
"Trio", pubblicato nel 2021, è uno degli ultimi romanzi di Dacia Maraini, una scrittrice di fama internazionale, autrice di romanzi, racconti, opere teatrali, poesie e saggi, editi da Rizzoli e disponibili in BUR, tradotti in oltre venticinque Paesi. La sua opera è stata insignita di prestigiosi riconoscimenti, tra cui il Premio Campiello nel 1990 con "La lunga vita di Marianna Ucrìa" e il Premio Strega nel 1999 con "Buio". Con "Trio", Dacia Maraini ritorna alla narrazione storica dopo "La lunga vita di Marianna Ucrìa", uno dei suoi libri più amati, regalandoci un romanzo delicato e intenso, filtrato da un passato quanto mai vicino, che racconta l'incrollabile intesa tra due donne e la loro straordinaria capacità di esistere e resistere in un mondo a misura d'uomo.
La Trama: Un Romanzo Epistolare nella Sicilia del 1743
"Trio" si presenta in modalità di romanzo epistolare, un genere che permette alla scrittrice di far emergere tutta la storia attraverso lo scambio di lettere tra le due donne protagoniste del libro, Annuzza e Agata. La vicenda è ambientata nella Sicilia del 1743, un anno segnato da una violenta epidemia di peste che si scatenò sull'isola, decimando la popolazione locale e mietendo più di 25.000 morti, soprattutto a Messina, città da cui la malattia si diffuse dopo l'approdo di una tartana proveniente dalla Grecia con marinai infetti. Questa cornice storica, seppur a tratti solo accennata, costituisce lo sfondo drammatico su cui si sviluppano le vicende personali delle due amiche.
L'Origine di un Legame Profondo
Il legame tra Agata e Annuzza ha radici molto profonde, risalendo alla loro infanzia. Erano ancora bambine quando si incontrarono per la prima volta nel convento, sotto lo sguardo attento e severo di Suor Mendola. Qui, mentre imparavano l'arte del ricamo - Agata diventando bravissima, tanto da essere insegnante ella stessa, e Annuzza abbandonando, forse a indicare la sua natura più irrequieta - hanno costruito quasi involontariamente le basi di un'amicizia forte e durevole, basata sull'onestà reciproca. Le due ragazze crescono leggendo insieme i libri pieni di avventure del Cid e Ximena, mangiando cremolata di fragola e correndo sull'erba dolce dei loro giardini. Questo periodo formativo le unisce in un'intesa profonda, un'amicizia che diventerà il fulcro della loro esistenza.

Il Triangolo Amoroso
Nella vita delle due donne fa capolino Girolamo, un uomo bello e gentile, dall'animo sempre inquieto, desiderato da molte donne proprio per il suo essere così elegante e a modo. Agata diventa la sua sposa e dalla loro unione nasce la piccola Mariannina. Anche Annuzza però riesce a conquistare un posto nel cuore di Girolamo e ne diventa quasi subito l'amante. La situazione è singolare: "Girolamo lo sai, è incerto fra me e te. La moglie da una parte, la migliore amica della moglie dell’altra". Sorprendentemente, le due donne sono a conoscenza di tutta la situazione ma non nutrono rancore o gelosia l'una nei confronti dell'altra. Questo triangolo, che dà il titolo al romanzo, è il fulcro emotivo della narrazione, esplorando la complessità delle relazioni umane e la capacità di trascendere le convenzioni sociali.
Girolamo non riesce ad avere un equilibrio familiare; il suo spirito libero lo porta ad avere un animo inquieto. Non è cattivo, non nutre rancore, "non mente e se mente lo fa con sincerità". Dichiara amore ad entrambe le donne ma non riesce a far luce nel suo io e capire con chi stare. Agata confida che "Con me è stato sempre affettuoso, anche se mi tratta come se fossi priva di cervello. Per lui una donna non può pensare. Il pensiero appartiene al prediletto, all’uomo nobile. Gli altri, i contadini, le donne, sono da trattare con gentilezza, per carità, è una persona cortese ma senza considerazione." Le due amiche si dovranno adeguare al suo carattere instabile e volitivo, pur consapevoli di essere in un certo modo a lui sottomesse. Girolamo, a modo suo, è legato alla famiglia ma nello stesso tempo non può fare a meno della donna che rappresenta lo svago, la novità, la libertà.
