Ford Puma: Un'Analisi Dettagliata Degli Interni e dell'Esperienza di Guida della Coupé che Ha Fatto Storia

Ford Puma old model exterior

Nata in un periodo, tra la fine degli anni '90 e l'inizio degli anni 2000, in cui la moda del tuning e le coupé erano un fenomeno diffuso, la Ford Puma si è affermata come un'auto iconica. In un'epoca in cui i SUV non avevano ancora conquistato il mercato, la Puma si presentava come una piccola coupé 2 porte e 2+2 posti, erede di una filosofia costruttiva che privilegiava il piacere di guida e il design accattivante. Questa prima incarnazione della Puma, prodotta dal 1997 al 2002 in Germania, era molto diversa dal crossover che Ford ha introdotto in seguito, rappresentando un vero e proprio specchio dei tempi.

L'Abitacolo: Efficacia e Funzionalità con Richiami alla Fiesta Mk4

Gli interni della Ford Puma vecchia presentano una stretta somiglianza con quelli della Fiesta Mk4, un'auto con cui condivide il pianale. Questa scelta progettuale ha permesso di ottimizzare i costi, pur mantenendo un buon livello di efficacia e funzionalità. Nonostante l'utilizzo di soluzioni piuttosto economiche, come le solite plastiche dure e i rivestimenti in stoffa per i sedili e i pannelli, la qualità costruttiva si è dimostrata eccellente, testimoniata dalla perfetta conservazione dei materiali nel corso di oltre 20 anni.

Tra i dettagli che la contraddistinguono dalla Fiesta, spiccano un pomello d'acciaio del cambio, ritenuto "molto carino", e il logo Puma impresso su un portaoggetti posizionato nelle vicinanze. Questi piccoli accorgimenti contribuiscono a conferire un tocco di personalità all'abitacolo, distinguendolo dal modello di derivazione.

Sedili: Comfort e Regolazioni, con Opzioni Personalizzate

I sedili originali della Ford Puma erano progettati per favorire l'ingresso nei sedili posteriori, grazie a delle leve che permettevano di reclinare gli schienali. In particolare, il sedile anteriore lato guida offriva anche un interruttore per regolare elettronicamente l'altezza da terra, un dettaglio non comune per l'epoca in una vettura di questa categoria. Questa funzionalità permetteva di trovare una posizione di guida ottimale, adattandosi alle diverse esigenze del conducente. È interessante notare come alcuni proprietari abbiano scelto di sostituire i sedili originali con soluzioni aftermarket, come i sedili sportivi Simoni Racing SRS/10 Max, più spartani ed essenziali, per migliorare la posizione di guida e l'esperienza sportiva.

Ford Puma old model interior

Sotto il Cofano: Il Cuore Sportivo e le Diverse Motorizzazioni

La Ford Puma è stata resa disponibile con tre motorizzazioni, tutte a benzina, alcune delle quali in comune con modelli Mazda. Tuttavia, il motore 1.7i era esclusivo per la Puma e rappresenta una delle sue caratteristiche distintive. Questo propulsore, realizzato e sviluppato in collaborazione con Yamaha, era interamente in alluminio e dotava la Puma di una curva di coppia estremamente favorevole. Grazie a questa peculiarità, l'auto era in grado di viaggiare a soli 40 km/h in quinta marcia e, allo stesso tempo, di accelerare da 80 a 120 km/h, sempre in quinta, in poco più di 12 secondi, prestazioni paragonabili a quelle di un moderno turbo-diesel.

Il motore 1.700 cc aspirato, un semplice 4 cilindri, erogava 125 cavalli a 6300 giri/min. Le sue caratteristiche dinamiche sono state descritte come un'iniziale "fusa" ai bassi regimi, che si trasforma in un "bel ruggito" sopra i 4mila giri, offrendo un'esperienza di guida coinvolgente e divertente.

Ford Puma engine bay

All'interno della gamma, erano disponibili anche un 1.400 da 90 CV e 125 Nm di coppia, che rappresentava la base della gamma, e, con il restyling del 1999, un 1.600 a 16 valvole da 103 CV e 145 Nm di coppia. Quest'ultima versione si posizionava come un'alternativa intermedia, offrendo un buon equilibrio tra prestazioni e costi di gestione.

