Ford Escort: Storia, Modelli e Dettagli di un'Icona dell'Ovale Blu

La Ford Escort ha rappresentato per decenni un simbolo dell'Ovale Blu, descrivendo a lungo l'industria automobilistica, in particolare quella europea e statunitense. Prodotta dal 1968 al 2000 in quattro serie distinte, questa vettura ha attraversato epoche e tendenze, mantenendo sempre un ruolo di primo piano nella gamma Ford. Inizialmente l'erede della Ford Anglia, un modello che ha avuto una produzione di oltre un quarto di secolo, la Escort ha saputo evolversi e adattarsi alle esigenze del mercato, diventando un classico e un punto di riferimento per molte generazioni di automobilisti.

Ford Escort MK1 brochure

La Nascita di un Mito: La Prima Generazione (MK1, 1968-1975)

La prima serie della Ford Escort, conosciuta come "Escort MK1", fu presentata ufficialmente nel gennaio 1968 al Salone dell'automobile di Bruxelles. Inizialmente, fu prodotta negli stabilimenti britannici del gruppo Ford e, successivamente, dapprima in quelli belgi e poi in quelli tedeschi per i mercati con guida a sinistra. La vettura si caratterizzava per una linea piuttosto morbida, con una vaga ispirazione americana, che le conferiva un aspetto distintivo per l'epoca.

Il punto di forza della MK1 era la sua meccanica semplice ma estremamente robusta e affidabile, ideale anche per le competizioni rallystiche. Disponeva di un solido motore a 4 cilindri con albero a camme laterale e distribuzione ad aste e bilancieri. La trazione era posteriore, e il retrotreno presentava un assale rigido con balestre a foglia, mentre all'avantreno c'erano le ruote indipendenti MacPherson. Il cambio era un classico manuale a 4 marce, noto per la sua morbidezza e precisione. L'impianto frenante misto (dischi/tamburi) completava il quadro, sebbene su alcuni modelli iniziali fosse a tamburi sulle quattro ruote.

All'esordio, la Escort era disponibile con due motori: uno di 940 cm³ da 44 CV e uno di 1098 cm³ da 53 CV. Gli allestimenti disponibili erano Base (solo con motore da 940 cm³) e De Luxe (con entrambi i motori). Successivamente, all'inizio del 1969, fu introdotta la "Escort 1.3 De Luxe" (berlina e giardinetta) con motore 1298 cm³ da 59 CV. Verso la fine dell'anno, arrivarono sia un motore da 940 cm³ da 44 CV sia le versioni a 4 porte, e molti modelli furono ribattezzati, come "Base", "L" e "XL".

Nel 1970, venne presentata la "RS 1600" (berlina solo 2 porte), equipaggiata con un motore bialbero di 1601 cm³ da 110 CV, destinata a una clientela sportiva e facoltosa. Anche la "1300 GT" prima e la "RS 1600" poi fecero da base alle versioni impiegate con successo nel World Rally Championship, conquistando due titoli mondiali.Inoltre, era disponibile anche una versione TWIN CAM, mossa praticamente dallo stesso 1558 cm³ della Cortina Lotus, con 115 CV e 185 km/h, proposta a 2.500.000 Lire. Questo modello, però, risultava "difficile" a causa dei consumi elevati e della necessità di continue e complesse messe a punto, uscendo poi discretamente dal listino.

Ford Escort MK1 RS1600 rally car

L'Evoluzione del Design: La Seconda Generazione (MK2, 1975-1980)

A sette anni di distanza dalla sua prima apparizione, nel gennaio 1975 arrivò la seconda generazione della Ford Escort, nota come "Escort 2" o "Escort MK2". Questa serie fu sviluppata principalmente a Colonia dalla Ford Germania, a differenza della "Mk1" concepita dalla filiale Ford inglese. La "Escort 2" conservava interamente la solida meccanica della serie precedente, abbinandola però a una carrozzeria completamente nuova, almeno per le versioni berlina. Fu proprio l'estetica la parte più controversa della vettura, caratterizzata da linee più tese e squadrate.

