La Volkswagen Golf rappresenta una vera e propria certezza sul mercato. La berlina a due volumi tedesca di segmento C non solo risulta essere una presenza fissa sul mercato dal 1976, ma è da sempre sinonimo di qualità e soluzioni all’avanguardia ed è diventata quasi imbattibile nella sua categoria. Da sempre premiata dagli automobilisti come tra le vetture più apprezzate della categoria, si declina anche in versioni famigliari e, a tratti, si è mostrata anche cabriolet, ma la sua indole da cattiva sotto copertura non è mai stata meno in nessuna delle sue versioni, merito di linee decise e senza tempo, motori potenti e una sottile linea rossa che congiunge tutti e otto le versioni. Si tratta della Golf GTI, tre lettere che simboleggiano un’epoca in cui ogni casa e spensierata dove il divertimento ed il sorriso a 32 denti sono all’ordine del giorno. La Golf GTI (Grand Tourisme Injection) è da sempre il modello di Golf per appassionati di sport ed individualisti.
Le Origini di un Mito: La Nascita della Golf GTI
Nel lontano 1975, la Volkswagen presentò un modello pratico e adatto all'uso di tutti i giorni, ma anche in grado di soddisfare gli sportivi. Era la Golf GTI. La vettura ebbe un grande (e insperato) successo, tanto che la versione GTI entrò a far parte della gamma di ogni edizione della media tedesca; oggi, 45 anni dopo, siamo all'ottava serie. La casa ha dichiarato un miglioramento di 3,9 secondi nel tempo sul giro del tortuoso circuito di Ehra-Lessen, di proprietà del gruppo Volkswagen, rispetto ai 2 minuti, 8 secondi e 7 decimi ottenuti con la precedente versione GTI Performance, sempre con il 2.0 turbo da 245 cavalli e il differenziale autobloccante a controllo elettronico. La si può ordinare (al prezzo non proprio contenuto di 41.450 euro, cambio robotizzato DSG incluso) con le prime consegne previste per la fine di ottobre. La meccanica è un affinamento di quella della settima edizione, ma con risultati notevoli dal punto di vista delle prestazioni.
Al lancio, nel 1976, la GTI sparigliò le carte: non era la prima sportiva derivata da una vettura da famiglia, ma riuniva delle caratteristiche che la rendevano unica. Innanzitutto c’erano le prestazioni, entusiasmanti: 110 cavalli facevano miracoli su 810 kg di peso. E poi, l’alimentazione a iniezione (una sciccheria tecnica meritevole di essere citata con la ‘I’ finale nella sigla) rendeva il 1.6 docile come un agnellino, economo nei consumi e poco bisognoso di manutenzione: tutte cose che non si potevano dire dei motori a carburatori più ‘tirati’. Ciliegina sulla torta era la pratica ed elegante carrozzeria a tre porte, disegnata da Giorgetto Giugiaro, e resa più grintosa con poche modifiche ben calibrate: lo spoiler anteriore più esteso, delle sottili strisce nere sulle fiancate e quel filetto rosso nella mascherina che diventerà il segno distintivo del modello. E che si ritrova ancora oggi. Il successo fu immediato e - sotto certi aspetti - inaspettato: la Volkswagen pensava di venderne 5mila, ma alla fine gli stabilimenti tedeschi ne sfornarono 461690. Da allora sono passati 45 anni, un’era geologica per il settore automobilistico. Ma la Golf rimane sempre una media di riferimento, e la versione GTI continua nella stessa filosofia di allora: riunire in una sola auto praticità d’uso e capacità di emozionare i guidatori sportivi.

Design e Estetica: L'Identità Sportiva della Golf
La Volkswagen Golf GTI all’apparenza può sembrare una Golf normale, ma si caratterizza per il suo design unico dato dagli esterni marcatamente in linea con il family feeling Volkswagen che alternano linearità ed a tratti sportivi. Rispetto alla versione precedente, il restyling della Volkswagen Golf GTI ha portato con sé molte novità dal punto di vista estetico che ne garantiscono un impatto visivo più sportivo. La fiancata è caratterizzata da una nervatura marcata che è stata leggermente ribassata in grado di distendersi tra i due passaruota più muscolosi che donano un aspetto più aggressivo, merito anche dei cerchi da 19 pollici. Poche sono state le modifiche effettuate nella parte posteriore che presenta i classici fanali con una linea più ad L rovesciata ed al nuovo lunotto che rimane schiacciato e contenuto.
