Volkswagen Golf GTI 1a Serie: Storia, Caratteristiche e Leggenda di un'Icona

La Volkswagen Golf GTI 1a Serie, un'auto che ha segnato un'epoca, rappresenta un capitolo fondamentale nella storia dell'automobilismo. Nata quasi per caso, in totale clandestinità, è diventata una delle vetture più importanti, iconiche e affascinanti di sempre. La sua storia è un intreccio di persone, intuizioni e sfide che vanno ben oltre la semplice meccanica, raccontando la genesi di un mito che continua a influenzare il panorama automobilistico.

Volkswagen Golf GTI Mk1 rossa: visuale di 3/4 anteriore

Le Radici della Rivoluzione: Una Volkswagen in Crisi e la Nascita Clandestina della Sportiva

All'inizio degli anni Settanta, Volkswagen stava attraversando un periodo piuttosto delicato e la più grave crisi della sua storia. Alcuni modelli sbagliati e la crisi della sua consociata NSU l'avevano ridotta quasi sul lastrico. Le vendite del suo iconico Maggiolino erano in crollo verticale, complice anche la crisi del petrolio di quegli anni. Il Maggiolino GSR, acronimo di Gelb Schwarzer Renner, che si può tradurre più o meno in “corridore giallo e nero”, era la versione “sportiva” della Beetle dell’epoca, uscita nel 1973 in 3.500 esemplari, ma aveva deluso le aspettative con soli 50 CV sotto il cofano e un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 18,3 secondi. La sua campagna promozionale, concepita come un invito a fare i “ganassa” nel bel mezzo della crisi petrolifera mondiale, fu accolta malissimo, generando contestazioni, lamentele e persino un’interrogazione parlamentare nella Bundestag. La stampa arrivò a definirlo “inutilmente potente” e “un’auto per chi ha tendenze suicide”.

Quando tutto sembrava perduto, i vertici decisero di giocare l'ultima carta per tentare una ripresa: rimpiazzare il mito del primo dopoguerra, la Volkswagen Maggiolino, con un nuovo modello che ne cambiava totalmente le linee e la filosofia costruttiva, ispirandosi alla Fiat 128. L'auto italiana venne attentamente studiata a Wolfsburg e si decise di riprendere da essa l'impostazione tecnica di base, con motore anteriore trasversale raffreddato ad acqua e trazione anteriore. Il giovane designer italiano Giorgetto Giugiaro fu incaricato dello stile, disegnando una carrozzeria semplice e fresca a due volumi con portellone posteriore, una formula allora diffusa soprattutto in Francia.

In questo clima di rinnovamento e ripresa, l'idea di una Golf sportiva, che potesse invadere la corsia di sinistra delle Autobahn, non era nata per caso. Due dipendenti di Volkswagen dell’epoca, Anton Konrad, il responsabile dell'ufficio stampa, e Alfons Löwenberg, un ingegnere entrato a Wolfsburg dopo aver lavorato alla Rally-Kadett per Opel, entrambi grandi appassionati di corse, iniziarono a collaborare al progetto fuori dall’orario d’ufficio e nei weekend. L'idea era semplice, anche se azzardata: costruire in segreto un prototipo pronto per la produzione, da mostrare ai capi “chiavi in mano”. La base di partenza era una Golf con un motore tirato al limite, ribassata a sfiorare il terreno, uno scarico largo come un braccio e una frizione racing, ma questa configurazione non avrebbe mai potuto funzionare per un'auto di serie. Da qui, la decisione di attingere il più possibile dalla componentistica realizzata per il modello di grande produzione. Rimaneva però il problema principale: bilanciare l’esigenza di una macchina da tirare al massimo nei week-end, ma da poter usare con tranquillità nel tragitto casa-ufficio durante la settimana.