L'ampiezza dell'offerta, unita alla tradizionale fama di robustezza e affidabilità, costituì una delle carte vincenti del modello. La gamma era in grado di soddisfare chi cercava un'auto economica e semplice (versioni base e L), chi preferiva finiture di buon livello (GL e Ghia, con quest'ultima che sconfinava quasi nel lusso) e chi desiderava un'auto sportiveggiante ("1600 Sport"). Tuttavia, il rovescio della medaglia era costituito dalle prestazioni modeste in rapporto alla cilindrata e da una tenuta di strada non impeccabile sul bagnato.

I motori erano gli stessi della serie precedente, ovvero i 4 cilindri con albero a camme laterale di 940 cm³ da 44 CV, 1098 cm³ da 50 CV, 1298 da 57 CV o 70 CV e un 1598 da 73 CV oppure 86 CV, tutti rivisti per migliorarne elasticità e coppia motrice. Pochi mesi dopo il debutto della nuova gamma, venne presentata la versione "RS 1800", con motore bialbero di 1834 cm³ e 115 CV. Questo modello si rivelò estremamente vittorioso nel mondo dei rally, accumulando titoli e successi in tutte le categorie in cui gareggiava. Omologata anche in Gruppo 1, permise a molti piloti di mettersi in luce nei vari rally nazionali e internazionali. Nella versione Gruppo 2, il motore veniva portato a 2000 di cilindrata per renderla ancora più competitiva, facilmente arrivando a sfiorare i 200 cavalli.

Nel 1977, un leggero restyling interessò tutta la gamma, introducendo fari quadrati per tutte le versioni, escluse le "Sport", una nuova mascherina con il marchio "Ford" nell'ovale blu e modifiche di dettaglio agli interni. Sparì l'allestimento base per la berlina, ma rimase per la Wagon. Furono introdotte anche le varianti "1.3 L" (berlina 2 e 4 porte) e "Wagon 1.1 L". Contemporaneamente, venne lanciata la "RS 2000", equipaggiata con un bialbero DOHC di 1993 cm³ da 130 CV. Basata sulla "RS 1800", la "RS 2000" si distingueva per un frontale completamente diverso, più pronunciato e dotato di 4 fari circolari e paraurti neri integrati. Questa versione fece da base per il modello che, impiegato nel Campionato Mondiale Rally, vinse il titolo nel 1979.

Genziano Racconta: La storia della FORD ESCORT

La Svolta Innovativa: La Terza Generazione (MK3/MK4, 1980-1990)

Nel 1980, la Ford Escort di terza generazione fece il suo debutto, rappresentando una vera svolta innovativa per la gamma europea dell'Ovale Blu. Questo modello era completamente nuovo e rivoluzionato sia nella meccanica che nell'estetica, al punto che, con le serie precedenti, condivideva solo il nome. Originariamente, era previsto che si chiamasse "Erika", ma Ford non utilizzò questo nome per la produzione di serie poiché era già stato registrato da un altro costruttore, usandolo invece come nome della piattaforma di costruzione.

La trazione passò alle ruote anteriori, una novità per la Ford europea, i motori vennero montati trasversalmente e il retrotreno adottò una geometria a ruote indipendenti. I propulsori erano tre: uno con albero a camme laterale e aste-bilancieri (il 1.117 cc da 55 CV) e due con albero a camme in testa e camere emisferiche (il 1.297 cc da 69 CV e il 1.597 cc da 79 CV), tutti abbinati a cambi a 4 e 5 marce. Per il mercato tedesco, anche il motore 1117 era del tipo CVH, sempre con 55 CV. Esteticamente, la "Mk3" presentava una nuova, originale e riuscita linea a due volumi e mezzo, uno dei primi esempi di applicazione di questo tipo di carrozzeria, con portellone posteriore, risultando molto abitabile e pratica. Era disponibile sia nella versione a 3 porte che in quella a 5 porte. Pochi mesi dopo il debutto della berlina venne lanciata la Station Wagon, questa volta con carrozzeria a 3 e 5 porte. La versione a tre volumi, introdotta nel 1983, venne venduta come un modello a parte, la Ford Orion.

