La Ford Focus SW, nella sua seconda serie (denominata in codice C307), ha rappresentato un punto di riferimento nel segmento delle station wagon di medie dimensioni. Presentata al Motor Show di Parigi il 25 settembre 2004, questa vettura ha saputo coniugare praticità, design razionale e significative innovazioni tecnologiche, distinguendosi per un'ottima volumetria interna e un piacevole comportamento dinamico.
Architettura e Dimensioni: Un Salto Generazionale
La seconda generazione della Focus ha segnato un'importante evoluzione rispetto alla progenitrice, basandosi sulla piattaforma Ford C1, condivisa con modelli prestigiosi come la Volvo S40, V50, C70, la Mazda 3 e la Focus C-MAX. Questo ha permesso di migliorare notevolmente le dimensioni e la spaziosità, fattori chiave per una station wagon. La Focus 2, infatti, era più larga della progenitrice di 13,8 cm, più lunga di 16,8 cm e più alta di 8 mm. Queste modifiche dimensionali si sono tradotte in un notevole aumento dello spazio per gli interni e del volume del bagagliaio, che ha costituito uno dei maggiori pregi delle Ford Focus di seconda serie.
La carrozzeria, con i suoi 447 cm di lunghezza, non risulta eccessivamente ingombrante, rendendola discretamente agile anche nel traffico urbano. Le ampie superfici vetrate garantiscono una buona visibilità, tanto che i sensori di parcheggio, pur disponibili come optional, non sono del tutto indispensabili. Il raggio di svolta contenuto e lo sterzo leggero da azionare contribuiscono a facilitare la guida in città.

Design Esterno e Interno: Razionalità ed Eleganza
Stilisticamente, la seconda serie della Focus SW presentava un design più pulito e razionale rispetto al vecchio modello, sia negli interni che negli esterni. Il frontale, contraddistinto dalla grande presa d’aria a trapezio, conferiva un aspetto grintoso, mentre la linea generale manteneva un'eleganza con qualche tocco di sportività. Gli indicatori laterali sugli specchietti retrovisori esterni, i fari posteriori con una disposizione interna diversa dei riflettori, i passaruota maggiorati, il nuovo cofano motore più scolpito e elaborato, il lunotto con una nuova forma e il portellone posteriore sagomato, insieme alla rimozione delle modanature laterali in plastica grezza, hanno contribuito a un'estetica moderna e curata.
Gli interni, invece, seguivano le orme della Mondeo, vantando una buona qualità delle plastiche e dando l'impressione di solidità. Si apprezzava l'uso di plastiche morbide al tatto che rivestivano la parte superiore della plancia. La console strumenti e i controlli interni furono revisionati e dotati di illuminazione arancione (mentre prima era verde), con tachimetro e contagiri incassati in una struttura a "binocolo". Il nuovo disegno della console centrale divenne simile a quello della C-MAX ristilizzata l'anno prima, mentre la cornice della console divenne disponibile anche in alluminio satinato.

Tecnologia e Innovazione: Funzionalità Avanzate
La Focus di seconda generazione introduceva nuove tecnologie significative per l'epoca. Tra queste spiccavano il sistema KeyFree, per l'apertura e l'avviamento senza chiave, i finestrini termo-riflettenti, le luci anteriori adattive che miglioravano la visibilità in curva, la connettività Bluetooth per cellulari e i comandi vocali, che anticipavano le moderne interfacce utente. Era inoltre disponibile un cambio Durashift a 6 rapporti manuale e un Durashift a 4 rapporti automatico.
Il restyling del 2008, definito LV, già presentato al Salone di Francoforte dell'anno precedente (durato dal 13 al 23 settembre), portò la Focus ad adottare il Kinetic Design, un linguaggio stilistico che aveva già caratterizzato le nuove Ford Mondeo, S-MAX e Galaxy. Questo aggiornamento introdusse anche i fanali posteriori a LED per la prima volta e migliorò la sicurezza, con l'introduzione del controllo di stabilità ESP di serie su tutte le versioni.
Motorizzazioni: Efficienza e Performance
La gamma motori della Focus II era un mix di propulsori nuovi e aggiornati. Tutti i benzina Zetec furono migliorati e rinominati Duratec Ti-VCT, grazie all'introduzione del Twin Independent Variable Camshaft Timing, che ottimizzava la fasatura delle valvole per una maggiore efficienza e prestazioni.
