La Storia e la Tragica Scomparsa della Ford Probe I Ghia Concept del 1979

La storia dell'automobilismo è costellata di veicoli che hanno osato spingere i confini del design e dell'ingegneria, servendo da vetrina per l'innovazione e le aspirazioni future dei loro creatori. Tra questi, le concept car occupano un posto speciale, rappresentando un ponte tra la visione e la realtà. La Ford Probe I Ghia Concept del 1979 è stata uno di questi veicoli iconici, un'ammiraglia a forma di cuneo progettata per incarnare l'esperienza aerodinamica di Ford. Sfortunatamente, questa preziosa testimonianza della storia automobilistica ha incontrato un destino amaro, distrutta in un incendio mentre veniva trasportata dal prestigioso Pebble Beach Concours d'Elegance. La sua perdita non è solo la scomparsa di un'automobile, ma di un pezzo significativo di un'epoca di sperimentazione e progresso nel settore.

La Nascita di un'Icona Aerodinamica: la Ford Probe I Ghia

La Ford Probe I del 1979 è stata il frutto della collaborazione tra il capo designer di Ford, Don F. Kopka, e la rinomata carrozzeria italiana Ghia, che dal 1973 faceva parte del Gruppo americano. Questa vettura non era semplicemente un esercizio di stile, ma un'indagine approfondita sui limiti dell'efficienza aerodinamica, nata in un periodo di grandi cambiamenti per l'industria automobilistica americana, in cui la riduzione del consumo di carburante era diventata una priorità.

Design e Innovazione

Il design della Probe I era una chiara espressione della fascinazione dell'epoca per l'aerodinamica e l'estetica futuristica. La sua forma a cuneo, quasi asettica, con ruote posteriori parzialmente coperte e fari a scomparsa, era il risultato di un'intensa fase di test nella galleria del vento. Questo approccio ha permesso a Ford di ottenere un coefficiente di resistenza aerodinamica di 0,25, un valore notevolmente basso per l'epoca, circa il 37% inferiore rispetto alla media di 0,40 delle coupé sportive contemporanee. Alcune fonti indicano addirittura un coefficiente di resistenza aerodinamica di 0,22, un dato sorprendente se confrontato con veicoli moderni come la Toyota Prius, che raggiunge circa 0,27 pur essendo progettata specificamente per ridurre il CX.

Ford Probe I Ghia concept car 1979 in galleria del vento

Il veicolo, sebbene concepito come un prototipo avveniristico, poggiava su solide basi meccaniche. Era costruito sulla piattaforma Tipo Fox della Mustang di terza generazione, una scelta che la collegava in modo sottile ma significativo alla linea di produzione di Ford. Sotto il cofano, la Probe I montava un motore turbo 2.3 a quattro cilindri da 170 CV, lo stesso della Mustang Cobra del 1979. Questa unità, concettualmente nuova, era pensata per ridurre il consumo medio di carburante senza sacrificare la potenza, un equilibrio cruciale per l'epoca.

Un Sogno Americano Rivisitato

La Probe I Ghia del 1979 non rappresentava solo un passo avanti nell'aerodinamica, ma anche la "rinascita del sogno americano automobilistico" che Harley Earl aveva avviato nel 1939 con la Buick Y-Job e che General Motors aveva continuato con le stravaganze delle Motorama degli anni '50. In un'epoca in cui la motivazione comune dei costruttori era vendere automobili, la soluzione di Kopka era anticipare e stabilire le tendenze di stile, basandosi su una "scienza aerodinamica seria" come soluzione al problema del consumo di carburante.

Don Kopka, nominato vicepresidente di Ford a capo del design alla fine del 1980, aveva intuito anni prima che il design verticale e frontale piatto dei prodotti Ford degli anni Settanta non contribuiva alla costosa battaglia per soddisfare i requisiti CAFE (Corporate Average Fuel Economy) imposti dopo la crisi energetica del '73. Per questo, Kopka adottò un approccio progressivo e a lungo termine per cambiare la mentalità all'interno di Ford, rendendola ricettiva al design aerodinamicamente efficiente. La serie Probe, iniziata con questo concept nel 1979, fu il risultato di questi studi e concept aerodinamici.

Interni della Ford Probe I Ghia concept car 1979

La vettura fu presentata in anteprima al Salone di Francoforte nel settembre 1979, dove rapidamente guadagnò popolarità, diventando un simbolo della filosofia di design lungimirante di Ford. La Ford Probe I, secondo i piani iniziali, avrebbe dovuto essere la base per una futura sportiva Mustang. Sebbene i programmi vennero cambiati in corso d'opera, la bontà del lavoro sul fronte aerodinamico è innegabile.