Inizialmente, la gamma comprendeva le sportive "Escort XR3" (solo a 3 porte), caratterizzata da alettone posteriore, spoiler anteriore, bandelle sottoporta, codolini passaruota, cerchi in lega, fendinebbia e paraurti in tinta, equipaggiata con una versione a carburatore doppio corpo da 96 CV del 4 cilindri di 1597 cm³. Ad essa si affiancava la "RS 1600i" (1981-1983) il cui motore, derivato da quello della XR3, era dotato di iniezione elettronica, rapporto di compressione più alto, valvola a farfalla della Granada 2.8, cambio a 5 marce e sviluppava 115 CV e 145 Nm di coppia. Nel 1983, il motore della XR3 adottò l'alimentazione a iniezione elettronica, raggiungendo la potenza di 103 CV e sostituendo a listino la RS 1600i. Nello stesso anno, vennero lanciate le "Escort Cabriolet", nelle versioni "1.3" (1297 cm³, 69 CV) e "XR3i" (1597 cm³, 103 CV).

Nel 1984, arrivarono le versioni Diesel, mosse da un 4 cilindri di 1,6 litri da 53 CV. Le "1.6 D" (berlina e Wagon) erano disponibili negli allestimenti L, GL e Ghia. Sempre nel 1984, accanto a lievi ritocchi agli interni e alla versione speciale "Laser" (1.1 e 1.6D 5 porte), esordì la "RS Turbo S1", equipaggiata con una versione turbocompressa da 132 CV del 1600 della "XR3i".

Nel 1986, un profondo restyling diede origine alla "Escort Mk3B", per alcuni anche conosciuta come "Mk4", facendo slittare le numerazioni successive. Cambiarono il frontale, completamente ridisegnato, più morbido e affusolato, i paraurti integrati nella carrozzeria, i gruppi ottici posteriori ampliati e gli interni, con nuova plancia, sedili, volante, pannelli porta e rivestimento del padiglione. Dal punto di vista tecnico, la novità consisteva in una rivisitazione dei motori. I 4 cilindri di 1.1 e 1.3 litri vennero dotati del sistema HCS per funzionare a combustione magra e ridurre i consumi (le potenze scesero, rispettivamente, a 50 e 60 CV), mentre il 1600 a carburatore fu affinato aumentando la potenza a 88 CV. Invariati il 1600 a iniezione (riservato alle "XR3i") e il 1600 Diesel. La gamma comprendeva due allestimenti, CL e Ghia, e 4 carrozzerie (berlina 3 porte o 5 porte, Station Wagon 5 porte e Cabriolet).

Sempre nel 1986, debuttò la "RS Turbo S2", equipaggiata con un 4 cilindri CVH di 1,6 litri da 132 CV sovralimentato con turbocompressore Garrett T3 e intercooler e trasmissione manuale a 5 marce con differenziale autobloccante di tipo Ferguson. Questa versione, disponibile solo a 3 porte, presentava un assetto ribassato, spoiler anteriore, doppio alettone posteriore, ruote in lega specifiche, prese d'aria dinamiche sul cofano motore, bandelle sottoporta, codolini passaruota, fendinebbia circolari e sedili anteriori Recaro.

Nel 1987, la gamma venne completata con l'introduzione di una nuova versione del motore CVH di 1392 cm³ da 75 CV, che andava a inserirsi tra le 1.3 e le 1.6. Le "Escort 1400" erano disponibili negli allestimenti CLX (con caratterizzazione lievemente sportiva) e Ghia, nelle versioni berlina, Station Wagon e Cabriolet (solo Ghia).

Edizioni Speciali e Curiosità della Terza Generazione

La terza generazione della Ford Escort ha visto anche la nascita di diverse edizioni speciali, che hanno contribuito a renderla ancora più iconica.

