La Fiat Tipo, un nome che risuonerà nuovamente nelle concessionarie a dicembre, ha una storia ricca e significativa che affonda le radici nel 1988. Nata sotto il segno della "qualità totale" promossa da Vittorio Ghidella, la Fiat Tipo, inizialmente identificata con il nome in codice "Tipo Due", si affermò commercialmente come "Tipo" e conquistò il titolo di Auto dell'anno 1989. La sua produzione, fino alla fine della carriera, superò il milione e novecentomila esemplari nello stabilimento di Cassino, all'epoca uno dei fiori all'occhiello della Fiat.

Nascita di un Progetto Innovativo
Il 26 gennaio 1988, la Fiat Tipo venne ufficialmente presentata al pubblico, segnando un punto di svolta per il marchio torinese nel cruciale segmento delle vetture medie. Questa nuova berlina a due volumi, cinque posti, si presentava come l'erede della Fiat Ritmo, che a sua volta aveva sostituito la Fiat 128. Fin dalla Fiat 1100, le compatte Fiat hanno rappresentato un tassello fondamentale nell'evoluzione sociale ed economica dell'Italia e dell'Europa, accompagnando le famiglie con modelli all'insegna di funzionalità, semplicità e personalità.
Il progetto Tipo Due era innovativo sotto ogni aspetto. Gli ingegneri Fiat miravano a creare un modello che offrisse elevati livelli di guidabilità, prestazioni, comfort e sicurezza senza compromessi, ponendo un'attenzione senza precedenti sugli aspetti ergonomici. La Tipo si distingueva per la precisione costruttiva, resa possibile da tecnologie di produzione avanzate, e per l'impiego di materiali di alta qualità che garantivano affidabilità e durata.
Design e Costruzione All'Avanguardia
La Fiat Tipo di trent'anni fa era figlia di un progetto innovativo in ogni suo aspetto. La carrozzeria, per la prima volta su una Fiat di grande serie, era completamente zincata, con lamiere zincate su entrambi i lati nelle parti più esposte, superando il 75% del lamierato totale. Questa innovazione teneva lontana la ruggine e garantiva una maggiore longevità.
Un elemento di spicco del design era il portellone posteriore, realizzato in vetroresina. Questa scelta progettuale permetteva una sagomatura più libera, conferendo una linea morbida e arrotondata per l'epoca, e contribuiva a una significativa riduzione del peso. Il disegno del portellone, insieme agli smussi degli spigoli e alle rotondità, come il montante del parabrezza che curvava verso il tetto senza formare un angolo, contribuiva all'eccellente efficienza aerodinamica della vettura (Cx 0,31), un valore ai vertici della sua categoria.
Le linee della carrozzeria, pur essendo semplici, erano innovative e moderne per quel tempo, esprimendo dinamismo in modo coerente su tutte le declinazioni del modello. La fiancata filante ed essenziale, unita all'attenzione per l'aerodinamicità, sono tratti comuni tra il modello del 1988 e quello odierno.

Abitacolo: Spazio e Innovazione
L'abitacolo della Tipo era il più ampio della sua categoria, offrendo uno spazio interno notevole in rapporto alle dimensioni esterne, tutto sommato contenute. Il bagagliaio aveva una capacità di 350 litri, superato nettamente dai 440 litri della versione a 5 porte attuale (e 550 litri nella Station Wagon). La Tipo eccelleva per abitabilità, accessibilità, posizione di guida, conformazione dei sedili, visibilità, disposizione dei comandi e leggibilità della strumentazione. Il guidatore e gli occupanti erano davvero al centro del progetto, con tutti gli interruttori e i comandi di luci e tergi vetro, anteriore e posteriore, razionalmente raggruppati nei nuovi "devio-Fiat", due leve simmetricamente poste dietro al volante, lasciando così in plancia soltanto i comandi della climatizzazione.
Un'innovazione tecnologica che fece molto parlare di sé era la strumentazione digitale elettronica dell'allestimento "Digit" (successivamente denominato DGT per evitare problemi con Citroën), inserita in un cruscotto dal design specifico integrato nella plancia. Questo cruscotto innovativo, sebbene facesse una gran scena ed fosse perfettamente in linea con lo scorcio degli Anni '80, presentava in alcuni casi una certa inaffidabilità. Per chi preferiva soluzioni più tradizionali, venne introdotta la versione AGT, una DGT con strumentazione analogica, che si poneva a livello di qualità dei rivestimenti in una posizione intermedia, pur possedendo gran parte degli accessori di serie della DGT.