Il Dream Team e la Nascita del Nome "GTI"

Per realizzare questa visione ambiziosa, il gruppo si allargò, dando vita a un vero e proprio dream team che è riuscito, un pezzo alla volta, a concretizzare quella che appariva un’idea impossibile. Oltre a Konrad e Löwenberg, si unirono Hermann Hablitzel, responsabile del progetto della Golf di serie, che conosceva l’auto dentro e fuori e riuscì a intrufolare alcuni pezzi della Sport Golf nella catena di produzione e nei processi di test di Volkswagen; Herbert Schuster, un esperto di sospensioni; Gunter Kühl, dell’ufficio stampa Volkswagen, che si occupava di cercare eventi sportivi a cui poter far partecipare la Sport Golf; Jürgen Adler, amico personale di Konrad, che lavorava allo sviluppo degli interni e si occupò delle modifiche alla scocca per migliorarne la rigidità; e Horst-Dieter Schwittlinsky dal marketing, che inserì alcune domande a trabocchetto nei questionari post-vendita riservati ai clienti VW, per capire se ci potesse essere un mercato per la Sport Golf. Da ultimo, anche se non coinvolto direttamente nel gruppo operativo, c’era Franz Hauk, che ha sviluppato il motore EA 827 (quello della Audi 80 GTE, poi utilizzato per equipaggiare la prima Sport Golf).

Le tre lettere più famose e amate delle automobili di Wolfsburg sono nate dall’intuizione di Schwittlinsky. La sigla, molto più sexy del nome inizialmente concepito per il progetto, era GTI, che sta per “Grand Tourer Injection”, ossia auto sportiva con motore a iniezione. Semplice. Efficace.

UNA GOLF A TRAZIONE POSTERIORE E 650 CV? GTI W12 e TUTTE LE GTI DELLA STORIA

Il Debutto e il Successo Inatteso

Una volta deciso il nome definitivo, il gruppo presenta l’auto in versione praticamente definitiva alla dirigenza Volkswagen all’inizio del 1975. Il 28 maggio dello stesso anno arriva il via libera alla produzione. All’epoca, la convinzione generale era che non sarebbero state prodotte più di 5.000 Golf GTI. Questa previsione si sarebbe rivelata clamorosamente smentita dai fatti.

Il debutto della prima Golf GTI avviene un anno dopo dal lancio della Golf, al Salone di Francoforte del settembre del 1975, praticamente tre mesi dopo il via libera dei capi di Wolfsburg. Il poco tempo a disposizione costrinse gli ingegneri di Wolfsburg a prendere qualche scorciatoia: come ha ammesso lo stesso Konrad in un’intervista di qualche anno fa, la GTI presentata in fiera aveva sì un motore sotto il cofano, ma con ogni probabilità non era attaccato a niente, solo “appoggiato”. L’arrivo sul mercato è stato solo l’anno successivo, con il motore EA 827 della Audi 80 GTE, rinominato semplicemente EG, da 110 CV abbinato al cambio a 4 marce, che consentiva di sparare gli 810 chilogrammi della Golf GTI fino a 183 km/h accelerando da 0 a 100 in 9,2 secondi. Quanto bastava per rendere la vita un po’ meno facile alle Porsche sulle Autobahn.

Il nuovissimo modello non solo riscosse un successo senza precedenti, ma creò una nuova nicchia di mercato: quella delle compatte sportive. Dalle 5.000 unità iniziali della prima generazione Golf GTI si tocca infine quota 461.690 esemplari, edizione coronata in chiusura dal modello speciale Golf GTI detta Pirelli GTI.

Interni della Golf GTI Mk1 con sedili tartan e pomello del cambio a pallina da golf

Design e Dettagli Iconici della Golf GTI Mk1 (1976-1983)

Il genio del design di Giorgetto Giugiaro per la Golf di serie fu impreziosito da dettagli distintivi per la versione GTI, rendendola immediatamente riconoscibile e desiderabile.

L'Estetica che Conquista

Senza qualche importante modifica estetica al disegno semplice ma inconfondibile di Giugiaro, nessuno avrebbe lasciato spazio a una Golf che arrivava sparata in corsia di sorpasso sull’Autobahn. Tra le idee che hanno avuto il via libera ci furono i codolini in plastica per i parafanghi e il piccolo spoiler anteriore, neri come neri erano i paraurti, le strisce adesive sulle fiancate (poi declinate anche in argento), i profili dei vetri e la caratteristica cornice del lunotto. Un elemento iconico fu la storica cornice rossa attorno alla griglia anteriore, che avrebbe caratterizzato tutti - o quasi - i modelli GTI usciti in seguito. Questi accorgimenti, assieme ai quattro abbaglianti, diedero alla GTI un aspetto aggressivo ma raffinato, che la distingueva nettamente dalla Golf standard.

