L'industria automobilistica italiana, con le sue radici profonde e una storia ricca di innovazioni, rappresenta un pilastro fondamentale dell'economia nazionale. Nata all'inizio del '900, l'industria italiana è rinomata per la progettazione e la produzione di utilitarie, auto sportive e supercar, mantenendo un ruolo significativo nel panorama globale del design e della tecnologia automobilistica. Questa panoramica esplora l'evoluzione del settore, le sue sedi principali, le sfide attuali e le proiezioni future, evidenziando come l'Italia continui a essere un attore chiave in un mercato in rapida trasformazione.
Le Origini e il Cuore Nevralgico: Torino
Storicamente, Torino è stata il cuore nevralgico dell’industria automobilistica italiana, la “capitale dell’auto”. All'inizio del '900, 15 delle 20 fabbriche costruttrici di automobili italiane erano concentrate in questa città, che vantava il primato di vetture per numero di abitanti. Tutto ebbe inizio nel 1888, quando Giovanni Battista Ceirano iniziò a costruire biciclette Welleyes. Nell'ottobre del 1898, Ceirano GB & C fu co-fondata con i suoi fratelli Matteo ed Ernesto per costruire l'automobile Welleyes. A causa di sfide finanziarie e di dimensioni aziendali, si rivolsero a un consorzio di nobili e uomini d'affari locali guidati da Giovanni Agnelli. Nel luglio 1899, Fiat SpA acquistò l'impianto, il design e i brevetti, producendo così la prima FIAT, la Fiat 4 HP. Questo evento segnò l'inizio di un'era d'oro per Torino e per l'industria automobilistica italiana.

Nel corso dei decenni, l'industria automobilistica italiana è stata quasi totalmente dominata dal Gruppo Fiat, poi divenuto Fiat Chrysler Automobiles nell'anno 2014. Nel 2001, oltre il 90% dei veicoli erano stati prodotti da Fiat. Tuttavia, il presente di Torino è descritto come una "cartolina vivente di un passato scintillante, e di un futuro incerto". Negli ultimi 12 anni, le fabbriche di vetture hanno registrato un calo di 18.000 posti di lavoro. Per ogni 100 posti persi, 57 sono stati nell’automotive, con 83 nell'indotto e 17 in FCA (fonte: Fiom Torino). L’automotive torinese segna un -30% e FCA ha smesso di fare da traino occupazionale, passando da oltre 32.000 a 27.000 occupati. Questo calo riguarda non solo FCA, ma anche CNH-Iveco e Magneti Marelli, già ceduta. Le auto prodotte, 218.000 nel 2006, sono state appena 21.181 nel 2019, per poi raggiungere quota 37.000 nel 2020, grazie al lancio della Fiat 500 elettrica, prodotta presso lo stabilimento Mirafiori. Questo calo non riguarda tutto il paese ma, come sottolinea Edi Lazzi, segretario di Fiom Torino, "solo Torino o quasi, buco nero e cenerentola del settore", poiché nel resto d’Italia gli indotti sono infatti aumentati.
I Poli Produttivi Attuali: Da Cassino a Pomigliano e la Motor Valley
Mentre Torino affronta le sue sfide, altri stabilimenti e regioni si affermano come nuovi fulcri dell'industria automobilistica italiana. Oggi, lo stabilimento Fiat, ormai Stellantis, di più grande peso si trova a Cassino, nel Lazio. Definito "fulcro del rilancio" dal Segretario Nazionale Fim Cisl responsabile settore automotive Ferdinando Uliano, Cassino ha visto la produzione in calo dal 2017 e una perdita di 900 posti di lavoro. Tuttavia, la recente visita allo stabilimento di Carlos Tavares, neoeletto Ad Stellantis, ha confermato le speranze per il futuro: a Cassino si produrranno le Alfa Romeo Giulia e Stelvio, per cui è già stato lanciato un investimento di oltre un miliardo e mezzo di euro.

