Fiat 600 Multipla: L'Interno di un'Icona della Modularità

Fiat 600 Multipla interni disegno tecnico

La Fiat 600 Multipla, presentata il 14 gennaio 1956 al XXXIX Salone di Bruxelles, rappresenta una pietra miliare nella storia dell'automobile, essendo di fatto considerata una delle antesignane del moderno concetto di monovolume. Progettata da Dante Giacosa, questa vettura audace e versatile è stata ideata come sostituta diretta della Fiat 500C Belvedere, ereditandone i concetti di spazio a bordo e polifunzionalità, ma portandoli a un livello estremo con soluzioni diametralmente opposte. A differenza della berlina da cui derivava, che vedeva nella 600 del 1955 l'avvio della motorizzazione di massa in Italia, la Multipla si distingueva per un corpo vettura integrale a muso schiacciato e un abitacolo che si prolungava in tutta la parte anteriore. Questo posizionamento avanzato del posto guida, sopra l'assale anteriore, eliminando il volume centrale, conferiva alla struttura le sembianze di un piccolo pullman e creava un ambiente interno sorprendentemente ampio e flessibile per l'epoca. La Multipla, un'audace vettura multispazio prodotta dalla casa torinese per circa 11 anni, è inoltre riconosciuta come la prima vettura ad uso privato omologata per 6 posti, un traguardo notevole per un veicolo lungo poco più di tre metri e mezzo.

Filosofia Progettuale e Spazi Interni

La genialità della Fiat 600 Multipla risiedeva nella sua capacità di reinventare la gestione degli spazi a bordo. Se la 600 berlina, con motore e trazione posteriore, aveva il cofano anteriore occupato dal serbatoio e dalla ruota di scorta, nella Multipla questo spazio veniva convertito in un divano a due posti. Il motore posteriore, pur creando non poche difficoltà nella fase di progettazione, fu la chiave per un abitacolo totalmente rivisto e un posto guida estremamente avanzato, pensato per recuperare tutto lo spazio necessario per i sei occupanti. Questa soluzione, concepita da Giacosa, prevedeva due grandi portiere laterali e la possibilità di inserire due posti in più al centro della vettura, ottimizzando ogni centimetro disponibile.

Configurazione degli Interni e Modularità

La Fiat 600 Multipla era disponibile in diverse versioni che differivano per la specifica destinazione d'uso e la configurazione dei sedili, mettendo sempre al centro la versatilità della vettura. La Multipla è stata una delle prime auto italiane a pensare davvero alla modularità.

La Versione a 4-5 Posti

Gli allestimenti 4-5 posti della Multipla disponevano di un unico sedile posteriore e di un'ampia zona bagagli tra schienale e vano motore. All'occorrenza, la panca era reclinabile e garantiva sia un ampio volume di carico che un eventuale letto di fortuna lungo quasi due metri, trasformandosi in un piano di carico uniforme. La ruota di scorta era posizionata davanti al passeggero destro, la batteria davanti al radiatore e il serbatoio vicino alla ruota posteriore sinistra, sfruttando ogni spazio con intelligenza.

Fiat 600 Multipla interni configurazione letto

La Versione a 6 Posti

Nella versione a 6 posti, le file di sedili dietro alla panchetta conducente erano due, composte da quattro sedili totalmente indipendenti. Anche in questo caso era possibile reclinare i singoli sedili e ottenere fino a quasi 2 mq di volume di carico accessibili dalle due porte laterali e con una bassissima soglia d'accesso. La configurazione 2+2+2, con strapuntini che scomparivano nel pavimento, creava un vano perfettamente piatto, enfatizzando l'incredibile efficienza di spazio che poteva ospitare 6 persone in tre metri e mezzo.

Fiat 600 Multipla interni configurazione 6 posti

La Versione Taxi: Un Successo Urbano

La Fiat 600 Multipla ebbe notevole successo come taxi negli anni sessanta e come piccolo pulmino economico, diventando una delle icone del boom economico italiano. La versione Taxi, che si diffuse nelle maggiori città italiane, era caratterizzata da una tipica livrea bicolore: nero nella parte alta della carrozzeria e verde bottiglia in quella bassa, sebbene la tonalità di verde potesse cambiare a seconda della città. Sul tetto era presente l'insegna "TAXI" in colore bianco sul lato anteriore e rosso in quello posteriore.