Interni Distintivi: Il Tartan e la Pallina da Golf

L’ultima persona a entrare nel team di Konrad e Löwenberg fu Gunhild Liljequist, impegnata nel reparto design di Volkswagen dal 1962, nonché l’unica donna di quel reparto. A lei venne affidato l’incarico di trovare idee per caratterizzare gli interni della Golf GTI, così da distinguerla da quella di serie. È stato durante uno dei suoi viaggi a Londra, nella Carnaby Street che era stata il centro nevralgico della Swinging London, che Liljequist si è imbattuta nel particolare disegno di una stoffa scozzese. La designer aveva già utilizzato una fantasia simile per alcuni camper Westfalia, e per Golf GTI decise di utilizzare nuovamente quel motivo, ma con una combinazione di colori più vivace e di maggior impatto, creando il caratteristico tessuto scozzese con motivo tartan.

Altro elemento distintivo, e decisamente geniale, fu il pomello del cambio a forma di pallina da golf. Questa fu un’idea totalmente spontanea, nata durante una sessione di brainstorming. Questi dettagli, insieme ai sedili e al volante sportivi, impreziosirono l'abitacolo di quella che, a tutti gli effetti, era considerata un'utilitaria, trasformandola in un vero "must have". La brochure della Volkswagen Golf GTI Mk1, consumata dallo sguardo degli appassionati, dedicava ampio spazio a questi particolari, che contribuivano a creare un'atmosfera di esclusività e sportività.

Caratteristiche Tecniche e Prestazioni della Prima Serie

La prima Golf GTI (Mk I, 1976-1983) montava un brillante quattro cilindri di 1.6 litri (alesaggio x corsa 79,5 x 80 mm) con distribuzione monoalbero in testa e due valvole per cilindro. La potenza dichiarata era di 110 CV a 6.100 giri/min. Inizialmente abbinato a un cambio a 4 marce, questo motore consentiva agli 810 chilogrammi della vettura di raggiungere i 183 km/h e di accelerare da 0 a 100 in 9,2 secondi.

Nel corso della sua produzione, la Golf GTI Mk1 subì diversi aggiornamenti:

  • Agosto 1978: i paraurti super slim in metallo vennero sostituiti da paraurti in plastica nera.
  • Agosto 1979: il cambio divenne a cinque marce, con la quinta in presa diretta, in modo da avere una quarta più corta e migliorare la ripresa, a differenza del cambio 4+E (con quinta surmoltiplicata per risparmiare carburante) montato sui motori 1.500 e 1.6 Diesel.
  • Agosto 1980: tutte le Golf subirono un restyling importante: le luci in coda divennero più grandi, la plancia fu interamente nuova e più moderna, con tre strumenti sulla consolle centrale per le GTI, e il bel volante a tre razze in alluminio fu sostituito da un più "borghese" quattro razze con altrettanti pulsantoni tondi per il clacson.
  • 1981: il tartan lasciò il posto a strisce longitudinali e la crisi energetica del '79 portò in dote tra gli strumenti un indicatore del consumo istantaneo, corredato da una luce che consigliava quando cambiare marcia.
  • 1982: arrivò l'aggiornamento più significativo, con la sostituzione del motore 1.6 con un 1.800 da 112 cavalli, con una erogazione di coppia più adatta all'uso quotidiano. L'incremento di potenza fu marginale, ma il focus era sul miglioramento dell'erogazione. Nello stesso anno, le GTI e le cabriolet GLI adottarono un nuovo computer di bordo.

Scheda tecnica della Golf GTI Mk1 (esempio)

Il rapporto peso/potenza di 7,36 kg per cavallo la rendeva una vera "supercar" dell'epoca. Non c'era storia contro vetture più blasonate, e il suo successo, come ricorda un appassionato, era evidente in "drag race" al semaforo contro auto come l'Alfa 75.

La Magia della Sigla GTI e il Suo Impatto Culturale

La sigla GTI - Gran Turismo Iniezione - divenne sinonimo di un nuovo modo di intendere l’automobile: una vettura compatta, sportiva, performante ma utilizzabile quotidianamente. Era il lasciapassare per ogni situazione e per ogni età, per l’acchiappone come per l’ostentatore, per l’appassionato come per il feticista dei motori.

I concessionari Volkswagen trattavano tutti come l’ultimo dei pezzenti, tanto, per avere una Golf, dalla GL millecento alla GTI, la coda era chilometrica. Il riferimento per tutti, anche per chi aveva la GL e ci piazzava i quattro fari, era la Golf GTI. Era un popolo a sé, con i quattro abbaglianti odiati da chi pensava di metter su casa sulla corsia di sorpasso. Le Golf GTI andavano letteralmente a ruba e l’unica protezione in quegli anni sembrava la chiavetta elettronica sulla plancia dell’antifurto MED: un must have del must have.

