I Generali al Comando del 2° FOD: Una Storia di Leadership e Impegno nell'Esercito Italiano

Il 2° Comando delle Forze di Difesa (FOD) ha rappresentato un pilastro fondamentale nell'organizzazione dell'Esercito Italiano, assumendo il ruolo di comando territoriale-operativo e svolgendo funzioni cruciali per la difesa del territorio dell'Italia meridionale e delle isole maggiori. La sua storia è intessuta di leadership autorevole e di figure di spicco che hanno saputo guidare con dedizione e professionalità migliaia di uomini e donne, assicurando la sicurezza nazionale e contribuendo alle operazioni internazionali di mantenimento della pace.

Mappa dell'Italia meridionale con le aree di competenza del 2° FOD

Origini e Struttura del 2° FOD

Il 2° Comando delle Forze di Difesa è stato istituito a Napoli il 1° gennaio 1998, a seguito della riforma dell'Esercito Italiano del 1997. Questa riforma gli ha conferito un duplice compito: agire come comando demoltiplicatore del COMFOTER (Comando delle Forze Operative Terrestri) e come comando territoriale-operativo. Inizialmente con sede a Napoli, il comando è stato successivamente trasferito il 28 aprile 1998 presso la Caserma Cavalleri a San Giorgio a Cremano (Napoli), una struttura che in passato aveva ospitato la Scuola delle Trasmissioni e il 45° Reggimento Trasmissioni.

Al vertice del 2° FOD, retto da un Generale di Corpo d'Armata, erano poste cinque brigate di differente tipologia, riconosciute tra le più antiche e gloriose dell'Esercito Italiano. Queste unità erano inserite nelle forze di reazione rapida della NATO, testimoniando l'importanza strategica del comando. Nello specifico, erano inquadrate:

  • La Brigata Bersaglieri “Garibaldi”, dislocata in Campania e Calabria.
  • La Brigata “Granatieri di Sardegna” nel Lazio.
  • La Brigata “Aosta” in Sicilia.
  • La Brigata “Pinerolo” in Puglia.
  • La Brigata “Sassari” in Sardegna.

Oltre a queste, il 2° Comando delle Forze di Difesa includeva anche il Comando Divisione "Acqui", un'unità proiettabile per le esigenze del corpo d'armata di reazione rapida sia in ambito NATO che per la Difesa Europea. La presenza di queste brigate e della Divisione "Acqui" sottolineava la vasta portata e la complessità delle responsabilità del 2° FOD.

I circa 20.000 uomini e donne inquadrati nelle unità del Comando 2° FOD costituivano una parte importante della componente operativa dell'Esercito Italiano. Essi erano incaricati non solo di assolvere i compiti istituzionali per la Forza Armata sul territorio nazionale - che includevano la difesa della Patria, la sicurezza e l'incolumità dei cittadini, il soccorso alle popolazioni in caso di pubbliche calamità, il concorso alle forze dell'ordine per l'ordine pubblico, le bonifiche da ordigni esplosivi e le demolizioni di costruzioni abusive - ma anche di fornire un contributo significativo in tutti i teatri operativi internazionali. Su mandato delle Nazioni Unite, della NATO e dell'Unione Europea, questi contingenti militari internazionali si impegnavano per il ristabilimento e il mantenimento della pace, dimostrando la versatilità e l'efficacia del personale del 2° FOD.

ESERCITO: DOPO 18 ANNI CHIUDE IL 2° COMANDO FORZE DI DIFESA (3)

Domenico Villani: Un Percorso verso l'Alto Comando

Uno dei generali che ha lasciato un'impronta significativa al comando del 2° FOD è il Generale di Corpo d’Armata Domenico Villani. Nato a Campobasso il 7 settembre 1948, il Generale Villani ha trascorso gran parte della sua vita militare al Sud, un'esperienza che ha caratterizzato la sua carriera. Allievo dell’Accademia Militare di Modena quaranta anni prima, nel 1967, il Generale Villani è stato successivamente nominato Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, ovvero il numero due delle gerarchie militari. Questo prestigioso incarico, assunto a Roma il 4 settembre, è stato il giusto riconoscimento per una carriera splendida e ricca di soddisfazioni.