Il look della nuova Volkswagen Golf GTI è sportivo, ma lontano dalle forme a mo’ di pronto gara di alcune rivali. Qui si fanno notare la grande presa d’aria inferiore con i fendinebbia ‘a scacchi’, i cerchi che arrivano fino a 19 pollici (con finitura diamantata), le minigonne laterali e i due terminali di scarico tondi che sbucano ai lati dell’estrattore posteriore. Dal punto di vista meccanico, poi, la GTI è un’evoluzione della serie precedente. Il 2.0 turbo è ripreso dalla Golf GTI Mk7.5 ‘Performance’, e ne mantiene i 245 cavalli e 370 Nm di coppia; la pressione di iniezione maggiorata a 350 bar invece di 200 e il catalizzatore più grande servono per ridurre le emissioni inquinanti.
Per l’osservatore disincantato, questa ottava serie è solo una berlina sportiva, per quanto moderna e ricca di tecnologia. Ma per chi conosce la storia delle hothatch è qualcosa di più: l’erede di una stirpe che ha lasciato un segno profondo nella cultura delle auto sportive. L'identità generale del modello non è minimamente stravolta, come sempre, ma l'occhio attento impiega un istante per distinguerlo dalle sorelle minori. La si può ordinare con le prime consegne previste per la fine di ottobre.

Interni e Tecnologia: Un Abitacolo Digitale e Raffinato
Gli interni della Volkswagen Golf GTI presentano importanti novità, dove sono però più a livello di sostanza che estetiche, in generale l’abitacolo si distingue per materiali pregiati, rifiniture ed assemblaggi di ottima qualità che mantengono alto il classico livello di comfort dei modelli di casa Volkswagen. Al tempo stesso però tutto questo trova una connotazione immancabilmente classica data dai lineamenti principali come gli interni di colore nero ed il mitico tessuto tartan. La vera rivoluzione della nuova Volkswagen Golf GTI è tutta all’interno. L’abitacolo, infatti, è stato stravolto e si presenta praticamente privo di tasti fisici. Purtroppo, però, questa assenza di comandi fisici non si rivela intuitiva nell’utilizzo quotidiano e obbliga il conducente a qualche distrazione di troppo, specialmente per la presenza di tasti a sfioramento che non garantiscono un’ottima efficienza.
A cambiare sono la plancetta del clima automatico, ora dotato di comandi touch ma separati dal sistema multimediale principale, una nuova leva del cambio automatico e un nuovo volante, dal disegno più sportivo e dotato, a richiesta e sugli esemplari più dotati, di comandi a sfioramento sulle razze. Chiudono gli interni della Volkswagen Golf GTI sedili comodi ed accoglienti per cinque persone che hanno spazio a sufficienza per lunghi viaggi in completo relax. I sedili sportivi con poggiatesta integrati sono di buona fattura e rappresentano un compromesso ottimale tra sportività e vivibilità: sono sufficientemente contenitivi per quando si decide di affrontare qualche km di curve divertendosi, ma l'imbottitura dona un comfort di livello per rendere il tragitto casa-lavoro, i weekend fuori porta e persino un lungo viaggio decisamente confortevoli.

