La Ford Fiesta di terza generazione, presentata alla fine del 1988 e in produzione dal febbraio seguente, ha segnato un punto di svolta per il modello, abbandonando ogni legame con la precedente incarnazione. La nuova Fiesta si distingueva per una linea completamente ridisegnata e moderna per l'epoca, anticipando la tendenza delle linee morbide che avrebbe dominato il design automobilistico negli anni novanta. La sua genesi fu caratterizzata da un rigoroso programma di test, con un primato nella storia della Ford: la vettura venne testata per un totale di 3 milioni di chilometri, non solo sui circuiti privati o al banco prova, ma anche sulle comuni strade. Circa 250 esemplari di pre-serie, con diverse tipologie di carrozzeria, meccanica e allestimenti, venivano testati ogni settimana per qualità, durabilità, consumi e affidabilità. Alex Trotman, all'epoca presidente del consiglio di amministrazione di Ford of Europe, sottolineò l'importanza di questo lavoro, affermando che "La Ford si appresta a raggiungere la qualità massima in ogni area. Noi siamo sicuri che la Fiesta sarà una delle migliori nella sua categoria."

La terza serie si posizionò in diretta concorrenza con modelli come la Citroën AX, la Fiat Uno appena rinnovata, la Opel Corsa, la Peugeot 205, la Renault Supercinque (e successivamente la Clio dal 1990) e la SEAT Ibiza. Come le sue rivali, offrì per la prima volta una variante a 5 porte, ampliando la sua attrattiva per un pubblico più vasto.
Evoluzione Meccanica e Motorizzazioni
A livello meccanico, la terza generazione della Fiesta introdusse una nuova piattaforma. La differenza principale rispetto alla precedente fu l'abbandono del ponte rigido al retrotreno in favore di una nuova soluzione a ponte torcente, migliorando la tenuta di strada e il comfort. Per quanto riguarda i motori, le novità principali riguardarono l'aggiornamento del propulsore Diesel, che passò da 1.6 litri a 1.8 litri di cilindrata raggiungendo i 60 CV. I motori base subirono anch'essi delle modifiche: il 957 cm³ venne portato a 1.0 litri, e furono aggiornati i 1.1 litri e 1.3 litri. Tutti questi propulsori erano in grado di funzionare con benzina con o senza piombo. I motori 1.1 e 1.3, facenti parte della famiglia Endura-E, erano dotati di distribuzione ad albero a camme laterale tramite catena con aste e bilancieri e alimentazione tramite carburatore doppio corpo Weber.
Nel corso della sua vita, la gamma di motorizzazioni si ampliò significativamente. Inizialmente, le versioni sportive includevano la XR2i con motore 1.6 CVH a iniezione elettronica da 110 CV e la RS Turbo, dotata di un 1.6 litri sovralimentato con turbocompressore capace di erogare 133 CV. Il motore della RS Turbo derivava da quello della Ford Escort RS Turbo, differendo solo per il turbocompressore: a causa del vano motore più piccolo, il Garrett T3 venne sostituito dal più compatto T2. La Fiesta RS Turbo era caratterizzata da uno 0-100 km/h compiuto in 7,8 secondi e da una velocità di punta di 212 km/h, fu la prima Fiesta dotata di motore turbo e fu prodotta fino al 1992.

Il Motore 1.8 16 Valvole: Un'importante evoluzione avvenne nel 1992 con la presentazione della versione 16V, equipaggiata con un motore 1.8 litri a benzina aspirato da 105 cavalli. Questo propulsore era derivato dal motore della Ford Escort XR3i, ma depotenziato di 10 CV. L'auto, pur presentando una carrozzeria leggermente sportiva, non andò a sostituire la RS Turbo, che fu tolta dal mercato a causa delle nuove norme anti-inquinamento.
L'erede della RS Turbo arrivò nel 1993, denominata RS 1800. Questa versione montava un 1.8 litri aspirato, come la XR2i 16V, ma era capace di erogare ben 130 CV. L'assetto era ribassato, e il kit estetico la rendeva immediatamente riconoscibile grazie ai passaruota maggiorati, alle minigonne e al paraurti anteriore che montava in basso quattro fari rettangolari: due fendinebbia e due abbaglianti supplementari.