La Peste e la Quarantena: L'Esilio Epistolare
Mentre l'epidemia di peste si abbatte su Messina e la paura del contagio le ha costrette alla lontananza, le due amiche coltivano il loro rapporto in punta di penna, con un'immutata voglia di far parte l'una della vita dell'altra. Nel maggio del 1743, Agata, Girolamo, Mariannina e la servitrice Crocifissa si trasferiscono a Castanea, fuori città. Allarmata dalla lettera che ha ricevuto da Agata, anche Annuzza lascia Palermo per trasferirsi a Casteldaccia, in una proprietà della sua famiglia. Non potendo vedersi in alcun modo, le due donne iniziano a scriversi delle lettere in modo assiduo. Vogliono entrambe continuare a fare parte l'una della vita dell'altra e le lettere sembrano essere un ottimo antidoto alla paura prima e alla noia poi di quella quarantena non voluta e non attesa.
Viaggio in Sicilia
Molti dei loro familiari sono morti a causa dell'epidemia e tante case signorili sono state saccheggiate dalla gente disperata. Dalle loro parole emerge chiaramente come il loro cuore batta per lo stesso uomo e non hanno timore nel raccontarsi le aspettative e i sogni che nutrono nei confronti di Girolamo. La solitudine forzata in luoghi lontani dalla vita di città porta le due donne a riflettere su ciò che sta loro a cuore. Queste riflessioni risvegliano ricordi e pensieri profondi che dimostrano come le due protagoniste di questo libro siano molto più moderne e di larghe vedute rispetto alle altre dame del loro tempo.
La Forza dell'Amicizia Oltre la Gelosia
E anche se è lo stesso uomo ad accendere i loro desideri, sapranno difendere dalla gelosia e dalle convenzioni del mondo il loro rapporto e la loro amicizia, che racconta il tipo di donne che hanno scelto di essere. Si domandano come nasca un'amicizia e come sia possibile che la loro sia così forte. Si chiedono come sia stato possibile costruire un equilibrio tanto fragile ma necessario tra tutti e tre e si interrogano su come sia possibile mantenere tutto questo in modo da non soffrirne. Agata riflette: "Troverò un modo di adattarmi a questo triangolo singolare, anche se a momenti doloroso."
Il rapporto fra le due donne si salva grazie a questo scambio epistolare; Agata e Annuzza salvano la loro amicizia e grazie a questo valore si sentono libere di agire e di decidere. Il lettore che si appresta a leggere il romanzo ha contezza che queste due donne, vissute nel XVIII secolo, sono già moderne: grazie alla condivisione di questo amore hanno solidificato l'amicizia basata sulla solidarietà e sul rispetto reciproco della loro condizione di mogli - amiche. E l’intesa che trovano è la continuazione dell’antica intesa che avevano da bambine quando giocavano a palla. Due donne che invece di farsi la guerra, decidono di continuare ad essere amiche, in un momento in cui, per forza di cose, sono costrette ad isolarsi e restare sole.

Temi Chiave del Romanzo
"Trio" è un romanzo che esplora una pluralità di temi, attualissimi nonostante l'ambientazione storica.
L'Amicizia come Valore Assoluto
Il valore dell’amicizia è il sentimento più esaltato nel libro. La Maraini sottolinea come "L’amicizia deve essere più forte dell’amore." In un contesto di paura e incertezza, l'amicizia tra Agata e Annuzza diventa il loro baluardo, un porto sicuro in cui rifugiarsi e da cui trarre forza. La loro amicizia è più importante e va oltre la gelosia. Quando non ci sono ostacoli è facile volersi bene e rispettarsi: Agata e Annuzza non sono legate da nessun vincolo parentale, non hanno nessun obbligo e appunto per questo, per salvare l’amicizia di un’infanzia, decidono di mantenere l’equilibrio fra loro tre: l’unica cosa che accontenta tutti. Questo dimostra una visione dell'amicizia come un legame profondo e duraturo, capace di superare le sfide più ardue, inclusi i sentimenti amorosi condivisi.