Ford Probe I by Ghia

L'Epopea dei Concept Ford Probe (1979-1985)

La Ford Probe I Ghia del 1979 fu il primo di una serie di cinque concept vehicles, tutti denominati Probe, che Ford sviluppò tra il 1979 e il 1985. Ogni prototipo esplorava nuove idee nel design e nell'ingegneria automobilistica, con la Probe I che faceva da apripista per i suoi successori. Tutti i prototipi furono progettati dal designer americano Don F. Kopka, in collaborazione con Ghia.

Probe II (1980)

Successivamente alla Probe I, l'anno seguente fu presentata la Probe II. Questa vettura possedeva una linea più convenzionale, distaccandosi dalle forme estreme della sua antenata. La Probe II era caratterizzata da quattro fari anteriori quadrati, ruote a vista e quattro porte, mantenendo un andamento della linea da coupé. Sebbene meno radicale, continuava a esplorare l'equilibrio tra estetica e funzionalità.

Probe III (1981)

Nel 1981 fu la volta della Probe III, che reintrodusse le linee avveniristiche del primo prototipo. In particolare, fecero ritorno le ruote posteriori semicoperte, elemento distintivo della Probe I, mentre i fari anteriori a scomparsa vennero sostituiti da due fari convenzionali con linee curve. Questo concept segnò un ritorno all'esplorazione di forme più estreme e aerodinamiche.

Probe IV (1982)

La Probe IV, mostrata nel 1982, si presentò come il più estremo dei quattro concept. Il suo design garantiva un coefficiente aerodinamico estremamente basso (0,15 Cd), un risultato straordinario per l'epoca. Era caratterizzata da un paraurti anteriore completamente liscio, da tutte le ruote coperte dalla carrozzeria, da una capote piuttosto bassa e sfuggente e da una linea generalmente squadrata. La Probe IV rappresentò il culmine degli sforzi di Ford per raggiungere la massima efficienza aerodinamica, influenzando il design automobilistico per gli anni a venire.

Probe V (1985)

L'ultimo concept della serie non venne mostrato a distanza di un anno come era avvenuto per i precedenti, ma fece la sua comparsa nel 1985. La Probe V era un'evoluzione della IV e presentava una linea molto più tondeggiante con una capote uniforme senza montanti a vista. I fari anteriori, che sulla IV erano collocati lateralmente sul cofano motore, nella V si trovavano sulla parte anteriore della vettura ed erano piuttosto sottili e allungati, uniti centralmente da una mascherina cromata. Il posteriore, piuttosto allungato, terminava con una coda tronca sopra la quale si trovava una piccola pinna aerodinamica. La Probe V riaffermava l'impegno di Ford nel continuare a esplorare il futuro del design automobilistico.

La Produzione della Ford Probe: Dalla Concept alla Strada

Negli anni '80, un previsto aumento del prezzo del carburante spinse Ford a ridefinire le caratteristiche della Ford Mustang e la sua fascia di mercato. La nuova Mustang avrebbe dovuto nascere su una nuova piattaforma condivisa e prodotta dalla partner giapponese Mazda. Questa decisione, però, si scontrò con il disappunto degli appassionati della Mustang quando i prezzi del carburante crollarono, portando Ford a optare per un nome diverso per il nuovo modello: la Ford Probe.

La Prima Generazione (1988-1992)

La Ford Probe venne introdotta negli Stati Uniti nel 1988, frutto della joint-venture tra Ford e Mazda, denominata AutoAlliance. Nonostante condividesse la piattaforma con la Mazda MX-6, la Probe presentava una linea completamente differente. A differenza della MX-6, che era una berlina due porte con fari anteriori convenzionali, la Probe adottava uno stile più moderno e particolare, ispirato ai concept presentati nei primi anni '80, con fari a scomparsa e un'estetica più audace.

Ford si aspettava che la Probe diventasse un successo, aumentasse i volumi di vendita e i profitti della compagnia, ma così non fu. Lo stile avanguardistico, sebbene innovativo, non piacque universalmente e la vettura non risultò nemmeno così abbordabile come sperato, spingendo molti potenziali acquirenti verso marchi più prestigiosi.

Negli Stati Uniti, la Probe venne venduta negli allestimenti GL, LX e GT.

  • GL: Rappresentava l'allestimento base, offerto con un motore 2.2 cm³ I4 da 111 CV e aria condizionata.
  • LX: Aggiungeva dotazioni come finestrini elettrici, chiusura centralizzata, specchietti elettrici e diverse colorazioni degli interni, oltre a un tetto panoramico. Nel 1990, l'LX venne motorizzata anche con un 3.0 cm³ "Vulcan" V6, utilizzato anche in altri modelli Ford come Taurus, Ranger, Tempo e Aerostar.
  • GT: Montava un motore turbo 2.2 cm³ I4 da 146 CV con un turbocompressore IHI RHB5-VJ11. La messa a punto era calibrata per garantire un ottimo rendimento a regimi intermedi, con una pressione del turbocompressore di 0.50 bar a 2500 rpm e una coppia massima di 258 N·m a 3500 rpm.