  • Laser (1984): Uno dei primi allestimenti speciali realizzati sia per la berlina che per la wagon. Questa versione mescolava abilmente equipaggiamenti presi dai vari allestimenti per offrire un modello più rifinito a un prezzo vantaggioso. Aveva copricerchi presi dalla “Ghia”, listelli cromati sui bordi del parabrezza e del lunotto posteriore, calandra in tinta con la carrozzeria e, come segno distintivo, i loghi “Laser” sui parafanghi anteriori.
  • Special Edition / Christmas Edition (1985): Molto rara e dal look sfacciatamente anni '80, era conosciuta in Gran Bretagna anche come “Christmas Edition” in quanto lanciata a novembre 1985 e per il colore Diamond White esteso a tutta la carrozzeria, inclusa la copertura per la capote.
  • Manhattan (1987): Riservata al mercato francese, disponibile esclusivamente per la versione berlina. Disponeva di copricerchi integrali specifici, paraurti e modanature laterali di protezione neri con bordino rosso, logo “Manhattan”, rivestimenti interni specifici, sedile posteriore sdoppiato e pannelli insonorizzanti più spessi, oltre alla moquette anche nel bagagliaio.
  • Cosmopolitan (1988): Realizzata per il mercato inglese e venduta solo nel 1988, era basata sulla 1.3 cinque porte hatchback. L'unico colore disponibile era il bianco diamante con strisce laterali rosse, vetri oscurati, tergicristallo posteriore e tetto apribile.
  • California (1992): Realizzata sulla base della cabriolet, commercializzata in due colori metallizzati, verde Provenza e blu Pacifico. Il copricapote beige si abbinava agli interni dello stesso colore, realizzati in velluto “Space” con inserti in pelle, mentre a caratterizzare l'allestimento c'erano anche cerchi in lega dal disegno specifico e il cruscotto bicolore, come il volante sportivo.
  • Michael Schumacher (1993): Solo per la Germania, questa versione della Escort cabriolet prende il nome del campione tedesco. Prodotta in sei colori (India Gelb, Karna Grün metallic, Coral Rot metallic, Papaya metallic, Schwarz metallic, Amalfi metallic) con capote rossa, nera o blu, aveva anche cerchi in lega a sei razze da 14” sull'allestimento CLX e da 15” sulla sportiva XR3i. All'interno c'erano due tipologie di tappezzeria, sempre su base grigia ma con puntini (CLX) o disegni (XR3i) rossi e blu che, in quest'ultimo caso, erano abbinati a sedili sportivi Recaro.

Ford Escort Cabriolet verde

L'Ultima Generazione e il Restyling: La Quarta Serie (MK5/MK6/MK7, 1990-2000)

Nel 1990, Ford fece debuttare la quarta generazione della "Escort" (per chi considera l'evoluzione del 1986 come un nuovo modello, questa è la Escort "Mk5"). La vettura era completamente nuova ma, a differenza della generazione precedente, non proponeva grosse novità tecniche o estetiche rivoluzionarie, riprendendo l'impostazione della "Mk3" per la linea e la meccanica, con trazione anteriore e motori 4 cilindri monoalbero in testa. Il retrotreno, tuttavia, passava al sistema con ruote interconnesse. Decisamente più moderno e curato era l'interno. In generale, tuttavia, appariva evidente che il lancio era stato eseguito troppo frettolosamente per battere la concorrenza (come la Volkswagen Golf III e la Opel Astra F, che avrebbero esordito nel 1991), fatto che verrà confermato dall'evoluzione della vettura, con ben due restyling in otto anni (ogni due anni).

La gamma italiana comprendeva, inizialmente, 3 motori: il 1300 HCS (albero a camme laterale + aste e bilancieri) da 60 CV, il 1600 a carburatore da 88 CV e il 1800 Diesel da 60 CV. Erano disponibili 3 varianti di carrozzeria (berlina 3 porte, berlina 4 porte e Station Wagon) e 2 allestimenti, CLX e Ghia (riconoscibile per i paraurti in tinta con filetti cromati e l'allestimento più curato).