Prima di assumere l'incarico di Sottocapo di Stato Maggiore, il Generale Villani ha ricoperto l'alto incarico di Comandante del II° F.O.D. Questo passaggio di consegne è avvenuto in una solenne cerimonia nella Caserma “A. Cavalleri”, alla presenza del Generale di Corpo d’Armata Bruno Iob, Comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER), e delle massime autorità civili, religiose e militari della Campania. La cerimonia ha visto lo schieramento della fanfara della Brigata bersaglieri “Garibaldi” di Caserta, della bandiera di Guerra del 8° reggimento bersaglieri di Via Laviano a Caserta e di un reggimento di formazione su due battaglioni, in rappresentanza delle unità inquadrate nel 2° Comando delle Forze di Difesa, dislocate in tutta l’Italia centro meridionale, Sicilia e Sardegna. A suggellare l'importanza dell'evento, hanno sfilato anche i medaglieri, i labari delle associazioni combattentistiche e d'arma, e i gonfaloni delle città di San Giorgio a Cremano, Napoli e della Regione Campania.

Con i suoi cinquantotto anni, il Generale Villani ha dimostrato che la sua carriera era ancora in piena ascesa, potendo legittimamente aspirare a incarichi ancora più elevati come Capo di Stato Maggiore dell'Esercito o della Difesa. La sua nomina a Sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito ha rappresentato non solo un traguardo personale, ma anche un simbolo del riconoscimento delle capacità e della dedizione di ufficiali che hanno servito con eccellenza nelle forze operative del Paese.

Carlo Gibellino: Un Profilo di Leadership e Formazione

Il Generale di Corpo d’Armata Carlo Gibellino, nato ad Alba (CN) il 18 marzo 1949, è un'altra figura di spicco che ha ricoperto il ruolo di Comandante del II° F.O.D. La sua carriera, iniziata quarant'anni prima nel 1968 come allievo dell’Accademia Militare di Modena, è stata caratterizzata da un percorso esemplare che lo ha portato a ricoprire incarichi di grande responsabilità.

Prima di assumere il comando del 2° FOD, il Generale Gibellino proveniva dallo Stato Maggiore dell’Esercito a Roma, dove aveva svolto l'incarico di Capo Dipartimento Impiego del Personale dell’Esercito. Il suo curriculum evidenzia una notevole esperienza maturata nei settori della formazione e dell'impiego del personale dell'Esercito. Le sue capacità nell'analisi delle capacità individuali e dei "gruppi organizzati", così come nella valutazione del potenziale delle risorse umane da impiegare, sono state costanti in tutti gli incarichi ricoperti nel corso della sua carriera.

Il Generale Gibellino ha lasciato l'incarico di Comandante del II° F.O.D. per subentrare a Roma nel prestigioso ruolo di Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, in pratica il numero due delle gerarchie militari, lo stesso incarico precedentemente ricoperto dal Generale Villani. Questo trasferimento di responsabilità è avvenuto il martedì 30 settembre, con una cerimonia presso la Caserma “Cavalleri” a San Giorgio a Cremano. Anche per il Generale Gibellino, all'età di cinquantanove anni, questo nuovo incarico ha rappresentato un giusto riconoscimento per una carriera splendida e ancora in evoluzione, con la possibilità di aspirare a incarichi di Capo di Stato Maggiore dell'Esercito o della Difesa.

Durante il suo comando al 2° FOD, il Generale Gibellino ha avuto sotto la sua giurisdizione le forze operative dell'Esercito Italiano dell'Italia Centro-Meridionale e Insulari, incluse le cinque brigate storiche e la Divisione "Acqui" con le sue proiezioni NATO e Difesa Europea. La sua esperienza e la sua attenzione alla professionalità dei soldati hanno contribuito a mantenere elevati gli standard operativi delle unità dipendenti.

Organigramma delle brigate sotto il 2° FOD

Francesco Tarricone: Dall'Accademia Militare al 2° FOD

Dopo il Generale Gibellino, il comando del II° F.O.D. è stato assunto dal Generale di Corpo d’Armata Francesco Tarricone. Nato nel 1951 a Corato (Ba), il Generale Tarricone ha alle spalle una significativa esperienza, avendo comandato per tre anni la prestigiosa Accademia Militare di Modena, considerata la fucina dei comandanti del futuro.

