Fiat Ritmo Turbo Diesel: Un'Analisi Approfondita di Efficienza e Innovazione

La Fiat Ritmo, sin dal suo debutto al Salone dell'automobile di Torino del 1978, ha rappresentato un punto di svolta per la casa torinese, introducendo un approccio innovativo al design e alla produzione. In questo contesto di costante evoluzione, la versione diesel ha saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano, culminando con l'introduzione della performante Ritmo Turbo DS.

Fiat Ritmo Diesel di prima generazione

Nascita e Evoluzione della Ritmo Diesel

Il marketing ha assunto un'importanza determinante nella definizione del design della vettura, "imponendo" la realizzazione di un'autovettura a 2 volumi con portellone posteriore, abitabilità per 5 persone, interni funzionali e "spiccata riconoscibilità rispetto alla concorrenza". Il Centro Stile Fiat, guidato da Gianpaolo Boano, realizzò una berlina di dimensioni contenute, caratterizzata da avvolgenti paraurti in plastica e un forte contrasto tra elementi circolari e linee tese. Per contenere i costi di produzione, venne elaborato un particolare processo produttivo per la realizzazione dei costosi paraurti sintetici. Anche gli interni, con plancia e pannelli porta completamente in plastica, stampati in pezzo unico, erano improntati alla massima funzionalità e abitabilità. Un altro tocco di "modernità" al modello era dato dall'assemblaggio automatizzato attraverso il sistema Robogate. L'impostazione meccanica, invece, era la stessa della 128: trazione anteriore, sospensioni a ruote indipendenti MacPherson davanti, balestra trasversale al posteriore e impianto frenante di tipo misto.

Nel 1980 venne introdotta la Ritmo D (solo 5 porte), equipaggiata con un nuovissimo 4 cilindri diesel progettato dall'ingegnere Aurelio Lampredi. Questo motore di 1714 cm³ erogava 55 CV, ed era ottenuto a partire dal monoblocco della 132 1800, dotandolo di testa, pistoni e accessori specifici. Per compensare il maggior peso del motore, l'assetto fu rivisto sostituendo i puntoni anteriori con una robusta barra di torsione, e fu modificata anche la demoltiplicazione della scatola di sterzo per alleggerire il volante, non essendoci ancora il servosterzo per le vetture di media cilindrata. La Ritmo D era disponibile negli allestimenti L e CL.

Fiat Ritmo 105 TC : La Storia più completa , come non è mai stata raccontata !

La Ritmo Diesel offriva diversi vantaggi rispetto ad altri veicoli diesel della sua epoca. La sua affidabilità meccanica era rinomata, con un motore diesel robusto e longevo che garantiva bassi costi di manutenzione. La coppia elevata del motore diesel assicurava una buona ripresa e facilità di guida anche a pieno carico. Inoltre, la Ritmo Diesel si distingueva per i consumi ridotti, che la rendevano economica nell'uso quotidiano e nei lunghi viaggi. Il comfort di marcia era notevole, con vibrazioni e rumorosità contenute per un diesel dell'epoca.

Il Restyling e l'Arrivo del Turbo Diesel

Alla fine del 1982, un profondo restyling portò alla presentazione della Ritmo seconda serie. Benché a livello di lamierati sembrava fosse cambiato solamente il cofano motore, in realtà la scocca della vettura subì una totale riprogettazione che la differenziava totalmente dal vecchio pianale di derivazione 128, portando a un risparmio di peso di circa 70 kg e allo stesso tempo alla risoluzione dei problemi di fessurazioni della zona anteriore del telaio che avevano afflitto numerosi esemplari della prima serie (in particolare le diesel) e che avevano obbligato i progettisti a introdurre piastre di rinforzo sulla traversa anteriore soprattutto sulle versioni sportive. Le modifiche più evidenti riguardarono lo spostamento del serbatoio in posizione protetta sotto al sedile posteriore (prima era sotto al bagagliaio), il bocchettone di rifornimento passato dal parafango sinistro a quello destro e celato da uno sportello, la definitiva migrazione della ruota di scorta sotto al bagagliaio (stranamente accessibile dall'esterno come in alcune auto francesi), e differenti duomi delle sospensioni anteriori con attacchi a tre viti invece che a due.

La personalità della vettura apparve sensibilmente modificata. Meno originale, ma più elegante, il nuovo frontale con 4 fari circolari (due sulla 60 3p base), mascherina nera e nuovo logo FIAT a 5 barre verticali inclinate, mentre in coda cambiarono i gruppi ottici, più grandi e non più inglobati nel paraurti. Completamente riprogettati, invece, gli interni delle versioni normali (sedili, pannelli porta e plancia erano completamente nuovi), mentre le versioni Super riprendevano la plancia delle precedenti con poche modifiche di dettaglio.

