La Fiat Croma Turbo i.e. non è stata semplicemente un'automobile; è stata un simbolo di un'era, un'espressione di innovazione e un punto di svolta per la Fiat nel segmento delle berline di rappresentanza. Presentata il 5 dicembre 1985, la Croma segnò un netto distacco dal passato, introducendo un progetto completamente nuovo che condivideva le sue fondamenta con altri nomi illustri del panorama automobilistico italiano ed europeo: la Lancia Thema, la Saab 9000 e, successivamente, l'Alfa Romeo 164, nell'ambito del rivoluzionario progetto "Tipo 4". Questa collaborazione strategica permise di ottimizzare i tempi di sviluppo e i costi di design, pur garantendo a ciascuna vettura un'identità distintiva.

Un Progetto Innovativo e Condiviso
La Croma, concepita come erede teorica dell'Argenta, si discostava radicalmente da quest'ultima. L'Argenta, un modello di scarso successo rimasto in produzione per soli quattro anni e mezzo, era poco più di un restyling della vecchia Fiat 132, e non rappresentava un vero passo avanti per la casa torinese. La Croma, al contrario, fu un nuovo inizio. Il suo esordio decretò la scomparsa della trazione posteriore in favore della trazione anteriore, una soluzione decisamente avanzata per l'epoca, con motore anteriore trasversale. Questo approccio non solo migliorava la distribuzione dei pesi e l'efficienza dello spazio interno, ma segnava anche un deciso passo in avanti rispetto al passato sia a livello di stile e forme sia per l’impostazione meccanica.
La linea aerodinamica, con un coefficiente di resistenza aerodinamica (Cx) di 0,32, era il risultato di uno sviluppo congiunto tra il Centro Stile Fiat e Giugiaro, frutto di numerosi test in galleria del vento. Nonostante la condivisione di alcune parti della carrozzeria con la Lancia Thema, il risultato fu un corpo vettura dalla forma originale, pulita, solida e rassicurante. La configurazione di berlina 5 porte a due volumi e mezzo, con un ampio portellone, garantiva un generoso accesso al bagagliaio, offrendo una capacità di ben 500 litri, un valore notevole per l'epoca, unito a un'ottima abitabilità e comfort dell'abitacolo.
La Gamma Motori e le Versioni
Inizialmente, la Fiat Croma venne proposta con una gamma di motorizzazioni che comprendeva propulsori derivati da quelli montati sulla Fiat Argenta. Erano disponibili versioni con carburatori da 1585 e 1995 cm³, e versioni a iniezione da 1995 cm³, sia a pressione atmosferica che turbocompresso. Le potenze erogate variavano dagli 83 CV delle versioni meno potenti fino ai 155 CV della versione turbocompressa, tutti evoluzioni del celebre "bialbero Lampredi". A queste si affiancavano un motore Diesel da 2,5 litri (75 CV) e un turbodiesel da 2,4 litri (100 CV).
Una menzione particolare merita la versione "CHT" (Controlled High Turbolence), equipaggiata con un motore da 1995 cm³ e 90 CV, che integrava il sistema Yamaha CHT. Questo sistema consentiva un'aspirazione a geometria variabile, migliorando la regolarità di funzionamento ai bassi regimi e riducendo i consumi nel ciclo urbano.