Per quanto riguarda le versioni diesel, inizialmente erano previsti due nuovi propulsori prodotti dal gruppo PSA, di cui Ford aveva acquisito i diritti di utilizzo tramite una joint venture. Questi erano un 1560 cm³ disponibile in due varianti di potenza, 90 e 110 CV, con o senza filtro antiparticolato FAP (anch'esso di origine PSA), e un 1995 cm³ da 136 CV. Tuttavia, a causa dell'enorme successo della vettura e del prolungarsi dei tempi di attesa (dovuti all'assemblaggio dei propulsori diesel da parte di PSA nello stabilimento di Mulhouse, in Alsazia), Ford Europa decise di riproporre il collaudato 1.8 TDCI, già montato sulla serie precedente della Focus, per soddisfare la domanda.
Il 1.6 turbodiesel, pur non potentissimo con i suoi 109 CV, si distingueva per un carattere brillante e un tiro generoso sin dai bassi regimi, unito a consumi contenuti. Nonostante l'insonorizzazione fosse migliorabile, il piacere di guida era assicurato, soprattutto fuori città, dove il motore si rivelava pronto a rispondere all'acceleratore, capace di riprese vigorose e abbinato a un cambio veloce e preciso negli innesti. In autostrada, la quinta marcia piuttosto "distesa" (a 130 km/h il motore lavorava a 2600 giri) contribuiva a contenere la rumorosità, sebbene il comfort nei lunghi viaggi potesse essere perfezionato a causa del rotolamento delle gomme e di qualche fruscio aerodinamico.
2006 Ford Focus Mk2 1.6 TDCi Diesel | POV Drive | No Talking
Versioni Speciali e Sportive: ST, CC e RS
La Focus ha saputo accontentare anche gli amanti delle prestazioni e delle soluzioni stilistiche particolari, con l'introduzione di diverse versioni speciali:
Focus ST: Sport Technologies
La versione sportiva, la Focus ST (dove ST sta per Sport Technologies), fu presentata nel 2005 e motorizzata con lo stesso propulsore delle Volvo (il Volvo T5 sviluppato e prodotto dalla Ford), ovvero un 2.5 litri turbo 5 cilindri in linea con 225 CV. Questa vettura si distingueva anche per una vernice speciale metallizzata color "arancione elettrico", che ne sottolineava il carattere vivace e sportivo.
Focus CC: Coupé-Cabriolet Elegante
Originariamente, il prototipo della Focus CC (Coupé-Cabriolet) venne chiamato Vignale dai designer della Pininfarina e presentato al Salone di Francoforte nel 2005. La Focus CC fu realizzata, progettata e disegnata negli stabilimenti della Pininfarina a Torino, un segno distintivo di eleganza e raffinatezza. Ciò che rendeva particolare quest'auto era la presenza di un tettuccio rigido retrattile elettricamente, suddiviso in due parti in acciaio, che poteva essere aperto o chiuso in soli 29 secondi. La Coupé-Cabriolet fu sottoposta a un aggiornamento estetico e tecnico poco dopo gli altri modelli della Focus nell'aprile del 2008. Il nuovo frontale adottava il Kinetic Design, ma a differenza degli altri modelli Focus, i pannelli laterali e posteriori non furono cambiati.

Focus RS: Pure Performance
Nel luglio 2008, durante il British International Motor Show svoltosi a Londra, venne presentata la nuova Focus RS, la cui produzione iniziò nel 2009. Nonostante l'elevato numero di cavalli, la vettura utilizzava la trazione anteriore, ma per ridurre la perdita di controllo in accelerazione, la nuova RS utilizzò un particolare differenziale meccanico autobloccante a slittamento limitato chiamato "Quaife Automatic Torque Biasing LSD", dotato di sei ingranaggi planetari, e una particolare sospensione MacPherson sulle ruote anteriori, chiamata RevoKnuckle. Quest'ultima permetteva di ridurre le interferenze agenti sull'assetto, principalmente riducendo il valore di offset dello sterzo. Al posteriore, invece, c'erano sospensioni multilink equipaggiate con barre antirollio, molle e ammortizzatori irrigiditi.
L'impianto frenante fu anch'esso migliorato, dotandolo all'anteriore di due dischi autoventilati da 336 mm di diametro e di due posteriori da 302 mm. Anche gli pneumatici furono adattati all'incremento di potenza, con dei Continental con un battistrada aumentato di 4 centimetri rispetto alla ST, dalla misura di 235/35/19. Esteticamente, la nuova RS si basava sulla Focus II restyling, ma presentava una presa d'aria trapezoidale anteriore nera molto più grande, parafanghi ampliati per ospitare i grandi cerchi da 19 pollici e le carreggiate più ampie. I paraurti anteriori e posteriori furono ridisegnati, il cofano fu dotato di due feritoie per migliorare il raffreddamento del motore e al posteriore era presente un diffusore e una grande ala per aumentare il carico aerodinamico sull'asse posteriore.
