Glandularia Hybrida: Proprietà Medicinali e Utilizzi

La natura offre un vasto repertorio di piante con potenziali benefici per la salute e il benessere. Tra queste, diverse specie vegetali sono state storicamente impiegate per le loro presunte proprietà medicinali. Sebbene la Glandularia hybrida sia principalmente nota per il suo valore ornamentale e spesso confusa con la verbena, è importante distinguere tra le diverse specie e approfondire le conoscenze sulle piante officinali più studiate e riconosciute per i loro utilizzi terapeutici, come la Verbena officinalis e la Calendula officinalis.

Glandularia hybrida in fiore

La Verbena: Varietà e Impieghi Tradizionali

La verbena comprende diverse varietà, molte delle quali coltivate a scopo ornamentale. La Verbena officinalis, tuttavia, è la specie che trova impiego in erboristeria per le sue proprietà. I fiori di verbena, piccoli e di colore viola chiaro o rosato, si schiudono a partire da luglio e per tutta l’estate, disposti in sottili spighe allungate.

Preparazioni a Base di Verbena

La tisana di verbena si prepara con un cucchiaio di foglie e fiori essiccati e tritati per ogni tazza di acqua da 250 millilitri. Un’altra preparazione tradizionale è il vino medicamentoso, che si ottiene macerando la radice della pianta per ventiquattro ore in vino rosso.

TISANA ZENZERO e limone. DETOX e antinfluenzale | Polvere di Riso

La Calendula: Un Rimedio Naturale Versatile

La Calendula officinalis, nota anche semplicemente come calendula, è una pianta erbacea annuale o perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae. È riconosciuta da secoli per i suoi molteplici usi officinali e ornamentali, rivelandosi un rimedio naturale versatile e delicato.

Riconoscere la Calendula

Per prima cosa, si notano i suoi fiori, riuniti in capolini, che variano dal giallo all’arancione intenso. La calendula si trova facilmente nei campi, nei prati assolati e nei giardini, dalla primavera all’autunno, periodo in cui avviene la sua fioritura.

Fiori di calendula di colore giallo e arancione

Proprietà e Attività Terapeutiche della Calendula

La calendula è una delle piante officinali più preziose, con straordinarie proprietà. È un antinfiammatorio naturale, soprattutto per uso esterno. Possiede un'attività antiinfiammatoria, antibatterica, antivirale e immunostimolante, e favorisce la guarigione delle ferite con attività cicatrizzante. Grazie a queste proprietà, è ideale per pelli irritate e sensibili, poiché riduce rossori, calma le irritazioni e favorisce la guarigione di piccoli tagli ed escoriazioni.

Da alcuni studi condotti, la calendula ha dimostrato di possedere ulteriori attività terapeutiche, tra cui proprietà coleretiche e antispasmodiche a livello del tubo digerente, antivirali, antibatteriche e perfino ipolipidemizzanti. Nonostante i risultati ottenuti, le suddette applicazioni interne di questa pianta non sono state ufficialmente approvate e non esistono dati che ne consentano l'impiego per uso orale, se non per ciò che concerne gli estratti ottenuti dai fiori, per il loro contenuto in beta-carotene.

Usi della Calendula nella Cosmesi e nella Medicina Tradizionale

L’uso esterno della calendula è probabilmente il più conosciuto e diffuso. L’estratto di calendula è spesso impiegato in creme idratanti, sieri doposole, saponi naturali e shampoo per cute sensibile. Le pomate di calendula sono adoperate anche per trattare l’insufficienza venosa degli arti inferiori e altri disturbi che dipendono da una cattiva circolazione sanguigna; ad esempio, è possibile utilizzare la calendula per le emorroidi esterne.

Quando utilizzata internamente nella medicina tradizionale, la calendula è impiegata per il trattamento di ulcere gastrointestinali, costipazione, dismenorrea e per contrastare le infestazioni da vermi intestinali. Tuttavia, è importante notare che le applicazioni della calendula per il trattamento dei suddetti disturbi non sono né approvate, né supportate dalle opportune verifiche sperimentali, oppure non le hanno superate.

Per regolare le mestruazioni, si assume ad esempio alla dose di 30-40 gocce da una a tre volte al giorno disciolte in acqua da una settimana prima del ciclo e fino al termine delle mestruazioni. La calendula è una pianta molto utile da utilizzare soprattutto quando si hanno problemi dermatologici o a carico delle mucose.