Proveniente dall’Artiglieria Contraerei, il Generale Tarricone ha percorso tutte le gerarchie militari, accumulando significative esperienze di Stato Maggiore e di Scuola di Guerra, tra cui un periodo presso la scuola americana a Carlisle (Pennsylvania). Ha anche ricoperto il ruolo di comandante del Distretto militare di Roma e vice comandante della Brigata Meccanizzata “Centauro”. Laureato in Scienze Strategiche e con una profonda conoscenza della lingua inglese, il Generale Tarricone è stato nominato Generale di Corpo d'Armata a gennaio del 2008.

La sua assunzione del comando del 2° FOD ha portato con sé una ricchezza di esperienze formative e operative, essenziali per la gestione delle complesse responsabilità del comando. La sua provenienza dall'Accademia Militare di Modena ha assicurato una continuità nella formazione e nello sviluppo delle future generazioni di ufficiali, un aspetto cruciale per la vitalità dell'Esercito.

Stemma dell'Accademia Militare di Modena

Vincenzo Lops: Un Bersagliere Premiato al Comando

Un altro generale che ha guidato il 2° FOD è il Generale di Corpo d’Armata Vincenzo Lops, nato a Corato (BA) il 22 agosto 1952. La sua carriera è stata in massima parte nel glorioso Corpo dei Bersaglieri. È stato allievo dei corsi regolari dell’Accademia Militare di Modena e della Scuola di Applicazione d’Arma di Torino, conseguendo la laurea in “Scienze Strategiche” presso l’Università di Torino.

Il Generale Lops è stato una figura molto conosciuta e stimata, specialmente a Caserta, dove ha ricoperto per molti anni la carica di vice comandante della Brigata Bersaglieri “Garibaldi” e, nel 2003, ne è diventato il Comandante. La sua vasta esperienza operativa include impieghi all'estero con forze di Pace in Libano (1982-1983), con il Contingente "IFOR" in Bosnia-Erzegovina (1996), nell'Operazione "Alba" in Albania (1997), con il Contingente "KFOR" in Kosovo (2001) e con il Contingente "ITALFOR IRAQ" nell'Operazione "Antica Babilonia" (2003). Ha partecipato anche all'Operazione International Security Assistant Force (ISAF) in Afghanistan (2007). Inoltre, ha preso parte alle operazioni di soccorso alle popolazioni del Friuli colpite dal sisma del 1976 e per le zone terremotate della Campania e Basilicata nel 1980. Dal 3 aprile 2009 al 2 dicembre 2010, è stato Comandante dei Supporti delle Forze Operative Terrestri.

Il Generale Lops è stato insignito della onorificenza di Commendatore al Merito della Repubblica, un riconoscimento attribuito con decreto del Presidente della Repubblica del 2 giugno 2013. La cerimonia di consegna si è svolta nel salone di rappresentanza della Prefettura di Caserta, dove il Prefetto di Caserta, dr.ssa Carmela Pagano, ha evidenziato il valore morale e simbolico di tale riconoscimento, quale segno di stima delle Istituzioni verso coloro che hanno contribuito con il proprio impegno al bene dell’intera collettività. L'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, istituito con la Legge 3 marzo 1951 n. 178, è il primo tra gli Ordini nazionali e premia le benemerenze acquisite verso la Nazione in diversi campi, incluse le lunghe e segnalate carriere civili e militari.

Dopo circa quattro anni, il Generale Lops ha ceduto il posto di comandante del 2° FOD al Generale Carmine De Pascale. Durante il suo comando, il Generale Lops ha condotto numerose attività innovative relative all'addestramento dei circa 20mila soldati delle unità dipendenti schierate nel Centro-Sud Italia, esprimendo un "bilancio estremamente positivo" e un orgoglio per gli uomini e le donne che vestono l'uniforme dell'esercito.

Carmine De Pascale: Efficienza e Operatività al Centro-Sud

Il Generale di Corpo d'Armata Carmine De Pascale ha assunto il comando del 2° FOD subentrando al Generale Vincenzo Lops. Prima di questo incarico, il Generale De Pascale ha comandato il comando logistico Sud di Napoli. La cerimonia di passaggio di consegne si è svolta nella caserma "Cavalleri" a San Giorgio a Cremano.

Il Generale De Pascale ha espresso il suo proposito di "mantenere i livelli di efficienza e operatività di tutte le unità" a lui affidate e, se possibile, di "migliorare l'operatività per il bene dell'Italia". Ha inoltre sottolineato l'importanza di continuare a essere "vigili ed efficienti" nelle operazioni come "Strade sicure" e "Terra dei Fuochi", credendo che questo sia "utile per ripristinare l'ordine e la legalità laddove c'è bisogno in terra campana".