Anche lo stabilimento FCA di Melfi, in Basilicata, ha affrontato difficoltà, con uno stop della produzione e i dipendenti in cassa integrazione a causa dell’assenza della componentistica. Le istituzioni, con Francesco Cupparo, Assessore Regionale alle Attività Produttive della Regione Basilicata, sono intervenute, entrando in contatto diretto con Elkan e Tavares per trovare soluzioni.
Il progetto Marchionne prevedeva la chiusura del sito partenopeo, ma la nascita di Stellantis rende più certo il futuro dello stabilimento di Pomigliano. Gli ultimi mesi sono stati positivi, nonostante le difficoltà contingenti. Attualmente, i lavoratori sono 4.481, e nel corso del 2021 si potrebbe raggiungere una saturazione degli impianti e la piena occupazione di Pomigliano. Sono in corso i lavori per il nuovo SUV Alfa Romeo Tonale e gli investimenti sulla struttura nella ex area 147 stanno per essere completati.
Una "new entry" nel settore dell’automotive è Caserta che, pur non specializzandosi nella produzione di vetture, contribuirà a dar vita alle auto elettriche dello Stivale.
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La Motor Valley dell'Emilia-Romagna: un Attrattore per gli Investitori Stranieri
Oggi, è la Motor Valley dell'Emilia-Romagna ad attirare l'attenzione degli investitori stranieri. Oltre 1,24 miliardi di euro sono il frutto dell’accordo tra Faw, il più grande produttore di auto cinese, e la statunitense Silk Ev, specializzata nel design e nell’ingegneria di auto. Le due società hanno firmato una joint venture per la progettazione, ingegnerizzazione e produzione di vetture di alta gamma full electric e plug-in nella Motor Valley. Otto milioni arriveranno invece da Intesa San Paolo, nell’ambito del progetto REI Lab, che creerà una “Test House” in grado di svolgere tutte le prove e le certificazioni di durata, design validation, process validation e conformità dei pacchi e dei moduli delle batterie elettriche per il settore automotive. Questo testimonia un crescente interesse e investimento nella regione, con una chiara direzione verso l'elettromobilità e l'innovazione tecnologica.

L'Evoluzione dell'Industria Automobilistica Italiana nel XX Secolo
L'industria automobilistica in Italia ha rappresentato un settore notevole nel paese, raggiungendo nel 2006 la cifra di 2.131 aziende e impiegando quasi 250.000 persone. Conosciuta per i suoi progetti di utilitarie, auto sportive e supercar, l'Italia ha visto molti marchi, come Lancia e Alfa Romeo, scomparire o essere acquisiti dalla FIAT o da altri produttori stranieri durante la prima e la seconda guerra mondiale, e successivamente nel periodo della crisi economica risalente agli anni '70.

Negli anni '60 e '70, l'Italia restaurò la propria grande industria automobilistica, che si posizionò come terza o quarta in Europa e quinta o sesta nel mondo. Tuttavia, il settore fu colpito da due severe crisi petrolifere (una nel 1973 e l'altra dal 1979), che portarono a riorganizzazioni interne anche molto cruente, sfociate nell'autunno 1980 in un grande sciopero operaio a Torino e la "marcia dei quarantamila" come reazione.
Gli anni '70 e '80 furono un periodo di grandi cambiamenti per l'industria automobilistica in Europa. La trazione posteriore, in particolare sulle auto di famiglia, lasciò gradualmente il posto alla trazione anteriore. La carrozzeria berlina, vista per la prima volta sulla Renault 16 dalla Francia nel 1965, divenne lo stile del corpo automobilistico più popolare sui mezzi più piccoli alla metà degli anni '80. La Fiat entrò nel mercato delle hatchback nel 1971 con la berlina 127, seguita dalla vettura della famiglia Ritmo nel 1978. Alla fine del decennio, anche i marchi più esclusivi Alfa Romeo e Lancia avevano aggiunto berline alle loro gamme.
Il talento dell'industria automobilistica italiana per il design innovativo continuò negli anni '80, con la Fiat Panda (1980), la Fiat Uno (1983) e la berlina famigliare Tipo (1988), entrambe votate come auto europea dell'anno, principalmente in riconoscimento dei loro design aggiornati e pratici. La sostituzione di Uno, la Punto, fu lanciata alla fine del 1993 e ottenne un successo simile al suo predecessore, mentre la Cinquecento ebbe un ruolo importante nell'aumentare le dimensioni del settore delle utilitarie in Europa durante gli anni '90. Negli anni '90, l'industria automobilistica italiana tornò terza in Europa e quinta al mondo con una produzione annua di quasi 2 milioni, toccando un massimo di 2.220.774 nel 1989. L'Italia nel ventunesimo secolo rimane uno dei principali attori del design e della tecnologia delle auto e la Fiat ha ingenti investimenti al di fuori dell'Italia, inclusa la partecipazione al 100% nella casa automobilistica americana Chrysler iniziata nel gennaio del 2014.
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Sfide e Innovazioni nel XXI Secolo: Verso una Mobilità Sostenibile e Digitale
Il settore automobilistico conta a livello internazionale milioni di dipendenti e rientra quindi tra i settori industriali più rilevanti. La principale sfida tecnologica per il settore automobilistico risiede nella richiesta sociale e politico-ambientale per propulsori a ridotte emissioni di CO2. L'industria affronta questa sfida con due approcci: da un lato, si propone di realizzare soluzioni innovative leggere in grado di ridurre il peso dei veicoli e diminuire l’impatto delle emissioni di CO2, con parti di propulsori, trasmissioni, basamenti motore e dischi dei freni tutti elementi sul banco di prova. Il secondo approccio riguarda l’integrazione di nuovi modelli di propulsione, tra cui la mobilità elettrica in primis, con i suoi significativi effetti sull’intera progettazione del sistema di propulsione del veicolo.