Il cruscotto digitale ha una grafica specifica per la GTI, e consente di sbizzarrirsi con le informazioni visualizzate: per esempio, può mostrare le accelerazioni istantanee, la potenza erogata, la pressione del turbo o le temperature del lubrificante e del refrigerante del motore. La grafica del cruscotto digitale di 10,25”, ampiamente configurabile e ricco di informazioni; si possono visualizzare anche, per esempio, un grafico delle accelerazioni istantanee, la potenza erogata o le temperature del lubrificante e del refrigerante del motore. Valido l'impianto multimediale, con schermo di 8” di serie e di 10,25” per 1.500 euro; in questa cifra sono inclusi il navigatore con mappe 3D, il caricatore wireless per i cellulari, le funzioni Apple CarPlay e Android Auto senza cavetto e i comandi vocali anche per variare la temperatura del “clima”. Che è trizona, ma ha le bocchette anteriori poste troppo in basso e prive di regolazioni separate per direzione e portata: cosa che non aiuta a raggiungere il massimo comfort. L'auto è dotata di capienti portaoggetti e realizzata con cura, ma qualche (lieve) economia nei materiali si nota: le plastiche utilizzate per il tunnel fra i sedili e per la parte inferiore delle porte sono rigide e “leggere”.
Tutti i tasti sul volante, poi, sono touch con feedback tattile. Non il massimo della praticità se si è impegnati alla guida, qualche volta può capitare di sfiorarli senza volerlo. Insomma, la tecnologia è tanta (forse troppa) e serve più di qualche minuto di guida per prendere confidenza con la quantità di informazioni presenti sui due schermi e capire come entrare nei vari menu e sottomenu. A questo poi si aggiunge il cruscotto digitale, anch’esso da 10,25”. Personalizzabile nella visualizzazione delle numerose informazioni ripartite in tre quadranti o zone (sinistra-centro-destra), presenta la scritta Gti al centro del display, differenziandosi dalle Golf meno potenti. Ma ora inseriamo la prima con la minuscola levetta nella consolle, diamo un po’ di gas e partiamo. Fin da subito, è chiaro che la GTI sarà nostra amica anche nel traffico più intenso: la fluidità è massima.
Motori e Prestazioni: La Potenza al Servizio della Guida
La gamma motori di Volkswagen Golf GTI è parecchio cambiata dal lancio. La gamma motori odierna risulta essere piena di versioni, tutte al passo con i tempi e sempre innovativi, ma la GTI non. Una Golf qualsiasi, quindi salteremo a piè pari tutte le versioni benzina base, le diesel, le metano e le elettriche, ma arriveremo direttamente alla punta di diamante del listino Volkswagen Golf GTI, ovvero il motore 4 cilindri turbobenzina 2.0 TSI.
La Golf GTI Mk8 è praticamente identica alla sorella GTI 7.5 Performance se non fosse che l’EA888 Gen 3 passa a Gen 4: il motore è un 1,984 cc quattro cilindri turbo con quattro valvole da 245 cv e 370 Nm di coppia già da 1600 giri/min - la pressione di iniezione passa però da 200 a 350 bar e il rapporto di compressione arriva ad un notevole 9,6:1 - a cui è accoppiato l’immancabile Direkt-schalt getriebe (DSG) a 7 rapporti, anche se da qualche tempo in Italia è finalmente disponibile il cambio manuale a 6 velocità. I due alberi a camme in testa vengono mossi a catena e è presente un sistema di variazione continua di fase sia in aspirazione che scarico e in quest’ultimo caso è presente un particolare albero a camme che utilizza due lobi diversi a seconda del range di utilizzo del motore in modo da avere una regolazione ancora più fine e dettagliata di quel che avviene in fase di scarico e, di conseguenza, di quel che viene dato da mangiare alla turbina Garrett (o Continental per la R) in modo da accorciare sensibilmente il turbo lag e ottenere una curva di coppia molto piatta e costante su un ampio intervallo di giri. Un’altra figata interessante è il nuovo collettore di scarico integrato all’interno della testata, in questo modo il flusso di scarico ha una migliore efficienza termica migliorando ulteriormente un turbo lag già ridotto all’osso.
All’atto pratico la Golf GTI 8 va forte al punto da chiedersi se quei 245 cv siano reali. I numeri rilevati con RaceBox sono chiari: 0-100 con launch control in 6 secondi puliti, 100-200 in poco più di 16 secondi e velocità massima 250 kmh. Ok, non sono numeri da strappamutande ma stiamo comunque parlando di una maledetta Golf. Il motore 2.0 TSI da 245 CV abbinato al DSG a sette marce, promette 250 km/h di velocità massima e un'accelerazione da 0-100 in 6,2 secondi. La casa ha dichiarato un miglioramento di 3,9 secondi nel tempo sul giro del tortuoso circuito di Ehra-Lessen, di proprietà del gruppo Volkswagen, rispetto ai 2 minuti, 8 secondi e 7 decimi ottenuti con la precedente versione GTI Performance, sempre con il 2.0 turbo da 245 cavalli e il differenziale autobloccante a controllo elettronico.