La nuova RS fu testata da numerose riviste quali Evo, Fifth Gear e Top Gear, ottenendo ottimi risultati soprattutto nell'handling, sorprendendo i numerosi detrattori iniziali non convinti della trazione anteriore. La velocità di punta si attestava sui 264 km/h e lo 0-100 km/h veniva eseguito in 5,9 secondi. La vettura pesava 1467 kg ed era lunga 4402 mm, larga 2020 mm e alta 1484 mm. La trasmissione era manuale a sei rapporti, mentre il serbatoio conteneva 62 litri di benzina con consumi piuttosto bassi per la categoria, appena 9,4 litri ogni 100 km. Le emissioni di CO2 si attestavano sui 225 g/km. I colori disponibili erano solo tre: Ultimate Green, Performance Blue e Frozen White.

Focus RS500: L'Edizione Limitata di Fine Serie
Il 9 aprile 2010, al Salone di Lipsia, venne presentata la Ford Focus RS500, una versione limitata a soli 500 esemplari (da cui il nome RS500), destinata a celebrare la fine della produzione della Focus seconda serie. Ogni RS500 portava una placca di metallo sulla console centrale incisa a mano con un numero di identificazione unico tra 001-500, che indicava la numerazione degli esemplari. La Focus RS500 aveva la stessa velocità massima della RS ma raggiungeva i 100 km/h con partenza da fermo in 5,3 secondi, migliorando ulteriormente le prestazioni.
Si distingueva inoltre per la sua particolare colorazione nera opaca metallizzata chiamata "Black Panther", ottenuta tramite l'applicazione di una speciale pellicola al di sopra della carrozzeria. L'interno delle RS500 era caratterizzato da sedili Recaro avvolgenti, coperti con un mix di pelle Alcantara nera e dotati di uno schermo touch screen. Le carreggiate della Focus RS500 furono ampliate di ulteriori 40 mm con nuovi pneumatici sportivi. Le pinze dell'impianto frenante ad alte prestazioni furono dipinte di rosso.
La Ford Focus nel Motorsport: Successi nei Rally
La Ford Focus ha avuto un ruolo significativo anche nel mondo del motorsport, in particolare nei rally, con le sue versioni WRC. Nell'ultimo rally del 2005, la Ford pubblicizzò il nuovo modello, ovvero la Focus RS WRC 06. Il motore equipaggiato fu un Duratec elaborato dallo specialista francese Pipo Moteur.
La Focus RS WRC 07 era basata sul modello del 2006, con alcune modifiche riguardanti l'alleggerimento del corpo vettura e l'assetto, più stabile a elevate velocità. Debuttò egregiamente al Rally di Finlandia del 2007, in quanto entrambe le automobili guidate da Marcus Grönholm e Mikko Hirvonen ottennero una doppietta, un risultato eccezionale.
Anche la Focus RS WRC 08 si basò sulla versione precedente del 2007 e incluse sia un cambiamento della livrea, sia un miglioramento del motore. Ad esempio, il frontale venne dotato di una presa d'aria trapezoidale simile alla Focus RS Mk II, a sottolineare il legame estetico e tecnico con le versioni stradali più performanti.

Sicurezza e Valutazioni Euro NCAP
La sicurezza è sempre stata una priorità per Ford, e la Focus SW non faceva eccezione. La versione berlina, con la quale la Wagon condivideva la meccanica e molte componenti della carrozzeria, fu sottoposta ai crash test Euro NCAP nel 2004, secondo le procedure in vigore anteriormente al 2009. I risultati furono confortanti: la Focus ottenne il massimo punteggio (cinque stelle) per quanto riguarda la protezione degli occupanti, quattro stelle per i bambini assicurati a seggiolini Isofix e due stelle per la tutela dei pedoni in caso di investimento.
La dotazione di airbag era allineata alla concorrenza: oltre ai "cuscini" frontali e laterali, erano previsti quelli a tendina (che proteggevano la testa) estesi anche ai posti dietro. Tuttavia, un'anomalia per una famigliare era la necessità di pagare a parte l'interruttore per escludere l'airbag frontale destro, un'operazione necessaria per utilizzare un sedile per bambini sulla poltrona del passeggero. Tra gli optional figuravano anche il cruise control e il sensore di pressione delle gomme. Volendo, si potevano aggiungere i fari allo xeno (mentre i fendinebbia erano di serie) e il regolatore di velocità; quest'ultimo, facente parte del pacchetto Techno, era abbinato ai sensori per la pressione delle gomme e a una presa da 230 volt sul retro del mobiletto tra i sedili anteriori.
