Il mondo dello sport, sia esso inteso come competizione automobilistica o come infrastruttura per l'attività fisica, rappresenta un universo complesso e in continua evoluzione, dove la progettazione e la costruzione giocano un ruolo fondamentale. Questo settore unisce l'ingegneria più avanzata, un design attento alle performance e all'estetica, e una rigorosa conformità a normative specifiche.

L'Affascinante Universo delle Auto Sportive
Il mondo delle auto sportive rappresenta uno degli universi più affascinanti dell’automobilismo, poiché unisce tecnica, emozione, design e cultura in un insieme che da decenni alimenta la passione di milioni di appassionati. Le sportive non sono semplici mezzi di trasporto, ma vere e proprie espressioni di identità meccanica e filosofica, nate per offrire prestazioni superiori, una dinamica di guida precisa e coinvolgente, uno stile aggressivo e una connessione emotiva che va oltre l’esperienza quotidiana.
Cosa si Intende per Auto Sportiva
Un’auto sportiva può essere definita come un veicolo progettato con l’obiettivo principale di offrire prestazioni dinamiche superiori, una guida coinvolgente e un design che comunichi immediatamente carattere e agilità. Questa definizione, però, non si limita alla semplice presenza di un motore potente. Ciò che distingue una vera sportiva è l’insieme armonico di elementi come assetto, ripartizione dei pesi, rigidità del telaio, aerodinamica, freni ad alte prestazioni, sterzo diretto e risposta immediata del propulsore, tutte caratteristiche pensate per garantire precisione e sensibilità. La filosofia costruttiva privilegia l’equilibrio e l’interazione tra meccanica e conducente, offrendo un’esperienza che coinvolge ogni aspetto della guida, dalla stabilità in curva alla capacità di trasmettere feedback chiari attraverso volante e pedaliera.
Il design svolge un ruolo altrettanto importante, perché una sportiva comunica immediatamente la propria identità attraverso linee tese, proporzioni basse e larghe, appendici aerodinamiche e prese d’aria funzionali, che non hanno una finalità esclusivamente estetica ma contribuiscono alla gestione dei flussi d’aria, al raffreddamento e alla stabilità ad alte velocità. Anche gli interni seguono una logica ben definita: sedili avvolgenti, posizione di guida ribassata, comandi centrati sul conducente e materiali leggeri come fibra di carbonio o Alcantara, tutti elementi pensati per amplificare la sensazione di controllo. Una vera auto sportiva si riconosce inoltre dalla sua filosofia progettuale, che privilegia il rapporto peso/potenza, la reattività e il coinvolgimento, fattori che rimangono centrali anche oggi nonostante l’evoluzione tecnologica. Per questo motivo tanto una piccola coupé aspirata quanto una supercar da 700 CV possono essere considerate sportive, purché mantengano quella coerenza tecnica e caratteriale che definisce l’essenza della guida emozionale.
L'Evoluzione delle Auto Sportive: Dal Mito al Presente
L’evoluzione delle auto sportive potrebbe sembrare semplicemente un modo per rivangare sul passato, ma è importante comprendere tutte le differenze e i cambiamenti che portano fino a oggi. La loro evoluzione riflette cambiamenti profondi nel modo in cui l’automobile è progettata e vissuta.
Negli anni ’60 e ’70, l’idea di sportiva era legata alla leggerezza, alla purezza meccanica e alle potenze relativamente contenute, come dimostrano modelli iconici quali Porsche 911, Alfa Romeo Giulia GTA, Lotus Elan o Ferrari Dino, vetture che puntavano su equilibrio e agilità più che sulla forza bruta. Negli anni ’80 e ’90 la tecnologia iniziò a diventare protagonista, con l’introduzione del turbocompressore, dei primi controlli elettronici e della trazione integrale sportiva, elementi che permisero la nascita di modelli leggendari come Nissan GT-R, Lancia Delta Integrale, Toyota Supra, Honda NSX o Ferrari F40, auto capaci di prestazioni impressionanti per l’epoca.