Motore Volkswagen 2.0 TFSI EA888: problemi, difetti di progettazione e affidabilità spiegati!
Le prestazioni che è in grado di regalare questa vettura sono uno 0-100 km/h in 4,2 secondi e una potenza fissata a 250 km/h. Terminando i consumi della Volkswagen Golf GTI sono simili per entrambe le versioni e si attestano tra gli 7.4 e gli 7.8 per 100 chilometri. La casa ha dichiarato un miglioramento di 3,9 secondi nel tempo sul giro del tortuoso circuito di Ehra-Lessen, di proprietà del gruppo Volkswagen, rispetto ai 2 minuti, 8 secondi e 7 decimi ottenuti con la precedente versione GTI Performance, sempre con il 2.0 turbo da 245 cavalli e il differenziale autobloccante a controllo elettronico.
Dinamica di Guida: Agilità e Piacere su Ogni Strada
Arriviamo quindi alle cose che contano, analizzando la caratteristica più contestata di sempre a questa disgraziata carretta: la manovrabilità. Premetto che tutte le Golf GTI (e le Golf R, anzi forse soprattutto le R e le VR6) hanno sempre avuto un feedback di guida tendenzialmente apatico, come se non si stessero impegnando abbastanza (e non volessero farlo di proposito, le maledette). Per onestà intellettuale è anche giusto dire che la Golf GTI 7.5 Performance non era per nulla male, la nuova piattaforma MQB per esempio - condivisa anche dalla 8 - è stato un passo enorme rispetto alla A5 della Golf GTI 6 in termini di rigidità torsionale, materiali usati e peso. Il problema era un po’ tutto il resto, dallo sterzo di marzapane al differenziale elettronico XDS che smitragliava come un talebano in uscita di curva, fino alle pastiglie dei freni fatte di burro. La Golf GTI 8 ha semplicemente preso una formula che alla fin dei conti funzionava piuttosto bene migliorandola con qualche aggiustamento qui e là. Ci sono molle posteriori il 15% più dure, l’avantreno è più leggero e rigido mentre l’XDS è stato tarato come Dio comanda iniziando ad assomigliare vagamente a un autobloccante a slittamento limitato vero. Tutta sta roba ha funzionato? Ni. Sicuramente la differenza con la GTI 7.5 Performance si sente, gli inserimenti di curva sono più precisi, in uscita il sottosterzo è molto meno marcato e finalmente non si ha più l’impressione di vestire un maglione di 6 taglie più larghe. È un’auto che dà subito confidenza, è facile da guidare e non smarmella più di tanto nelle curve complicate. Tuttavia la GTI ti ricorda costantemente che è una Golf, l’acronimo non significa Gran Tamarrata Intrepida ma Gran Touring Injection, limpidamente è lei stessa che ci dice “regaz, io non ci voglio andare in pista” e non ha mai voluto mettersi a livello di ferri ben più incazzati come Hyundai i30N, Megane RS o Civic Type-R. Io ho capito che voi siete convinti di avere una Ferrari 488 con 5 porte, ma lo dice lei stessa: Gran Turismo.

Su strada, la Volkswagen Golf GTI non delude le aspettative: ricorda le versioni che l'hanno preceduta, ma i miglioramenti si notano. L'auto che abbiamo guidato montava le sospensioni elettroniche (865 euro) e le ruote di 19” (1.500 euro): una combinazione che garantisce un'aderenza molto elevata, una rassicurante stabilità e (a patto di selezionare la modalità di guida Comfort) un assorbimento delle buche più che adeguato per una sportiva. Lo sterzo a rapporto variabile è pronto, ma anche lineare e preciso, e presenta pochissime reazioni sullo sconnesso o in piena accelerazione, quando il differenziale autobloccante tiene a bada con efficacia il sottosterzo in curva: un risultato non da poco in un'auto a trazione anteriore che ha pur sempre 245 cavalli e 370 Nm di coppia motrice.
