La Corolla del Fiore: Fascino, Funzione e Forme Incredibili

La corolla del fiore è una delle parti più affascinanti e appariscenti, capace di catturare l'attenzione anche di chi non è un esperto. Oltre ad essere un elemento di bellezza distintivo per ogni varietà di piante fiorite da giardino, e talvolta anche per il singolo fiore, la corolla riveste un'importanza cruciale per la sopravvivenza del fiore stesso e per la sua riproduzione. È la parte del fiore formata da petali, e al suo interno si possono riconoscere diverse componenti.

Corolla del fiore con petali colorati

Anatomia Dettagliata della Corolla e dei Petali

La corolla si trova all'interno del calice e i petali che la compongono sono come le sue foglie, sebbene con sembianze molto diverse. Non solo l'aspetto, ma anche la disposizione dei singoli petali all'interno della corolla non segue una regola universale, variando notevolmente tra le diverse specie.

I petali, a loro volta, sono formati da tre parti principali: la lamina, l'unghia e il tubo.

La Lamina: Il Volto Visibile del Petalo

La lamina è la parte che tutti vediamo e ricordiamo del petalo: quella colorata che sporge, caratterizzata da colori, forme e margini di ogni tipo. È la componente più evidente e spesso quella che maggiormente contribuisce all'attrattiva del fiore.

L'Unghia: Il Punto di Ancoraggio

L'unghia è una parte molto meno evidente. Può essere lunga, corta o sessile e si trova alla base del petalo. Costituisce praticamente quello che per una foglia sarebbe il picciolo. Il petalo viene fissato al ricettacolo attraverso l'unghia, sia che questa sia corta sia che sia particolarmente larga.

Il Tubo: Una Struttura Fondamentale (in alcuni casi)

In alcune tipologie di corolla, i petali sono fusi alla base a formare un tubo, all'interno del quale si concentra il nettare. Questa struttura esercita una vera e propria selezione sugli insetti impollinatori, basandosi sulla lunghezza della loro lingua per accedere alla ricompensa.

Diagramma delle parti di un petalo

Tipi di Corolla: Classificazioni Morfologiche

La corolla del fiore può essere classificata in diversi modi, a seconda della fusione dei petali, della loro simmetria e del numero di componenti.

Corone Dialipetale e Gamopetala

Una corolla è definita "dialipetala" quando i petali sono liberi tra loro. Esempi di questa tipologia si possono osservare in fiori appartenenti alle famiglie delle Solanaceae, Ericaceae, Convolvulaceae e Asteraceae. Un classico esempio è il garofano, della famiglia Caryophyllaceae.

Al contrario, se i petali sono fusi, la corolla è detta "gamopetala". La campanula è un esempio di fiore con corolla gamopetala.

Simmetria della Corolla: Attinomorfa e Zigomorfa

Considerando i piani di simmetria, le corolle possono essere di tre tipi principali, ma le più comuni sono due:

  • Corolla Attinomorfa (o Radiata): I petali inseriti nel talamo sono disposti secondo una simmetria raggiata, ovvero possono essere divisi in parti uguali da più piani di simmetria che passano per il centro. Un esempio si trova nella famiglia delle Rosaceae.
  • Corolla Zigomorfa (o Bilaterale): Se questa simmetria raggiata viene persa a favore di una simmetria bilaterale, la corolla è detta "zigomorfa". Questo significa che il fiore può essere diviso in due metà speculari da un solo piano di simmetria. Le orchidee sono un esempio emblematico di corolla zigomorfa.

In rari casi, la corolla può essere anche asimmetrica irregolare.

Numero di Petali e Classificazione

Il numero dei petali fornisce importanti informazioni sulla pianta. Le dicotiledoni hanno fiori che di solito presentano 4-5 petali, mentre le monocotiledoni ne contano 3 o multipli di 3.

La corolla del fiore si può classificare anche in base al numero di petali:

  • Dimera: 2 petali
  • Trimera: 3 petali
  • Tetramera: 4 petali
  • Pentamera: 5 petali

Quando petali e sepali non sono morfologicamente distinguibili, si parla di tepali, come nel caso del giglio.