All'inizio del 1994, il motore 1.6 benzina con testata a 16 valvole appartenente alla famiglia Zetec fece il suo debutto, affiancando la nuova variante 1.8 turbodiesel disponibile per alcuni mercati europei. Questi rappresentarono le ultime modifiche significative per la motorizzazione della terza generazione, prima dell'introduzione della quarta generazione. Il motore 1.6i 16V Zetec "EFI" (che avrebbe poi motorizzato la prima serie della Focus) fu adottato anche nella versione Si.
Allestimenti e Dotazioni
Le versioni di serie della Fiesta di terza generazione erano dotate di sedili dal design ergonomico, chiusura centralizzata delle portiere, bloccasterzo e, solo su alcune versioni, la cintura di sicurezza con i punti di ancoraggio regolabili in altezza.
All'inizio della sua carriera, l'allestimento CLX rappresentava la versione di base, con una modesta dotazione e disponibile sia per la carrozzeria a 3 che a 5 porte, oltre che per tutte le motorizzazioni a carburatore, ad eccezione del 1.6 e del 1.3 a iniezione. L'allestimento S, dal chiaro aspetto sportiveggiante, era riconoscibile grazie alle luci supplementari diurne e ai getti lavafari.
Tra gli optional spiccavano l'impianto ALB (un sistema di antibloccaggio dei freni che agiva sulle sole ruote anteriori), il lunotto termico, quattro altoparlanti con regolazione manuale del bilanciamento (nella versione S) e la trasmissione automatica a variazione continua di rapporto CTX per le motorizzazioni 1.1 e 1.4 litri. Per quanto concerne un altro optional, il climatizzatore, nel mercato italiano era disponibile sulle versioni Ghia, Windsor, Newport e Cayman Blue. Le motorizzazioni 1.3i, 1.4 CVH e 1.6i 16V, erano le uniche ad avere l'idroguida ed erano in grado di far funzionare l'impianto di aria condizionata. A causa del modesto spazio del vano motore, non era possibile montare entrambi gli optional, per cui se un allestimento montava l'idroguida non montava il climatizzatore e viceversa.
Com'è Ridotta: Ford Fiesta 3 serie, così non le fanno più. #fordfiesta
Versioni Speciali e Restyling
Subito dopo il lancio, la gamma dell'autovettura si è ampliata rapidamente. Già a partire dal mese successivo alla sua presentazione, la Fiesta terza serie dominava le classifiche di vendita in ben sette paesi europei. Oltre 500.000 vetture vennero vendute nel 1989, ottenendo numerosi riconoscimenti da parte delle riviste di settore.
A partire dal 1992 vennero realizzate numerose serie speciali, a volte vendute solo in specifiche nazioni (soprattutto nel Regno Unito). Tra queste si ricordano la Calypso (dotata di un tetto in tela apribile elettricamente e di interni molto colorati), Bravo, Lady, Sandpiper, Festival, Economy, Quartz, Finesse, Champ, Sound, Chianti, Magic, Dash, Bonus, Firefly, Finesse II, Olympus Sport, Flight, Fresco, Cayman Blue, Newport (riconoscibile grazie ai copricerchi dedicati), Windsor e Boston (dotata di sedili in velluto e predisposizione radio mangianastri).
Nel 1989 venne lanciata su alcuni mercati la lussuosa versione Ghia. Disponibile solo con carrozzeria a cinque porte, era caratterizzata da modanature cromate sui paraurti (grigi come la parte inferiore della carrozzeria), specchi retrovisori richiudibili e regolabili manualmente dall'interno, cristalli atermici, plancia in color grigio chiaro, sedili in velluto grigio reclinabili con poggiatesta imbottiti, contagiri, cinture di sicurezza regolabili in altezza, sedile posteriore sdoppiato 60/40, chiusura centralizzata, chiave con luce LED, apertura elettrica del portellone, alzacristalli elettrici anteriori con comandi sul tunnel centrale e, a richiesta, tetto apribile parzialmente in cristallo brunito.
