La Fiat 124 Sport Spider, presentata nel novembre del 1966 al Salone dell'automobile di Torino, non è stata solo una vettura, ma un simbolo di un'epoca di ottimismo e grandi cambiamenti. Nata per sostituire le sportive di fascia media come le 1500 e 1600 Cabriolet, questa affascinante cabriolet sportiva a 2+2 posti, progettata e prodotta dalla carrozzeria Pininfarina, ha lasciato un segno indelebile nella storia dell'automobilismo, rimanendo in produzione ininterrottamente fino al 1985. Il suo successo, in particolare negli Stati Uniti, dove sono stati esportati ben 170.000 esemplari dei circa 200.000 prodotti, ne ha consolidato lo status di icona.

La Nascita di un Mito: Design e Innovazione
La genesi della 124 Sport Spider è strettamente legata alla matita del designer olandese-americano Tom Tjaarda, che lavorava nell'atelier di Pininfarina. Il suo ingegno, già evidente in progetti come la Ferrari 365 California e la De Tomaso Pantera, ha dato vita a linee slanciate ed eleganti che hanno conquistato il cuore di molti appassionati. La vettura riprendeva buona parte della meccanica della 124 berlina, ma nasceva fin da subito con caratteristiche sportive ben precise e per la qualità delle finiture, degli accessori e dei colori.
Lunga 3,97 metri, la 124 Spider era caratterizzata da un frontale compatto e piatto, alleggerito grazie all'incavo che alloggiava i due fanali anteriori leggermente retratti, a incorniciare la presa d'aria esagonale. La coda, invece, sfoggiava due pinne lievemente inclinate verso l'alto, a formare una linea concava raccordata con il profilo del bagagliaio. Questa scelta stilistica si ispirava alla show-car Rondine del 1963, una Chevrolet Corvette rivisitata da Pininfarina e dallo stesso Tjaarda, che presentava un frontale aggressivo e una coda molto personale, detta "a rondine".
La capote, un elemento fondamentale per una cabriolet, presentava il lunotto in vinilite e comprendeva anche due cristalli laterali che rientravano contemporaneamente all'abbassarsi della capote, offrendo un'esperienza di guida a cielo aperto senza compromessi.

Motori e Prestazioni: Il Cuore Sportivo
Sotto il cofano della prima 124 Sport Spider batteva il motore 124AC.000, un quattro cilindri in linea con alesaggio e corsa, rispettivamente, di 80 e 71,5 mm, per una cilindrata di 1438 cm³. Questo propulsore, decisamente brillante grazie anche alla testata con doppio asse a camme e valvole a V, sviluppava una potenza di 90 CV a 6500 giri/minuto e permetteva di raggiungere una velocità massima di 170 km/h. L'alimentazione era affidata a un carburatore a doppio corpo verticale, e un sistema di doppio filtraggio dell'olio garantiva una migliore lubrificazione e una maggiore durata.
Una caratteristica distintiva e all'avanguardia per l'epoca era il comando della distribuzione a cinghia dentata in gomma, invece che a catena singola o duplex, un'innovazione che sarebbe stata adottata anche decenni dopo. Questo motore, progettato dall'ex ingegnere capo della Ferrari, Aurelio Lampredi, fu uno dei propulsori più longevi della storia dell'automobilismo, rimanendo in produzione fino agli anni Novanta.
Altre caratteristiche facevano del modello una vettura sportiva di fascia alta: cambio a 5 marce di serie, pneumatici radiali e volante a due razze di tipo sportivo. La vettura, a trazione posteriore, aveva il retrotreno a ponte rigido modificato nei punti d'attacco (due coppie di puntoni longitudinali, in luogo del precedente schema "a croce", per migliorare la precisione di guida) e il servofreno di serie. Era dotata di freni a disco sia anteriori che posteriori, con servofreno, garantendo una frenata pronta e decisa. Anche in questo si proponeva come un'auto molto moderna, con tergicristallo a intermittenza e controllo delle luci sul piantone dello sterzo.