La Volkswagen Golf GTI, invece, convince proprio per il modo in cui approccia le curve. Ci sono macchine che fanno centro sul motore, altre sul telaio: lei appartiene alla seconda categoria. E poco male se esistono hot hatch più selvagge (per esempio, la Focus ST e la Mégane RS), perché la GTI vira piatta, con un misto tra obbedienza e rispetto. Quando imposti la curva, s'impegna a dare seguito alle tue richieste, che riesci a esprimere perfettamente grazie alle qualità dello sterzo, il quale esibisce un bel bilanciamento generale. Rispetto all'asfalto non sarà uno scanner 3D come il comando dell'Alfa Giulia, ma permette di avere sempre chiara la situazione e di disegnare le linee esattamente come le desideri. Va a finire che, a volte, ti dimentichi persino che l'impostazione è quella di una trazione anteriore, che là davanti c'è il 63% del peso e che tutto questo avviene senza l'aiuto delle ruote posteriori sterzanti, ormai ubique. E, come accennavo, senza eccessi di rollio: nelle posizioni estreme, l'assetto è più frenato che in Sport e si arriva a una secchezza compatibile solamente con i cordoli, qualcosa che in fondo non è neppure in linea con la personalità della GTI. Un'automobile che non ama gli eccessi, per definizione.
Spazio, Praticità e Utilità Quotidiana
I 427 centimetri di lunghezza da un paraurti all’altro sono ben sfruttati: a bordo si viaggia comodi, anche sul divano. Solo il terzo passeggero posteriore ha ragione di lamentarsi, per via dell’ingombro del tunnel centrale. I sedili anteriori, assai profilati, come il divano sono rivestiti in un robusto tessuto dal tradizionale disegno scozzese, ormai un “classico” per le GTI. In alternativa, si possono ordinare i sedili in pelle, ma costano oltre 2.000 euro… Di serie, invece, la botola al centro dello schienale del divano per caricare oggetti lunghi come gli sci.
Anche il baule spicca per le finiture, e offre una buona capacità di carico (soprattutto se si considera che quest’auto non è tra le più lunghe). L’apertura ha una forma regolare e il fondo si può regolare su due livelli. 374 litri di bagagliaio (o 1.230 abbattendo i sedili) riuscite a caricare cose sul serio, a occhio e croce fino a un paio di mastini napoletani adulti con addosso la maglia della loro squadra preferita. C'è poi un impianto audio Harman Kardon da 480 Watt e 10 altoparlanti per poter fare i galli con il finestrino abbassato, Apple CarPlay + Android Auto, Head-Up Display, Virtual Cockpit da 10 pollici e intramontabile schermo touch centrale pronto da ungere con i ditoni.

La convivenza con un'auto - sia essa sportiva o meno - parte da dentro. Se si passa tanto tempo in auto, il comfort della seduta e la praticità degli elementi che circondano il conducente assumono un aspetto di primaria importanza. Trattandosi di una Golf, lo spazio a bordo è ben più che sufficiente tanto per gli occupanti della prima quanto per quelli della seconda fila, con un bagagliaio dalle forme nette che ne facilita il carico e lo scarico di oggetti.
Prezzi, Concorrenti e Considerazioni Finali
Il listino prezzi della storica Volkswagen Golf GTI non si divide nelle versioni base, ma prevedere un solo allestimento GTI già full optional e con un kit specifico. I prezzi partono da 41.250 euro con l’entry level, con l’allestimento che prevede cerchi in lega da 19 pollici , fari a LED anteriori e posteriori, Car2X, Cruise Control adattivo e il sistema multimediale con Digital Cockpit GTI da 10,25 pollici e Radio Composition touchscreen GTI da 10 pollici, fari a LED Performance con DRL LED, interni in tessuto e artVelours, Climatronic a 3 zone e il sedile di guida con funzione massaggio e 14 regolazioni possibili e dispositivi ADAS di Livello 2, oltre all’interno ed alle personalizzazioni uniche che solo i possessori del badge GTI possono ostentare attraversa ad un look marcatamente sportivo senza mai essere esagerato. Per la sicurezza ci sono predisposizione ad Volkswagen smartphone interface attivabile tramite Functions-on-Demand, regolatore e limitatore di velocità, Volkswagen presence front, lane departure warning, sensore pressione pneumatici, assistente agli ostacoli con assistente alla svolta, sistema di ausilio al parcheggio plus.