Il nuovo millennio ha visto l’ascesa delle supercar moderne, vetture che uniscono materiali come la fibra di carbonio, aerodinamica avanzata e potenze elevate, spesso superiori ai 600 CV, trasformando la sportività in un’esperienza sempre più estrema ma anche controllabile. Negli ultimi dieci anni, il settore ha compiuto un ulteriore salto con l’arrivo delle hypercar, macchine capaci di superare i limiti precedenti grazie all’elettrificazione e a un’elettronica sempre più sofisticata, come dimostrano modelli quali Ferrari SF90 Stradale, Porsche 918 Spyder o McLaren P1. Oggi, l’evoluzione continua grazie alla transizione elettrica, che sta ridefinendo le prestazioni attraverso motori istantanei, torque vectoring e accelerazioni mai viste prima, aprendo una nuova era in cui la sportività mantiene il proprio fascino pur cambiando radicalmente la sua forma tecnica.
Parallelamente, il settore è diventato molto più diversificato, con categorie che spaziano dalle compatte ad alte prestazioni alle supercar in fibra di carbonio, fino alle nuove sportive elettriche capaci di accelerazioni impressionanti. Comprendere cosa rende un’auto “sportiva” significa quindi analizzare un mondo complesso in cui filosofia costruttiva, tecnologia, tradizione e passione dialogano continuamente, dando vita a vetture che continuano a evolversi pur mantenendo intatto il loro fascino senza tempo.
Come Sono Cambiate Le Automobili Nel Giro di 100 Anni
Auto Sportive, Supercar e Hypercar: Quali Sono le Differenze
Le differenze tra auto sportive, supercar e, più recentemente, hypercar, riguardano soprattutto filosofia costruttiva, prestazioni, materiali e posizionamento di mercato, poiché ciascuna categoria risponde a obiettivi specifici e propone esperienze di guida differenti.
Le auto sportive “tradizionali” includono vetture compatte o coupé progettate per offrire agilità, equilibrio e divertimento grazie a pesi contenuti, assetti rigidi e motori con potenze generalmente comprese tra 150 e 350 CV, come Mazda MX-5, Toyota GR86, Volkswagen Golf GTI o BMW M240i. Queste vetture privilegiano l’accessibilità e la facilità di utilizzo quotidiano, mantenendo però un’anima dinamica che le rende coinvolgenti tra le curve.
Le supercar rappresentano invece un livello superiore in termini di prestazioni e immagine, caratterizzate da propulsori ad alto rendimento, schemi tecnici sofisticati e materiali leggeri come alluminio e carbonio. Con potenze che spesso superano i 500 CV, trazione posteriore o integrale, cambio a doppia frizione e aerodinamica avanzata, modelli come Ferrari 488, Lamborghini Huracán, McLaren 570S o Porsche 911 Turbo S garantiscono prestazioni estreme e un design curato nei minimi dettagli per massimizzare stabilità e downforce.
Le hypercar rappresentano infine l’apice assoluto dell’ingegneria automobilistica, con vetture prodotte in serie limitatissime e potenze superiori ai 1.000 CV, spesso ottenute grazie a sistemi ibridi o elettrici. Esempi come Bugatti Chiron, Mercedes-AMG One o Koenigsegg Regera utilizzano aerodinamica attiva, materiali esotici e tecnologie derivate dalle competizioni per raggiungere velocità e accelerazioni un tempo impensabili.
Le Auto Sportive Più Iconiche di Sempre
La storia delle auto sportive è ricca di modelli che hanno lasciato un segno indelebile grazie al loro design, alle prestazioni e alla capacità di influenzare intere generazioni di appassionati, creando veri e propri miti a quattro ruote. Tra i marchi più rappresentativi troviamo Ferrari, che con modelli come F40, F355 o 458 Italia ha saputo unire estetica, tecnologia e un sound inconfondibile, trasformando ogni vettura in un’icona del Made in Italy. Porsche, con la leggendaria 911, ha scritto una storia unica basata su evoluzione continua, trazione posteriore e motore flat six, una formula che è rimasta fedele a sé stessa pur rinnovandosi tecnicamente. Lamborghini, invece, ha ridefinito il concetto di aggressività stilistica con modelli come Miura, Countach e Diablo, vetture che hanno reso celebre l’idea di supercar estrema.
