La questione della sede fiscale di un'azienda globale come Fiat, e ora Stellantis, è un argomento complesso che intreccia decisioni strategiche, implicazioni legali e un'attenta pianificazione finanziaria. Comprendere dove un'entità di tale portata sceglie di stabilire la propria residenza fiscale offre una prospettiva unica sulle dinamiche del settore automobilistico e sulle strategie delle grandi corporazioni nel panorama economico internazionale.
Dalle Origini Italiane all'Espansione Globale
La storia di Fiat è profondamente radicata in Italia, con la sua fondazione a Torino nel 1899. Per decenni, la città piemontese è stata il cuore pulsante delle operazioni e della sede fiscale del gruppo. Tuttavia, l'evoluzione del mercato automobilistico globale, caratterizzato da una crescente competizione e dalla necessità di ottimizzare le strutture operative e finanziarie, ha spinto le grandi aziende a riconsiderare le proprie strategie.
Un'analisi della situazione economico-finanziaria del gruppo Fiat nel 2012, come riportato nella Relazione sul bilancio di quell'anno, evidenzia già alcune disparità significative. A fronte di ricavi considerevoli, la gestione fiscale mostrava differenze sostanziali tra Fiat e Chrysler. Nel 2012, Chrysler, con 51,2 miliardi di euro di ricavi, registrava imposte per 205 milioni di euro, mentre Fiat, con un fatturato di 35,5 miliardi, pagava ben 420 milioni di euro di imposte. Nel 2013, il gruppo nel suo complesso versava 557 milioni di tasse, di cui 244 milioni imputabili alla sola Fiat. Questi dati, sebbene riferiti a un periodo precedente alla fusione completa, suggeriscono come la struttura fiscale italiana potesse rappresentare un onere maggiore rispetto ad altre giurisdizioni.

La Strategia di Trasferimento della Sede Fiscale
La decisione di trasferire la sede fiscale all'estero non è mai una scelta presa alla leggera. Per Fiat, questo processo è stato graduale e strategico. Gli Agnelli, da tempo, avevano individuato nella Svizzera una "patria ideale" per le loro attività finanziarie. Successivamente, Sergio Marchionne, figura chiave nella trasformazione del gruppo, ha orchestrato il trasferimento della sede legale di Fiat Auto all'estero.
Un momento cruciale in questa evoluzione è stata la fusione tra CNH (l'allora divisione veicoli industriali) e Fiat Industrial. Il prospetto informativo relativo a questa operazione ha rivelato come un'azienda con una "stabile organizzazione" in Italia potesse essere considerata una società estera ai fini fiscali. La nuova entità nata da questa fusione, denominata "Newco" nel prospetto, aveva l'obiettivo di essere considerata residente ai fini fiscali esclusivamente nel Regno Unito, pur essendo costituita nei Paesi Bassi. Questo scenario, apparentemente complesso, si basava sulla circostanza che la sede centrale gestionale e organizzativa fosse situata, in tutto o in parte, nel Regno Unito.
Per raggiungere questo obiettivo, è stata avviata una "procedura amichevole" ai sensi del trattato bilaterale tra Paesi Bassi e Regno Unito, al fine di ottenere il consenso delle rispettive autorità fiscali. Questa procedura ha avuto esito positivo, permettendo alla nuova società di stabilire la propria residenza fiscale nel Regno Unito.
La strategia di considerare una società costituita nei Paesi Bassi come fiscalmente residente nel Regno Unito si basa su principi di diritto tributario internazionale che attribuiscono la residenza fiscale in base al luogo in cui si trova la "sede centrale gestionale e organizzativa" o il "luogo di direzione effettiva". Questo permette a un colosso globale, le cui società operative sono distribuite in diversi paesi come Italia e Stati Uniti, di ottimizzare la propria posizione fiscale a livello internazionale.
Le Fusioni e la Nascita di Stellantis
La storia recente di Fiat è segnata da una serie di importanti operazioni di fusione e acquisizione, culminate nella creazione di Stellantis N.V.
Nel 2014, il Gruppo Fiat ha avviato le operazioni per l'acquisizione totale del pacchetto azionario di Chrysler Group, consolidando ulteriormente la sua presenza nel mercato nordamericano. Questa acquisizione ha rappresentato un passo fondamentale per la crescita e la diversificazione del gruppo.
Sergio Marchionne, consapevole della necessità di creare un'entità di maggiori dimensioni per competere efficacemente, ha esplorato diverse opzioni di fusione. Nel 2015, ha tentato senza successo di avviare contatti per una fusione con General Motors. Successivamente, ha persino considerato un'offerta pubblica di acquisto ostile su GM, un'operazione di grande portata che richiedeva ingenti capitali.
Un altro tentativo significativo di fusione è avvenuto nel maggio 2019, quando FCA ha proposto una fusione alla pari con il gruppo francese Renault. L'obiettivo era creare il terzo gruppo automobilistico mondiale per volumi prodotti. Il piano prevedeva la nascita di una newco, detenuta al 50% dagli azionisti FCA e al 50% dai soci Renault, con una sede ad Amsterdam e una governance paritetica. Exor, la holding della famiglia Agnelli, avrebbe detenuto una quota significativa della nuova società. Tuttavia, questa operazione non si è concretizzata a causa di diverse condizioni poste dal governo francese e del parere contrario dei consiglieri Nissan.
La strategia di aggregazione è proseguita con un'altra potenziale fusione, questa volta con il gruppo francese PSA (Peugeot Société Anonyme). Nell'ottobre 2019, è emersa la notizia di trattative in corso per una fusione tra FCA e PSA, che avrebbe dato vita al quarto gruppo mondiale del settore automobilistico. La decisione dei consigli di amministrazione di entrambe le società è stata rapida, dando il via libera a una "fusione tra eguali" con un valore di circa 50 miliardi di dollari.
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Il 18 dicembre 2019, è stato annunciato ufficialmente l'accordo di fusione tra FCA e PSA. L'operazione mirava a creare il quarto costruttore automobilistico al mondo per volumi di vendita, con 8,7 milioni di veicoli e ricavi complessivi di circa 170 miliardi di euro. La nuova società, che avrebbe assunto una denominazione ancora da definire, prevedeva una struttura di governance con due posti riservati ai rappresentanti dei lavoratori di FCA e PSA. La quota della società cinese Dongfeng Motor Group sarebbe scesa al 4,5%.
Nel febbraio 2020, in relazione alla fusione con Chrysler, FCA ha comunicato che avrebbe versato 730 milioni di euro al Fisco italiano per chiudere un accertamento avviato nel 2014, anno del trasferimento della sede fiscale in Regno Unito. Questa operazione riguardava una differenza di 2,6 miliardi di euro di asset aggiunti rispetto a quanto dichiarato dal gruppo automobilistico.
La fusione tra FCA e PSA è stata formalmente perfezionata il 16 gennaio 2021, con la nascita di Stellantis N.V. La sede legale di Stellantis N.V. è stata stabilita nei Paesi Bassi, mentre la sede fiscale è stata fissata nel Regno Unito. L'amministratore delegato di Stellantis è Carlos Tavares, mentre John Elkann ricopre il ruolo di presidente.