Nel 1992, al grido di "Il 16 valvole diventa per tutti", la gamma "Escort" venne rivoluzionata. Al 1600 a benzina 8v (presto sostituito da un analogo motore a 4 valvole per cilindro) venne affiancato un nuovo 4 cilindri (bialbero) 16 valvole di 1798 cm³ da 105 CV alimentato a iniezione Multipoint e dotato di catalizzatore a 3 vie, mentre il 1300 HCS lasciò il posto al 1400 Singlepoint catalizzato da 69 CV. Una versione bialbero del 1800 16v da 126 CV venne, infine, installata sulla Cabriolet. La "RS 2000" rimase invariata tecnicamente.

Decisamente più sportiva era la "Escort Cosworth", nata dalla matita del designer britannico Ian Callum. Con le altre "Escort", la Cosworth condivideva ben poco: l'intera meccanica proveniva dalla Ford Sierra Cosworth, sul cui pianale a passo accorciato veniva montata una carrozzeria derivata da quella della Escort, ma molto più estrema, con parafanghi allargati, minigonne, prese d'aria sul cofano motore e doppia ala posteriore. Mossa dal 4 cilindri bialbero 16v sovralimentato con turbocompressore e intercooler di 1993 cm³ con una potenza di 220 CV e dotata di trazione integrale permanente, la "Escort Cosworth" fece da base alla Escort WRC, impiegata nel mondiale rally.

Ford Escort Cosworth

Nel 1993, un medio restyling interessò la quarta serie della berlina media Ford. A cambiare furono ancora il frontale (con una nuova mascherina ovale ridisegnata), i paraurti (dal design più morbido), i gruppi ottici posteriori della versione berlina (più estesi e parzialmente sul portellone, mentre quelli della SW e della cabriolet rimasero immutati), gli interni (rivestimenti, pannelli porta) e il serbatoio (serratura a chiave più interna, coperta da uno sportellino). Nel corso del 1993, in occasione dell'entrata in produzione della Ford Mondeo, venne introdotto l'airbag guidatore, che proprio la Mondeo inaugurava in casa Ford. Nel settembre di tale anno, inoltre, la Orion venne reintegrata nella gamma come Escort Sedan e nel solo allestimento Ghia. I motori a benzina, tutti a iniezione multipoint e dotati di catalizzatore a 3 vie, avevano testata a 8 (1392 cm³, 75 CV) o 16v (1598 cm³, 1798 cm³ o 1998 cm³). Il Diesel di 1753 cm³ aspirato da 60 CV venne affiancato dalla versione Turbo intercooler da 90 CV, definita da una rivista di auto: motore tutt'altro che letargico. La Cosworth rimase invariata anche esteticamente.

A gennaio 1995, un ultimo restyling (definito anche come "Mk7") portò a ulteriori cambiamenti: il frontale fu ammorbidito e arrotondato, i paraurti, il portellone posteriore con portatarga incassato e gli interni (plancia, sedili e pannelli porta) furono completamente ridisegnati. Gli allestimenti erano 4 (Windstar, Explorer, Ghia e RS), mentre tra i motori sparirono il 1400 8 valvole e il 1800 diesel aspirato. Quest'ultimo venne rimpiazzato da un 1800 turbodiesel (senza intercooler) da 75 CV, che si affiancava alla versione turbo intercooler da 90 CV. Il 1800 16v a benzina, inoltre, era disponibile solo con testata bialbero e potenza di 115 CV. Ancora invariata la Cosworth. Con questo restyling, la derivazione a 3 volumi, prima denominata Ford Orion, venne nuovamente integrata nella gamma "Escort", col nome di "Escort Sedan" (e disponibile solo nella versione Ghia).