La Funzione Vessillare della Corolla: Un Richiamo Irresistibile

La funzione principale della corolla è vessillare, ovvero serve a richiamare gli animali impollinatori. Dopo la fecondazione, la corolla si secca o cade.

Insetto impollinatore su fiore

I fiori sono le strutture che definiscono le angiosperme e presentano una sorprendente diversità di forme e dimensioni, colore, fragranze e ricompense, anche tra specie molto simili dal punto di vista evolutivo. Queste caratteristiche sono spesso legate alla modalità di impollinazione: affascinanti adattamenti evoluti allo scopo di attirare gli insetti e assicurare la loro fedeltà.

Il Colore: Un Segnale Cromatico per gli Impollinatori

Il colore della corolla dipende da vari fattori ed è cruciale per la sua funzione vessillare. La presenza di carotenoidi, contenuti nei cromoplasti, è responsabile delle colorazioni giallo-aranciate. Flavoni e flavonoli, pigmenti idrosolubili vacuolari, conferiscono colorazioni dal bianco al giallo; questi composti assorbono la radiazione UV, rendendo la loro presenza percepibile, ad esempio, dalle api. Gli antociani, altri pigmenti idrosolubili vacuolari, impartiscono colorazioni dal rosa all'azzurro, in funzione sia della loro struttura chimica che del pH del succo vacuolare.

I colori dei fiori mostrano una straordinaria diversità, coprendo l'intero spettro cromatico, a volte con motivi o disegni (ad esempio, guide al nettare), non visibili agli esseri umani in condizioni di luce normale, ma chiaramente percepibili dagli insetti in luce ultravioletta. Questi "sentieri" invisibili guidano gli impollinatori verso il nettare e gli organi riproduttivi.

Le Fragranze: Profumi su Misura per Attrarre

Gli insetti sono attratti dalle fragranze emesse dai fiori, ma insetti diversi sono attratti da fragranze diverse. Le farfalle amano le fragranze fresche, ma molto delicate, mentre le mosche sono attratte da fragranze che gli umani considererebbero sgradevoli. Anche l'ora del giorno ha un ruolo nell'attirare gli impollinatori: i fiori impollinati dalle falene sono fortemente profumati di notte.

Alcune specie di orchidee appartenenti al genere Ophrys producono una fragranza particolare quanto stupefacente che imita il feromone prodotto dalla femmina di una specifica specie di impollinatore. Il maschio atterra sul fiore di orchidea con l'intenzione di accoppiarsi e, così facendo, l'orchidea viene impollinata. Questa strategia è un esempio lampante di come la natura abbia sviluppato meccanismi di attrazione altamente specializzati.

La Forma: Una Guida per l'Impollinazione

Anche la forma del fiore gioca un ruolo cruciale nel determinare il modo in cui gli insetti entrano in contatto con stami e pistillo e, di conseguenza, la loro capacità di impollinare. La varietà e complessità delle forme dei fiori hanno due obiettivi: selezionare i potenziali impollinatori (più o meno efficienti) e consentire all'insetto di imparare a "maneggiare" il fiore e trovare più velocemente ciò che cerca.

Il Nettare: La Ricompensa Energetica

Un ulteriore aspetto importante per comprendere i rapporti di impollinazione tra piante e impollinatori riguarda la produzione di nettare. Il nettare è una secrezione dolce prodotta dai nettari, composta principalmente da acqua e dagli zuccheri fruttosio, glucosio e saccarosio. Dipendentemente dalla specie e dalle condizioni ambientali, il contenuto di zuccheri nel nettare può variare dal 3 all'80%.

I nettari si trovano solitamente alla base degli stami, così da forzare gli impollinatori a venire a contatto con il polline da trasportare. La maggior parte dei fiori secerne solo quantità relativamente piccole di nettare, il che incoraggia l'impollinazione incrociata, poiché gli animali devono visitare diversi fiori per ricevere un pasto completo. Inoltre, i fiori possono avere diversi tassi di produzione di nettare; una volta che il nettare viene raccolto da un insetto, il fiore può reintegrarlo per il successivo insetto di passaggio.