L'Evoluzione nel Tempo: Aggiornamenti e Nuove Versioni
La lunga e fortunata carriera della Fiat 124 Sport Spider è stata costellata di continui aggiornamenti ed evoluzioni. Nel 1969 venne presentata la seconda generazione, in cui la cilindrata fu incrementata a 1608 cm³ con due carburatori doppio corpo. Tre anni più tardi, nel 1972, fece il suo debutto la terza serie, disponibile anche nell'inedita versione "1800" con motori derivanti dalla Fiat 132, di 1592 e 1756 cm³, che sviluppavano rispettivamente 108 CV e 118 CV a 6000 giri/minuto, entrambi capaci di superare i 180 km/h di velocità massima. Questi nuovi motori, pur mantenendo la configurazione a quattro cilindri con due alberi a camme in testa, erano alimentati da un solo carburatore a doppio corpo per ottenere una migliore elasticità ai bassi regimi.
La produzione della 124 Sport Spider proseguì poi dal giugno del 1974 sino al 1982 esclusivamente per l'esportazione negli Stati Uniti, un Paese in cui la vettura continuava a riscuotere parecchi consensi. La linea rimase pressoché la stessa, con l'unica modifica significativa riguardante i paraurti ad assorbimento di energia, imposti dalla normativa statunitense, e gruppi ottici posteriori più ampi. Dal luglio del 1978 il vano motore ospitò un due litri da 87 CV. Nelle versioni nordamericane, a partire dal 1978, il vano motore ospitò un quattro cilindri bialbero da 1995 cm³ che sviluppava 105 CV. Il comportamento stradale della vettura era sempre eccellente, mentre i consumi si facevano più parchi. Un sistema a iniezione elettronica Bosch sostituì i carburatori negli anni Ottanta.
Un'ultima evoluzione si ebbe nel 1983 con la versione "Volumex" da 136 CV, dotata di compressore volumetrico. Fu pensata soprattutto per il mercato americano e vide il carburatore riprendere il posto dell'iniezione elettronica. Questa versione continuò una storia di successo fatta di oltre 200.000 esemplari venduti in tutto il mondo, il 75% dei quali acquistati negli USA.
Nel 1981 la Spider tornò anche in Europa, commercializzata dalla Pininfarina con il nome di Pininfarina Spidereuropa, a seguito della decisione di Fiat di delegare la produzione alle rispettive carrozzerie alla fine della sua carriera.
FIAT 124 Spider: Storia di una Regina dei Rally | Convegno Borzacchini Historic 2024
La Fiat 124 Abarth Rally: Una Belva da Competizione
Un capitolo a parte merita la Fiat 124 Abarth Rally, lanciata nello stesso anno, il 1972, come base stradale per l'impegno agonistico nel Gruppo 4. Preparata dalla nota scuderia sportiva torinese Abarth, la 124 Spider negli anni Settanta ha costruito un prestigioso palmarès con le sue vittorie nei rally, permettendo a Fiat di entrare in forma ufficiale in questa specialità dello sport automobilistico.
Rispetto alla vettura di serie, la Fiat 124 Abarth Rally Gr.4 beneficiò di un motore più potente, una variante del bialbero di 1756 cm³ portata a 128 CV e successivamente evoluta fino a raggiungere i 215 cavalli con l'iniezione meccanica. La carrozzeria fu alleggerita con l'adozione di cofani in fibra di vetro (di colore nero opaco, contrastanti con la carrozzeria bianca, rossa o celeste aviazione) e portiere in alluminio, che consentirono una notevole riduzione del peso complessivo. Eliminata la capote, al suo posto era presente un hard-top in resina, amovibile in caso di necessità.
Impossibile non riconoscerla al primo sguardo: oltre al tetto rigido e al cofano anteriore nero opaco, la Abarth Rally nascondeva sotto la "pelle" raffinate sospensioni posteriori a ruote indipendenti in luogo dell'assale rigido dei modelli standard e, a richiesta, il differenziale autobloccante. L'elaborazione del motore prevedeva l'adozione di carburatori doppio corpo IDF 44 con venturi da 36 mm (rispetto ai IDF 40 con venturi da 32 mm delle versioni 1600 e 1800) e un nuovo impianto di scarico con collettori tubolari 4-2-1. La Fiat Abarth 124 Rally stradale, prodotta in 1.013 esemplari, rappresentava una vera e propria icona nell'icona.