Prodotti cosmetici a base di calendula

Coltivare la Calendula a Casa

La coltivazione della calendula è abbastanza semplice perché si tratta di una pianta rustica, che si adatta a diversi ambienti e terreni e che non richiede particolari cure. Per chi sta pensando di coltivare la calendula a casa, ecco alcune semplici pratiche di cura per ottenere una calendula colorata e ricca di benefici:

  • Scelta del terreno: È importante scegliere terreni ben drenati, fertili e leggermente sabbiosi.
  • Posizione e clima: La calendula ama il caldo estivo, ma tollera anche la mezz’ombra.
  • Semina o trapianto: Si può seminare direttamente in piena terra o in vaso tra marzo e maggio, quando le temperature superano i 15°C. I semi vanno interrati a circa 1 cm di profondità e distanziati di 20-30 cm.
  • Irrigazione: È fondamentale annaffiare le piante regolarmente, evitando ristagni d’acqua.

La calendula è una pianta sicura e priva di tossicità, ma quando si utilizzano preparazioni a base di calendula, le dosi di prodotto da assumere possono variare in funzione della quantità di sostanze attive contenuta.

TISANA ZENZERO e limone. DETOX e antinfluenzale | Polvere di Riso

Approfondimenti Etimologici e Storici di Nomi Botanici

Molti nomi botanici nascondono storie affascinanti, spesso legate a personaggi che hanno contribuito alla conoscenza delle piante. Ad esempio, il genere Vachellia (Fabaceae) è dedicato al sacerdote britannico George Harvey Vachell (1799-1839), cappellano a Macao, che nel tempo libero raccolse una collezione di piante e la trasmise al prof. J.S.

Il genere Vahl (Vahliaceae) è dedicato al botanico danese-norvegese Martin Henrichsen Vahl (1749-1804), allievo di Linneo, che viaggiò ed erborizzò intensamente in gioventù nella penisola iberica, nelle Alpi, nelle isole mediterranee e in Nord Africa. Come curatore di Flora danica, esplorò la flora danese e norvegese.

Il nome comune "valeriana" (Valeriana officinalis, Caprifoliaceae) ha un'etimologia discussa. Un'ipotesi accreditata la fa risalire alla provincia dioclezianea Pannonia Valeria, nell’Ungheria occidentale, dove la pianta sarebbe stata abbondante. Altri lo connettono al verbo latino valere, che significa "essere in buona salute", per le sue virtù officinali (più probabilmente un caso di paretimologia a posteriori); altri a diversi personaggi di nome Valerius o Valerianus; altri lo fanno derivare da una parola tedesca.

Il genere Vallisneria (Hydrocharitaceae) fu dedicato da Linneo al medico, naturalista e botanico italiano Antonio Vallisneri (o Vallisnieri, 1661-1730), allievo di Malpighi, che insegnò medicina a Padova per un ventennio.

Il genere Valletia (Poaceae), sebbene sia un nomen rejicendum creato da Adanson senza spiegazioni nel protologo, potrebbe essere un omaggio al pittore, incisore e ricamatore francese Pierre Vallet (ca. 1575 - 1657), specializzato in modelli da ricamo di soggetto floreale, che divenne il primo pittore botanico della corte francese e illustrò florilegi importanti.

Il genere Vandellia (Linderniaceae) è dedicato al naturalista e botanico italiano Domenico Agostino Vandelli (1735-1816), laureatosi a Padova, che si fece conoscere con uno studio sulle acque termali di Abano che gli valse l’apprezzamento di Linneo. Invitato in Portogallo dal marchese di Pombal, fondò l’orto botanico di Ajuda, il primo del paese.

Il genere Van Houttea (Gesneriaceae) è dedicato al botanico e orticultore belga Louis Benoît Van Houtte (1810-1876). Inizialmente impiegato al ministero delle finanze, nel 1832 fondò il mensile l’Horticulteur belge e aprì un negozio di sementi. La morte della moglie lo spinse ad andare in Brasile come cacciatore d’orchidee, con risultati così importanti che al suo ritorno fu nominato direttore dell’orto botanico di Bruxelles. Nel 1839 fondò nei pressi di Gand un vivaio che divenne uno dei più importanti d’Europa.

Infine, numerose specie sono state dedicate a figure di spicco locali o internazionali. Ad esempio, specie come Drosanthemum e Gladiolus sono state nominate in onore del raccoglitore sudafricano N.J.S. Van der Merwe, mentre altre, come Aloë ed Euphorbia, in onore del medico sudafricano Frederick Ziervogel van der Merwe (1894-1968), ispettore sanitario delle scuole di Traansvaal e Natal, botanico dilettante specialista dei generi Aloe e Scilla che raccolse piante in Sud Africa e Mozambico.

La biodiversità vegetale e la storia della botanica offrono un quadro complesso e ricco di interconnessioni, dove ogni nome e ogni specie contribuiscono a una comprensione più profonda del mondo naturale e del suo utilizzo da parte dell'uomo.

tags: #glandularia #hybrida #proprieta #medicinali