Alcuni insetti, noti generalmente come "ladri di nettare", aggirano gli organi sessuali dei fiori per ottenere il nettare, spesso penetrando all'esterno del fiore anziché entrarvi. Malgrado tale teoria sia tutt'oggi oggetto di discussione, può risultare utile nel definire il grado di specializzazione (e viceversa di generalizzazione) di una specie vegetale nei confronti degli impollinatori.

LE 5 PIANTE CHE ATTIRANO DI PIU' ( impollinatori tutto l'anno )

Grado di Specializzazione nell'Impollinazione

Alcune specie vegetali mostrano un elevato grado di specializzazione, venendo normalmente visitate da un singolo gruppo di impollinatori (per esempio, dai soli bombi). Al contrario, altre specie, definite generaliste, possono essere impollinate da gruppi molto diversi di insetti (ad esempio, mosche e coleotteri). Il livello di generalizzazione è stato spesso messo in relazione al grado di apertura di un fiore.

Fiori a Disco

I fiori a disco sono la tipologia di fiore più semplice e sono definiti così per la caratteristica posizione assunta dai petali quando la corolla è completamente aperta. Questo tipo di fiore ricorre prevalentemente nella famiglia delle Ranunculaceae (per esempio ranuncoli, anemoni ed ellebori) e delle Rosaceae (ad esempio rosa, biancospino, melo e pesco). Gli stami, molto numerosi, vengono portati centralmente alla corolla e il polline, anch'esso prodotto in abbondanza, può essere facilmente raggiunto dagli insetti. In questa tipologia di fiori il calice e la corolla assumono una forma allungata, con una simmetria attinomorfa. Il numero di petali e stami è inferiore rispetto ai fiori a disco. I nettari sono posti alla base del tubo della corolla: il nettare, perciò, risulta disponibile solo a quegli insetti caratterizzati da una lingua sufficientemente sviluppata per poter raggiungere la base del fiore. In questo tipo di fiori la corrispondenza tra lunghezza della corolla e lingua degli impollinatori risulta l'elemento determinante la selezione degli impollinatori.

Fiori a Tubo

Questa tipologia di fiore rappresenta una situazione intermedia tra la morfologia a disco e la morfologia a tubo, tra le quali esiste un vero e proprio continuum, formato da specie a corolla via via sempre più chiusa. A differenza della categoria precedente, in questo caso i fiori presentano una maggiore apertura della corolla: l'impollinazione, perciò, non avviene mediante l'intrusione della sola lingua, bensì attraverso l'ingresso dell'intero corpo del pronubo nel fiore. Questa morfologia fiorale comprende specie generalmente con petali fusi alla base e liberi in corrispondenza dell'apertura. In questa categoria vengono incluse le tipologie fiorali caratterizzate da una simmetria bilaterale: fiori cosiddetti zigomorfi. Il nettare è, anche in questo caso, posto alla base del tubo della corolla; perciò, la possibilità per un dato insetto visitatore di accedervi è subordinata alla lunghezza della lingua.

Vari tipi di corolle floreali

Fiori a Pennello

Con il termine "fiore a pennello" si fa genericamente riferimento ad infiorescenze molto dense che, da un punto di vista visivo, possono essere considerate come un singolo fiore. Da decine a centinaia di piccoli fiori sono generalmente impacchettati a formare una singola struttura tridimensionale più o meno sferica, dalla quale si protendono le antere di ogni singolo fiore, conferendo all'infiorescenza l'aspetto di un pennello. La risorsa principale per gli insetti è rappresentata dal polline: abbondante e posto direttamente sulla superficie dell'infiorescenza, può essere facilmente raggiunto da qualsiasi gruppo di impollinatori.

Infiorescenze a Capolino

Le infiorescenze a capolino sono composte da numerosi piccoli fiori disposti uno vicino all'altro a formare una struttura tridimensionale tipicamente piatta o semisferica, come nella margherita o nella camomilla. Le infiorescenze a capolino possono essere di molteplici tipi; tuttavia, nella maggioranza dei casi, queste presentano due tipi di fiori: fiori a simmetria bilaterale a funzione prevalentemente attrattiva disposti a raggiera lungo il margine dell'infiorescenza e fiori centrali a simmetria radiale collocati nella parte centrale. I petali di ogni singolo fiore normalmente sono saldati tra loro a formare un breve tubo, entro il quale si concentra il nettare. Proprio questa struttura a tubo esercita una vera e propria selezione sugli insetti impollinatori, selezionandoli sulla base della lunghezza della lingua.