La Sede Fiscale di Stellantis: Implicazioni e Contesto
La scelta di stabilire la sede legale nei Paesi Bassi e la sede fiscale nel Regno Unito per Stellantis N.V. rientra in una strategia consolidata di ottimizzazione fiscale internazionale. Queste giurisdizioni sono spesso scelte per la loro stabilità giuridica, i regimi fiscali favorevoli e la presenza di un solido quadro normativo per le operazioni finanziarie.
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La fusione di Peugeot S.A. in Fiat Chrysler Automobiles N.V., che ha portato alla denominazione sociale di Stellantis N.V., ha segnato un punto di svolta nella storia del gruppo. La complessità di queste operazioni riflette la natura globale dell'industria automobilistica e la necessità per le aziende di adattarsi a un panorama in continua evoluzione.
Implicazioni per i Consumatori e le Operazioni Locali
Nonostante la sede fiscale e legale siano state spostate all'estero, le operazioni industriali e commerciali di Stellantis continuano ad avere un impatto significativo in Italia e in altri paesi. Lo stabilimento di Mirafiori, ad esempio, è stato al centro di importanti sviluppi, come l'avvio della produzione della nuova Fiat 500e. Questo accordo con Terna per la produzione di auto elettriche, con l'obiettivo di una produzione a regime di 80.000 veicoli all'anno, dimostra l'impegno del gruppo verso la mobilità sostenibile e l'innovazione, anche all'interno dei suoi stabilimenti storici.
Per quanto riguarda i consumatori, le condizioni generali di vendita per i prodotti, come quelle relative alla vendita di ricambi e accessori Fiat, chiariscono alcuni aspetti importanti. Il venditore dei prodotti è Stellantis Europe S.p.A., con sede legale a Torino. Le condizioni generali di vendita, i prodotti e i prezzi possono essere modificati senza preavviso. Viene data la possibilità al cliente di specificare il modello di veicolo per cui desidera acquistare i prodotti, garantendo così la compatibilità.
In caso di recesso, il venditore è tenuto a rimborsare tutti i pagamenti ricevuti dal cliente entro quattordici giorni. Le controversie saranno devolute alla competenza esclusiva del Foro del luogo di residenza o domicilio del cliente consumatore. Inoltre, il cliente consumatore beneficia della garanzia legale di conformità sui prodotti per un periodo di 2 anni dalla data di consegna.

La struttura di Stellantis, pur avendo una sede legale nei Paesi Bassi e una sede fiscale nel Regno Unito, mantiene una forte presenza operativa in Italia attraverso Stellantis Europe S.p.A. Questo dualismo è una caratteristica comune delle grandi multinazionali, che bilanciano le esigenze di pianificazione fiscale globale con la necessità di mantenere solide basi operative e commerciali nei mercati chiave. La complessità della struttura di Stellantis riflette l'evoluzione del settore automobilistico, sempre più orientato verso strategie globali e aggregazioni per affrontare le sfide della transizione ecologica e tecnologica.