Le principali concorrenti della Volkswagen Golf GTI, sono molte e negli ultimi anni hanno affilato i coltelli dato l’arrivo dei SUV, si parte dalle sorelline maggiori come l’Audi S3, la Seat Leon FR e dalla Skoda Octavia RS, le altre sono la Peugeot 308, Opel Astra, Toyota Corolla e Fiat Tipo. Con la Volkswagen Golf GTI parliamo di un modello che ha scritto pagine importanti per il costruttore di Wolfsburg, le sue linee uniche lineari e senza tempo riescono sempre a piacere e regalare emozioni. I prezzi sono in linea con le sue concorrenti e le sue dotazioni e varietà di motore sempre al passo con in tempi.
La Volkswagen Golf GTI MT Ultimate, prodotta in soli 110 esemplari per l’Italia, rappresenta un tributo al cambio manuale, sinonimo di connessione diretta tra guidatore e macchina. Il vero protagonista è però il cambio manuale a 6 rapporti, progettato per offrire un’esperienza di guida coinvolgente e un controllo totale. Nonostante il richiamo alla tradizione, la GTI MT Ultimate integra le tecnologie più avanzate del settore. Pur offrendo prestazioni sportive, la Golf GTI MT Ultimate presta attenzione all’efficienza. Grazie alle tecnologie avanzate del motore 2.0 TSI, come l’iniezione diretta e il turbo a bassa inerzia, la vettura consuma circa 6,5 litri ogni 100 km. La Volkswagen Golf GTI MT Ultimate ha un prezzo di listino di 52.950 euro.
La Golf GTI è la Volkswagen per antonomasia e, pertanto, sfoggia il consueto elevato standard qualitativo della Casa. La qualità costruttiva prosegue con guarnizioni delle porte estese, ben fissate e con un labbro tra i bordi degli sportelli per limitare i fruscii. Quali il rivestimento di moquette delle tasche nelle porte. Insomma, solo cercando con attenzione si nota qualche particolare non al top, come il cassetto portaoggetti privo di floccatura, lo scontrino di aggancio del portellone in vista e gli occhielli fermabagagli saldati e verniciati. Plancia in parte morbida e ben assemblata, sedili con classico rivestimento scozzese applicato con cura.
Con la Volkswagen Golf GTI parliamo di un modello che ha scritto pagine importanti per il costruttore di Wolfsburg, le sue linee uniche lineari e senza tempo riescono sempre a piacere e regalare emozioni. I prezzi sono in linea con le sue concorrenti e le sue dotazioni e varietà di motore sempre al passo con in tempi.
Se si cerca un'auto sportiva ma non estrema, accattivante ma al tempo stesso sobria, che non paghi il superbollo e nell'utilizzo quotidiano consumi come un’auto di cilindrata inferiore, la Volkswagen Golf 8 Gti è la risposta a tutti questi compromessi. È un'auto che si rivolge a un pubblico piuttosto ampio e variegato, appunto perché in grado di soddisfare esigenze diverse piuttosto che puntare unicamente sulle performance per una clientela di nicchia. Debutta l'ottava serie dell'auto che ha creato il mito delle hothatch. Con la ricetta di sempre: guida superefficace e pochi sacrifici nell'uso di tutti i giorni.