Questo fenomeno di successo fu frutto di un'operazione riuscitissima, che contribuì a rafforzare l’immagine di tutta la gamma e a fare della Golf uno dei simboli dell’automobilismo moderno. La Golf GTI non era solo un'auto, ma un vero e proprio status symbol, bramata da tutti e in grado di trasformare un'utilitaria in un oggetto del desiderio.

Le Altre Versioni della Golf 1a Serie

Oltre alla leggendaria GTI, la Golf 1a serie, commercializzata in Francia a settembre del 1974, offriva diverse configurazioni che contribuirono al suo successo globale.

Motori e Allestimenti Iniziali

Al debutto, nella primavera del 1974, la nuova vettura era ordinabile con due carrozzerie (3 e 5 porte), due motori e due allestimenti (base e L). I motori disponibili erano un 1100 cm³ da 50 CV con 140 km/h di punta e un 1500 cm³ da 70 CV con 158 km/h di punta. I prezzi erano abbastanza elevati, nonostante le prime Golf avessero una dotazione piuttosto essenziale: ad esempio, la pompa lavavetro era a pedale, meccanica, e i freni erano a tamburo per il modello 1100 base; tergilunotto, termometro acqua, spia del freno a mano, ventola a 2 velocità erano previsti solo come optional o di serie per alcuni modelli. La dotazione era però integrabile con una vasta gamma di accessori a richiesta che consentivano di realizzare una Golf su misura. La stampa lodò l'estetica, la tenuta di strada e le finiture, anche se le prestazioni erano nella media. L'auto comunque incontrò il gusto del pubblico. In Italia, l'auto arrivò solo nel settembre 1974 e le preferenze andarono nella maggior parte dei casi alla versione 1100 L con carrozzeria a 3 o a 5 porte.

Nel frattempo, nel 1975, il 1500 lasciò il posto a un 1600 (1600 cm³ - 75 CV - 160 Km/h). Nel 1976, ai saloni di Parigi e Torino, venne presentata la gamma 1977: debuttarono l'allestimento GL (che in Italia sostituì le versioni L, mentre altrove si aggiunse alle versioni esistenti) e un nuovo motore diesel (1500 cm³ - 50 CV - 140 km/h).

Aggiornamenti e Varianti di Carrozzeria

Nell'autunno del 1980, la Golf fu sottoposta a un altro restyling: esteriormente cambiarono i fari, che divennero più grandi, ma solo nelle berline, mentre interiormente l'abitacolo fu interamente nuovo (cambiarono infatti sedili, plancia e pannelli porta). Il motore diesel passò a 1600 cm³ con 54 CV di potenza che portavano la vettura a una punta massima di 143 km/h. I modelli 1100 e diesel furono poi disponibili nella versione Formel E, con accorgimenti aerodinamici, rapporti della trasmissione e regolazioni del motore finalizzati alla riduzione dei consumi (questa versione non fu tuttavia importata in Italia). Nel 1981 debuttarono nuovi allestimenti, denominati C, CL (non importato in Italia) e GL, e un arricchimento delle dotazioni di serie. Inoltre, debuttò a richiesta il cambio a 5 marce sulle diesel, venne importata in Italia la versione Formel E per la 1100 e nel 1982 esordì la Golf pickup, denominata Caddy.

Volkswagen Caddy (Golf pickup) Mk1

La Golf GTD: La Sorella Diesel della GTI

Sempre nel 1982, al Salone di Ginevra, debuttò la Golf GTD, simile alla GTI ma equipaggiata con un turbodiesel di 1600 cm³, con 70 CV, che consentiva alla vettura di raggiungere i 155 km/h e di eguagliare in prestazioni una media a benzina. Le vendite iniziarono poco prima dell'estate e questa versione fu molto apprezzata dal pubblico. Le mancava soltanto il bordino rosso per essere una vera rivale della GTI, ma andava fortissimo e consumava pochissimo.