Fiat 600 Multipla Taxi livrea storica

Gli interni di questa versione prevedevano una panchetta anteriore divisa in due: oltre al posto per il guidatore, era presente una piattaforma con fondo gommato, separata dal guidatore da un corrimano metallico, solitamente utilizzata per riporre i bagagli. Questa piattaforma poteva essere trasformata in un rudimentale sedile ausiliario applicando una seduta rimovibile. Il vano dell'autista era separato dal vano passeggeri da una paratia, metallica nella parte inferiore e con due vetri scorrevoli nella parte superiore. Subito dietro si trovavano due file di sedili separati dalla zona conducente. La prima fila era composta da due sedili separati di tipo "a scomparsa", mentre la seconda da un divanetto fisso. Il posto di guida, rispetto alla Fiat 600, era spostato in avanti, eliminando il volume centrale e conferendo alla struttura le sembianze di un'auto da lavoro. L'allestimento interno era completato da un tassametro posto sulla plancia, luci di cortesia nella zona clienti attivabili dal guidatore e maniglie per facilitare la fase di entrata e uscita dal veicolo. L'affidabilità e i bassi costi di gestione furono la fortuna della versione Taxi.

La VERA STORIA della prima auto MULTIUSO : Fiat 600 Multipla

Gli esemplari autentici della Fiat 600 Multipla Taxi sono identificabili con la presenza sul libretto di circolazione della dicitura “noleggio da piazza” o Taxi, un dettaglio importante data la facilità di incappare in riproduzioni, poiché già all'epoca alcuni esemplari furono trasformati in taxi.

Materiali e Finiture degli Interni

All'interno della vettura, tutte le sedute erano rivestite in materiale lavabile "vipla", decorate con cordini bianchi e disponibili, secondo alcune fonti, nei colori rosso, celeste, biscotto, verde e marrone. La panca anteriore, fatta eccezione per la versione Taxi, era composta da un'unica seduta e presentava una fascia bianca sul lato alto dello schienale. Il pavimento era rivestito in gomma rigata, un dettaglio pratico che ne sottolineava la destinazione d'uso spesso lavorativa.

Il quadro strumenti, posto centralmente nel lato conducente, risultava alla vista praticamente identico a quello previsto per la 600 berlina. Il volante, con pulsante del clacson di colore nero, era a due razze di colore chiaro e fu soggetto a cambiamenti di tonalità durante l'evoluzione del modello. Tra i principali cambiamenti avvenuti nell'arco della produzione, si annoverano i cambi di metà 1957 quando si spostarono sul volante gli azionatori di direzione e i comandi luce, e si aggiunse l'indicatore delle frecce sulla plancia.

Fiat 600 Multipla interni volante e cruscotto

Un esempio di restauro e personalizzazione degli interni di una Fiat 600 Multipla ci viene offerto da un cliente giapponese, Takayuki, che ha commissionato a Elvezio la realizzazione di un set completo di tappezzeria. Questo include pannelli anteriori, centrali e posteriori, un set completo di tappezzeria per i sedili (10 pezzi per sedili anteriori e posteriori), la vipla passa ruota e il copri ruota di scorta, mostrando l'attenzione ai dettagli e la fedeltà al design originale anche in restauri moderni.

Dettagli Esterni e Aggiornamenti nel Tempo

La Multipla presenta un frontale schiacciato e particolarmente adornato, come di moda in quel periodo. L'elemento caratterizzante è la calandra che termina con un baffo generoso che ingloba il logo circolare con dicitura "600". La stessa scritta rimase per tutta la produzione anche quando il motore passò a 767 cc. Subito sopra sono presenti altri due elementi, il logo Fiat e il badge "multipla" inserito in corrispondenza della modanatura che corre lungo tutto il veicolo. Sia la 600 Multipla prima serie che la seconda serie uscivano di fabbrica con un deflettore d'aria in plexiglass dalla forma tipo boomerang posto su entrambi i finestrini anteriori in corrispondenza del lato delle cerniere. Questo elemento è oggi piuttosto raro da reperire in quanto già all'epoca veniva rimosso perché ingombrante e fastidioso, basti pensare che il finestrino non scorreva fino in fondo e il deflettore scendeva molto in basso.

