DR Automobiles: La Rivoluzione Silenziosa dell'Automotive Italiano

Il panorama automobilistico italiano è stato testimone di una crescita sorprendente e, per molti versi, inaspettata, quella del gruppo DR Automobiles. Nata da un'intuizione imprenditoriale ambiziosa, l'azienda molisana ha saputo ritagliarsi uno spazio significativo, sfidando colossi affermati e proponendo un modello di business innovativo basato sulla collaborazione internazionale e sull'adattamento alle esigenze del mercato locale. Dalla sua fondazione, DR Automobiles ha percorso una strada impervia e complessa, evolvendosi da un'idea audace a una realtà industriale consolidata, capace di generare fatturati milionari e di conquistare quote di mercato rilevanti.

Le Origini: Il Motor Show di Bologna e la Visione di Di Risio

La storia di DR Automobiles affonda le sue radici nel dicembre 2006, durante il Motor Show di Bologna. È qui che Massimo Di Risio, figura chiave e fondatore del gruppo, si presenta al mondo dell'auto con un progetto audace: la creazione di un marchio automobilistico italiano che potesse competere sul mercato nazionale e internazionale. L'idea di base era quella di importare componenti di autovetture prodotte da case automobilistiche cinesi, come Chery Automobile, JAC Motors, BAIC Group e Dongfeng Motor Corporation, per poi assemblarle su licenza e commercializzarle in Italia, con un occhio di riguardo per l'adattamento estetico e funzionale ai gusti europei.

Massimo Di Risio

Inizialmente, l'azienda si presenta con due stand distinti, entrambi sotto l'ombrello del nuovo gruppo chiamato all'epoca DR Motor Company. Il primo, e più grande, vede il debutto del marchio DR con un SUV: la DR 5, che altro non è che la cinese Chery Tiggo rivista e adattata al mercato italiano. Questo modello riscuote un buon successo di vendite, inizialmente proposto con due ruote motrici e, dal 2009, anche con la trazione integrale, disponibile con motorizzazioni a benzina, GPL, metano e diesel.

L'Espansione della Gamma: Dalla City Car ai Crossover

Parallelamente al successo della DR 5, il gruppo inizia ad ampliare la propria offerta. Nel 2009, la gamma si arricchisce della piccola DR 1, una city car a 5 porte dal prezzo economico e dotazioni essenziali, derivata dalla Riich M1 venduta in Cina da Chery. Meno fortunata è la carriera della DR 2, che, come la DR 1, arriva in un periodo di difficoltà per il gruppo molisano, alle prese con trattative complesse, tra cui quella per l'acquisto dello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese.

Quasi un miraggio è invece la prima DR 3, modello solo omonimo del SUV coupé attualmente a listino. Nel 2013, fa il suo esordio un altro modello poco venduto, la DR City Cross, un crossover compatto e rialzato con un'impostazione da familiare. La DR Zero, lanciata nel 2015, rappresenta in pratica la sostituta della DR 1, riproponendo il concetto di city car a 5 porte, ma questa volta basata sulla Chery QQ di seconda generazione. Il motore 1.0 a benzina o bi-fuel a GPL viene proposto anche sull'allestimento DR Zero WR del 2017, accompagnando il modello fino alla fine della sua carriera nel 2019.

La Svolta del 2018: Accordi Strategici e Nuovi Modelli

Il 2018 segna un anno di svolta fondamentale per DR Automobiles Groupe. Grazie anche a un accordo strategico con la cinese JAC Motors, il gruppo porta al debutto la DR 4, un SUV compatto che, fino a maggio 2022, viene venduto in 3.531 esemplari. Nello stesso anno, iniziano le vendite di un altro modello cruciale per il successo del costruttore molisano: la DR 3. Questo modello aggiunge alla gamma un SUV dallo stile coupé, ancora più compatto rispetto alla DR 4, con una lunghezza di 4,17 metri. Questa "italianizzazione" della Chery Tiggo 3x è disponibile con motore 1.5 a benzina, GPL o metano (fino al 2019) e, ad oggi, è stata venduta in 3.554 unità in Italia.

Rimane il 2018 come anno "magico" per DR, che avvia anche le vendite della DR 6, un SUV di segmento C con motore 1.5 (benzina, GPL o metano). Questo modello, nel 2020, viene trasformato in EVO6, per poi concludere la sua carriera a fine 2021.