Evoluzione e Geni della Corolla

L'esistenza di fiori con un numero di petali maggiore del normale è nota all'uomo da oltre duemila anni. Nel corso dei secoli sono state selezionate le mutazioni naturali avvenute nei geni che regolano la corolla per favorire la diffusione di varietà di piante con fioriture spettacolari. Le cosiddette varietà di fiori a "fiore doppio", la cui corolla ha più petali del normale, sono molto ricercate nel mercato vivaistico. Le rose con questa caratteristica vengono spesso usate come piante ornamentali per abbellire i giardini.

Un recente studio italiano, pubblicato sul Journal of Experimental Botany, ha dimostrato l'esistenza di un gene "iperattivo" che permette ad alcune varietà di piante molto comuni, come le rose, i garofani e le petunie, di avere un numero di petali maggiore del normale. La ricerca è stata coordinata dai ricercatori dell'Università di Milano, guidati da Laura Rossini, dell'Istituto di biologia e biotecnologia agraria del Consiglio Nazionale delle ricerche (Ibba-Cnr) e da Stefano Gattolin, del Parco tecnologico padano di Lodi. Analizzando delle banche dati contenenti informazioni sul DNA di diverse specie di piante, gli esperti sono riusciti a individuare delle mutazioni molto simili, collegate a un gene chiave dello sviluppo del fiore, del quale modificano la regolazione in modo da farlo lavorare più a lungo e ottenere così un numero abbondante di petali.

"È stato davvero sorprendente analizzare uno a uno i geni che ritenevamo coinvolti e ritrovare via via mutazioni analoghe nella rosa Rugosa, nei garofani e nelle popolari petunie doppie, quelle cioè con un numero aumentato di petali," osserva Stefano Gattolin. Laura Rossini, docente di genetica vegetale agraria presso l'Università degli Studi di Milano, aggiunge che "il trasferimento di questa informazione genica a specie diverse non era affatto scontato."

Illustrazione di un fiore con petali doppi

Il Fiore Completo e il suo Contesto

Per comprendere appieno la corolla, è utile inquadrarla nel contesto del fiore completo. Il fiore è l'organo riproduttivo che esplica la sua funzione producendo i semi e assicurando la continuità e la diffusione della specie.

Esternamente si distingue il peduncolo, che termina con un ingrossamento denominato ricettacolo (o talamo), e che costituisce la base sulla quale si inseriscono le diverse parti del fiore. Queste parti sono livelli di foglie (verticilli) più o meno trasformate.

Il fiore completo è composto da quattro verticilli:

  • Calice: Il verticillo più esterno, formato da un insieme di foglioline verdi chiamate sepali.
  • Corolla: Il secondo verticillo, che si trova internamente al calice ed è formata da foglie di diverso colore chiamate petali. Insieme al calice, forma il perianzio, ovvero l'insieme delle foglie sterili trasformate (antofilli) che nel fiore svolgono funzione di protezione nei confronti delle foglie fertili (stami e carpelli) e funzione di richiamo degli impollinatori (funzione vessillare).
  • Androceo: Il terzo verticillo, che rappresenta la parte maschile del fiore. È costituito dagli stami, ossia sottili filamenti sovrastati dalle antere (o sacche polliniche) contenenti il polline che, giunto a maturità, viene espulso.
  • Gineceo (o Pistillo): Il quarto verticillo, che rappresenta la parte femminile del fiore. Il pistillo è costituito dall'ovario, ossia la parte basale ingrossata contenente l'ovulo, il sacco embrionale e i gameti femminili, dallo stilo, ovvero la parte allungata che unisce l'ovario con lo stigma e che ha funzione di ricezione del polline.

La porzione esterna del fiore, composta dai primi due verticilli (calice e corolla), è detta perianzio.I fiori possono essere singoli, se sullo stesso peduncolo si ha un solo fiore, oppure riuniti, e in questo caso, si parla di infiorescenze. Le infiorescenze si dividono, a loro volta, in due gruppi principali: le racemose, o indefinite, e le cimose, o definite.

Sezione trasversale di un fiore completo

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