Il telaio e le sospensioni della Probe GT erano di derivazione Mazda, ma i continui test realizzati da Ford permisero un'ottimizzazione tale da garantire un comportamento stradale differente per la Probe. Tutti gli ammortizzatori erano pressurizzati con azoto e le barre stabilizzatrici erano ottimizzate per affrontare le curve strette. La Probe GT offriva anche delle sospensioni autoregolabili controllate da un sistema computerizzato, che agiva sugli ammortizzatori in base all'accelerazione, alla frenata e al tipo di curva, permettendo tre differenti regolazioni (morbido, normale, rigido) per una migliore manovrabilità e comfort di guida.

La Seconda Generazione (1993-1997)

La seconda generazione della Ford Probe debuttò nell'agosto 1992 con un design più curvilineo e venne venduta a partire dal 1993. Anche questa generazione condivideva la piattaforma con la Mazda MX-6, ma si distingueva per un'estetica più morbida e arrotondata, in linea con le tendenze stilistiche degli anni '90.

Le versioni disponibili erano principalmente due:

  • GL: Con un costo di poco più di 13.000 dollari statunitensi, era motorizzata con un 2.0 cm³ I4, offriva un quadro strumenti sportivo completo e una radio stereo AM/FM. Il motore 1991 cm³ DOHC a iniezione elettronica aveva quattro cilindri in linea con quattro valvole ognuno ed era interamente in alluminio. I cilindri avevano un alesaggio di 83 mm e una corsa di 92 mm. Il rapporto di compressione era di 11,5:1. La potenza era di 122 CV a 5500 rpm e la coppia era di 172 Nm a 3500 rpm. Le emissioni erano regolate da un convertitore catalitico a tre vie e da un controllo elettronico della miscela aria-benzina.
  • GT: Con un prezzo di 15.504 dollari statunitensi, era motorizzata con un 2.5 cm³ V6 e montava pneumatici Goodyear VR50 Gatorback (P225/50VR16 91V), quattro freni a disco, paraurti differenti, fendinebbia, cerchi in alluminio a 5 razze, volante in pelle e sedile del guidatore con regolazione lombare. Il motore 2497 cm³ DOHC 24V aveva sei cilindri a V con un alesaggio di 84,5 mm e una corsa di 74,2 mm. Il rapporto di compressione era di 9,2:1 e il motore aveva gli stessi controlli sulle emissioni del più piccolo 2.2 cm³. La versione giapponese di questo motore, motorizzata con il 2.5 cm³ V6, aveva prestazioni maggiori rispetto alle controparti dell'Europa e dell'America, con 37 CV in più, ottenuti grazie a una maggiore compressione prodotta dai pistoni e da alberi a camme, testata e collettore di aspirazione più aggressivi.

Nel 1994, venne commercializzata una versione speciale della Probe, caratterizzata da un colore violaceo chiamato "Orchidea Selvatica", da tappetini con la scritta "Probe" e da sedili avvolgenti in tessuto nero con inserti viola e logo GT. Infine, nel 1997, arrivò l'allestimento GTS, caratterizzato da due strisce nere o bianche che percorrevano l'intera carrozzeria da un paraurti all'altro, passando per il tetto. Nonostante i vari allestimenti e le migliorie, la produzione della Ford Probe si concluse nello stesso anno, segnando la fine di un capitolo interessante ma non del tutto fortunato nella storia di Ford.

La Tragedia della Probe I Ghia a Pebble Beach

Il 18 agosto 2024, un evento tragico ha segnato la fine di uno dei più blasonati prototipi automobilistici mai realizzati: la Ford Probe I Ghia del 1979. Poche ore dopo la sua esposizione al prestigioso Concorso d'Eleganza di Pebble Beach, la vettura è andata completamente distrutta in un incendio mentre veniva trasportata.

L'Incidente e i Dettagli

Un asettico comunicato del dipartimento dei Vigili del Fuoco di Monterey descrive l'accaduto: "Intervenuti intorno alle 19:00 di domenica 18 agosto 2024 per l'incendio di un rimorchio trasporto veicoli sulla rampa di uscita di Munras Avenue in direzione nord dell'Highway 1." Le squadre sono riuscite a impedire che l'incendio si diffondesse al veicolo di traino, che ha subito solo lievi danni, e hanno spento le fiamme sul rimorchio e sulla vegetazione in 15 minuti. Tuttavia, la nota dei Vigili del Fuoco specificava che "all'interno del rimorchio, distrutta dall'incendio, c'era una Ford Ghia Probe 1 Concept Car del 1979 del valore di circa 1 milione di dollari." I danni totali per incidente sono stimati in circa 1.028.300 dollari. La causa dell'incendio è attualmente sotto inchiesta.