La sua leadership si è concentrata sul consolidamento e l'ottimizzazione delle capacità operative delle forze dislocate nel Centro-Sud Italia, un'area di fondamentale importanza strategica per il Paese. L'attenzione alla preparazione e all'addestramento delle truppe è stata una priorità, come sottolineato dal Generale di Corpo d'Armata Roberto Bernardini, Comandante delle Forze Terrestri, il quale ha rimarcato che "il compito di comandante della formazione è estremamente importante" e che il Generale Lops, con la sua esperienza, avrebbe dato "un'impronta significativa e funzionale all'impiego di questi uomini nell'ambito delle forze operative che sono l'essenza e l'unico motivo di esistenza del nostro esercito". Questo passaggio di consegne ha rappresentato una continuità nell'impegno per la sicurezza e la difesa del territorio nazionale.

Soldati italiani durante un'operazione di sicurezza

Luigi Francesco De Leverano: Un Comandante con Visione e Innovazione

Un altro generale che ha avuto un ruolo di comando nel 2° FOD è il Generale Luigi Francesco De Leverano. Nato a Lecce il 25 maggio 1958, il Generale De Leverano ha intrapreso un percorso di studi e carriera che lo ha portato a ricoprire posizioni di rilievo. Dopo aver frequentato l'Accademia Militare di Modena e la Scuola di Applicazione di Torino, ha ottenuto la nomina a Tenente. Successivamente, ha approfondito la sua formazione con un Master in Studi Europei, ampliando le sue prospettive e conoscenze in un contesto internazionale.

Tra le sue significative esperienze, spicca il comando del Reggimento trasmissioni Leonessa a Civitavecchia negli anni 1996-1997. Questo incarico ha preceduto un periodo di comando che lo ha visto impegnato nella gestione delle forze operative del 2° FOD.

Il Generale De Leverano ha posto particolare attenzione a diversi aspetti cruciali per l'Esercito Italiano. Ha seguito da vicino il processo di trasformazione dalla coscrizione alla ferma volontaria, un cambiamento epocale che ha richiesto un'attenta riorganizzazione delle risorse umane e delle strategie di reclutamento. La sua visione si è concentrata anche sull'addestramento delle donne-soldato, un'area in crescente sviluppo nell'Esercito, contribuendo all'integrazione e alla valorizzazione del ruolo femminile nelle forze armate.

Inoltre, il Generale De Leverano ha dedicato grande impegno alla crescita della professionalità dei suoi soldati, promuovendo programmi di formazione avanzata e garantendo che le unità sotto il suo comando fossero sempre all'avanguardia in termini di preparazione e competenza. Questa attenzione alla professionalità ha contribuito a elevare gli standard delle forze operative e a garantire risposte efficaci alle esigenze del territorio.

Durante la sua permanenza in Sardegna, in concomitanza con un incontro con il Generale Arturo Nitti e una visita alla Brigata "Sassari" nella Caserma "Mereu" a Macomer, il Generale De Leverano ha avuto modo di interagire con le truppe e firmare l'Albo d'Onore del Reggimento. Ha avuto anche incontri con il Comandante della base aerea di Decimomannu, il Comandante del Centro Logistico e con il Colonnello che ha ricevuto la Medaglia al Valore dell'Esercito. Queste interazioni hanno sottolineato il suo impegno a comprendere le realtà locali e a supportare le esigenze delle unità sul campo, inclusa la gloriosa Brigata "Sassari", una componente sin dalla costituzione del 2° FOD.

Un altro aspetto importante del suo comando è stata l'attenzione posta dal Generale De Leverano alle risposte efficaci alle esigenze delle città e del territorio, dimostrando un approccio olistico alla sicurezza e alla difesa che considerava non solo gli aspetti militari, ma anche le interazioni con la società civile e le necessità delle comunità locali. La sua leadership ha dunque combinato esperienza operativa, visione strategica e sensibilità sociale, rendendolo una figura di riferimento nel contesto del 2° FOD.

Il 2° FOD e le sue Brigate: Un Ruolo Strategico per l'Italia

Le cinque brigate inquadrate nel 2° Comando delle Forze di Difesa rappresentavano il cuore pulsante delle operazioni nel Centro-Sud e nelle isole. Ognuna di esse aveva un'identità e una storia proprie, contribuendo in modo significativo alla capacità operativa dell'Esercito Italiano.