Nel 2007, al Sydney International Motor Show, Ford presentò una versione leggermente rivista della Focus, definita come LT, destinata ad alcune zone mondiali. La revisione consisteva nell'introduzione del paraurti della Focus CC per tutte le versioni, mentre gli specchietti venivano modificati inglobando gli indicatori laterali, più nuovi airbag interni, sistemi ABS e EDB, controllo di stabilità e trazione, più il pacchetto EBA.
Praticità e Piacere di Guida: L'Esperienza Quotidiana
La Ford Focus SW 2007, nonostante non fosse un modello recentissimo, manteneva una linea elegante con un tocco di sportività dato dal frontale grintoso. La carrozzeria non eccessivamente lunga (447 cm) la rendeva pratica anche in città, e lo spazio interno era ben sfruttato: si viaggiava comodi sia davanti sia dietro, e il baule era generoso.
L'abitacolo era accuratamente rifinito e realizzato con materiali di qualità. Lo spazio a disposizione era parecchio, e si poteva viaggiare anche in cinque senza grandi sacrifici. Curata la praticità: il posto guida offriva ampie possibilità di regolazione (9 centimetri l'escursione in altezza), non mancavano i ripostigli per i piccoli oggetti (oltre al cassetto di fronte al passeggero, climatizzato ma privo di serratura, si poteva contare su un vano mimetizzato da uno sportellino sotto il parabrezza e su uno svuotatasche alla base della consolle) e i comandi - a eccezione di quelli del "clima" - erano ben posizionati. Le poltrone anteriori, ben sagomate e ampiamente regolabili, erano comode; buono pure lo spazio a disposizione di chi stava dietro: il divano era un po’ rialzato al centro, ma il tunnel non dava fastidio e anche l'eventuale terzo occupante godeva di una discreta sistemazione.
Ottime erano le possibilità di carico: in fatto di capienza e praticità del baule, la Focus reggeva il confronto con rivali anche più lunghe. Il baule abbinava un'elevata capienza a una conformazione interna molto regolare e poteva essere sfruttato sino all'ultimo centimetro. Era anche rifinito con una spessa moquette, e ai quattro angoli del piano di carico c'erano i ganci ai quali fissare la rete fermacarico (che quando non era in uso era riposta in un alloggiamento ricavato nella parete destra). Positivo anche il fatto che, abbattendo gli schienali, non si formassero dislivelli sul pavimento; peccato che la seduta del divano, che si ribaltava in avanti, rubasse un po' di spazio limitando la profondità utile a 182 cm.
Le sospensioni rappresentavano un buon compromesso fra le esigenze del comfort e quelle della guidabilità: in curva l'auto era incollata all'asfalto, manifestava un rollio contenuto e non si scomponeva nemmeno nelle manovre di emergenza. Un comportamento ben supportato dal 1.6 turbodiesel, che, sebbene non potentissimo, aveva un carattere brillante e offriva un tiro generoso sin dai bassi regimi. Tra i suoi pregi, anche i consumi contenuti.
Fuori città, tra le curve, la Focus SW sfoggiava le sue qualità in termini di tenuta di strada e precisione. Le sospensioni dure controllavano adeguatamente la tendenza a coricarsi di lato, e lo sterzo, in quanto a precisione, non stonerebbe in una sportiva. Il turbodiesel contribuiva al piacere di guida, pronto a rispondere all'acceleratore, capace di riprese vigorose e per giunta abbinato a un cambio veloce e preciso negli innesti.
Rapporto Qualità/Prezzo e Considerazioni Finali
Il rapporto qualità/prezzo della Ford Focus SW 2007 era generalmente favorevole. Il pacchetto Titanium, la versione più ricca, includeva, fra l’altro, i fari orientabili e i sedili parzialmente rivestiti in pelle, oltre al "clima" automatico bizona di serie. Tuttavia, era un aspetto che disturbava il fatto che accessori come le barre sul tetto (utili in una wagon) e la radio con lettore CD (che di solito era di serie anche in vetture molto più economiche) si dovessero pagare a parte. A pagamento, si potevano avere anche i fari allo xeno.
Nonostante si trattasse di un modello con qualche anno sulle spalle, i contenuti della Ford Focus SW erano solidi: una familiare ben rifinita e costruita con materiali di qualità, con un abitacolo pratico e spazioso, e in fatto di capacità di carico nulla da invidiare a rivali più grandi e costose. Sufficientemente agile per l'impiego cittadino, nelle strade ricche di curve faceva valere le ottime qualità dell'assetto, rivelandosi sicura e gratificante da guidare anche grazie al brioso turbodiesel. Il comfort era buono, appannato soltanto dal motore un po' rumoroso in accelerazione e dai fruscii che si percepivano a velocità autostradale. Il rapporto qualità/prezzo era favorevole, anche calcolando la spesa extra necessaria per dotarla di optional "obbligatori", a cominciare dalla radio.