Alle numerose modifiche estetiche si abbinavano quelle meccaniche. Le sospensioni anteriori adottarono nuove molle coniche disassate che rendevano più preciso il funzionamento degli ammortizzatori e limitavano le reazioni allo sterzo su asfalto sconnesso, il cambio a 5 marce diventava di serie su tutta la gamma "manuale". Il motore 1700 diesel venne rivisto nelle tarature e guadagnò 3 CV (ora 58).

Interni della Fiat Ritmo seconda serie

Nel 1985, un leggero restyling (mascherina anteriore, paraurti anteriore più basso e predisposto per i fendinebbia, spostamento della targa posteriore sullo scudo, fascioni neri di plastica sulle fiancate, maniglie porta rettangolari invece che rotonde) accompagnò un aggiornamento della gamma. Le versioni diesel ebbero importanti novità: il vecchio motore da 1714 cm³ lasciò il posto a una nuova unità da 1697 cm³ facente parte della nuova famiglia di motori derivati dalla "dieselizzazione" dei monoalbero delle ultime 131 del 1981. Il nuovo motore erogava ora 60 CV, risultando inoltre più parco e più elastico oltre che più silenzioso.

Completamente inedita, invece, fu la nuova versione Turbo DS, mossa da un 4 cilindri turbodiesel con intercooler, che rappresentava un passo significativo nell'offerta diesel della Ritmo, promettendo prestazioni superiori e una maggiore efficienza.

L'Allestimento e le Motorizzazioni Benzina Complementari

Al momento della presentazione della prima serie, erano disponibili due corpi vettura (3 e 5 porte), due allestimenti (L e CL) e quattro motorizzazioni. Alla base si collocava la versione 60, spinta da due motori rispettivamente di 1050 cm³ (per la 60L) e 1116 cm³ (per la 60CL); il primo era della famiglia "Brasile", derivato dalla locale 147, il secondo di stretta derivazione 128; entrambi avevano una potenza di 60 CV. Le CL, più accessoriate, potevano montare a richiesta anche il cambio a 5 marce (non disponibile sulle L). La 75, pensata soprattutto per i mercati esteri (e in Italia disponibile solo in versione automatica), ebbe poco successo in Italia anche per via della relativa scarsa potenza che poco giustificava i costi per il bollo e l'assicurazione.

Nel settembre del 1979 fu introdotta la versione speciale Targa Oro, caratterizzata dalla verniciatura in color visone metallizzato con filetto dorato lungo tutta la fiancata, dai paraurti di colore scuro, dai cerchi specifici, dai fendinebbia Carello con mascherine e scocca color oro, e dalle finiture interne più curate. Le Targa Oro, disponibili sia con carrozzeria a 3 che a 5 porte, erano basate sulle 65 per il mercato interno e sulle 75 per i mercati esteri. Sempre nel 1979 la gamma venne arricchita della versione 65 5p CL Automatica, equipaggiata sempre con il cambio automatico di derivazione Volkswagen.

Nel 1981 le versioni Targa Oro vennero sostituite dalle potenziate Super 75 e Super 85, con, rispettivamente, motore di 1301 cm³ da 75 CV e 1498 cm³ da 85 CV entrambi dotati di carburatore doppio corpo e albero a camme dalla fasatura più spinta. L'allestimento era decisamente ricco: paraurti neri con bordini cromati su calandra e portatarga posteriore, maniglie porta cromate, profili cromati intorno a parabrezza, lunotto e alla base dei finestrini, diversa presa d'aria sul cofano, e infine inedite ruote da 165/65 su cerchi specifici da 14 pollici. Gli interni furono totalmente ridisegnati: la plancia in particolare aveva un aspetto più imponente ed era costruita in materiale schiumato simile a quello della Lancia Delta, la strumentazione era totalmente diversa e includeva contagiri, orologio digitale e un check-panel prodotto da Veglia Borletti.

La prima serie offriva anche la versione sportiva 105 TC, con carrozzeria a 3 porte, caratterizzata esternamente soprattutto dallo specifico paraurti anteriore di colore nero con spoiler e fendinebbia integrati, codolini neri, filetti neri lungo le fiancate e ruote da 14" della Super con copriruota neri (a richiesta cerchi in lega specifici neri). Il look grintoso era giustificato dai 105 CV erogati dal motore bialbero di 1585 cm³ a carburatore che la spingeva fino a 180 km/h con un'accelerazione da 0 a 100 in circa 10 secondi.

Nel 1982, nonostante la prima serie fosse sul mercato ormai da 4 anni, la FIAT introdusse comunque un'ulteriore versione: la 125 TC Abarth. Mossa da un bialbero a carburatore doppio corpo di 1995 cm³ da 125 CV a 6000 giri, la versione curata dalla Abarth aveva una carrozzeria (solo 3 porte) molto sportiva basata sulla 105 TC, con in più cerchi in lega specifici di produzione Pirelli con gomme P6 da 185/60-R14, strip adesiva laterale Abarth 2000, alettone posteriore in gomma alla base del lunotto, terminale marmitta cromato, sedili sportivi e volante racing. La Ritmo 125 Abarth, con i suoi 190 km/h e uno 0-100 in meno di 9 secondi, destò molto interesse presso la stampa italiana ed estera.