La Croma Turbo i.e.: La Regina della Gamma
La versione top di gamma, la Croma Turbo i.e., era senza dubbio la più potente e desiderata. Proposta a 29.700.000 Lire chiavi in mano, divenne la protagonista delle copertine di tutte le riviste automobilistiche dell'epoca. La sua sigla rossa, riportata su calandra e portellone, divenne un'icona dell'automobilismo degli anni '80. Questa declinazione sportiva di una berlina da subito molto ambita, offriva prestazioni entusiasmanti, capaci di assecondare egregiamente un corpo vettura dal peso a vuoto inferiore ai 12 quintali.
La Turbo i.e. era equipaggiata con un motore capace di offrire numeri interessanti e adeguati all'indole della vettura. La sua natura, che condivideva componenti con modelli venduti a un prezzo superiore, le garantiva un comfort e un comportamento stradale alla guida equilibrato. Questo era ulteriormente supportato da sospensioni a ruote indipendenti su entrambi gli assi e da un impianto frenante a quattro dischi, con quelli anteriori autoventilanti. L'ABS era disponibile a richiesta, e il cambio era un manuale a 5 marce con una rapportatura abbastanza corta, progettata per esaltare le doti sportive del motore turbo.
Il Restyling del 1991 e le Evoluzioni Successive
Nel 1991, la Fiat Croma subì un importante restyling che ne arrotondò le linee, allineandola al nuovo family feeling della casa e ingentilendo il frontale. Questo aggiornamento riguardò la carrozzeria (cofano motore, paraurti, gruppi ottici) e gli interni, che divennero più curati, con rivestimenti in pelle di serie su molte versioni. A livello meccanico, l'introduzione di alberi controrotanti contribuì a ridurre al minimo le vibrazioni, mentre l'aumento della coppia motrice migliorò ulteriormente la guidabilità. Le motorizzazioni furono anch'esse ammodernate, con l'eliminazione della cilindrata minore.
Negli ultimi anni di produzione, la Croma beneficiò di ulteriori aggiornamenti tecnologici. A partire dal 1994/95, divenne disponibile l'airbag, mentre le prime serie del 1993 ne erano sprovviste. Nel giugno 1993, venne introdotto un potente motore V6 da 2492 cm³ a 12 valvole, derivato dal V6 Busso montato all'epoca sulle Alfa Romeo 155. Questo propulsore erogava 159 CV a 5800 giri/minuto, con una coppia massima di 213 Nm a 4500 giri/minuto, permettendo alla Croma di raggiungere una velocità massima di 215 km/h e di coprire lo 0-100 km/h in 8,3 secondi.
Fiat Croma Turbo Diesel: La Storia del Primo Motore con Turbo a Geometria Variabile
Un Successo tra Enti Pubblici e Personalità
La Fiat Croma, come le sue sorelle Lancia Thema, fu largamente acquistata da enti, ministeri e numerose amministrazioni italiane. Per molti esemplari, si trattava di versioni blindate, destinate al trasporto protetto di personalità pubbliche o magistrati, a testimonianza della sua reputazione di vettura solida e sicura. "Il pianeta macchina", claim utilizzato da Fiat per la campagna pubblicitaria della Croma, ben descriveva la caratteristica principale di un progetto innovativo che non sostituiva alcun modello precedente, ma segnava l'inizio di una nuova era per Fiat: quella delle berline di rappresentanza. Imprenditori, politici e celebrità di ogni tipo utilizzavano la Croma per i loro spostamenti, consolidando la sua immagine di vettura prestigiosa e affidabile.
La campagna pubblicitaria della Croma, con lo spot girato in Australia da Dario Argento, contribuì a creare un'aura di mistero e fascino attorno al modello. Il riferimento all'estate del 1988 e al Festivalbar, con la partecipazione di Gerry Scotti, Andrea Salvetti e Sabrina Salerno, e la vittoria di Scialpi e Scarlett, Jovanotti e Tullio De Piscopo, colloca la Croma nel contesto culturale e mediatico di un'epoca vibrante e in rapida evoluzione.
Un Eredità Duratura
Gli ultimi esemplari di Fiat Croma vennero consegnati nel 1997, chiudendo l'epopea di una vettura che, diffusissima tra ministeri ed Enti pubblici, è stata un pezzo di storia italiana. La sua eredità, tuttavia, è perdurata. Venti anni dopo la presentazione della Croma originale, il 28 maggio 2005, FIAT ha lanciato una nuova vettura denominata Croma. Sebbene questa nuova Croma, una crossover-wagon, non avesse nulla in comune con la sua antenata se non il nome, testimoniava l'impatto e il ricordo indelebile che la prima generazione aveva lasciato nel cuore degli appassionati e nel panorama automobilistico. La prima serie della Croma, in particolare le versioni turbo, è oggi considerata rara e ricercata dai collezionisti, un vero e proprio pezzo da collezione che evoca un'epoca di grande innovazione e stile automobilistico.

La Fiat Croma Turbo i.e. rimane un esempio emblematico di come un progetto ambizioso, basato sulla collaborazione e sull'innovazione tecnologica, possa dare vita a un'automobile capace di lasciare un segno profondo nella storia. La sua combinazione di prestazioni, comfort, stile e praticità l'ha resa una scelta privilegiata per molti, e un oggetto del desiderio per gli appassionati di auto d'epoca.