Rimorchio distrutto con i resti della Ford Probe I Ghia

Questo comunicato, correttamente, vista la fonte, non si sofferma sul danno effettivo di questo sinistro, che aprirà certamente il dibattito sul rischio - in eventi come la Monterey Car Week - che rarissime automobili, del valore di diversi milioni, possano accidentalmente andare distrutte.

La Reazione della Scott Grundfor Company

La Probe, di proprietà della Scott Grundfor Company, così come le altre tre successive Concept tutte denominate Probe, aveva partecipato poche ore prima al Pebble Beach Concours of Elegance, concorrendo nella classe Wedge-Shaped Concept Cars and Prototypes, la stessa vinta dalla Aston Martin Bulldog del 1979. La Scott Grundfor Company, un'officina di restauro californiana specializzata in auto sportive e d'epoca, era la seconda proprietaria dell'auto, direttamente dopo la Ford Motor Company, e ne era custode da oltre due decenni.

In un post su Instagram, Scott Grundfor ha espresso il profondo dolore per la perdita: "Con profondo dolore e il cuore pesante, vi informiamo della perdita della nostra Ford Ghia Probe I Prototype del 1979 in un incidente autostradale avvenuto domenica sera, dopo averla esposta al Pebble Beach Concours d'Elegance. Fortunatamente, il membro del nostro team alla guida del rimorchio durante il sinistro momento dell'incidente è rimasto illeso, e la sua pronta azione ha impedito che questa tragica perdita della nostra vettura si estendesse alla vegetazione locale e, naturalmente, ad altre persone circolanti sull'autostrada di Monterey in quel momento." Nel ringraziare i soccorritori, ha aggiunto che "ciò che resta della macchina verrà portato a casa ad Arroyo Grande in modo che l'auto possa rimanere accanto ai prototipi con carrozzeria Ghia/Ford nella nostra collezione", senza precisare se verrà avviata una possibile ricostruzione.

Resti carbonizzati della Ford Probe I Ghia

Le immagini diffuse dalla Scott Grundfor Company mostrano chiaramente l'entità del danno: non è rimasto quasi nulla, eccetto il telaio. Un concept Ford è andato perduto per sempre a poche ore dalla sua esposizione, lasciando un vuoto incolmabile nel cuore degli appassionati.

L'Eredità e le Riflessioni sulla Perdita

La distruzione della Ford Probe I Ghia Concept non è solo una perdita materiale stimata in circa 1 milione di dollari, ma anche una perdita inestimabile per il patrimonio automobilistico mondiale. Era l'unico esemplare del modello, un'opera d'arte e un pezzo di storia che incarnava un'epoca di grande creatività e sperimentazione nel design automobilistico.

Un Simbolo di Innovazione

La 1979 Ford Probe I Ghia fu la prima di cinque concept vehicles Probe che Ford sviluppò tra il 1979 e il 1985. Ciascuno di questi concept esplorò nuove idee nel design e nell'ingegneria automobilistica, con la Probe I che aprì la strada ai suoi successori. Sebbene il veicolo sia ora perduto, la sua eredità vive come simbolo di innovazione e creatività nell'industria automobilistica. Il suo impatto sul mondo del design e il suo posto nella storia rimangono indelebili, testimoniando un periodo in cui le case automobilistiche osavano pensare fuori dagli schemi per affrontare le sfide del futuro.

Ford Probe I by Ghia

Il Rischio della Conservazione

Da appassionati, spesso ci meravigliamo alla vista di auto rare e uniche guidate o esposte in eventi come Pebble Beach. Tuttavia, la tragica distruzione della Ford Probe I Ghia concept evidenzia il delicato equilibrio tra la conservazione della storia e la sua condivisione con il mondo. Mentre potremmo biasimare l'idea di rinchiudere questi tesori in caveau privati, è importante riconoscere i pericoli che derivano dal tirarli fuori da ambienti così strettamente controllati.

La perdita della Probe I è un monito commovente sull'importanza di salvaguardare il nostro patrimonio automobilistico. Sebbene l'auto stessa sia andata perduta, la sua influenza e il suo significato storico continueranno a risuonare tra gli appassionati e i designer, ispirando le future generazioni a perseguire l'innovazione e la bellezza nel mondo dei motori.

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