Brigata Bersaglieri “Garibaldi”

Conosciuta per la sua rapidità e la sua tradizione storica, la Brigata Bersaglieri “Garibaldi” aveva la sua sede principale in Campania e Calabria. Questa brigata ha partecipato a numerose operazioni, sia sul territorio nazionale che internazionale, distinguendosi per la sua prontezza e l'efficacia delle sue azioni. Il Generale Vincenzo Lops, come abbiamo visto, ha avuto un legame profondo con questa brigata, avendone ricoperto il ruolo di vice comandante e poi di comandante.

Brigata “Granatieri di Sardegna”

Una delle più antiche e prestigiose unità dell'Esercito Italiano, la Brigata “Granatieri di Sardegna” era di stanza nel Lazio. I Granatieri sono noti per la loro eleganza, la loro disciplina e la loro storia di servizio, partecipando a parate ufficiali e operazioni militari con la stessa dedizione.

Brigata “Aosta”

Dislocata in Sicilia, la Brigata “Aosta” svolgeva un ruolo cruciale per la difesa dell'isola e per le operazioni nel Mediterraneo. La sua presenza in una regione strategicamente importante come la Sicilia ha sempre garantito una pronta risposta a eventuali minacce o emergenze.

Brigata “Pinerolo”

Con sede in Puglia, la Brigata “Pinerolo” ha contribuito alla sicurezza del fianco orientale dell'Italia e ha partecipato a esercitazioni e missioni sia a livello nazionale che internazionale. La sua posizione geografica le conferiva un'importanza particolare nel quadro delle strategie di difesa.

Brigata “Sassari”

La Brigata “Sassari”, dislocata in Sardegna, è un simbolo di orgoglio per l'isola e per l'Esercito Italiano. Con una storia gloriosa e un forte legame con il territorio, i "Dimonios" (Diavoli, come sono affettuosamente chiamati) della Sassari hanno sempre dimostrato coraggio e determinazione in ogni missione. La visita del Generale De Leverano a questa brigata, nella Caserma "Mereu" di Macomer, ha ribadito l'importanza di questa unità.

Queste brigate, insieme al Comando Divisione "Acqui", formavano un complesso sistema di difesa e proiezione di forze, capace di operare in scenari diversificati e di rispondere alle esigenze di sicurezza del Paese e della comunità internazionale. La loro efficienza e la loro operatività sono state costantemente curate dai generali che si sono succeduti al comando del 2° FOD, garantendo la professionalità e la preparazione dei soldati.

ESERCITO: DOPO 18 ANNI CHIUDE IL 2° COMANDO FORZE DI DIFESA (3)

Il Ruolo del 2° FOD nelle Operazioni di Soccorso e di Sicurezza Interna

Oltre alle missioni internazionali e alla difesa territoriale, il 2° FOD e le sue unità hanno avuto un ruolo fondamentale nelle operazioni di soccorso alle popolazioni colpite da calamità naturali e nel supporto alle forze dell'ordine per la sicurezza interna.

Il Generale Vincenzo Lops, ad esempio, ha partecipato attivamente alle operazioni di soccorso per il terremoto del Friuli nel 1976 e per le zone terremotate della Campania e Basilicata nel 1980. Questi interventi hanno dimostrato la capacità dell'Esercito di mobilitarsi rapidamente e di fornire un aiuto concreto in situazioni di emergenza, salvando vite e contribuendo alla ricostruzione.

Nel contesto della sicurezza interna, le unità del 2° FOD hanno fornito supporto alle forze dell'ordine in diverse operazioni, come "Strade sicure" e "Terra dei Fuochi". Queste missioni sono state cruciali per ripristinare l'ordine e la legalità in aree critiche, come sottolineato dal Generale Carmine De Pascale. Il contributo dell'Esercito in queste operazioni ha permesso di bonificare aree da ordigni esplosivi, di contrastare attività illecite e di garantire un maggiore controllo del territorio, rafforzando la percezione di sicurezza tra i cittadini.

Il 2° Comando delle Forze di Difesa, pur essendo stato un demoltiplicatore del Comando delle Forze Operative Terrestri, ha operato con una propria autonomia e una chiara visione strategica, diventando un attore insostituibile nel panorama della difesa italiana. La storia dei generali che lo hanno comandato è la storia di un impegno costante per la sicurezza, la professionalità e la dedizione al servizio del Paese.

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