La Golf GTI è un'ottima automobile, potente, versatile, se vogliamo elegante e molto veloce. È nata per essere una gran tourer, e lo fa da dio. Estetica: vista in foto non è niente di che, soprattutto coi cerchi da 18 pollici e verniciata con quel grigio Černobyl’, mentre dal vivo non restituisce lo stesso effetto che dava la Golf GTI 7. Le manca un po’ di spinta, sembra prendersi poco sul serio e troppo sul serio allo stesso tempo, ma alla fine si torna al discorso iniziale: è un berlina che va usata tutti i giorni e spesso comprata anche da gente over 50, lo posso comprendere. Piacere di guida: Va forte come una Civic Type-R? No. Curva come la Megane Trophy? No. Ti spacca la schiena a ogni sobbalzo? No. Questo dovrebbe farvi comprendere che il coinvolgimento di guida non è la priorità di questa macchina, per quanto i proprietari si sforzino goffamente di farla sembrare ciò che non è, lei preferisce più una guida da Blue Ridge Parkway che da time attack inferocito. In 47 anni di onorato servizio la Golf GTI si è ritagliata un segmento tutto suo ed è forse l’unica hot-hatchback in vendita che può dirsi versatile su tutti i fronti, questo infatti si riflette in numeri da capogiro sulle vendite. Vita quotidiana: 4.30 m di lunghezza, un bagagliaio umano e un media consumi che neppure la nuova Nissan Qashqai riesce a tenere. L’assetto è studiato per essere sfruttato tutti i giorni e anche settandolo al massimo della rigidità non arriva manco per scherzo a essere duro come quello delle concorrenti più cazzute. Street credibility: con una verniciatura più cazzuta e i cerchi Estoril da 19 pollici probabilmente passerebbe meno inosservata, ma per il 95% delle persone resta una Golf con le pinze rosse e il badge GTI. Mettetevi l’anima in pace, quasi nessuno si volterà a guardarla, le squinzie non vi lanceranno il reggiseno quando vi vedranno passare in centro città e per la vostra fidanzata avrete buttato soldi nel water per un’auto che identica si poteva pagare anche 20k in meno. Le shitstorm che la Golf GTI riceve incessantemente dalla community è anche dovuto a questo: per sindrome di compensazione molti proprietari le conciano come carri allegorici per sentirsi possessori di supercar e litigano come babbuini sui social a spada tratta difendendo l’onore del marchio GITTI. Fattore groupie: è una Golf, vi diranno che è carina e vi diranno che le lucine ambientali in abitacolo sono fighe. Fine. Camporella chance? Fattore Nerd: lato tecnologia c’è praticamente tutto quello che volete (ovviamente a pagamento, in pieno stile VW) tra schermo touch, pulsanti a sfioramento, assistente vocale, Virtual Cockpit personalizzabile, ADAS di ogni tipo, sensori, retrocamera e Virtual Display. Se siete nerd della brugola invece ho buone notizie: come per la vecchia generazione ci sono una marea di (costosi) upgrade che vanno da scarichi completi a impianti WMI per elaborazioni over 400 cavalli. Economia d’uso: terreno fertile per la Golf GTI e credo possa spuntarla alla grande rispetto alle concorrenti che in media bevono come delle Viper (vero i30 N?). Il Gen 4 non consuma niente se consideriamo che si porta appresso ben 245 cv, in autostrada si fanno tranquillamente i 17-18 km/l a 120 km/h mentre in extraurbano veleggiando e dosando con piedino da fata si vedono anche i 20 km/l. Piccolo problemino: la Golf GTI Mk8 costa una fucilata. Per il modello che ho provato io ci vogliono (tenetevi forte, non scherzo) circa 51.500 euro, una cifra spropositata se considerate che tanti optional su quest’auto non sono installati (camera posteriore, tetto panoramico, cerchi da 19, interni in pelle) e per averla full-optional ci vogliono da configuratore quasi 58.000 euro. Pazzia totale, ma oggi anche un tacchino può volare con una folata di vento quindi non mi stupisco più di nulla. Domanda delle domande: la Golf GTI è un’auto sportiva? Nella genericità di questo termine odioso mi sento di dire che sì, la GTI Mk8 è sportiva se rapportata al 95% di quello che circola in strada normalmente. Alla fine i cavalli ci sono, la guidabilità (seppur a suo modo) è completamente diversa da quella di una Golf normale.
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