DR 4 SUV

Innovazione e Sostenibilità: La Filosofia DR

L'impegno di DR Automobiles è sempre stato rivolto alla produzione di veicoli con motorizzazioni in grado di ridurre i consumi e le emissioni inquinanti. Nel 2006, il processo produttivo prevedeva l'assemblaggio nell'impianto di Macchia d’Isernia di un motore diesel Multijet e meccanica italiana con il telaio della prima DR 5. Già dal 2010, di pari passo con la delocalizzazione in Asia di gran parte del processo produttivo, l'azienda ha iniziato a sviluppare un'avanzata tecnologia bimodale, denominata ThermoHybrid. Questa tecnologia sfrutta l'utilizzo di carburanti alternativi, come il GPL, che permette di ridurre le emissioni e di rispondere alla crescente esigenza di salvaguardia ambientale.

Gli avanzati sistemi elettronici e le moderne tecnologie di costruzione del telaio e delle gabbie in acciaio garantiscono per tutti i modelli massima sicurezza. La qualità è sempre più alta e i veicoli sono progettati per essere sempre più sostenibili, un aspetto cruciale in un'epoca in cui la transizione ecologica è diventata una priorità globale.

Il Modello di Business: Collaborazione Cinese e Adattamento Italiano

La strategia di DR Automobiles si basa su una stretta collaborazione con i costruttori cinesi, un vero punto di forza che consente all'azienda di avere vetture a "stock" e una gamma in continua espansione, anche in scenari di mercato difficili, come quello recente caratterizzato dalla carenza di componenti. L'intuizione del patron Di Risio è stata quella di importare vetture dall'Oriente per poi adattarle, nell'estetica e nei contenuti, ai gusti italici ed europei. La partnership con marchi come Chery (per 18 anni al 1° posto in Cina in termini di esportazioni) e JAC Motors ha assicurato al marchio della ventesima regione un vantaggio strategico sui tempi di consegna.

Dal Paese di Jinping partono componenti di tutti i tipi (cablaggi, meccanica, elettronica…), e così al produttore isernino viene in mente di "costruire", servendosi di accordi. Oggi il Gruppo DR può contare su 18 modelli diversi, commercializzati con 4 marchi. A Macchia d’Isernia si occupano dell'assemblaggio. Le scocche arrivano già saldate, trattate contro la corrosione e verniciate. Ciò che resta viene prodotto in regione, con l'eccezione dell'auto elettrica, che ha una tecnica costruttiva da "supercar" e nasce da un telaio in alluminio spazzolato su cui vengono montati i pannelli della carrozzeria (di materiale composito).

La Storia Recente: Nuovi Modelli e Marchi

Il 2020 è un anno di notevole importanza per DR. La DR EVO 5 cambia nome e diventa semplicemente DR EVO, mentre debutta sul mercato la nuova DR 5.0, versione rimarchiata e leggermente modificata del SUV compatto cinese Chery Tiggo 5x. A oggi, ne sono state vendute 4.354 esemplari. Nello spirito di continuo rinnovamento della gamma, tipico del gruppo DR e derivato anche da un frenetico ricambio e aggiunta di modelli da parte dei partner cinesi, nel 2020 spunta nei listini anche la DR F35, sorta di SUV ammiraglia del marchio che ha come base la Chery Tiggo 7.

Nel 2021, è il turno della DR 4.0, variante italica della Chery Tiggo 4, ennesimo SUV compatto (4,31 metri di lunghezza) con motore 1.5 benzina o benzina/GPL. Nello stesso anno, al Milano Monza Open-Air Motor Show, debuttano la versione aggiornata della 5.0, con alcune modifiche estetiche e interni completamente ridisegnati, e la nuova SUV 6.0 (basata sulla Chery Tiggo 7 Pro), che diventa la nuova ammiraglia del marchio. La DR 6.0 monta il motore 1.5 turbo benzina con cambio CVT a 9 rapporti ed è disponibile con alimentazione bi-fuel benzina/GPL. Alla fine del 2021, la versione non aggiornata della 5.0 viene ribattezzata 4.0 e adotta una nuova calandra anteriore. Le vendite segnano il nuovo record di 8.362 unità, risultato più che raddoppiato rispetto all'anno precedente.

L'anno successivo, il 2022, si conferma d'oro per DR, con quasi 25.000 veicoli nuovi immatricolati e una quota di mercato in Italia pari all'1,86%, mentre il fatturato sale a 448 milioni di euro. Il 2023 si apre con numerose novità: oltre all'entrata a listino dei tre veicoli presentati al Milano Monza Open-Air Motor Show nel 2022 (i SUV 3.0 e 7.0), si registra il ritorno nel segmento delle citycar con la nuova generazione della DR 1.0, citycar elettrica su base Chery eQ1 e prima elettrica del marchio a entrare in commercio, e il debutto assoluto nel settore dei veicoli cassonati con il DR PK8 (basato sul JAC T8 Pro e dotato di propulsori turbodiesel). Nello stesso anno, abbandona i listini il SUV F35, sostituito in gamma dalle 5.0 e 6.0. Il 2023 registra un nuovo record di vendite in Italia con quasi 33.000 veicoli immatricolati.

