L'Evoluzione e il Futuro della Casa Automobilistica Giapponese Nissan: Storia, Innovazione e Strategia

La Nissan Motor Co. è una casa automobilistica giapponese conosciuta sul mercato italiano soprattutto per i suoi fuoristrada e più recentemente per la vettura da città Nissan Micra e per il crossover Nissan Qashqai; si tratta della seconda casa nipponica in ordine di grandezza, dopo la Toyota. Fondata nel 1933, l’azienda ha saputo trasformarsi da piccolo produttore locale a gigante multinazionale. Il nome “Nissan”, abbreviazione di Nihon Sangyo (traduzione nipponica di “industrie giapponesi”), viene coniato quando la holding fondata da Yoshisuke Aikawa si fonde con la Tobata Imono e inizia a specializzarsi nella produzione di veicoli a quattro ruote.

Sede centrale Nissan a Yokohama

Dalle origini al miracolo economico giapponese

Per rintracciare le radici della storia del marchio Nissan bisogna risalire all’ultima parte degli anni ’20, quando un imprenditore giapponese, Yashisuke Aikawa, fonda la Nihon Sangyo, una società dedita all’organizzazione ed al controllo di fonderie ed aziende produttrici di ricambi per autovetture. L’azienda fondata da Aikawa iniziò a dedicarsi alla produzione di automobili solo sul finire del 1933. Masujiro Hashimoto fondò la Kwaishinsha Motor Car Works il 1º luglio 1911 nel distretto Azabu-Hiroo di Tokyo, che successivamente divenne DAT Motors.

Nel 1931 la DAT uscì con una nuova vettura più piccola, chiamata Datson 10, la prima "Datson", che significa "figlio di DAT". La produzione venne temporaneamente sospesa nel 1941 a causa della seconda guerra mondiale. Fino a questo stop forzato la Nissan aveva prodotto in totale 20.000 veicoli circa. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, il Giappone si concentrò sullo sviluppo in due direzioni: scienza e tecnologia. Il vero boom delle auto arrivò in Giappone con la Guerra di Corea, quando gli americani, invece di importare auto dagli Stati Uniti, volevano acquistarle dal Giappone. In effetti, la prima auto 4x4 fu costruita in Giappone.

Nel 1951 entrò in produzione un fuoristrada che utilizzava l'esperienza accumulata negli anni della guerra sui mezzi militari: nacque quindi il Nissan Patrol. Nel 1958 la Nissan si confermò a livello mondiale quando una Datsun 210 vinse il "Mobilgas Round Australia Trial". In quello stesso anno iniziò l'esportazione negli Stati Uniti. Nel 1966, Nissan si fuse con la Prince Motor Company, portando nella sua gamma più modelli di alto livello, tra cui la Nissan Skyline e la Nissan Gloria.

L'internazionalizzazione e il legame con l'Europa

Negli anni '60, quando il paese ha iniziato a esportare auto giapponesi, la loro reputazione non era delle migliori, venendo acquistate piuttosto per il loro basso prezzo. Tuttavia, negli anni '70, a causa della crisi petrolifera, l'auto giapponese divenne un bene ricercato, poiché i motori giapponesi erano economici in termini di consumo di carburante. La Nissan così ha saputo rispondere all’appello dei consumatori statunitensi: la Nissan Sunny fu un enorme successo di vendite.

Negli anni '80, il legame con l'Europa si consolida grazie alla costruzione dello stabilimento di Sunderland, nel Regno Unito, nel 1982. La filiale italiana nasce invece nel 1988. In questo decennio nasce la prima generazione di quello che probabilmente è il modello più riconosciuto del marchio Nissan, la Micra. La seconda generazione della Micra, uscita nel 1993 per il mercato europeo, divenne la prima auto giapponese ad aggiudicarsi il premio di Migliore auto dell’anno.

Nuovo Nissan Qashqai 2021 l La Produzione nello stabilimento di Sunderland UK

L'Alleanza Renault-Nissan e la rivoluzione del Crossover

È nel 1999 che avviene una svolta storica: l’accordo con Renault, da cui nasce il quarto gruppo automobilistico mondiale. Dopo alcune difficoltà subite durante la fine del secolo, grazie alla fusione con il gruppo francese, la Nissan ha potuto ritrovare slancio e vitalità nei mercati globali. In seguito, nel 2016, l'Alleanza si è estesa alla Mitsubishi.