Altre icone provengono da marchi specializzati: Lotus Elan e Elise hanno dimostrato l’importanza della leggerezza nella dinamica di guida, mentre Nissan GT-R ha rivoluzionato il concetto di performance digitale con tecnologie derivate dal motorsport. L’Italia vanta anche modelli iconici firmati Alfa Romeo, come la Giulia GTA, la 33 Stradale o la moderna 4C, tutte vetture che esprimono un equilibrio perfetto tra design e sportività. Queste auto iconiche non hanno solo rappresentato un’epoca, ma hanno plasmato la cultura automobilistica mondiale, influenzando designer, ingegneri e appassionati, dimostrando che la sportività non è fatta solo di numeri, ma anche di emozione, carattere e identità.
Le Migliori Auto Sportive Oggi: Prestazioni e Piacere di Guida
Le auto sportive moderne offrono un livello di prestazioni e precisione mai raggiunto prima, grazie a tecnologie avanzate che integrano elettronica intelligente, motori performanti e dinamica raffinata, rendendo la guida più coinvolgente e controllabile. Tra i modelli più apprezzati troviamo Porsche 911 nelle sue versioni Carrera e GTS, che continua a rappresentare un punto di riferimento per equilibrio e versatilità; BMW M2, una delle coupé compatte più divertenti e comunicative; Toyota GR Supra, che unisce potenza e agilità con un design distintivo; e Nissan Z, che riprende lo spirito delle sportive giapponesi degli anni d’oro.
Nel segmento superiore spiccano vetture come Chevrolet Corvette C8, con motore centrale e un rapporto qualità/prezzo sorprendente, e Audi TT RS, che offre una combinazione unica di compattezza, trazione integrale e potenza del suo cinque cilindri turbo. Anche Alpine A110 si distingue per leggerezza e precisione di guida, risultando una delle sportive più raffinate per chi ama le curve strette e il feeling analogico. Le sportive moderne non puntano solo sulla potenza, ma su una gestione elettronica avanzata che permette al conducente di sfruttare in sicurezza coppia elevata, trazione ottimizzata e sospensioni adattive. Questa combinazione ha reso le auto sportive contemporanee più accessibili nella guida, pur mantenendo un’anima votata alla performance pura. Il risultato è una gamma estremamente diversificata che permette a ogni appassionato di trovare la sportiva ideale, dal modello leggero ed equilibrato alla coupé ad alte prestazioni.
Le Auto Sportive Più Accessibili: Divertimento Anche Sotto i 40.000 Euro
Il mondo delle auto sportive accessibili dimostra che il divertimento non è riservato esclusivamente alle supercar, poiché esistono modelli progettati per offrire piacere di guida autentico anche con budget più contenuti, mantenendo un equilibrio ideale tra prestazioni, leggerezza e coinvolgimento. Tra le proposte più amate troviamo la Mazda MX-5, simbolo della sportività leggera grazie al peso ridotto, alla trazione posteriore e al cambio manuale preciso, caratteristiche che la rendono una delle roadster più apprezzate di sempre. Toyota GR86 e Subaru BRZ rappresentano un’altra interpretazione della sportività accessibile, basata su motore boxer, assetto equilibrato e un comportamento in curva estremamente comunicativo.
Per chi preferisce una sportiva dal carattere più aggressivo, l’Abarth 595/695 offre grande reattività in un corpo compatto, mentre la Volkswagen Polo GTI unisce prestazioni e praticità quotidiana. Nel panorama europeo spicca anche Alpine A110 nelle versioni meno costose, che pur superando in alcuni casi la soglia dei 40.000 euro mantiene uno spirito leggero e puro difficile da trovare altrove.

Auto Sportive per Neopatentati: Esistono?
Ultima componente da valutare, per gli appassionati di auto sportive che si mettono alla guida per la prima volta, riguarda il tema delle auto sportive per neopatentati, attualmente molto complesso, poiché la normativa italiana stabilisce limiti precisi riguardo alla potenza e al rapporto peso/potenza dei veicoli che i nuovi conducenti possono guidare, rendendo difficile associare una vera sportiva a questa categoria. Tuttavia, esistono alcune soluzioni che permettono di vivere un’esperienza dinamica senza violare le restrizioni previste dalla legge. Alcune case automobilistiche propongono versioni depotenziate di modelli più prestazionali, limitando la potenza pur mantenendo lo stile sportivo, come avviene talvolta per vetture compatte a vocazione dinamica.