Gli allestimenti "WindStar" ed "Explorer" vennero sostituiti entrambi, poco tempo dopo il lancio, dalle versioni "Village". Almeno per quanto riguarda il mercato italiano, l'allestimento “Windstar” è stato sostituito con l'allestimento “Village” (un cambio di nome, più i consueti piccoli ritocchi). Ma l'allestimento “Explorer” è rimasto in listino praticamente fino alla fine, insieme al “Ghia”. Solo da fine 1997, data l'imminente commercializzazione della prima Focus (nell'autunno 1998), in listino rimase solo l'allestimento “Ghia”, che tuttavia prese la denominazione "University" (e solo in carrozzeria SW), previo ordine diretto da Ford Italia ai vari concessionari sul territorio. Da fine dicembre 1997, per la precisione, non era più possibile ordinare modelli “Village” ed “Explorer”, ma solo “University” (SW), per ancora i mesi a venire prima del lancio della Focus. La Escort uscì quasi completamente di listino alla fine del 1998 e fu sostituita dalla Ford Focus, più moderna e gradevole. Rimasero in vendita sino all'agosto 2001 solo alcuni modelli specifici (1600 16v e 1800TD - solo Station Wagon).

Le Icone dei Rally: RS Cosworth "Monte Carlo" e "Motorsport Edition"

La Ford Escort, specialmente nelle sue versioni più performanti, ha lasciato un segno indelebile nel mondo dei rally. Tra le edizioni speciali più ambite e rare, spiccano quelle legate ai successi sportivi.

  • RS Cosworth “Monte Carlo” (1994): Rara, con soli 200 esemplari prodotti, questa edizione fu creata per commemorare il successo nei rally di Monte Carlo del 1993 e del 1994. Era disponibile in tre colori di carrozzeria (Ash Black, Mallard Green e Jewel Violet), equipaggiata con cerchi in lega O.Z Racing dal disegno esclusivo, sedili anteriori Recaro con ricamo "Motorsport" sulla parte inferiore delle imbottiture e pomello del cambio in alluminio. Sul mercato italiano, la “Monte Carlo” assunse una denominazione diversa, ovvero “Martini” - per motivi di sponsor nei rally - e gli unici esemplari arrivati (circa 57) erano tutti di colore nero (Ash Black) e decorati con un piccolo logo sul baule. Per il resto, le vetture erano identiche alle sorelle commercializzate sui mercati inglese, francese, olandese, belga e tedesco, ma l’iconico alettone biplano era optional.
  • Motorsport Edition (1992): Riservata al mercato italiano in 120 unità, tutte di colore bianco, questa serie speciale della RS Cosworth, per quanto riguarda i primi 80 esemplari, era personalizzata con una targhetta d'argento con numero progressivo e autografo di Miki Biasion. Consegnate nel 1992, erano prive di vetri elettrici, chiusura centralizzata, climatizzatore automatico e apertura elettrica del baule, enfatizzando il suo carattere da auto da competizione.
  • Elaborazione Ufficiale Wolf (RS Cosworth): Sebbene non si trattasse di una serie speciale in senso stretto, la RS Cosworth vide anche un'elaborazione ufficiale, l'unica autorizzata da Ford, curata dallo specialista tedesco Wolf. Le auto passate nelle sue mani si ritrovavano con il motore potenziato a 305 CV, un assetto specifico con ammortizzatori Bilstein e cerchi da 18” firmati Wolf. Nuovo era anche il silenziatore, mentre all'interno c'era una pedaliera in alluminio, un volante a quattro razze con il logo del lupo e, al posto del voltmetro, un termometro per l'olio. L'unica caratterizzazione estetica, oltre ai cerchi, era un ulteriore splitter applicato sotto lo spoiler.

Genziano Racconta: La storia della FORD ESCORT

La Ford Escort Oltreoceano

È interessante notare come la Ford Escort abbia descritto a lungo anche l'industria automobilistica statunitense. Prodotta a partire dal 1968 e fino al 2000 in ben quattro serie, la Escort è stata parte profonda della storia dell'industria automotive d'Oltreoceano, sebbene con modelli e caratteristiche spesso diversi da quelli europei, adattati alle specifiche esigenze del mercato americano. Dal 2004 in poi, il nome Escort non è stato più utilizzato dalla casa di Deanborn.

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