Il Futuro del Multijet: Un Ritorno Pragmatico di Stellantis al Diesel Ibrido

Il diesel, in passato considerato un retaggio di un'epoca tramontata, sembra oggi riacquistare prepotentemente spazio nelle strategie di molti costruttori automobilistici. Sebbene i dati di mercato non lo premino nel settore delle auto nuove - passando in Italia da oltre il 55% a un attuale 15%, e scendendo al 7,7% in Europa - il gasolio mantiene un mercato dell'usato estremamente florido. Questo contesto ha portato il gruppo Stellantis a riconsiderare la sua strategia, virando verso un approccio multi-tecnologico che vede il ritorno e lo sviluppo di motorizzazioni diesel, in particolare il celebre Multijet, con importanti innovazioni.

Un'infografica che mostra l'andamento delle vendite di auto diesel nuove in Italia ed Europa negli ultimi dieci anni, evidenziando il calo dal 55% al 15% e al 7.7% rispettivamente.

Stellantis e il "Realismo Strategico": Oltre l'Elettrificazione Totale

La mossa di Stellantis segna un parziale allontanamento dalla strategia inizialmente incentrata sull'elettrificazione di massa, un cambio di rotta dovuto principalmente a un mercato delle auto elettriche che non è decollato come previsto. Sotto la guida di Antonio Filosa, il gruppo ha abbracciato il concetto di "realismo strategico", ponendo le esigenze del cliente al centro dell'offerta commerciale. In un mercato ancora poco propenso all'elettrico, questa filosofia mira a bilanciare innovazione tecnologica, sostenibilità economica e soddisfazione del cliente, offrendo una gamma diversificata di veicoli che si adattano alle specificità geografiche e alle esigenze locali.

Questa revisione del piano strategico "Dare Forward 2030" - che prevedeva una transizione completa verso i veicoli elettrici in Europa - non è solo una risposta alle difficoltà del mercato, ma una scommessa sulla varietà. Stellantis intende offrire agli automobilisti la libertà di scegliere la tecnologia che meglio si adatti alle proprie esigenze ordinarie. Marchi come Chrysler e Alfa Romeo stanno posticipando il lancio di nuovi modelli elettrici per concentrarsi su versioni ibride e sul ritorno di motorizzazioni tradizionali.

Il Ritorno del Diesel: Un Multijet Aggiornato e Ibrido

Il cuore di questa strategia rinnovata è il motore Multijet, che tornerà ad avere un'importanza capitale nei piani di Stellantis. L'Italia, in particolare lo stabilimento di Pratola Serra in Campania, sarà protagonista di questa nuova epopea del propulsore diesel. Questo impianto, in precedenza oggetto di preoccupazioni, vedrà la produzione di una nuova versione del motore, garantendo centinaia di posti di lavoro.

Stellantis sta lavorando a un nuovo motore 1.6 Multijet, destinato a rispondere alle stringenti normative Euro 7. È improbabile che si tratti dell'attuale 1.6 Multijet da 130 CV in uso sulla Tonale. Più verosimilmente, si tratterà di un'evoluzione strettamente derivata dal Multijet, arricchita da un'ibridazione leggera a 48 V e abbinata a un cambio automatico per massimizzare il comfort di guida. Questa spinta propositiva verso il ritorno al gasolio non si limiterà a pochi modelli, ma potrebbe abbracciare diverse vetture del gruppo. Il segmento dei B-SUV, che "tira di più nel Belpaese", vedrà la Jeep Avenger, modello compatto del marchio americano, e la "cugina" Fiat 600 tra i seri candidati a montare questo nuovo motore diesel.

Immagine del motore 1.6 Multijet con l'indicazione di

Parallelamente, si parla anche di un aggiornamento del motore 2.2 Multijet. Questo propulsore, già affermato come soluzione affidabile e versatile in diverse varianti di potenza (da 120 CV a 210 CV) su veicoli come Fiat Ducato, Citroën Jumper, Peugeot Boxer, Jeep Cherokee, Alfa Romeo Stelvio e Giulia, è anch'esso oggetto di importanti evoluzioni. Stellantis sta investendo in tecnologie innovative, come l'elettrificazione e l'utilizzo di nuovi materiali, per adeguarlo alle normative Euro 7. Il 2.2 Multijet è già compatibile con l'HVO (olio vegetale idrotrattato), un biocarburante che permette di ridurre le emissioni di CO2 fino al 90% rispetto al diesel tradizionale. L'elettrificazione di questo motore, abbinandolo a un motore elettrico per creare un sistema ibrido, è una delle possibilità esplorate.

Come FUNZIONA e cos'è una MILD HYBRID?