Nuovi Marchi e Partnership Strategiche

Il gruppo DR Automobiles non si limita a espandere la propria gamma sotto il marchio principale, ma diversifica la propria offerta attraverso nuovi marchi e partnership strategiche. Nel 2024 viene annunciata una nuova partnership con la cinese Dongfeng Motor Corporation, che porterà alla produzione di tre modelli con il marchio Tiger (fondato nel 1989 da Jim Dudley e ceduto a DR nel 2022).

Un'altra evoluzione significativa riguarda l'introduzione del brand EVO, identificato come il marchio "low-cost" di DR. L'EVO Electric, lanciato nel 2020, è la prima vettura elettrica del marchio, versione rimarchiata del cinese JAC iEV40. Nel 2021, viene presentata la EVO 3, con motorizzazioni tradizionali e un'estetica differente. Nel 2022, al Milano Monza Open-Air Motor Show, il marchio EVO presenta tre nuovi modelli: EVO 4, EVO 5, EVO Cross 4. Nell'agosto 2023 viene presentata la nuova ammiraglia del gruppo, la EVO 7, dotata di configurazione a 6 o 7 posti e motore 1.5 turbo benzina/GPL.

Logo EVO

Parallelamente, nasce il marchio Sportequipe, che si posiziona come offerta più premium. La gamma si espande con la presentazione, al Salone dell'Automobile di Parigi, del SUV top di gamma Sportequipe S8, basato sulla Chery Tiggo 8 Pro e disponibile in diverse configurazioni di alimentazione.

Un capitolo a parte merita il marchio ICKX, presentato nel 2022 con il fuoristrada ICKX K2, basato sul Beijing BJ40 Plus. Tuttavia, il nome del marchio è stato al centro di una controversia legale con l'ex pilota Jacky Ickx, che ha avviato una causa per uso illecito del proprio nome. Nonostante alcune notizie iniziali indicassero un divieto per DR di utilizzare il marchio, l'azienda ha parzialmente smentito, affermando che il procedimento si trova ancora nella fase cautelare. Successivamente, l'azienda ha annunciato un parziale cambio di denominazione del marchio in ICH-X.

Il Futuro: Elettrificazione e Produzione Nazionale

Il futuro di DR Automobiles è orientato verso una maggiore elettrificazione e un potenziamento della produzione nazionale. L'azienda ha presentato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy un'iniziativa che si inserisce negli obiettivi del Governo di rilanciare l'industria nazionale. Il programma fissato da DR Automobiles prevede un investimento significativo per la realizzazione di un nuovo complesso all'avanguardia, dove verranno assemblati mezzi dall'animo ecologico. Questa mossa è obbligata dal riscaldamento globale e dalla crescente attenzione verso la mobilità sostenibile.

Impianto DR Automobiles Macchia d'Isernia

Inoltre, la volontà di ridurre la dipendenza dalle importazioni è un altro fattore chiave. Sebbene la collaborazione con i partner cinesi rimanga fondamentale, l'azienda mira a incrementare la produzione nazionale per rispondere alle stringenti normative europee sulle emissioni e per rafforzare il "Made in Italy" nell'industria delle quattro ruote.

Un Percorso di Crescita Continua

Dal rischio fallimento nel 2012, DR Automobiles è transitata a un fatturato di circa 400 milioni di euro nel 2022, con un impiego di 400 persone e una produzione di 3.000 unità al mese (con una capacità massima di 5.000). L'azienda dispone di un secondo impianto di produzione dedicato ai nuovi marchi e occupa una superficie di circa 200.000 mq, con 250 centri di assistenza in Italia in grado di assicurare ricambi in 48 ore grazie a un magazzino automatizzato.

La capacità di adattarsi ai cambiamenti di mercato, unita a una strategia di prezzi competitivi e a un'attenzione alle reali necessità dei clienti, ha permesso a DR Automobiles di superare traguardi inimmaginabili, posizionandosi come un attore sempre più rilevante nel panorama automobilistico italiano e non solo. Il 2026 vedrà un progressivo renaming dei modelli che perderanno il "punto zero" dopo il numero, tornando alle origini, e il logo DR migrerà al centro del cofano motore. La storia di DR Automobiles è una testimonianza di come l'innovazione, la flessibilità e una visione imprenditoriale chiara possano trasformare una piccola realtà locale in un protagonista del mercato globale.

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