Fiat Ritmo 130 TC Abarth

La gamma della Ritmo seconda serie venne completata nel 1983 con l'introduzione delle versioni Energy Saving e Abarth 130 TC. La prima, mossa dal 1116 cm³ da 55 CV con dispositivo "cut-off", grazie anche a un abbassamento di 4 punti (da 0.42 a 0.38) del coefficiente di penetrazione aerodinamica, consentiva significative economie di carburante. Decisamente profonde le modifiche apportate alla Abarth: il motore guadagnava l'accensione elettronica digitale Marelli Digiplex e l'alimentazione mediante due carburatori doppio corpo orizzontali da 40. Il risultato erano 130 CV a 5800 giri (200 in meno della precedente 125 TC), che abbinati al peso minore e al cambio con il finale leggermente allungato la rendevano capace di uno spettacolare tempo di 8 secondi netti da 0 a 100 km/h. La Ritmo 130 ebbe un successo strepitoso presso gli appassionati grazie alle prestazioni, ulteriormente alimentato dai successi sportivi che la vettura colse nelle gare in pista e su strada.

Nel 1984 la gamma venne rinnovata: la versione "base" venne divisa in due versioni, "L" (con mascherina a soli due fari, cambio a 4 marce e allestimento molto povero) e "CL" (identica alla precedente base, ma con poggiatesta e tergilunotto di serie). Inoltre, l'allestimento S venne esteso anche alle 60. Nel 1985 la 105 TC, ormai spiazzata dalla Abarth, venne rimpiazzata dalla 100 S a 5 porte dotata di una nuova versione del bialbero con testa ruotata di 180 gradi e potenza ridotta a 100 CV per migliorare elasticità e consumi.

Dati Storici su Esemplari Specifici

La vasta gamma di motorizzazioni e allestimenti, unita ai continui aggiornamenti, rende la storia della Fiat Ritmo particolarmente ricca. Di seguito, alcuni esempi di modelli di Ritmo, con le loro caratteristiche principali, che circolavano nel mercato, forniti da venditori o privati:

  • 12/1982: 131.000 km, Benzina, 40 kW (54 CV).
  • 04/1981: 77.018 km, Benzina, 44 kW (60 CV).
  • 07/1984: 102.000 km, Benzina, 95 kW (129 CV).
  • 01/1987: 2.000 km, Benzina, 95 kW (129 CV). Venduta da Gruppo Promotor Srl (IT-44124 Ferrara - Fe).
  • 03/1985: 106.462 km, Benzina, 40 kW (54 CV). Venduta da Superauto Atena Lucana (IT-84030 Atena Lucana).
  • 11/1982: 106.000 km, Benzina, 40 kW (54 CV).
  • 05/1984: 101.077 km, Benzina, 96 kW (131 CV). Venduta da Gallotti Auto Srl (IT-21013 Gallarate - Varese - Va).
  • 06/1981: 95.000 km, Benzina, 55 kW (75 CV).
  • 05/1984: 5.000 km, Benzina, 92 kW (125 CV).
  • 05/1982: 62.000 km, Benzina, 44 kW (60 CV).
  • 01/1985: 135.000 km, Benzina, 96 kW (131 CV). Venduta da un Privato (IT-62010 Civitanova).
  • 10/1988: 53.130 km, Benzina, 77 kW (105 CV). Venduta da Passione Classica Sas (IT-36023 Longare - Vicenza - VI).
  • 02/1987: 93.000 km, Benzina, 62 kW (84 CV).
  • 03/1985: 7.000 km, Benzina, 74 kW (101 CV). Venduta da Auto In Palermo (IT-90144 Palermo - PA).
  • 02/1987: 93.000 km, Benzina, 62 kW (84 CV).
  • 07/1984: 107.000 km, Benzina, 44 kW (60 CV).
  • 03/1985: 102.000 km, Benzina, 47 kW (64 CV). Venduta da Rovera Andrea (IT-12062 Cherasco - Cuneo - Cn).
  • 01/1984: 85.000 km, Benzina, 91 kW (124 CV). Venduta da un Privato (IT-93019 Sommatino (CL)).
  • 11/1983: 180.000 km, Benzina, 60 kW (82 CV). Venduta da Sam Cars (IT-43012 Sanguinaro - Parma - Pr).

Questi dati, forniti dal fornitore del certificato, evidenziano la varietà di configurazioni e l'ampia diffusione della Fiat Ritmo nel tempo, comprese le sue diverse motorizzazioni e allestimenti, dimostrando la sua resilienza e popolarità nel mercato automobilistico.

Evoluzione del design della Fiat Ritmo

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