Nel 1994 venne apportato un leggero restyling sulla carrozzeria: scomparve il leggero solco nella parte anteriore del portellone del bagagliaio, i loghi "Ford" e "Fiesta" furono ridisegnati, venne introdotto lo sportellino posteriore a protezione del tappo del serbatoio carburante, i paraurti vennero leggermente modificati, gli indicatori di direzione laterali da quadrati divennero ovali mentre quelli anteriori divennero trasparenti, cambiarono gli specchietti retrovisori (questa volta non più ripiegabili) e venne eliminato lo spoiler posto sulla parte superiore esterna del lunotto. Da questo restyling in poi venne posto un fregio al centro della parte superiore del cruscotto, atto a indicare l'allestimento dell'auto.

A settembre del 1994 debuttò l'ultimo restyling generale della MK3 con leggere modifiche esterne, tra cui la sostituzione delle modanature cromate nei paraurti con modanature nere, le frecce anteriori di colore bianco e laterali di maggiori dimensioni, l'adozione dello sportello carburante in tinta con la carrozzeria e la sostituzione degli specchi retrovisori regolabili elettricamente. Internamente si registrarono un nuovo devioluci e rivestimento modificato, un nuovo sfondo blu per la strumentazione di bordo, nuovi volanti dotati di airbag e nuovi tessuti in velluto.
Sicurezza e Tecnologie Avanzate
Con il restyling del 1994, venne fatto un passo avanti significativo sulla sicurezza su tutti gli allestimenti, con l'introduzione degli airbag frontali di serie, di sedili anti-affondamento, di uno sterzo collassante, di pretensionatori per le cinture di sicurezza e di un pulsante d'emergenza in grado di interrompere il flusso della benzina nel motore in caso di incidente.

Le Versioni Sportive: XR2i e RS Turbo
Nell'ottobre del 1989 venne introdotta, dopo essere stata presentata poco prima, la Fiesta XR2i, una hot hatch con body kit e interni dedicati. Le prestazioni da sportiva erano garantite da un 1.6 CVH EFI a iniezione elettronica con albero a camme in testa e testata a 8 valvole, capace di sviluppare 106 CV, cui si aggiungeva il peso contenuto. Rispetto ai modelli normali presentava paraurti maggiorati, minigonne, codolini e passaruota. Il paraurti anteriore montava quattro fari supplementari: due fendinebbia e due abbaglianti supplementari. Una particolare caratteristica estetica era la linea azzurra che correva lungo i paraurti e le modanature. Questa versione dalle prestazioni pepate era in grado di raggiungere i 192 km/h, accelerando da 0 a 100 km/h in 9,8 secondi.
La dotazione di serie della XR2i era ricca, poiché comprendeva finestrini elettrici con comandi posti sul tunnel centrale, chiusura centralizzata, finestrini posteriori apribili a compasso, apertura del portellone elettrica, specchietti retrovisori regolabili manualmente dall'interno, cinture di sicurezza regolabili in altezza, selleria in velluto, tasche portaoggetti dietro gli schienali dei sedili anteriori, divanetto posteriore ribaltabile e sdoppiato 60/40, cristalli atermici e chiave con torcia incorporata. A richiesta si potevano ottenere l'ALB, il tetto apribile a compasso in cristallo brunito, la vernice metallizzata e, in un secondo momento, i sedili Recaro e l'aria condizionata. Al momento della presentazione le vernici disponibili erano quattro, tre tinte pastello e una metallizzata: nero, rosso, bianco (pastello) e il grigio mercurio (metallizzato). A fine carriera si aggiunse anche il grigio argento metallizzato.
Il restyling di inizio 1994 si estese anche al modello sportivo XR2i, dove le principali modifiche estetiche interessarono i fregi posteriori "Fiesta" e "XR2i" (ora in rilievo rispetto ai precedenti adesivi), la selleria sportiva Recaro (sostituita da una selleria in velluto con texture tendente al verde) e la dotazione interna, che ora comprendeva l'aria condizionata. Questa versione è stata eliminata dal mercato europeo nel 1995, ma già l'anno prima era stata eliminata nel Regno Unito, venendo sostituita dalla versione Si (che sarà la base della Fiesta Pro europea che debutterà a fine 1995).