La Golf Cabriolet: Eleganza a Cielo Aperto

I primi studi per una Golf aperta risalivano all'entrata in produzione della Golf normale: la progettazione avvenne in collaborazione con la Karmann, storico partner della casa per la produzione di auto scoperte. Nel 1976 venne presentato il primo prototipo, ma le norme di sicurezza imposero l'aggiunta del rollbar e di una coda e del cofano del bagagliaio ridisegnati. La Golf Cabriolet, presentata al Salone dell'automobile di Ginevra del 1979, era dotata di una capote di ottima qualità, a cinque strati e con lunotto in vetro con resistenze termiche. A livello di meccanica non vi era molta differenza dalle versioni berlina, tranne un leggero calo di prestazioni dovuto all'aumento di peso (circa 130 kg). Questa versione inizialmente era disponibile con motori 1100, 1500 e 1600 a iniezione nel solo allestimento GL (denominato GLI per la 1600), che tuttavia era più ricco del GL della berlina. Con il restyling del 1980 arrivò la nuova plancia, ma non i nuovi fari posteriori perché incompatibili con la forma del baule. Vennero poi introdotti dei sedili posteriori ribaltabili e una capote leggermente meno ingombrante in versione aperta. La gamma delle cabriolet seguì quella della berlina fino al 1983. Nel 1984 i motori 1100 e 1500 vennero sostituiti da un 1300 (55 CV - 135 km/h) e da un 1600 (75 CV - 154 km/h); per alcuni mercati venne poi introdotto un 1800 a carburatore con 90 CV. Nel 1985 debuttarono due motori catalizzati, non importati in Italia: un 1600 da 70 CV e un 1800 a iniezione con 95 CV. Nel 1986 uscì di produzione la 1300, mentre l'anno seguente l'auto fu sottoposta a un leggero restyling: debuttarono nuovi paraurti più avvolgenti e in colore della carrozzeria e nuovi allestimenti: rimase il GL per la 1600, a cui si aggiunse il Quartett (disponibile inizialmente per la sola 1800). Alla fine del 1990 la gamma venne completamente rivista: gli allestimenti erano Youngline (basico e riservato alla 1600), Sportline (1600 e 1800) e Classicline (con capote elettrica e interni in pelle e riservato alla 1800). La Golf Cabriolet continuò la sua produzione fino al 1993, superando la fine della produzione della berlina di prima serie.

Volkswagen Golf Cabriolet Mk1

L'Evoluzione della Golf GTI attraverso le Generazioni

La storia della Golf GTI è una continua evoluzione, un percorso che ha visto la compatta sportiva di Volkswagen adattarsi ai tempi, senza mai tradire la sua essenza.

Golf GTI Mk II (1984 - 1991): La Stondatura del Quadrato

Dal 1984, la seconda Golf GTI riprende senza soluzione di continuità la filosofia della compatta sportiva. Da squadrata, la Golf si ammorbidisce con la seconda serie del 1983, si allunga di 17 centimetri e si allarga di 5,5. La Golf GTI Mk 2 unisce il carisma della prima serie a un’abitabilità possibile anche in cinque, un bagagliaio capace e un maggiore equilibrio nel suo telaio, superando i successi di vendita della prima serie. Il mitico bordino rosso della Golf GTI si estende anche ai paraurti e al profilo gommato sulle portiere, che sostituisce le strisce adesive. Per la prima volta anche la Golf GTI è disponibile in due versioni di carrozzeria, a tre e cinque porte.

Già nell’ottavo anno della storia della GTI i tipici emblemi della vettura sportiva sono diventati un riferimento: estensioni dei passaruota neri, spoiler anteriore nero, lunotto con cornice nera, padiglione nero e cornice rossa nella griglia del radiatore. Abbinamento perfetto: le vernici GTI Mars Red e, quindi, Tornado Red. La nuova GTI da 112 cavalli è potente dalla prima all’ultima versione. Chi a partire dal 1985 sceglie una versione con uno dei primi catalizzatori, rinuncia a cinque cavalli. Ma già nel 1986 Volkswagen si spinge oltre in termini di potenza GTI con un’innovazione tecnica: un nuovo motore da 16 V. Nella versione senza catalizzatore G, il motore a quattro valvole sviluppa 139 cavalli per una velocità massima di 208 km/h. E dal 1987 la Golf GTI da 16 V con catalizzatore G stessa, in questo caso da 129 cavalli, arriva a 200 km/h. Per la prima volta in opzione è disponibile l’ABS. Nel 1990, grazie a una turbina scroll la potenza della Golf GTI G60 passa a 160 cavalli e la velocità massima a 216 km/h. Nel novembre 1990 la GTI supera il milione di esemplari prodotti, diventando la sportiva compatta di maggior successo al mondo.

