Opel Kadett Sport Coupé anni '70: Un'Icona di Design e Versatilità

La Opel Kadett degli anni '70, e in particolare la versione Sport Coupé, rappresenta un capitolo significativo nella storia dell'automobilismo, unendo un design innovativo a una notevole versatilità meccanica e commerciale. Frutto del progetto TL1090, avviato pochi anni prima dalla Opel, la Kadett B, presentata nel settembre del 1965 al Salone di Francoforte, fu progettata con l'obiettivo di migliorare l'abitabilità e le prestazioni rispetto alla precedente Kadett A. La successiva Kadett C, invece, nacque da un progetto ancora più ambizioso, il "T-Car", volto a creare una "world-car" economica e compatta, capace di soddisfare le esigenze dei mercati globali in un periodo di crescenti preoccupazioni ecologiche e di sicurezza.

Opel Kadett B Kiemen Coupé

L'Evoluzione del Design: Dalla Kadett B alla Kadett C

La Kadett B reinterpretò i tratti essenziali della prima generazione, rendendoli più eleganti e snelli. L'allungamento del corpo vettura di 18 cm e dell'interasse di 9 cm contribuì a un profilo più slanciato. Il frontale manteneva la calandra a listelli orizzontali, tipica delle precedenti Kadett L, con tre listelli verticali e proiettori tondi incastonati in un alloggiamento quadrangolare. Le estremità di frontale e coda furono levigate, con gli accenni di pinne ormai quasi del tutto scomparsi. La coda, più lunga e leggermente più spiovente, era caratterizzata da piccoli fari rettangolari.

La versione coupé della Kadett B, nota anche come "Kiemen Coupé", si distingueva per il padiglione più spiovente e soluzioni particolari come il montante posteriore di forma triangolare, munito di un inserto a forma di finta presa d'aria a tre listelli, che ricordava la branchia di un pesce. Questa particolarità stilistica le conferì un'identità unica.

Con la Kadett C, presentata alla fine dell'estate 1973 al Salone di Francoforte, si assistette a una rottura stilistica più marcata. La vettura, leggermente più lunga, bassa e stretta rispetto al modello uscente, fu la prima ad essere studiata in galleria del vento, portando a un design più moderno, caratterizzato da spigoli evidenti ma smussati e linee più tese, pulite e lineari. Una delle "chicche" stilistiche era il bocchettone del carburante posto sul montante posteriore destro. Il frontale inclinato in avanti presentava una calandra nera a listelli orizzontali e fari tondi nelle versioni base, rettangolari nelle altre, incastonati in un alloggiamento quadrato nero. Sotto il paraurti, un piccolo spoiler anteriore integrato nella scocca aggiungeva un tocco di sportività. La vista laterale tradiva una parentela stilistica con la "sorella maggiore" Ascona, con fiancate lisce e prive di orpelli.

La versione coupé della Kadett C adottò un approccio stilistico emozionale e atipico, con il padiglione ridisegnato a mo' di onda, dando luogo a una coda fluida e sinuosa. Questo design riscosse un notevole successo, non solo commerciale.

Disegno tecnico Opel Kadett C Coupé

Abitabilità e Interni: Comfort e Funzionalità

L'abitabilità interna della Kadett B variava in base alla configurazione della carrozzeria. Se la versione giardinetta (Caravan) offriva spazi generosi, la coupé risultava più sacrificata, specialmente per i passeggeri posteriori. La berlina, omologata per cinque persone, era comoda per quattro. Nella coupé, il costruttore dichiarava sempre cinque persone, ma solo due di statura bassa potevano trovare posto comodamente a causa del padiglione spiovente. Altre differenze tra berlina e coupé riguardavano il pavimento, con una moquette nella coupé al posto dei tappetini della berlina, e i sedili, rivestiti interamente in skai nella berlina e in misto tessuto-skai nella coupé. In ogni caso, i rivestimenti erano moderni su entrambi i modelli. Particolare era la presenza di braccioli ricavati direttamente sui pannelli laterali per i passeggeri posteriori, anche nelle versioni a due porte.