Sebbene esteticamente fosse pressoché identica alla XR2i, la Fiesta Turbo possedeva dei pneumatici Pirelli P600 185/55 VR14, con alcune differenze estetiche che saltavano subito all'occhio. L'aggiunta di due prese d'aria sul cofano motore, lo spoiler posteriore (dal profilo interno nero) in tinta con la carrozzeria, le modanature dal profilo verde (così come il logo "FIESTA turbo" sul portellone) e i cerchi in lega più grandi, infatti, la rendevano facilmente riconoscibile dagli automobilisti appassionati dell'epoca. L'ALB venne venduto come optional. Negli interni spiccavano i sedili Recaro e la manopola del cambio e il volante in pelle grigia, con il simbolo Turbo cucito nel centro. Inizialmente la vettura venne venduta con quattro colorazioni (Rosso Radiante, Bianco Diamante, Nero e Grigio Mercurio metallizzato) alle quali si aggiunse, solo verso la fine della produzione, il Grigio Polvere di Luna metallizzato. Il motore aveva un rapporto di compressione di 8:1. Il turbo Garrett T2 garantiva 0,4 bar di aumento della pressione e venne scelto anche perché di dimensioni inferiori rispetto al T3 utilizzato dalla Escort RS Turbo. La Fiesta Turbo era dotata anche di intercooler.
La Fine Carriera e la Fiesta Pro
Nel 1995 la terza generazione della Fiesta perse tutte le versioni sportive, in vista dell'arrivo della quarta generazione alla fine dell'anno. Tuttavia, non uscì di produzione, ma rimase in commercio in versione Pro (oppure Futura o Classic a seconda dei mercati di destinazione), guadagnando dei nuovi paraurti più rotondeggianti e delle dotazioni arricchite a fronte di un prezzo inferiore rispetto al modello successivo.
Nel 1995 venne presentata la Fiesta Pro (per il mercato tedesco denominata Fiesta Futura), una versione particolarmente caratterizzata della terza serie, ormai a fine carriera. Si distingueva dalle altre specialmente grazie alla ricomparsa dello stesso spoiler nero della XR2i e dalla forma dei paraurti dedicati (più arrotondati e avvolgenti e con i fendinebbia di serie), dalla colorazione della strumentazione tendente al blu scuro e dagli inediti interni completamente nuovi, sia per la 1.3i Pro che per la 1.6i 16V Ghia Pro, che avevano diverse texture per ogni modello.
Le differenze fra Pro e Ghia Pro consistevano nelle motorizzazioni, la dotazione interna e la tappezzeria. La Pro base era disponibile esclusivamente col 1.3i, aste bilancieri in ghisa (58 CV), cerchi in ferro da 13 con copricerchi specifici e aveva una tappezzeria lussuosa tratta dalla versione 1.3 Ghia. Invece, la Pro 1.6 16 valvole montava il moderno Zetec da 88 CV in lega leggera, montato anche su altre vetture del gruppo come la Focus, con terminale di scarico sportivo cromato. Aveva una tappezzeria in velluto grigio-blu fantasia dedicata con sedili sportivi super avvolgenti specifici di derivazione Recaro, incredibilmente comodi, e usciva di serie con cerchi in ferro da 14 pollici con copricerchi specifici, adottati poi anche sulle Mondeo.
Queste versioni disponevano di serie dei due airbag frontali, alzacristalli elettrici e chiusura centralizzata servosterzo, predisposizione autoradio con antenna, casse e cablaggi, contagiri elettronico, orologio digitale, fendinebbia incorporati nel paraurti, sedile sdoppiato e paraurti e specchi retrovisori in tinta con la carrozzeria. Molto nutrito il catalogo degli optional che spaziava dai cerchi in lega leggera da 14 dal disegno specifico con pneumatici 185/55/R14 79S, alla chiusura centralizzata delle porte con la chiave col telecomando, allo stereo Ford, ai retrovisori elettrici riscaldati in tinta carrozzeria, al climatizzatore ecologico con funzioni di ricircolo d'aria e deumidificazione a doppie velocità, il parabrezza termico e i sedili anteriori riscaldati (non disponibili in tutti i mercati).