Golf GTI Mk III (1991 - 1997): Discrezione Estetica e Nuovi Motori

La Golf III GTI presentata nel 1991 punta su una maggiore discrezione estetica. Solo i rivestimenti neri dei passaruota e del longherone sottoporta, gli spoiler neri, i cerchi in lega Le Mans o Monte Carlo e uno scarico a doppio tubo la rendono riconoscibile come GTI. Il telaio sportivo abbassa leggermente la carrozzeria. I fari sono una reinterpretazione dei fari doppi della prima e della seconda Golf GTI. Questa volta, tuttavia, tutte le funzioni d’illuminazione si trovano in un unico corpo del faro, uno dei numerosi accorgimenti aerodinamici che rendono la terza GTI più efficiente e più veloce. Tra essi vi è anche lo spoiler del tetto, che riduce gli spostamenti d’aria nella parte posteriore.

In termini di potenza, la Golf III GTI parte da 115 cavalli, con il suo quattro cilindri a due valvole da 2,0 litri che spinge nuovamente l’asse anteriore. Grazie all’aerodinamica perfezionata, la velocità massima arriva a 196 km/h. Nel 1993 debutta la nuova Golf GTI 16 V da 150 cavalli. Velocità massima: 215 km/h. In soli 8,7 secondi passa da 0 a 100 km/h e quindi con la stessa rapidità della precedente Golf II GTI G60 che vantava 10 cavalli di potenza in più. Nel 1996 un motore turbodiesel da 110 cavalli arricchisce la gamma GTI. Sempre nel 1996 viene lanciata sul mercato anche la Golf 20 Years of GTI, il primo modello celebrativo della storia della GTI.

Golf GTI Mk IV (1998 - 2003): Salto di Qualità e Tecnologia

La Golf IV ancora oggi è considerata una delle più riuscite a livello estetico, facendo al tempo un salto in avanti in ambito tecnico e nella qualità della carrozzeria e degli interni. Due le versioni: un turbo benzina da 1,8 litri da 150 cavalli e un cinque cilindri da 2,3 litri e anch’esso da 150 cavalli. Con entrambi i motori la Golf IV GTI raggiunge una velocità di 218 km/h. Nel 2000 la potenza del motore V5 sale a 170 CV e con essa la velocità massima passa a 224 km/h. Inoltre, è di nuovo disponibile un motore turbodiesel che sviluppa dapprima 110 cavalli, poi 115, 130 e 150 cavalli. Nel 2001, arriva il turbo benzina da 180 cavalli nel modello speciale 25 Years of GTI, con produzione limitata a 3.000 esemplari. Una tradizione addirittura enfatizzata da elementi che richiamavano la prima GTI, come il profilo rosso attorno alla calandra anteriore e il rivestimento dei sedili a quadri.

Golf GTI Mk V (2004 - 2008): Il Ritorno alla Sportività Pura

Nel settembre 2004 Volkswagen presenta la quinta Golf GTI al Salone dell’Auto di Parigi, che riorienta l’idea GTI verso una sportività decisamente maggiore. Caratteristica: un look affinato con calandra incisiva nel nuovo look a nido d’ape nero con cornice GTI rossa, spoiler anteriore nero, sottoporta anch’essi neri, uno spoiler del tetto nel colore del veicolo, terminali di scarico doppi cromati, nuovi sedili sportivi, assetto dedicato e un nuovo motore turbo da 200 cavalli. Il motore ha una spinta degna di nota: il quattro cilindri da 2,0 litri accelera la GTI con cambio manuale a 100 km/h in 7,2 secondi; con il cambio a doppia frizione (Dsg) in soli 6,9 secondi. La GTI raggiunge la sua velocità massima a ben 235 km/h.

Nel 2006, per il trentesimo compleanno, Volkswagen lancia sul mercato la Golf GTI Edition 30 da 230 cavalli. I 230 cavalli hanno una spiegazione immediata: per ogni anno di GTI è previsto un cavallo in più rispetto alla versione da 200 cavalli. Lo spoiler anteriore, la minigonna posteriore e i sottoporta sono verniciati nello stesso colore del veicolo, mentre il gruppo ottico posteriore è oscurato. Gli eccezionali sedili sportivi parzialmente in pelle con fasce centrali nel classico motivo a quadri Interlagos impreziosiscono gli interni. L’allestimento prevede anche il pomello della leva del cambio o il pomello Dsg in versione palla da Golf. La GTI fin qui più veloce raggiunge i 245 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in soli 6,8 secondi.