Inoltre, la stoffa della versione base (con poggiatesta in gomma e motore Fire 1.1) era dimessa, ma in linea con quella delle "compatte" di un quarto di secolo fa; mentre il velluto della DGT avrebbe ancora oggi una bella figura. Più di un proprietario della Fiat Tipo ricorreva ad accessori after-market per "tappare il buco" lasciato dalla mensola posta davanti al passeggero, ricavando così un doppio vano chiuso: ne perdeva il design ma ne guadagnava la funzionalità.
Il Canto del Cigno di Vittorio Ghidella - FIAT Tipo
Piattaforma Modulare e Derivazioni
La Fiat Tipo del 1988 fu realizzata su una delle prime piattaforme modulari, un concetto che anticipava l'idea di famiglia espressa dalla Tipo attuale nelle sue tre declinazioni. Il suo telaio, noto come Tipo Due, si sarebbe poi visto, con gli opportuni distinguo, anche sull'Alfa Romeo 155 e GTV, nonché sulla Lancia Dedra. Questa piattaforma ha costituito la base per lo sviluppo di numerosi altri modelli del Gruppo Fiat, tra cui la Fiat Tempra (disponibile con carrozzeria a tre volumi e Station Wagon), la Fiat Coupé, la Lancia Dedra e Delta seconda serie, le Alfa Romeo 145, 146, Spider e GTV (916), e anche altri modelli con modifiche più pesanti come l'Alfa Romeo 156, l'Alfa Romeo 147 e la Lancia Lybra. Il pianale presentava una rigidità strutturale che contribuiva alla stabilità del veicolo, rappresentando un'evoluzione rispetto al modello precedente, la Fiat Ritmo. Era quindi in grado di sopportare un discreto numero di cavalli.
Le Motorizzazioni della Prima Serie
I motori della Fiat Tipo erano un mix di antico e moderno, offrendo un'ampia gamma di opzioni per soddisfare le diverse richieste del mercato.
Motori Benzina
Inizialmente, la Tipo fu offerta con tre motorizzazioni a benzina:
- 1.1 FIRE: Questo motore, con l'iniezione, avrebbe in seguito equipaggiato centinaia di migliaia di Y10.
- 1.4 e 1.6 a carburatore: Onesti monoalbero con qualche anno di carriera già sulle spalle, noti per una spiccata generosità nel salire di giri.
A partire da settembre 1991, i motori 1.4 e 1.6 divennero a iniezione elettronica (i.e.) e dal 1992 anche catalizzati, in ottemperanza alla normativa che prevedeva il catalizzatore obbligatorio per tutte le vetture di nuova immatricolazione a partire dal 1º gennaio 1993.
Nel 1989, arrivò il 1.8 i.e. a iniezione elettronica multipoint, con doppio albero a camme in testa e testata a quattro valvole per cilindro, che sviluppava 136 CV. Questa motorizzazione equipaggiava la versione sportiva della gamma Tipo, la i.e. 16V. Tuttavia, i rapporti erano sin troppo lunghi per essere veramente sportivi, un peccato considerando le potenzialità del telaio.
L'anno seguente, nel 1990, si aggiunsero:
- La versione a otto valvole del 1.8 i.e. (110 CV).
- Il 2.0 i.e. a otto valvole, sempre bialbero e con iniezione elettronica multipoint da 113 CV.
Il completamento della gamma verso l'alto avvenne con gli onesti, ma non esaltanti, 1.8 e 2.0 a 8 valvole, spesso in configurazione Europa, vale a dire catalizzati (e il 2.0 si poteva avere solo così).

La "Sedicivalvole"
Il 1991 fu l'anno della 2.0 i.e. 16V, meglio nota come Sedicivalvole o Duemilasedici. Questa nuova versione sportiva della gamma ereditava interamente la veste estetica della i.e. 16V. Ancor più fluida della 1.8, con una moderata caratterizzazione estetica sportiva, ma con una spiccata tendenza ad aumentare nella pratica gli 8"2 richiesti sulla brochure per passare da 0 a 100 km/h. La Sedicivalvole sviluppava 145 CV e permetteva di raggiungere i 100 km/h da fermo in 8,2 secondi, con una velocità massima fissata a 208 km/h. Il "peccato originale" era il peso: la Sedicivalvole lambiva quota 1200 kg, non pochi per l'epoca. Questa versione era dotata di elementi rossi sui paraurti e cerchi in lega da 15 pollici per uno stile più sportivo.
Motori Diesel
Per quanto riguarda i motori a gasolio, erano disponibili:
- 1.7 Diesel aspirato.