Esistono anche modelli pensati per offrire un carattere sportivo attraverso assetto, estetica e comportamento dinamico, pur rimanendo entro i limiti legali. Vetture come Abarth 595 depotenziate, Hyundai i20 N Line, Ford Fiesta ST Line o Toyota Yaris GR Line rappresentano soluzioni che offrono una guida vivace, uno sterzo diretto e un feeling più coinvolgente rispetto alle versioni standard, senza rientrare nella categoria delle sportive pure. Per i neopatentati che desiderano un’esperienza ancora più dinamica, la scelta migliore è puntare su vetture leggere e ben bilanciate, poiché il piacere di guida non dipende esclusivamente dalla potenza ma dalla qualità dell’assetto, dalla risposta dei comandi e dal comportamento in curva. Sebbene le vere auto sportive rimangano fuori portata per motivi normativi, esistono numerose alternative dal carattere brillante che permettono di sviluppare sensibilità e controllo, preparando il terreno a un futuro passaggio verso modelli più prestazionali.
La Costruzione e Riqualificazione di Impianti Sportivi: Un Campo in Crescita
La costruzione e la riqualificazione di impianti sportivi sono settori in costante crescita, guidati dalla necessità di strutture moderne, sicure ed efficienti. La costruzione modulare, ad esempio, sta crescendo in tutti i campi e settori, compresi i club sportivi. Aziende come Algeco lavorano ogni giorno per offrire il meglio, per espandere gli spazi con gli ultimi progressi tecnologici e per offrire il miglior design sul mercato. Il progetto può essere gestito dall’inizio alla fine senza dover contattare altri fornitori complementari, riducendo così i costi e il tempo impiegato. La durata di vita della costruzione modulare non sarà diversa da quella di una struttura tradizionale, ma sarà determinata dal trattamento e dalla manutenzione dell’edificio.
Un esempio di questo dinamismo è il progetto della palestra nel quartiere S. Tomaso a Bergamo, frutto del lavoro degli architetti Gianmarco Fornara e Klejna Nasto del team di Settanta7. Un altro progetto di rilievo è l’Energizer Park di St. Louis, sviluppato dallo studio di progettazione internazionale HOK, con il contributo di Chris DeVolder e Francesca Meola. Eventi come il primo FSB Sports Show Riyadh, organizzato da Koelnmesse in collaborazione con dmg events, che si terrà dal 16 al 18 giugno presso il Riyadh Convention & Exhibition Centre in Arabia Saudita, sottolineano l'importanza e l'espansione di questo settore a livello globale.

La Sostenibilità nell'Erba Sintetica per Campi Sportivi
In una fase come questa in cui va crescendo la consapevolezza di una necessaria maggior attenzione all’ambiente in tutto il percorso di vita del prodotto industriale, dalla sua creazione all’utilizzo al recupero o smaltimento finale, chi produce erba sintetica per i campi sportivi è in prima fila nella sfida alla sostenibilità. Questo si traduce in ricerca e sviluppo di materiali più ecologici e processi produttivi a basso impatto ambientale, per garantire che il divertimento sportivo non comprometta il futuro del nostro pianeta.
Il Tappeto Erboso e le Superfici Sportive
Aziende come Bottos sono leader alla costante ricerca dell’eccellenza nell’ambito del tappeto erboso: dai mix di sementi, ai concimi granulari, ai concimi liquidi, offre una gamma completa di formulazioni liquide per la manutenzione del prato, attrezzature e prodotti/macchine per l’idrosemina. “Tutto inizia con il terreno adatto” è lo slogan scelto da Myplant per presentare la nuova edizione del format Verde Sportivo, l’evento dedicato allo sport all’aperto nell’ambito del Salone internazionale del Verde che si svolgerà dal 19 al 21 febbraio prossimi nei padiglioni di Fiera Milano Rho.
Un’azienda che ritroviamo molto spesso a conclusione degli interventi di riqualificazione delle piste di atletica leggera o della realizzazione di nuove superfici sportive è Genta Snc, responsabile delle segnature. Senza le segnature, tracciate a norma dei regolamenti federali, l’impianto non può essere utilizzato. Abbiamo posto qualche domanda al titolare di Genta Snc per approfondire l'importanza di questo aspetto spesso sottovalutato.