Il posto guida della Kadett B era più moderno del modello precedente, con un cruscotto dal disegno più spigoloso che ospitava tre strumenti tondi: l'orologio a destra, il tachimetro al centro e un cluster a sinistra con termometro dell'acqua, indicatore del livello carburante e quattro spie. Il volante a tre razze, a calice, era minimalista con un piccolo pulsante del clacson centrale. La pedaliera, con tutti i pedali sospesi, era leggermente disassata sulla sinistra. La leva del cambio era disponibile in due misure: lunga e inclinata o corta e dritta, quest'ultima con un rinvio di considerevole precisione meccanica. Il bagagliaio della berlina, con i suoi 480 litri di capacità, era più capiente rispetto alla Kadett A e alla concorrenza più diffusa, nonostante una soglia di carico molto alta.

Nonostante la Kadett C nascesse su un pianale con interasse accorciato di 2 cm rispetto alla Kadett B, l'abitacolo risultava più lungo, anch'esso di 2 cm, grazie a un'ottimizzazione degli spazi interni. L'abitacolo era caratterizzato da una grande luminosità, merito delle ampie superfici vetrate, specialmente quelle laterali, leggermente curve come nella generazione B. Anche il parabrezza era particolarmente inclinato. L'arredamento era razionale, sobrio ed essenziale, con una ristretta gamma di tinte per i rivestimenti. Il posto guida presentava un volante a tre razze e una strumentazione racchiusa sotto una palpebra antiriflesso. La plancia fu oggetto di studio per migliorare la sicurezza passiva, con l'eliminazione di zone sporgenti e l'uso di rivestimenti più morbidi.

Meccanica e Innovazioni Tecnologiche

La Kadett B riconfermò la struttura a scocca portante e l'architettura meccanica a motore anteriore longitudinale e trazione posteriore, analogamente alla precedente Kadett A. La trasmissione era affidata a un cambio a 4 marce con rapportatura più corta. La meccanica telaistica includeva un avantreno a ruote indipendenti con bracci sovrapposti e balestra trasversale, e un retrotreno ad assale rigido con balestre longitudinali. Nell'autunno del 1966, il Salone di Parigi vide l'introduzione di un nuovo impianto frenante a doppio circuito idraulico con servofreno.

La Kadett C rimase fedele al classico schema meccanico a motore anteriore longitudinale e a trazione posteriore, un'ultima volta prima della conversione al "tutto avanti" della generazione successiva. La struttura a scocca portante integrò un pianale di nuova generazione, con la principale novità di un nuovo avantreno a quadrilateri articolati, mentre il retrotreno riconfermava la soluzione ad assale rigido con puntoni longitudinali di reazione e barra Panhard. L'impianto frenante prevedeva quattro tamburi su quasi tutta la gamma d'esordio, tranne che nella motorizzazione di punta, dotata di dischi all'avantreno. Successivamente, nel marzo 1974, i freni a disco anteriori furono estesi a tutta la gamma.

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Motorizzazioni e Versioni Speciali

La Kadett B debuttò con diverse motorizzazioni, ma la prima versione sportiveggiante, la Kadett Rallye Coupé, introdotta nel novembre 1966, si caratterizzava per il motore da 1,1 litri ulteriormente potenziato a 60 CV. Esternamente, la Rallye Coupé si distingueva per la verniciatura bicolore giallo e nero opaco su gran parte del cofano motore, strisce adesive nere lungo la linea di cintura, cerchi in acciaio senza copriruota e fari supplementari. A causa delle scarse prestazioni lamentate dalla stampa, nel settembre 1967, la Kadett Rallye Coupé venne affiancata da una versione con un più potente motore da 1,9 litri di origine Rekord, capace di 90 CV. Questa nuova versione era riconoscibile per l'aggiunta di altri due fari supplementari, per un totale di quattro.

La gamma motori della Kadett B fu notevolmente ampliata con l'arrivo di altre due motorizzazioni, da 1,5 (65 CV) e da 1,7 litri (75 CV), entrambi parte della famiglia CIH. Il motore 1.5 litri fu destinato solo ad alcuni mercati esteri, tra cui l'Italia. Nel 1971, i due motori 1.1 da 45 e 55 CV furono sostituiti da un unico 1.1 da 50 CV, e il 1.1 da 60 CV vide la cilindrata crescere a 1196 cm³. Sempre nel 1971, per alcuni mercati, fu disponibile un motore da 1 litro derivato dalla Kadett A, con 48 CV.

