inquinanti direttamente su strada tramite sistemi PEMS; RDE non annulla il WLTP, ma ne completa le rilevazioni, garantendo che limiti e omologazioni tengano conto delle condizioni d’uso reali. Al di fuori dei test ufficiali, le emissioni effettive dipendono da:
- Condizioni ambientali (temperatura, vento e uso dell’aria condizionata).
- Stile di guida del conducente.
- Carico trasportato e pressione degli pneumatici.
- Usura dei componenti meccanici e taratura del motore.
Studi sperimentali mostrano, infatti, come cambiamenti fisiologici del percorso o del comportamento del conducente possano variare consumi ed emissioni in modo significativo rispetto ai valori di omologazione.
Guida comparativa alle emissioni per tipologia di alimentazione
Il calcolo delle emissioni di CO2 è abbastanza semplice, in quanto basta prendere il valore indicato dal costruttore e moltiplicarlo per i chilometri percorsi in media in un anno. Ovviamente, alcuni fattori come lo stile di guida e le condizioni del veicolo fanno aumentare o diminuire le emissioni di anidride carbonica della propria auto. I dati seguenti sono presi dall’edizione 2022 della Guida sul risparmio di carburante e sulle emissioni di CO2 delle autovetture, realizzata dagli allora Ministeri dello Sviluppo Economico, della Transizione Ecologica e delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili.
Analisi dei modelli Diesel
I motori a gasolio sono noti per la loro efficienza energetica, ma emettono quantità variabili di CO2:
- Alfa Romeo Stelvio 2.2 Turbo D 160 cv aut 4WD Super Business: 145-147 g/Km;
- Audi Q3 2.0 110 kW aut: 127-151 g/Km;
- BMW 220d berlina 4p aut: 126-147 g/Km;
- Fiat Tipo 1.6 Multijet E6d-final: 113-125 g/Km;
- Mercedes-Benz C 220d aut: 130-149 g/Km.
Analisi dei modelli a Benzina
Le auto a benzina tendono ad avere emissioni di CO2 leggermente superiori per chilometro rispetto ai diesel di pari cilindrata a causa della minore densità energetica del carburante:
- Audi A3 Sportback 1.5 110 kW MEC: 115-154 g/Km;
- BMW 318i berlina 4p aut: 143-165 g/Km;
- Citroen C5 Aircross PureTech 130 S&S: 130-155 g/Km;
- DS DS3 Crossback PureTech 100 cv: 123-139 g/km;
- Ford Tourneo Connect Titanium 114 cv aut 5p: 149-160 g/Km.
Analisi dei modelli a GPL e Metano
Questi carburanti rappresentano una transizione verso la sostenibilità:
- Dacia Duster 4X2 1.0 TCe 100 cv ECO-G (GPL): 142-145 g/Km;
- Fiat Panda 1.2 69HP MT (GPL): 122-123 g/Km;
- Hyundai i10 GPL 1.0 MPI: 110 g/Km;
- Kia Stonic Style 1.2 82 cv GP: 114-125 g/Km;
- Lancia Ypsilon Gold 5p 1.2 69 cv MT5: 122-140 g/Km.

Hybrid e Plug-in: la nuova frontiera tecnologica
Per diminuire le emissioni inquinanti delle auto bisogna passare ai veicoli elettrici e ibridi, l’unica opzione davvero efficiente e sostenibile. Le ibride (mild e full hybrid) mostrano una riduzione parziale:
- Alfa Romeo Tonale Hybrid 1.5 130 cv: 127-135 g/Km;
- Ford Kuga ST-Line 190 cv aut 5p: 124-146 g/Km;
- Jaguar E-Pace 23MY 2.0 I4 200 cv: 200-218 g/Km;
- Land Rover Range Rover Evoque 23MY 2.0 I4: 201-217 g/Km;
- Renault Captur Intens TCe 140 cv: 130-133 g/Km.
Le ibride plug-in, grazie alla capacità di percorrere molti chilometri in modalità puramente elettrica, abbattono drasticamente i valori di omologazione:
- Audi Q3 e-tron 1.4 110 kW: 35-52 g/Km;
- BMW X3 xDrive30e sw 4p aut 4WD: 44-60 g/Km;
- Citroen C5X Hybrid Plug-in 225: 27-34 g/Km;
- Hyundai Ioniq 1.6 PHEV DCT 5p: 26 g/Km;
- Jeep Renegade Limited 1.3 190 cv: 41-45 g/Km.
Restrizioni, incentivi e mobilità urbana
Il superamento dei limiti di CO2 non ha solo un costo ambientale, ma anche economico e sociale. I produttori hanno il compito di rispettare i limiti stringenti alle emissioni di CO2, con valori entro i 95 g/Km dal 2021 e non oltre 59 g/Km dal 2030. Per i proprietari di veicoli, le conseguenze sono dirette. Sono previste restrizioni alla circolazione per i veicoli più inquinanti, un esempio è il blocco alle auto diesel applicato in diverse città italiane, o i divieti a vari livelli dell’ingresso nelle ZTL urbane. Inoltre, i veicoli più inquinanti sono soggetti al Superbollo, una tassa aggiuntiva prevista per le auto più potenti e meno ecologiche.
Al contrario, la scelta di veicoli a basse emissioni può offrire vantaggi significativi, come la possibilità di parcheggiare nelle strisce blu senza pagare, usufruendo di posti gratuiti per lo stazionamento del veicolo. Questo tipo di agevolazioni mira a incentivare il rinnovo del parco circolante. Scopri tutte le offerte di noleggio a lungo termine di auto elettriche per valutare alternative alla proprietà tradizionale. Le infrastrutture giocano un ruolo chiave in questa transizione: le colonnine nelle aree commerciali, nei centri commerciali, nei supermercati e negli outlet rappresentano una delle reti di ricarica a crescita più rapida in Italia.
Strategie per la riduzione individuale delle emissioni
Oltre alla scelta del veicolo, il comportamento individuale può fare la differenza nel calcolo reale delle emissioni. Bisogna prestare attenzione ad alcuni accorgimenti per ottimizzare il consumo di carburante e ridurre l'impatto di anidride carbonica. Ad esempio, è importante evitare accelerazioni e frenate brusche, non tenere oggetti inutili che incrementano il peso e usare con parsimonia il climatizzatore.
La manutenzione regolare del veicolo è un altro pilastro fondamentale. Un motore non perfettamente a punto, filtri intasati o una pressione degli pneumatici errata possono aumentare i consumi fino al 15-20%. In un'ottica di "calcolo litro", ogni inefficienza si traduce direttamente in più grammi di CO2 rilasciati nell'aria. Il passaggio a carburanti come il GNC e il Biogas, unito a una guida consapevole, rappresenta la strategia più immediata per rispettare l'ambiente senza rinunciare alla mobilità privata.

La transizione verso una mobilità sostenibile richiede un approccio integrato che consideri non solo la tecnologia del motore, ma anche l'origine del combustibile e le abitudini di utilizzo. La disponibilità crescente di biogas nelle reti di rifornimento, specialmente in contesti avanzati come quello svizzero, dimostra che la riduzione del 20% o anche del 32,8% delle emissioni rilevanti per il clima è un obiettivo concreto e raggiungibile oggi stesso. Scopriamo cosa sono esattamente le emissioni di anidride carbonica e di altri gas nocivi dei veicoli, per capire meglio come si calcolano e quali sono le soluzioni per ridurle, partecipando attivamente agli obiettivi del Green Deal europeo.