Ford Puma 1.7 Century 0-100

Dinamica di Guida: Agilità, Precisione e Qualche Compromesso

La Ford Puma si presentava come un'auto estremamente agile e scattante, favorita da un ottimo rapporto peso/potenza di poco più di 1000 kg per 125 cavalli. La sua guidabilità è stata definita "entusiasmante", grazie anche al peso contenuto. Il telaio, ereditato dalla Fiesta di quarta generazione (1995), già una base dinamica eccellente, è stato ulteriormente affinato. Ford ha infatti condotto un lavoro mirato su sospensioni, molle più rigide, barra antirollio maggiorata e cerchi da 15 pollici con pneumatici 195/50 R15. Questi interventi hanno permesso alla Puma di superare le rivali dirette in termini di piacere di guida.

Il cambio, un normale manuale a 5 marce, si distingueva per essere "piuttosto corto e rapido con innesti precisi", contribuendo a un'esperienza di guida diretta e coinvolgente. Lo sterzo era altrettanto preciso e "piuttosto chirurgico", infondendo fiducia e una sensazione di controllo immediato.

Tuttavia, una nota dolente arrivava dall'impianto frenante, che disponeva di due tamburi posteriori oltre ai dischi anteriori. Sebbene l'impianto misto (freni a disco all'anteriore e a tamburo al posteriore) fosse comune per l'epoca, poteva rappresentare un limite nelle situazioni di guida più impegnative. Le sospensioni seguivano uno schema di tipo MacPherson all'avantreno e retrotreno con ruote interconnesse, una soluzione tecnica che contribuiva all'ottima tenuta di strada.

Prestazioni Misurate

Le prestazioni della Ford Puma sono state rilevate con precisione. Un esemplare con 40 kg in meno rispetto alla versione stock ha registrato un discreto 0-100 km/h in poco meno di 9 secondi, oscillando tra gli 8.4 e 8.7 secondi. La velocità massima dichiarata dalla casa era di 203 km/h, sebbene non sia stata verificata personalmente da tutti i proprietari. La Ford Racing Puma, la versione con le migliori prestazioni, raggiungeva i 100 km/h in 7,9 secondi e una velocità massima di 203 km/h, grazie a una potenza totale di 156 CV e un rapporto potenza/peso di 7,27 kg/CV.

L'auto, nonostante i 187mila km percorsi da alcuni esemplari, dimostra una robustezza e affidabilità notevoli, resistendo a un utilizzo anche "allegro" senza problemi. Questo a dimostrazione della qualità ingegneristica di Ford e della collaborazione con Yamaha per lo sviluppo del motore.

Edizioni Speciali e Versioni da Competizione: La Puma al Limite

La Ford Puma non è stata solo una coupé sportiva per la strada, ma ha dato vita anche a versioni speciali e da competizione che ne hanno esaltato le potenzialità.

Ford Racing Puma: L'Esclusività in Blu Imperiale

Sviluppata dagli stessi specialisti Ford Rally di Boreham, la Ford Racing Puma (FRP) era una versione modificata del motore 1.7i VCT, spinta da 156 CV. Questa edizione speciale si distingueva per un bodykit estetico specifico, freni a disco posteriori e anteriori da competizione Alcon con pinze a 4 pompanti, sedili sportivi Sparco in Alcantara blu e cerchi in lega Speedline da 17". La maggior parte della carrozzeria era in Ford Racing Blue, un colore non più disponibile in Inghilterra per le normali Puma di serie.

Ford Racing Puma exterior

I passaruota in alluminio erano più larghi di ben 100 mm, per ospitare carreggiate aumentate di 70 mm all'anteriore e 90 mm al posteriore. L'impianto frenante anteriore prevedeva dischi da 295 mm con pinze Alcon a quattro pistoncini, mentre al posteriore venivano utilizzati i dischi da 253 mm della Focus Mk1. Nuove anche le sospensioni Eibach/Sachs, che contribuivano a un assetto teso ma confortevole.

Degli originali 500 esemplari previsti, solo 288 vennero venduti ai privati, anche a causa del prezzo elevato di 22.750 sterline nel 1999, equivalenti a circa 65 milioni di lire in Italia (oltre 32.000 euro), un prezzo che la poneva in competizione con auto come la Lotus Elise.

Nonostante la potenza dichiarata, il modo in cui i cavalli venivano erogati cambiava completamente la percezione della guida. Il quattro cilindri 1.7 aspirato, sviluppato con Yamaha, adottava un nuovo collettore di aspirazione, alberi a camme specifici e uno scarico meno restrittivo. La Puma Racing, sebbene non fosse un'auto con un approccio "alla Focus RS" per creare una Ford veloce, si distingueva per il suo comportamento dinamico eccezionale, infondendo una sensazione di unità profonda tra auto e guidatore, paragonabile a una "GT3 in miniatura" o una "Subaru RB5 bonsai".