La Kadett C, al debutto, offriva una gamma articolata in tre allestimenti: base (fari anteriori tondi), L (Lusso, fari anteriori rettangolari, fascia nera posteriore, guarnizioni inox sui finestrini) ed SR (motore 1.2 S da 60 CV, decorazioni nere sul cofano e fiancate). A causa della crisi petrolifera del 1973, nel marzo 1974 fu introdotta una versione economica per il solo mercato interno, con una variante depotenziata del motore da un litro che erogava 40 CV. Nel 1975, la versione SE, ancora più spoglia ed essenziale, fu destinata ai clienti più attenti al risparmio.

Sempre nel 1975, al Salone di Francoforte, debuttò la Kadett GT/E, versione sportiva disponibile solo in abbinamento alla carrozzeria coupé. Questa versione si caratterizzava per la livrea bicolore gialla e nera e montava il motore 1.9 a iniezione da 105 CV. La GT/E raggiungeva una velocità massima tra i 184 e i 190 km/h e fu la prima Kadett a iniezione e la prima equipaggiabile con un cambio manuale a 5 marce (a richiesta). Nel settembre del 1977, la GT/E ricevette un nuovo motore da 2 litri con 115 CV e cambio manuale a 5 marce di serie. Venne affiancata dalla Kadett Rallye 1600 S, con motore da 1,6 e 75 CV, posizionandosi come un'opzione intermedia.

Opel Kadett GT/E anni '70

Nel 1976, il Salone di Ginevra vide l'introduzione di una variante inedita, la Kadett Aero, la prima e unica Kadett con carrozzeria targa. Basata sulla berlina a 3 volumi e 2 porte, era stata modificata per includere un tetto amovibile e una capote apribile nella parte posteriore, con il montante posteriore irrobustito per fungere da roll-bar. Realizzata dalla carrozzeria Baur di Stoccarda, la Kadett Aero era equipaggiata con un 1.2 S da 60 CV.

La Kadett B nel mercato internazionale

L'accoglienza ricevuta dalla Kadett B fu molto calorosa, con circa 400.000 esemplari prodotti in poco più di un anno. La General Motors, detentrice del marchio Opel, notò il potenziale internazionale della vettura. Già dal 1966 alcuni esemplari di Kadett furono esportati negli USA per testare il gradimento, e dal 1967 il quantitativo aumentò con l'aggiunta della LS fastback a 2 porte alle versioni berlina e Caravan. Le versioni USA erano disponibili con tre dei motori europei (mancava solo il 1.7), ma con rivisitazioni per l'omologazione nel mercato statunitense. Ad esempio, la potenza del 1.5 saliva da 65 a 68 CV, mentre quella del 1.9 scendeva da 90 a 85 CV. Esternamente, le Kadett destinate agli USA si distinguevano per il frontale ripreso dalla Olympia A, con la calandra a tutta larghezza che si estendeva oltre i fari.

Forte di questi risultati, General Motors cominciò a far assemblare la Kadett anche in altri Paesi, come Gran Bretagna, Svizzera, Australia, Brasile, Giappone e Sudafrica. In Svizzera, nello stabilimento GM di Bienne, venne prodotta la Ascona 1700, una Kadett B berlina a 4 porte prodotta esclusivamente per il mercato locale, con allestimento interno rivisitato e motore da 1,7 litri e 75 CV. Tra il 1968 e il 1970, la produzione annua della Kadett B raggiunse il suo apice con 437.217 esemplari nel 1969. Nell'agosto 1970, diverse versioni furono pensionate, inclusa la Caravan a 5 porte, la Kiemen-Coupé e la LS con carrozzeria fastback, per evitare la cannibalizzazione commerciale con la Ascona lanciata nello stesso anno.

La Kadett C come "World-Car"

La Kadett C venne concepita come "world-car" e fu prodotta e commercializzata in ogni angolo del mondo, con rivisitazioni stilistiche o tecniche e grazie a un sapiente lavoro di badge-engineering. Tra il 1974 e il 1985, fu prodotta e commercializzata in Giappone come Isuzu Gemini, un nuovo modello che montava motori Isuzu a benzina da 1,6 e 1,8 litri (61 e 80 CV) e un 1.8 diesel da 52 CV. Nel 1979, la Gemini fu ristilizzata con un nuovo frontale.