Durante la produzione, la vettura rimase esteticamente fedele a se stessa con solo alcuni piccoli interventi migliorativi. A metà 1957 apparvero nuovi fanali posteriori a due luci di colore rosso e arancione. Altre novità vennero introdotte nell'ultima parte del 1959 quando si adottarono le luci anteriori di posizione e direzione circolari in alternativa alle precedenti di forma ovali. Nello stesso periodo si adottarono gli intermittenti di direzione ubicati in prossimità delle cerniere delle portiere posteriori e catadiottri nella parte bassa dei fanali posteriori. Con l'avvento della seconda serie (600D Multipla) il cofano motore presentava 18 feritoie al posto delle 15, mentre dall'anno successivo apparvero due lavavetri a spruzzo (1961).

Fiat 600 Multipla esterni frontale

I cerchi montati sui primi modelli erano di colore avorio e presentavano feritoie e coppe coprimozzi in alluminio bombate con incisione FIAT di grandi dimensioni. Successivamente le coppe cambiarono nella forma adottando la parte centrale "incassata" e la scritta FIAT di dimensioni ridotte.

Colori della Carrozzeria

Per quasi tutta la produzione la vettura fu offerta in tinta bicolore. Solo a partire dal 1964 si optò per verniciatura monocolore, almeno inizialmente nei colori bianco Fiat, beige, sabbia, grigio medio, blu medio e verde. Le uniche fonti attendibili reperibili in rete, di provenienza Fiat, fanno riferimento ai modelli del 1958 e del 1959, riportando gli abbinamenti cromatici della parte inferiore e superiore della vettura. Tra le combinazioni più rare c'è il rosso - nero, una scelta audace per un periodo dove di moda erano i colori pastello. I lamierati a vista all'interno dell'abitacolo riprendevano lo stesso colore della parte inferiore della carrozzeria.

Fiat 600 Multipla interni colori carrozzeria

Meccanica e Prestazioni

A capo del reparto tecnico delle vetture Fiat e con ruolo operativo sul progetto Multipla, c'era uno tra i nomi più influenti della storia del marchio torinese e dell'industria automobilistica italiana: Dante Giacosa. Il progettista riuscì, sullo stesso passo e sulla stessa meccanica della 600 berlina, a realizzare un monovolume diametralmente opposto e rivoluzionario per il tempo. Il motore era il collaudato 633 cm³ della 600, da 21.5 CV, con velocità massima intorno ai 90 km/h. Il cambio rimaneva identico ma con rapporto al ponte accorciato (7/45) per garantire più spunto a pieno carico. Le sospensioni posteriori vennero irrobustite, mentre all’anteriore fu adottato lo schema della 1100/103, più adatto al nuovo peso. All'anteriore la Multipla montava una sospensione a ruote indipendenti con bracci oscillanti, molle elicoidali, ammortizzatori idraulici telescopici a doppio effetto e barra stabilizzatrice. Il posteriore era a ruote indipendenti con molle elicoidali e ammortizzatori idraulici telescopici a doppio effetto su bracci oscillanti.

La Seconda Serie: Fiat 600 D Multipla

Nel 1960 Fiat aggiorna la gamma: nasce la 600 D. Con le prestazioni migliorate aumenta anche la diffusione della Multipla in allestimento Taxi. Con l'introduzione della 600 D Multipla, la piccola monovolume fu equipaggiata con un motore a ciclo otto da 767 cc di cilindrata capace di erogare 29 CV a 4800 giri/minuto. Si trattava di un motore da 4 cilindri in linea identificabile con il codice 100D.008 dotato di carburatore monocorpo tipo Weber 28 ICP o Solex 28 PIB-2. La Multipla seconda serie presentava filtro dell'aria di tipo piatto in carta con la presa d'aria regolabile in base alle stagioni di utilizzo della vettura, filtro dell'olio centrifugo, pompa dell'acqua maggiorata e condotti del radiatore maggiorati. L'avviamento avveniva mediante motorino d'avviamento comandato con chiave al centro della plancia. Il nuovo motore permetteva alla Multipla di raggiungere la velocità massima di 105 km/h, cinque in meno della berlina, oltre ad una maggiore la capacità di carico rispetto alla prima serie. Ciò permise alla nuova versione di compiere più agevolmente i compiti tipici di un veicolo commerciale leggero e alla Fiat di aumentare le vendite in allestimento taxi.