Tuttavia, le forme muscolose della carrozzeria rappresentavano anche il vero tallone d'Achille della Puma Racing. Assemblata da Tickford, utilizzava archi posteriori in acciaio sostanzialmente incollati sopra i pannelli originali, una soluzione che lasciava spazio all'infiltrazione dell'acqua e alla formazione di ruggine. Era necessario prestare attenzione anche a eventuali crepe nei paraurti in vetroresina, componenti ormai quasi introvabili. Dal punto di vista meccanico, invece, la Puma Racing era molto robusta, con un cambio modificato rispetto a quello standard, facile da riparare o sostituire. Le pinze Alcon anteriori, di derivazione racing, richiedevano una manutenzione accurata ogni 5.000 km circa.

Ford Puma S1600: La Puma da Rally

Gli specialisti Ford Rally di Boreham realizzarono anche una versione della Puma per competere nei rally nella categoria Super 1600. Questa versione da competizione era spinta da una versione speciale del motore in alluminio 1.7i 16 valvole di serie con cilindrata ridotta a 1596 cm³, elaborato per erogare oltre 200 CV a 9000 giri al minuto. Era accoppiata a un cambio sequenziale Hewland a 6 rapporti e un differenziale a slittamento limitato, che garantivano un controllo ottimale della potenza in ogni situazione.

Ford Puma S1600 rally car

L'assetto era curato nei minimi dettagli, con sospensioni MacPherson anteriori e posteriori Ford Racing completamente regolabili, che permettevano di adattare l'auto alle diverse condizioni dei tracciati da rally. L'impianto frenante sfruttava freni a disco Alcon su tutte le ruote, anteriori con dischi autoventilanti da 355 mm di diametro e pinze a quattro pompanti, e posteriori da 260 mm di diametro con pinze a due pompanti, garantendo una frenata potente e modulabile.

Gli interni erano stati spogliati di tutto il superfluo e dotati di un roll-bar omologato, essenziale per la sicurezza nelle competizioni. All'esterno, il paraurti anteriore, quello posteriore e le minigonne vennero sostituiti da altri più leggeri in materiale composito, per ridurre il peso e migliorare l'aerodinamica. Il serbatoio di sicurezza poteva contenere fino a 55 litri di benzina, garantendo l'autonomia necessaria per le lunghe prove speciali.

La Puma nel Contesto del Suo Tempo e la sua Eredità

La Ford Puma è stata lanciata nel 1997, in un'epoca d'oro per le trazioni anteriori, con auto come la Renault Clio RS 172 e la Honda Integra Type R che dominavano il panorama delle hot hatch. Nonostante la forte concorrenza, la Puma si è distinta per il suo telaio eccezionale e la sua guidabilità entusiasmante. Ford Europa, da sempre attenta allo sviluppo del telaio e alla messa a punto di assetto e sterzo, ha fatto un lavoro decisamente superiore rispetto ad altri marchi nel trasformare un'utilitaria come la Fiesta in una coupé sportiva. La Puma era infatti figlia del reparto Progettazione Veicoli Speciali, gli stessi uomini e donne che si occupavano, tra le altre, della Escort RS Cosworth.

Ford Puma old model in urban environment

Il suo arrivo, purtroppo, avvenne in un momento in cui il mercato delle piccole coupé stava già iniziando a declinare, quando la "festa era quasi finita". Nonostante un buon inizio, le vendite calarono presto, e nel 2002 Ford interruppe la produzione, sostituendo la Puma con la StreetKa, un modello innovativo ma privo del carattere sportivo della sua antenata.

Oggi, il nome Puma è tornato, applicato a un piccolo SUV, la nuova generazione, ma la Ford Puma originale rimane un'occasione per gli appassionati, con un telaio bellissimo e prezzi accessibili. Anche con un budget inferiore a 3mila euro, la Puma vecchia è considerata un acquisto valido, con la consapevolezza che la ruggine ha mietuto molte vittime e che molti esemplari sono ormai "restauri ambulanti". Tuttavia, la sua robustezza meccanica e il suo inconfondibile piacere di guida la rendono ancora oggi un oggetto di culto per chi cerca una coupé compatta con un'anima sportiva.

Ford Puma 1.7 Century 0-100

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