Un Esempio Concreto: La Fiat 124 Spider 2000 CS2
Prendiamo come esempio la nostra "Margherita", una Fiat 124 Spider modello CS2, prodotta nel 1979 con una cilindrata di 1995 c.c. Questo è l'unico modello con motore 2.000 alimentato con carburatore, prodotto per il mercato americano in sole 16.926 unità.
Margherita, con il suo motore anteriore e trazione posteriore, offre due posti di lusso e un grande comfort di bordo. È silenziosa e veloce, ideale per viaggiare comodi e rilassati, apprezzando i panorami con in sottofondo il respiro profondo e delicato del motore 2.000 a 4 cilindri e, perché no, anche un po’ di musica, grazie all’impianto stereo di bordo, fruibile anche a capote abbassata.
Il suo temperamento rallystico è mitigato dall’alimentazione a carburatore studiata per il mercato americano, che permette di sviluppare una potenza tutto sommato contenuta rispetto alle potenzialità del motore 2.000, rendendola affascinante, comoda e caratterizzata da linee che attirano ogni sguardo. L’accessibilità è buona e anche con la vettura scoperta si marcia con un’apprezzabile silenziosità e con moderate turbolenze d’aria.
Lo sterzo, non servoassistito, richiede un po' di impegno per la manovra, specialmente a vettura ferma. La frizione si aziona con poco sforzo, e il cambio si manovra con semplicità, la leva lunga porta ad innesti precisi e basta un minimo di pratica per comprenderne a fondo l’utilizzo corretto. L’auto è dotata di freni a disco sia anteriori che posteriori, con servofreno, garantendo una frenata pronta e decisa, anche se è necessario che il driver prenda confidenza per trarne il massimo beneficio. Il vano portabagagli, ubicato posteriormente e di forma regolare, ha un buon volume di carico: al di sopra della ruota di scorta e delle dotazioni di sicurezza ed emergenza, è possibile stivare due trolley da cabina o un trolley da stiva.
Questa specifica versione della 124 Spider ha viaggiato molto, prima in California lungo la west coast, poi in Europa, tra Germania e Italia, dove ha goduto di un lungo periodo di vacanza lungo le meravigliose coste siciliane.

Scheda Tecnica Riassuntiva della Fiat 124 Sport Spider (1966)
- Dimensioni: 397 cm (lunghezza), 161 cm (larghezza), 125 cm (altezza)
- Peso a secco: 945 kg
- Motore: L4, 1438 cc, benzina, bialbero
- Potenza massima: 90 CV a 6500 giri/min
- Coppia massima: 108 Nm
- Trazione: Posteriore
- Cambio: Manuale a 5 marce
- Velocità massima: 170 km/h
- Prezzo (1966): 1.550.000 lire (circa mezzo milione in più rispetto alla berlina)
- Sovrapprezzo optional: 65.000 lire per cerchi in lega "Cromodora" e tettuccio rigido.
La Fiat 124 Sport Spider, con il suo equilibrio di forme e il suo eccellente comportamento stradale, ha regalato vent'anni di successi, diventando un simbolo della casa torinese e della "dolce vita" degli anni Sessanta. La sua storia, fatta di innovazione, design accattivante e successi sportivi, la rende una delle cabrio sportive italiane più riuscite e longeve, amata ancora oggi da collezionisti e appassionati di tutto il mondo.