In tutte queste sfide e innovazioni tecnologiche, è fondamentale che il settore dell’automotive continui a puntare ai massimi livelli di qualità, sicurezza e precisione. I componenti rilevanti per la sicurezza, come ad esempio parti del sistema di propulsione, trasmissioni, basamenti motore o dischi dei freni, devono poter soddisfare le massime specifiche in termini di precisione. Per la lavorazione di componenti automobilistici sono importanti materiali come la ghisa con grafite sferoidale (EN-JS-1060), la ghisa grigia (EN-GJL-250), l’acciaio da polveri (PM60), l’alluminio del tipo AlSi9Mg o il gruppo P (16MnCr5 e 100Cr6).
Il settore automotive viaggia verso un futuro sempre più digitale e green: grazie alle nuove tecnologie e alle innovazioni nel mondo dell'ICT, le vetture saranno più efficienti e sostenibili. Un cambiamento radicale e necessario, in quanto, oggi, più del 92% delle emissioni di gas serra deriva dal trasporto stradale. Dopo la crisi che ha attraversato durante la pandemia, oggi si registrano ottimi segnali di ripresa, anche in Italia. L’innovazione interessa il settore trasversalmente, richiedendo competenze specialistiche e nuove professionalità.
La Transizione all'Elettrico e le Nuove Tecnologie
L'obiettivo principale dell’industria automobilistica è quello di produrre veicoli leggeri, in grado di limitare al massimo l’impatto sull’ambiente, sfruttando materiali performanti, progetti innovativi e tecnologie avveniristiche. La tutela dell’ambiente è una priorità che nessuna industria può più ignorare. L’elettrico è l’obiettivo verso cui puntare. Le immatricolazioni dei veicoli elettrici sono in crescita, mentre calano quelle delle vetture tradizionali. Nel 2021, le auto a benzina hanno subito una contrazione del 16,3% e quelle a diesel del 27,7%. Ricordiamo inoltre che non si parla solo del trasporto privato, ma anche di quello pubblico: pensiamo alla rete dei bus e al settore turistico. Tuttavia, l'Italia risulta ancora poco sviluppata rispetto alla media UE per quanto riguarda la diffusione delle infrastrutture di ricarica.