- 1.9 Diesel con turbo e intercooler: Derivato dall'unità già presente sulla Ritmo, ma dotato di intercooler, sviluppava 90 CV e 186 Nm di coppia già a 2.400 giri. Questo motore era uno dei più potenti della categoria. Per questo motivo la Turbodiesel, denominata fino al 1991 T.ds, era presentata dalla Fiat come la versione più sportiva della gamma Tipo; era inoltre l'unica versione che montava il paraurti anteriore a bocca ampia e l'unica a poter montare i fendinebbia a richiesta (che per le altre versioni, almeno inizialmente, non erano previsti). Sebbene il 1.9 T.ds inizialmente ebbe problemi all'impianto di raffreddamento, che portavano a problemi alla testata nelle prime serie, questi furono poi sistemati, trasformandolo in un motore robusto e con un buon tiro.
Nel 1990 esordì anche il 1.9 Diesel con 65 CV, disponibile nella sola versione DGT.
Nonostante l'assenza di una vera e propria "Tipo GTI" (o un'alternativa alla Golf GTI), il telaio si dimostrò capace di gestire potenze considerevoli, come testimoniato dalle sue applicazioni su modelli Alfa Romeo e Lancia.

Evoluzione degli Allestimenti e Le Versioni Speciali
Al lancio sul mercato, la Tipo era disponibile in due allestimenti: Base e Digit. Successivamente, per evitare omonimie con la Citroën BX Digit, l'allestimento venne rinominato DGT.
- Allestimento Base: Già dalla versione Base erano offerti di serie accessori come tergilunotto, lunotto termico, tergicristalli a quattro velocità, predisposizione audio e fari alogeni.
- Allestimento DGT (ex Digit): Aggiungeva alzacristalli elettrici anteriori, chiusura centralizzata, volante regolabile in altezza, interni più rifiniti e in velluto, parte inferiore dei paraurti verniciata in tinta con la carrozzeria e frecce anteriori bianche. La caratteristica principale era la strumentazione digitale a cristalli liquidi con regolazione dell'illuminazione e pannello di controllo.
Nel 1990, oltre alle versioni standard, esordirono la Selecta, equipaggiata con il cambio CVT a variazione continua dei rapporti e motorizzata dal 1.4 e dal 1.6, e le versioni Granturismo, dall'allestimento più sportivo, disponibili nelle versioni 1.8 e 2.0 8v e T.ds. Inoltre, fu introdotta l'AGT, una DGT con strumentazione analogica, pensata per i clienti che preferivano soluzioni più tradizionali ma non volevano optare per le versioni Base, meno complete.
Nel 1991, ci fu un aggiornamento della gamma, con l'eliminazione della motorizzazione Fire 1.1; gli allestimenti divennero Base (immutato rispetto al 1988), S (simile all'AGT ma con la strumentazione semplificata della Base), SX (analogo alle DGT ma con la possibilità di scegliere senza sovrapprezzo se equipaggiare la propria vettura con la strumentazione analogica o con quella digitale) e GT (identico alle SX e riservato alle motorizzazioni più potenti).
Nel 1992, venne introdotta la versione i.e. Suite, basata sull'allestimento SX e pensata per migliorare il livello di qualità produttiva con finiture di alto livello. Offriva di serie servosterzo, climatizzatore (punto di forza della campagna pubblicitaria), cristalli atermici, interni in tessuto speciale (o a richiesta in pelle nera o bordeaux), retrovisori a regolazione elettrica in tinta vettura con sbrinamento, cinture regolabili in altezza, regolazione del sedile guida in altezza e lombare, volante in pelle "sportivo" specifico per il modello con corona in pelle nera (o bordeaux in tinta con interni bordeaux), pomello del cambio e cuffia della leva freno a mano sempre in pelle, cerchi in ferro con borchie da 14" e pneumatici 165/65 R14.
La Seconda Serie e il Restyling
Dopo cinque anni di carriera, nella primavera del 1993, venne introdotta la seconda serie della Fiat Tipo. Questa fase, che segnava l'inizio della parabola discendente del modello, portò con sé una serie di importanti aggiornamenti. La seconda serie, prodotta da aprile 1993 fino a ottobre 1995, condivideva parte dei motori con la serie precedente, ma questi erano stati aggiornati e rivisti in ossequio alla nuova normativa anti-inquinamento Euro 1.

Le principali novità includevano:
- Design esterno: Il restyling migliorava l'estetica, soprattutto nel frontale. Venne aggiunta una versione a tre porte, più sportiva nell'aspetto, con cornici del lato finestrino in nero lucido di serie. Tutte le versioni a tre porte avevano gli alzacristalli elettrici.
- Interni: Vennero introdotte nuove finiture, più curate negli allestimenti superiori come la HSD (High Safety Drive), e nuovi interni, con una plancia più arrotondata e i pannelli porta della Fiat Tempra.