Il Superamento del BlueHDi Francese

Dietro questo semplice ritorno al diesel si nasconde un cambiamento tecnico ancora più significativo: la graduale scomparsa del motore francese BlueHDi a favore della base italiana Fiat. Dalla creazione del Gruppo Stellantis, la maggior parte dei modelli compatti e familiari si è basata sul 1.5 BlueHDi sviluppato storicamente da PSA, motore che tuttavia è stato oggetto di critiche, in particolare per la sua affidabilità. Ufficialmente, doveva rimanere in produzione fino alla fine del decennio, ma il sostituto è già stato scelto: un'evoluzione degli italiani 1.6L e 2.2L Multijet. Questa architettura, ben nota al gruppo Fiat e rinomata per la sua robustezza, sarà interamente rivista per soddisfare le future norme Euro 7 e diventerà la base diesel comune a tutti i marchi europei del Gruppo.

La Filosofia del Nuovo Diesel Stellantis: Elettrificato e Trasversale

I futuri motori Multijet da 1.6L e 2.2L non saranno più diesel tradizionali. Saranno sistematicamente elettrificati. Il principio è semplice: un piccolo motore elettrico integrato nella trasmissione, in grado di assistere il motore a combustione interna, recuperare l'energia in frenata e consentire persino brevi viaggi in modalità elettrica. Il risultato atteso è un minor consumo di carburante, una riduzione delle emissioni di CO₂ e la conformità alle norme Euro 7.

Secondo le informazioni disponibili, questi nuovi diesel non saranno riservati a pochi modelli specifici. Potrebbero diventare il motore trasversale del Gruppo in Europa. Si parla di un arrivo del diesel a partire dal 2026 su nuovi modelli, forse SUV familiari, tra cui Lancia Gamma e DS7, e grandi berline, prima di una distribuzione molto più ampia. Questo approccio è rafforzato dal fatto che, a parità di consumi, i diesel di ultima generazione hanno livelli emissivi inferiori a quelli dei propulsori a benzina. Inoltre, Stellantis ha omologato tutti i suoi motori ai carburanti avanzati, come i diesel HVO, che nell'intero ciclo di vita arrivano ad abbattere l'anidride carbonica di un valore tra il 70% e il 90%.

Nell'offerta spiccano, innanzitutto, i veicoli commerciali leggeri, che per le loro finalità hanno da sempre il diesel come motorizzazione di riferimento. Tra i modelli che tornano disponibili con i motori diesel ci saranno tutti i multispazio del gruppo, a partire dalla recente Fiat Qubo L e le sorelle Peugeot Rifter, Citroën Berlingo e Opel Combo.

Schema che illustra l'integrazione di un motore elettrico in una trasmissione diesel per formare un sistema mild-hybrid.

Le Voci sul 1.3 Multijet da 130 CV: Realtà o Prototipo?

In merito a un presunto 1.3 Multijet da 130 CV, circolano diverse opinioni. Alcuni ritengono che "non ha senso, già il 90cv pare un pochetto vuoto ai bassi regimi, non oso immaginare il 130…". Altri suggeriscono che "a 130cv ci arriva…….. ma biturbo……..". Effettivamente, è stato provato in versione biturbo doppio stadio con 125 CV e 255 Nm di coppia. Tuttavia, la sua commercializzazione su larga scala come propulsore per vetture stradali rimane un'incognita. La potenza di 130 CV su un 1.3 litri farebbe pensare più a un motore turbo benzina che a un turbodiesel, evidenziando una sfida ingegneristica non indifferente per un diesel.

Queste speculazioni sul 1.3 Multijet ad alta potenza rientrano nel campo dei prototipi e delle maquette che spesso non vedono la luce della produzione in serie. La storia automobilistica è ricca di tali esempi, come l'alternativa per la fanaleria posteriore della Lancia Dedra SW o prototipi come la 147 stile 8c che non sono mai stati realizzati.

Il Contesto del Mercato e le Implicazioni Strategiche

Il contesto attuale aiuta a comprendere questa inversione di tendenza di Stellantis. La crescita dei veicoli elettrici sta rallentando, le flotte aziendali continuano a macinare chilometri e la concorrenza cinese rimane concentrata sui veicoli a emissioni zero. Di conseguenza, il diesel ha ancora un vantaggio economico in alcune applicazioni.

Questa strategia di Stellantis si distingue per la sua adattabilità e pragmatismo in un momento di incertezza per l'industria automobilistica. Il diesel, sebbene non più dominante, continua a rivestire un ruolo importante, soprattutto in un'ottica di riduzione delle emissioni di CO₂, considerando che i diesel di ultima generazione hanno livelli emissivi inferiori a quelli dei propulsori a benzina a parità di consumi. L'utilizzo di biocarburanti come l'HVO rafforza ulteriormente questa posizione, rendendo il diesel un'alternativa valida e sempre più sostenibile.

Mappa dell'Europa che evidenzia le diverse quote di mercato del diesel nei vari paesi, mostrando la variabilità della sua accettazione.

Questa scelta industriale è forte, ma anche simbolica. Dopo diversi anni di dominio dei motori francesi all'interno del gruppo, Stellantis può ora attingere al suo patrimonio tecnico italiano per garantire la transizione energetica, dimostrando che il diesel, specialmente nella sua evoluzione ibrida e compatibile con biocarburanti, ha ancora un ruolo importante da giocare nella mobilità futura.

Come FUNZIONA e cos'è una MILD HYBRID?

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