Mappa della diffusione globale della Opel Kadett C

In Estremo Oriente, dal 1977 la Kadett C fu prodotta e commercializzata in Corea del Sud come Saehan Gemini, successivamente rimarchiata Daewoo Maepsy. Da questa derivò anche una variante pick-up, la Saehan Max. In Sudamerica, la Kadett C fu prodotta e commercializzata in Brasile, Argentina, Colombia, Ecuador, Uruguay e Venezuela, sia come Chevrolet Chevette che come GMC Chevette. Questi modelli erano equipaggiati con motori Isuzu 1.6 a benzina e 1.7 diesel. Anche qui, fu costruita una variante pick-up, la Chevrolet Chevy 500. In Argentina, tra il 1974 e il 1980, fu prodotta la Opel K 180, simile alla Kadett europea ma con un motore 1.8 a benzina prodotto localmente.

La Kadett C fu prodotta e commercializzata anche negli Stati Uniti come Chevrolet Chevette, ma si trattava di un modello differente rispetto a quello sudamericano. La Chevette nordamericana era una berlina a due volumi e tre porte, basata sulla berlina europea, ma stilisticamente più vicina ai gusti nordamericani, con un frontale affine a quello delle Chevrolet Camaro e Pontiac Trans Am. Le cilindrate dei motori disponibili erano di livello "europeo": 1.4, 1.6 e 1.8 litri, sempre di origine Isuzu. Inizialmente solo a tre porte, la Chevette fu successivamente proposta anche a cinque porte, con un passo allungato di 7,5 cm. La produzione della Chevette nordamericana totalizzò ben 2,7 milioni di esemplari tra il 1975 e il 1987.

Il Valore della Opel Kadett Usata Oggi

La Opel Kadett usata, in particolare i modelli degli anni '70, presenta dinamiche di valore interessanti per collezionisti e appassionati. Una Opel Kadett usata del 1970 perde in media circa €98 di valore al mese. Fattori che influenzano la svalutazione includono il chilometraggio, l'età del veicolo, il numero di proprietari precedenti, incidenti o danni subiti, e la versione, l'allestimento e gli optional. La svalutazione è un elemento fondamentale per calcolare il costo totale di possesso di una Kadett. Oltre alla svalutazione mensile, è importante considerare anche i costi di carburante, bollo auto, assicurazione e manutenzione (inclusi pneumatici) per ottenere una visione chiara della spesa mensile complessiva.

Su piattaforme come AutoUncle, i prezzi delle Opel Kadett usate possono variare significativamente. Il modello più economico può essere acquistato a €1.000, mentre il modello più costoso può raggiungere circa €55.000. È importante confrontare i prezzi solo con auto con livelli di motorizzazione ed equipaggiamento simili.

Interni Opel Kadett Sport Coupé vintage

Considerando il tipo di carburante, per chi guida prevalentemente in città o su strade aperte e autostrade, e per brevi distanze, le auto a benzina sono scelte ovvie. Per viaggi quotidiani a lunga percorrenza, le auto elettriche moderne sono ideali se è possibile ricaricarle facilmente, anche se la Opel Kadett non è elettrificata. Per chi percorre lunghe distanze senza accesso alla ricarica, le auto diesel possono ancora essere un'opzione. La versione berlina è il tipo di carrozzeria preferito per la Opel Kadett, spesso con quattro porte, rendendola popolare per le famiglie.

Alternative e Prospettive

Con una selezione di 12.559 modelli disponibili su AutoUncle, la Lancia Ypsilon si posiziona come una delle migliori alternative alla Opel Kadett, con un prezzo medio di €7.500. Anche l'Audi Q3 Sportback è tra i modelli disponibili nello stesso segmento, con un prezzo medio di €39.490. Sebbene la Opel Kadett non sia elettrificata, esistono alternative elettriche nello stesso segmento per chi è aperto a nuove opzioni.

Esempi di Kadett usate mostrano la varietà e il valore di questi veicoli:

  • Opel Kadett A 1.0 Coupé L Super del 1965: venduta a €6.900, è una rarissima prima serie di interesse collezionistico e storico, iscritta all'ASI come auto storica.
  • Opel Kadett 2.0 3 porte GSi del 1987: offerta a €10.900, con carrozzeria e meccanica in buone condizioni, ideale per uso quotidiano.
  • Opel Kadett GSI 2000 16v del 1989: proposta a €15.000, conservata, prima vernice, di facilissimo ripristino, rarissima come motorizzazione.

Questi esempi evidenziano come la Opel Kadett, e in particolare le sue versioni coupé, mantengano un certo fascino e valore nel tempo, specialmente per gli appassionati di auto d'epoca.

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