- Sicurezza: Furono implementati importanti aggiornamenti in termini di sicurezza automobilistica. Vennero adottate nuove barre anti-intrusione nelle porte, più robuste e con doppio elemento tubolare di acciaio altoresistenziale. La cellula dell'abitacolo fu irrobustita attraverso rinforzi nei montanti anteriori e centrali, nei longheroni sottoporta e nella paratia tra vano motore e abitacolo. Inoltre erano presenti un volante ad assorbimento d'urto a quattro razze in materiale morbido ed ergonomico, e una plancia in plastica con schiumatura interna per una maggiore protezione in caso di urti. L'allestimento HSD includeva anche l'interruttore inerziale, l'airbag e l'ABS.
- Motorizzazioni: Spariva la 1.1 Fire. Il 1.6 perdeva dieci cavalli a causa dell'alimentazione a iniezione e della catalizzazione. La Selecta (la Tipo con cambio CVT) lasciava spazio a una più convenzionale 2.0 con convertitore di coppia. Ai due diesel venne affiancato un 1.9 aspirato in grado di macinare centinaia di migliaia di chilometri. Le motorizzazioni disponibili per i motori a benzina erano 1.4 i.e., 1.6 i.e., 1.8 i.e. GT, 2.0 i.e. e la 2.0 i.e. 16V.
La seconda serie della Tipo, pur conservando l'essenza del modello originale, cercava di adattarsi alle nuove esigenze del mercato, in particolare per quanto riguarda la sicurezza e l'ambiente.
Il Fine Carriera e l'Eredità
La Fiat Tipo "ballò" per sette anni, fino al 1995, quando venne sostituita dai modelli Fiat Bravo e Fiat Brava. Queste vetture, prodotte fino al 2002, lasciarono poi il posto alla Fiat Stilo (2001-2010), seguita da un ritorno della Fiat Bravo (2007-2014) grazie a un restyling.
La Fiat Tipo ha lasciato un'impronta significativa nel panorama automobilistico italiano ed europeo. La sua innovazione tecnologica, la sua robustezza e la sua funzionalità l'hanno resa una vettura apprezzata da molti, compresa la Polizia di Stato italiana che l'ha utilizzata come auto di servizio fino a metà degli anni 2000.
La Rinascita della Tipo
Nel 2015, il nome Fiat Tipo è tornato a nuova vita, riprendendo lo spirito e il DNA della sua progenitrice. La nuova Fiat Tipo, prodotta in Turchia nello stabilimento Fiat di Bursa, si presenta come una berlina compatta, con linee più morbide e aerodinamiche rispetto a quelle geometriche delle versioni precedenti. Il suo frontale si sviluppa orizzontalmente esprimendo dinamismo, con fari sottili e fiancate pulite.
La nuova generazione è ovviamente più grande, più sicura e più tecnologica della sua antenata. Si caratterizza per una grande capacità di carico, con un bagagliaio di 440 litri (550 litri nella versione Station Wagon), superando nettamente i 350 litri della vecchia Tipo. Interni curati e spaziosi la rendono confortevole, e gli optional tecnologici, come il sistema di infotainment UconnectTM 7" HD LIVE con touch-screen a colori da 7" ad alta risoluzione (e in alcune versioni da 5") e schermo capacitivo che permette il "pinch&swipe", la definiscono come un'ottima scelta per chi cerca comodità e versatilità.

Oggi, la famiglia Tipo festeggia i suoi primi trent'anni, riaffermando i valori fondanti della sua antenata. La Fiat Tipo 4 porte, Fiat Tipo 5 porte e Fiat Tipo Station Wagon costituiscono la risposta di Fiat a un mondo che ha nuovi bisogni e nuove modalità di acquisto legate a scelte consapevoli e concrete. È sul podio in Italia tra le vetture più vendute del 2017 e leader del segmento C con il 20,7% di quota nell'anno, ed è stata scelta da oltre 180.000 automobilisti nella regione EMEA.
La Nuova Fiat Tipo è attualmente disponibile in due allestimenti, Tipo e Tipo Cross, e in due versioni, Hatchback e Station Wagon. Le motorizzazioni disponibili sono ibride (1.5 TURBO T4 HYBRID 130CV FWD con cambio automatico a doppia frizione a 7 rapporti) e diesel (1.6 da 96kW e 130 CV, con cambio manuale a 6 marce o automatico a doppia frizione a 6 rapporti). La sua capacità di carico, unita a dettagli sportivi e dinamici, la rende una vettura comoda e familiare, mantenendo l'anima accogliente e versatile, adatta sia alla vita quotidiana sia ai lunghi viaggi.