Golf GTI Mk VI (2009 - 2012): Dinamica e Precisione

Nel 2009 debutta la sesta Golf GTI. Con la nuova generazione segue una GTI più veloce da 240 km/h, che con il suo motore turbo da 210 cavalli passa da 0 a 100 km/h in 6,9 secondi. Una GTI che offre una dinamica udibile grazie a un generatore di suono e un impianto gas di scarico di nuova concezione (un terminale gas di scarico a sinistra e uno a destra). Per la prima volta nella nuova GTI viene inoltre impiegato di serie il blocco elettronico del differenziale Xds. Grazie all’Xds, il comportamento di marcia diventa notevolmente più preciso e neutro. Nel 2011 segue la Edition 35, la GTI più potente di sempre con 235 cavalli. Per la prima volta nel 2012 la Golf GTI viene proposta anche in versione cabriolet, che accelerava da 0-100 km/h in 7,3 secondi e raggiungeva i 237 km/h (235 km/h con il cambio DSG).

Golf GTI Mk VII (2013 - 2020): Elettrificazione e Record

Nel 2013 Volkswagen lancia sul mercato la settima Golf GTI subito in due varianti: la versione da 220 cavalli e la GTI Performance da 230 cavalli. Su questa base, all’inizio del 2016 segue la Golf GTI Clubsport da 265 CV e, con il boost elettrico, temporaneamente persino da 290 cavalli: un modello speciale per il quarantesimo anniversario della Golf GTI. È anche la prima Golf GTI ad abbattere il limite dei sei secondi con 5,9 secondi e a raggiungere una velocità (limitata) di 250 km/h. Entrambi i valori sono applicabili sia alla versione con cambio manuale sia alla versione con cambio a doppia frizione automatico. Nello stesso anno la nuova Golf GTI Clubsport S con i suoi 310 cavalli oltrepassa i confini degli sport motoristici: in primavera al volante della Clubsport S da 265 km/h il pilota Volkswagen Benjamin Leuchter sul Nordschleife del Nürburgring batte il record dei veicoli a trazione anteriore con 07:49:21 minuti. Nel 2017 anche la Golf GTI “normale” e la Golf GTI Performance ottengono più potenza: la nuova versione normale ha ora 230 cavalli e la nuova Golf GTI Performance 245 cavalli. Nel 2019 arriva la Golf GTI Tcr da 290 cavalli, un omaggio ai mezzi da 350 cavalli che hanno ottenuto tanti successi nel campionato Tcr internazionale.

Golf GTI Mk VIII (2020 - ): L'Era Digitale e la Perfezione Dinamica

Nel 2020 debutta l’ottava Golf GTI. Il suo motore turbo da 2,0 litri sviluppa una potenza di 245 cavalli e una coppia massima di 370 Nm. Per la prima volta nella Golf GTI da 250 km/h, sempre con cambio a doppia frizione a 7 marce, viene impiegato un Vehicle Dynamics Manager di nuova concezione. Il sistema coordina il blocco elettronico del differenziale perfezionato per l’Xds+ oltre a dinamica trasversale della regolazione degli ammortizzatori Dcc opzionale e del blocco del differenziale dell’asse anteriore. Le caratteristiche della dinamica di marcia così affinate assicurano un’esperienza di guida completamente nuova e pura. Per il quarantacinquesimo compleanno della GTI, nel 2021 viene lanciata sul mercato la Clubsport 45 da 300 cavalli. Nel 2024 Volkswagen perfeziona la Golf GTI con un aggiornamento di hardware e software che comprende nuovi sistemi di illuminazione, infotainment e di comando. La potenza della Golf GTI passa così da 245 cavalli a 265 cavalli. La potenza della Golf GTI Clubsport rimane invariata a 300 cavalli.

La Volkswagen Golf GTI, in tutte le sue generazioni, è riuscita a mantenere la promessa originaria: essere un'auto sportiva ma sobria, adatta per la spesa e allo stesso tempo a suo agio in pista, incarnando il perfetto equilibrio tra prestazioni ed usabilità quotidiana.

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