La Modernità delle Protagoniste
Nonostante l'epoca in cui sono vissute, il 1700, epoca in cui le donne non erano colte, non andavano a scuola ed erano dedite alla procreazione e alla conduzione domestica, Agata e Annuzza fanno della loro amicizia un valore assoluto che nemmeno la contesa dello stesso uomo può scalfire. Nelle lettere di Agata e Annuzza si percepiscono l’amore per la cultura e per i libri (si dilettano leggendo Moliere e Corneille, studiano francese e conversano di musica), la voglia di comprendere l’animo umano e le sue sfumature, il desiderio di riscatto e la mancanza di un posto sicuro in cui poter vivere pienamente. Questa loro mentalità aperta e la capacità di pensare criticamente le rendono figure straordinariamente moderne e affascinanti.
La Peste come Specchio della Pandemia
Il romanzo è stato scritto da Dacia Maraini durante il lockdown, e questo ha portato a molte similitudini con i tempi che viviamo: la malattia, la paura del contagio, la solitudine, l'amore. "Trio" è un romanzo intenso e allo stesso tempo delicato che, attraverso gli odori e i colori della Sicilia selvaggia, racconta di una storia lontana eppure più che mai vicina all’esperienza vissuta di questo anno passato. La Maraini tenta di ricordare a tutti noi cosa può salvarci davvero in un momento in cui tutte le certezze crollano e tutto il mondo sembra andare al contrario di come ci saremmo aspettati. Il ricordo diventa per loro fondamentale per non perdere ogni speranza nei confronti di un futuro lugubre e incerto. Anche in questo periodo siamo stati costretti a restare chiusi in casa a causa del Coronavirus, una inattesa epidemia irruenta e brutale e per certi versi simile alla peste di Messina. Nonostante tutto, siamo rimasti uniti grazie alla tecnologia; grazie ai moderni mezzi di comunicazione la lontananza e la solitudine sono sembrate molto meno gravose. Tempi lontani dal 1743, ma stesso spirito di tristezza e impotenza di allora.

Riflessioni sulla Condizione Femminile
Il romanzo offre uno spaccato della condizione femminile nel Settecento, pur presentando due figure che sfuggono agli schemi tradizionali. Agata, pacata, sposa e madre devota, e Annuzza, irrequieta e ancora libera dal matrimonio, rappresentano due modi diversi di vivere la femminilità in un'epoca di forti convenzioni. La loro capacità di mantenere un'amicizia solida nonostante la condivisione dello stesso uomo è un atto di sfida alle aspettative sociali, un'affermazione della loro autonomia e della loro scelta di essere donne che vanno oltre le imposizioni esterne. La Maraini ci regala un romanzo che racconta l'incrollabile intesa tra due donne e la loro straordinaria capacità di esistere e resistere in un mondo a misura d'uomo.
Lo Stile e l'Ambientazione
"Trio" è un romanzo epistolare molto breve, che si legge in un giorno. La scelta di questo formato permette una narrazione intima e personale, in cui il lettore è immerso direttamente nei pensieri e nelle emozioni delle protagoniste. Non esiste la voce del narratore; tutto si svolge nello scambio epistolare fra Agata e Annuzza. E le lettere tessono la trama della loro storia fatta di preoccupazioni, di indugi, di confronti, di ricordi, di aneddoti, di studio del loro carattere.