Le innovazioni introdotte nell'ottica di una crescente sostenibilità vanno di pari passo con l’integrazione di nuove tecnologie e delle funzionalità offerte dal settore digitale. Il digital automotive è già una realtà, ma le tecnologie che intrecciano le tradizionali pratiche costruttive del settore diventano sempre più sofisticate. L’Internet of Things (IoT) ha portato le vetture ad essere sempre più connesse: le auto ricevono avvisi in tempo reale sul traffico, permettono di pagare in autonomia pedaggi d’accesso e parcheggi, così come di riprodurre le proprie playlist di Spotify. Ma non solo. Sarà però l’intelligenza artificiale (AI) a segnare una svolta epocale, portando con ogni probabilità alla produzione di veicoli senza conducente. Considerando che il 90 per cento degli incidenti è causato da fattori umani, la tecnologia potrebbe, in questo campo, rappresentare un’innovazione davvero rivoluzionaria. Le automobili del futuro saranno dotate di un numero maggiore di sensori, che faciliteranno la guida e il processo di automazione, rendendo le vetture molto più sicure. La telediagnostica consentirà di informare per tempo il conducente sulla necessità di sostituire componenti importanti della vettura e di risolvere guasti e problemi in tempo reale.

Impatto sull'Occupazione e Nuove Professionalità
Inevitabilmente, le nuove figure professionali che saranno richieste dal settore automotive nei prossimi anni ruotano prevalentemente attorno al mondo del digitale e dell’IT. Secondo MotorK, potrebbero aprirsi fino a 10mila nuovi ruoli entro circa cinque anni. Dalla ricerca Randstad dedicata all’analisi delle nuove professioni per una rivoluzione della mobilità emergono ben 135 nuove figure, molte delle quali legate al settore IT. La realtà virtuale consente di risparmiare tempo in diverse fasi: sviluppo tecnico, pianificazione, assemblaggi, logistica.
Il passaggio ad un sistema produttivo digitale e sostenibile non sarà immediato né facile. Occorre l’intervento di un professionista capace di trasmettere la necessità di una transizione verso un nuovo sistema non solo a livello tecnico, ma anche culturale. Nelle aziende di tutto il mondo, la maggior parte dei percorsi di trasformazione digitale fallisce. La prima figura che dovrà guidare l’innovazione e il cambiamento nell’ambito del business e dell’organizzazione aziendale è il digital manager. Anche le aziende automobilistiche non possono più fare a meno di una comunicazione integrata, in grado di utilizzare i social network in modo strategico. Nel settore automotive, il CRM è diventato determinante. Una figura che affianca il consulente commerciale nella presentazione delle caratteristiche tecniche della vettura, lavorando sempre di più tramite i canali digitali, coinvolgendo i clienti e proponendo loro esperienze innovative.
La Filiera dell'Automotive e il Contesto Economico
Il settore automobilistico in Italia rappresenta una delle prime voci sia a livello di import che di export. Si inserisce in un contesto manifatturiero più ampio, generando un significativo indotto. La filiera dell’automotive comprende tutte le attività che vengono coinvolte in modo più o meno diretto nella produzione di autoveicoli. Il settore contribuisce al 5.6% del PIL a prezzi correnti e al 7.5% del valore aggiunto manifatturiero. La nostra industria dipende fortemente dall'export, dato che il 65% della produzione è destinato all’estero. L'Italia detiene una posizione di rilievo nel panorama mondiale, pur affrontando la concorrenza di paesi come Germania, Francia e Cina, che costituiscono interessanti sbocchi da monitorare. Nonostante l'export, il deficit commerciale è notevole (10.2 miliardi di euro nel 2017), con i principali paesi importatori di veicoli dall'Italia che sono Francia, Spagna e Gran Bretagna. È fondamentale per l'industria italiana monitorare attentamente questi mercati e affrontare le sfide in arrivo nei prossimi anni.