Il vero punto di svolta per la rinascita Nissan è la realizzazione della Nissan Qashqai nel 2006. Lanciato come il “crossover urbano”, pioniere di una nuova categoria di veicoli, resta tuttora il modello più venduto nella regione in questo segmento di mercato. All’inizio del 2002, 25 specialisti Nissan si recarono presso il centro di sviluppo della Casa, in Giappone, dando il via a 12 mesi di progettazione. L’idea iniziale era di creare qualcosa di diverso dal modello precedente, l'Almera, per confrontarsi al meglio con competitor come SEAT Altea e Volkswagen Golf Plus.

La sfida fu quella di abbattere alcuni deterrenti all’acquisto dei SUV, unendo le migliori caratteristiche delle berline familiari e gli elementi più apprezzati dei SUV. Ed è così nata l’idea del primo crossover. La produzione nello stabilimento di Sunderland ha raggiunto record incredibili: a fine febbraio di alcuni anni fa il Qashqai aveva raggiunto quota 2.398.134 unità prodotte in meno di 10 anni.

Tecnologia, Innovazione e il Futuro Elettrico

Oggi il marchio giapponese continua a investire nell'elettrificazione. L’e-Power è un sistema che Nissan ha lanciato nel 2022 come ideale ponte tra la mobilità a combustione e quella elettrica, distinguendosi dalle soluzioni ibride tradizionali: a muovere le ruote è esclusivamente il motore elettrico mentre quello termico ha la sola funzione di generare energia.

La Micra è una di quelle auto che hanno fatto la storia dell’azienda giapponese. Ora, con la nuova generazione, Nissan prende una strada completamente nuova: il legame con il Gruppo Renault emerge in modo evidente. La nuova Micra condividerà infatti la piattaforma con la nuova Renault 5 E-Tech. Progettata nel Centro Stile di Londra, la Nissan Micra del prossimo futuro è descritta come pratica e pensata per la nuova era elettrica, con tagli di batteria da 40 e 52 kWh e un'autonomia che dovrebbe superare i 400 km.

Anche la Nissan Leaf, icona dell'elettrico, si prepara a una trasformazione radicale, diventando una crossover basata sulla piattaforma CMF-EV, la stessa utilizzata per la Ariya. La Juke, fin dal suo debutto nel 2010 modello di rottura, passerà anch'essa all’elettrico puro, con linee ispirate al concept Hyper Punk.

Modello concept Nissan elettrico

Il contesto industriale: l'industria automobilistica giapponese

Attualmente, il mercato delle auto giapponesi è dominato da 12 marchi principali, con i più noti che rappresentano i pilastri dell'industria. Oltre a Nissan, troviamo colossi come Toyota e Honda. Toyota è il marchio di auto più venduto al mondo, noto per l'affidabilità dei veicoli. Honda, invece, è un gigante noto inizialmente per la produzione di motociclette, che negli anni '60 ha iniziato a costruire auto sportive, autovetture e persino camion.

Le auto giapponesi di alta qualità sono sinonimo di una solida reputazione in termini di affidabilità e innovazione tecnologica. Un esempio di questa diversificazione culturale e tecnologica è il segmento delle cosiddette "Kei car". Si tratta del tipico segmento delle utilitarie giapponesi, che comprendono vari tipi di carrozzeria, tra cui SUV e furgoni. Ciò che le accomuna sono le dimensioni ridotte, adatte alla guida in città affollate. La loro grande popolarità nel Paese del Sol Levante è influenzata dal fatto che i proprietari di kei car ricevono notevoli sconti dallo Stato. Nel 2016, le kei car hanno rappresentato fino al 30% di tutte le auto nuove vendute nel mercato giapponese.

L'impegno di Nissan verso la sostenibilità, la localizzazione della produzione (come lo storico impianto di Sunderland nel Regno Unito o quello di Barcellona in Spagna) e la continua ricerca tecnologica, testimoniano una casa automobilistica che, pur vantando una storia ultra-centenaria, guarda con decisione verso un futuro dominato dalla mobilità a zero emissioni e dall'integrazione globale. Nissan non è solo un costruttore, ma un hub di innovazione che continua a ridefinire il concetto di mobilità urbana per le nuove generazioni di automobilisti in tutto il mondo.

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