La Sicilia Selvaggia e Sensoriale
Il romanzo è pervaso dai colori e dagli odori della sua Sicilia, descritta in modo vivido e sensoriale. Dalle lettere emerge un ritratto di una Sicilia selvaggia e autentica. Riemergono pienamente gli odori e i sapori della loro Sicilia prima che tutto chiudesse e si rovinasse. La lentezza delle giornate le ha però portate a riscoprire la gioia dei sapori forti, come quello del mosto appena schiacciato e della malvasia che profuma di fieno fresco, oppure il profumo pungente di un bosco in una mattinata di sole. La trama del romanzo è arricchita da una cornice di tipiche tradizioni siciliane, come il vino, i fiori, la cassata, la pasta con le sarde. L’odore di mosto sale dalle cantine sotto casa di Annuzza, mescolandosi con l’odore del rosmarino e dei capperi che attorniano la torre situata all’interno del cortile di Casteldaccia. "A parte le spine invisibili che si infilano dappertutto, come sono buoni i fichi d’India quando sono maturi! E ce ne sono di gialli come l’oro, di verdi come le olive e di rossi come il succo delle more, e questi sono i più dolci. Li ho mangiati pensando a te… Ma da voi non ci sono i fichi d’India?" Attraverso le epistole il lettore sicuramente metterà in moto anche il gusto, captando il profumo del cibo siciliano che ha influenze spagnole, arabe, francesi; ricette che come tutte le descrizioni del libro, particolareggiate ma mai pesanti, mostrano una architettura semplice ma efficace.
Personaggi Secondari
Tanti altri personaggi non protagonisti, ma non per questo meno importanti, attorniano la vita di Annuzza e Agata. Tra questi si annoverano il cugino Antonio, l'amico inglese Kellogg, amante di pietre vulcaniche, e la madre di Girolamo. Ognuno di loro fa da cornice alla storia, rendendola ancora più entusiasmante. Ad esempio, Kellogg, interessato a vedere l'Etna, si reca a Castanea per incontrare Agata, di cui Annuzza gli ha parlato, mentre Girolamo, annoiato dalla villeggiatura forzata, raggiunge l'amica della moglie. Kellogg si ammala di peste e muore dopo una lunga agonia; anche Antonio si ammala durante un improvvido viaggio a Palermo, ma guarisce, seppur minato nel fisico. Questi personaggi contribuiscono a creare un affresco più ampio della società siciliana dell'epoca e delle sfide che affrontavano.

Dacia Maraini: L'Autrice e il Contesto
Dacia Maraini è una figura di spicco della letteratura italiana contemporanea. La sua biografia personale è ricca di esperienze significative che hanno plasmato la sua visione del mondo e la sua scrittura.
L'Infanzia e le Esperienze Difficili
La madre di Dacia Maraini, Topazia, era pittrice e apparteneva a un’antica famiglia siciliana; il padre, Fosco Maraini, era un etnologo che, vinta una borsa di studio, nel 1938 trasferisce la famiglia in Giappone per portare avanti uno studio sugli Hainu, una popolazione in via di estinzione stanziata nell’Hokkaido. Ma nel 1943 il governo giapponese, in base al patto d'alleanza che ha stipulato con Italia e Germania, chiede ai coniugi Maraini di firmare l’adesione alla Repubblica di Salò, e poiché i due rifiutano, vengono internati insieme alle tre figlie in un campo di concentramento a Tokyo, dove patirono la fame. Questa esperienza traumatica ha indubbiamente influenzato la sua sensibilità verso le tematiche della libertà, della resistenza e della dignità umana, che spesso emergono nelle sue opere.
Il Parallelo con Marianna Ucrìa
Il ritorno di Dacia Maraini alla narrazione storica con "Trio" è significativo, richiamando la risonanza di "La lunga vita di Marianna Ucrìa". Come Marianna Ucria, altra donna protagonista di uno dei grandi romanzi di Dacia Maraini, anche Agata e Annuzza si trovano ad affrontare un periodo di isolamento e solitudine, ma trovano nella loro forza interiore e nel loro legame reciproco la capacità di resistere e di dare un senso alla loro esistenza. Questa continuità tematica evidenzia l'interesse costante dell'autrice per le figure femminili complesse e resilienti, capaci di trovare la propria voce e il proprio spazio in contesti avversi.
"Trio" si inserisce così nel ricco panorama della produzione di Dacia Maraini come un'opera che, pur ambientata in un passato lontano, offre spunti di riflessione profondamente attuali sulla natura dell'amicizia, la resilienza umana di fronte alle avversità e la capacità di scegliere chi essere, al di là delle aspettative e dei condizionamenti esterni.