Le dinamiche del mercato stanno subendo cambiamenti significativi, con una maggiore attenzione all'evoluzione delle esigenze dei consumatori e all'incorporazione di tecnologie di connettività e intelligenza artificiale nei veicoli. Una delle trasformazioni più evidenti è il passaggio verso la mobilità verde, guidato principalmente dall’adozione di veicoli elettrici, poiché sempre più consumatori riconoscono i vantaggi dell’automotive elettrico sia per l'ambiente che per i loro portafogli. Questi cambiamenti stanno portando a una "mobility boost", trasformando gradualmente le città in "15 minutes city", dove i servizi di mobilità accessibili e sostenibili sono a portata di mano per tutti i cittadini. Inoltre, l'industria automotive sta abbracciando nuovi modelli di business, come il ride-sharing e il car-sharing, per adattarsi alle nuove esigenze dei consumatori. Il futuro della mobilità è quindi elettrico, sostenibile e fortemente incentrato sul miglioramento dell’esperienza di viaggio per tutti.
L'Importanza della Produzione di Componenti e l'Automazione
La produzione di celle per batterie svolge un ruolo decisivo nello sviluppo di moderne soluzioni di accumulo di energia, in particolare per i veicoli elettrici. Alla luce della crescente domanda di batterie efficienti ed ecologiche, questo mercato offre un potenziale enorme. Nel settore, l'importanza della Safety nell'Automotive è cruciale, con attuatori e servoazionamenti di precisione che garantiscono il rispetto delle regole.
L'innovazione si manifesta anche nelle pratiche di produzione. Ad esempio, la pratica "Soluzioni di assemblaggio ottimizzate OTS Assembly" porta efficienza, qualità e personalizzazione nei diversi settori integrando la tecnologia Festo. Analogamente, "End of Arm Tooling (EOAT)" migliora l'OEE (Overall Equipment Effectiveness), garantendo massima efficienza, elevata qualità e massima flessibilità, sfide fondamentali dell'industria automobilistica. L'EOAT è appositamente adattato ai requisiti dei moderni impianti di produzione nell'assemblaggio di carrozzerie e nell'officina presse, svolgendo un ruolo fondamentale. La collaborazione tra EL-SY e Festo nel settore automotive continua e si rafforza, sviluppando "Linee di assemblaggio industriali flessibili".

Esempi concreti di innovazione e automazione includono:
- Produzione venti volte maggiore: L'azienda croata di cosmetici per auto Alfa Car ha automatizzato l'intero ciclo di produzione in un nuovo stabilimento, con Festo che ha fornito una soluzione completa per oltre 200 valvole di processo e la gestione del progetto.
- Produzione in corsia di sorpasso: La linea di produzione di carrozzerie Scania a Oskarshamn, in Svezia, è uno degli stabilimenti di produzione di veicoli più moderni al mondo, con un grado di automazione del 95% e la massima personalizzazione. I prodotti di automazione Festo sono una solida base per questo modello di Industria 4.0.
- LED it be: Vescon, produttore austriaco di impianti, ha sviluppato soluzioni per la produzione di moderni fari a LED per auto in Slovacchia, con un focus su manipolazione efficiente, elaborazione corretta delle fasi di produzione critiche e tracciabilità continua.
- Velocità nel test della batteria: Nel Regno Unito, il progetto pilota AMPLiFII di WMG pone le basi per una nuova generazione di batterie per attuatori, combinando l'innovativa tecnica dell'automazione di Horizon Instruments con la soluzione Pick and Place Festo.
- Convergenza assoluta: Le macchine di AuE Kassel GmbH regolano la convergenza in modo completamente automatico in meno di 60 secondi, garantendo precisione e velocità grazie ai componenti Festo.
- Dritti al punto: Una macchina di nuova concezione della IPTE Factory Automation salda le piastre a circuito stampato direttamente nel corpo contenitore in plastica, rapidamente e in sicurezza. Il sistema di manipolazione pronto per il montaggio di Festo raggiunge un tempo di ciclo inferiore ai tre secondi anche con una massa movimentata di oltre 60 kg.
- Punto a punto: Una soluzione specifica per i clienti usata da Volvo in Svezia, con tecnica degli attuatori elettrici e telecamere Festo collegate alla piattaforma di automazione CPX, dimostra come la saldatura a punti stia diventando più rapida e sicura, aumentando la sicurezza per le parti in lamiera della carrozzeria e per gli operatori.
- Distensione per i fari delle auto: I sistemi termici moderni, come quello di CeraCon GmbH, trasportano i componenti su più livelli attraverso tunnel di calore. In un nuovo impianto, i sistemi di sicurezza e di assi di Festo ottimizzano la distensione a temperatura mite dei fari delle automobili.
Questi esempi evidenziano la crescente integrazione di automazione e intelligenza artificiale nei processi produttivi, che è essenziale per affrontare le sfide di un mercato globale in continua evoluzione e per mantenere elevati standard di qualità e efficienza.
Automotive, presidio dei lavoratori Trasnova. Bloccato lo stabilimento di Pomigliano
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