Sia la prima serie che la successiva Multipla seconda serie disponevano di cambio a 4 marce con prima non sincronizzata, frizione monodisco a secco, freni idraulici a tamburo sulle quattro ruote (oggetto di cambiamenti durante la produzione) e pneumatici 5.20 da 12 pollici. Il serbatoio situato al posteriore della vettura aveva la capacità di 29 litri. Le carreggiate erano diverse (anteriore 1225 m; posteriore 1151 m), e un diverso rapporto al ponte (7/45) rispetto alla 600 normale.

Produzione e Successo Commerciale

Dal 1956 al 1967 la Fiat 600 Multipla venne prodotta in 243.000 esemplari, un risultato giudicato ragguardevole benché inferiore al modello berlina. I primi tre anni Fiat scelse Mirafiori come impianto destinato all'assemblaggio del modello, successivamente la produzione fu spostata a Desio nello stabilimento di Autobianchi. La 600 Multipla rimase in produzione tra il 1956 e l'inizio del 1966, mentre le vendite andarono avanti fino ai primi mesi del 1967. Una piccola curiosità: nel 1967, quando la Fiat decise di toglierla dal mercato, il prezzo di acquisto era di 780.000 lire, 30.000 in più di quel che costava la “850”.

Nonostante le soluzioni intelligenti, la Multipla non conquistò il grande pubblico come la berlina. Lo stile insolito, più che la funzionalità, fu il principale ostacolo per la diffusione tra i privati. Tuttavia, come già accennato, ebbe un notevole successo come taxi e come veicolo da lavoro. La prestigiosa rivista “Ruoteclassiche” nell'aprile del 2001 ha dedicato la pagina di copertina proprio alla Fiat 600 “Multipla”, apostrofandola simpaticamente “Sorella Multipla” per richiamare l'allora consuetudine delle comunità religiose che acquistando questa vettura trovavano soddisfatte le più svariate esigenze.

Prezzi e Accessibilità

Il prezzo fissato al lancio era rispettivamente di 730.000 lire per la 4-5 posti, 743.000 per la 6 posti e ben 835.000 lire per la versione "Taxi", l'equivalente di più di 16-19 mensilità dello stipendio medio di un operaio. Nel 1960, con l'introduzione della seconda serie, il prezzo variava tra le 775.000 e le 790.000 lire per le due versioni ad uso privato. Nell'ultimo anno di commercializzazione, il prezzo di acquisto partiva da 780.000 lire, superiore alla Fiat 850T in commercio già da circa 3 anni. Comparando la Multipla ad altre vetture dello stesso periodo, il piccolo monovolume risultava decisamente più caro della 500 Giardiniera e offerto più o meno allo stesso prezzo della Fiat 1100.

Modelli Derivati e Riconoscimenti

Dalla "600 Multipla" venne derivato il furgone "600T", prodotto dal 1961 al 1968, da cui deriverà a sua volta il furgone "850T". I modelli derivati su autotelaio Fiat 600T sono stati tanti e impiegati per i più svariati utilizzi, dal semplice furgoncino da lavoro ad autoambulanza o veicolo a disposizione delle forze dell'ordine. La carrozzeria maggiormente attiva era la Coriasco di Torino che proponeva veicoli commerciali in formato pulmino, furgoncino e camioncino. Quest'ultimo con cassone con portata fino a 6 quintali veniva offerto nel 1965 a 935.000 lire.

Fiat 600T Coriasco furgone

La Fiat 600 Multipla è stata rielaborata in occasione della mostra “Torino Design” nella primavera del 1995 dai designers dell’IDEA Institute, che hanno scelto questa vettura come simbolo del design italiano dell’automobile e intramontabile esempio di incredibile efficienza di spazio. Le modifiche non sono state strutturali, per non “intaccare il mito”: per esempio le misure esterne ed interne sono rimaste invariate rispetto al modello originale. Si è deciso per una verniciatura bicolore abbinata ai colori degli interni che sono stati rinnovati come anche i materiali, testimoniando la sua rilevanza nel panorama del design automobilistico.

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