Le Norme per la Progettazione degli Impianti Sportivi
La realizzazione di impianti sportivi è soggetta alle norme che regolano le costruzioni edilizie in generale (norme urbanistiche, norme tecniche per le costruzioni, norme di sicurezza) ed a norme specifiche stabilite dagli enti sportivi (Coni e Federazioni sportive) per quanto riguarda campi di gara, attrezzature e servizi. Il progettista dell’impianto sportivo deve garantire il rispetto di tutte le norme citate in modo da superare tutti i controlli previsti ed ottenere tutte le necessarie (e numerose!) autorizzazioni ed omologazioni previste per l’esercizio dell’impianto sportivo. Oltre quindi a tutte le norme che devono essere rispettate quando si realizza un opera edile la realizzazione di un impianto sportivo deve sottostare a regole specifiche emanate da organi istituzionali e organi sportivi.
Attualmente, le principali norme di riferimento specifiche per la costruzione e l’esercizio di impianti sportivi sono:
- il D.M. 18/03/1996 recante “Norme di sicurezza per la Costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi” (come modificato dal D.M. 6 Giugno 2005)
- le Norme Coni per l’impiantistica sportiva
- il D.Lgs. 38/2021 recante “misure in materia di riordino e riforma delle norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi e della normativa in materia di ammodernamento o costruzione di impianti sportivi”.

D.M. 18/03/1996: Norme di Procedura per la Costruzione o Modificazione di Impianti Sportivi
Le disposizioni del D.M. 18/03/1996 si applicano ai complessi e agli impianti sportivi di nuova costruzione e quelli esistenti, già adibiti a tale uso anche se inseriti in complessi non sportivi, nei quali si intendono realizzare variazioni distributive e/o funzionali, eccetto gli interventi di manutenzione ordinaria di cui all’art. 31, lettera a) della legge del 5 agosto 1978, n. 457, nei quali si svolgono manifestazioni e/o attività sportive regolate dal C.O.N.I. e dalle Federazioni Sportive Nazionali riconosciute dal C.O.N.I. ove è prevista la presenza di spettatori in numero superiore a 100. Gli impianti devono essere conformi, oltre che a tali disposizioni, anche ai regolamenti del C.O.N.I. e delle Federazioni Sportive Nazionali e Internazionali.
Chi intende costruire un impianto destinato ad attività sportiva con presenza di spettatori in numero superiore a 100 deve presentare al comune, unitamente alla domanda di autorizzazione, la seguente documentazione:
- una planimetria rappresentante l’impianto o il complesso sportivo, l’area di servizio annessa, ove necessaria, e la zona esterna;
- piante ai vari livelli rappresentanti l’impianto sportivo con gli spazi e lo spazio di attività sportiva, la zona spettatori con disposizione e numero di posti, spazi e servizi accessori e di supporto, dimensioni e caratteristiche del sistema di vie d’uscita, elementi di compartimentazione, impianti tecnici ed antincendio;
- sezioni longitudinali e trasversali dell’impianto sportivo;
- documento da cui risulti che il proprietario dell’impianto ha diritto d’uso dell’area di servizio dell’impianto stesso;
- dichiarazione legale del locatore dalla quale risulti l’impegno contrattuale a favore del richiedente, nonché un titolo che dimostri la proprietà dell’impianto da parte del locatore nel caso di domande presentate dal locatario;
- parere sul progetto da parte del C.O.N.I. ai sensi della legge 2 febbraio 1939, n. 302 e successive modificazioni.
- relazione tecnica descrittiva del progetto, redatta con riferimento al decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37, e disposizioni collegate, nonché alla presente regola tecnica. (punto aggiunto dall’art. 3 del D.M. 06/06/2005. N.d.R.).
Il comune sottopone il progetto alla Commissione Provinciale di Vigilanza, per l’esercizio da parte di quest’ultima delle attribuzioni di cui all’art. 80 del Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, la quale redige apposito verbale con motivato parere circa la conformità dell’impianto alle presenti norme. Il verbale deve essere allegato ai documenti che a lavori ultimati il richiedente è tenuto a presentare al comune per la domanda di visita di constatazione, unitamente alla certificazione di idoneità statica ed impiantistica, nonché agli adempimenti previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577, ai fini della prevenzione incendi.
Tali procedure si applicano in tutti i casi di variazione delle caratteristiche distributive e funzionali dell’impianto o quando si verifichino sinistri che interessino le strutture e/o gli impianti. Su specifica richiesta della Commissione Provinciale di Vigilanza, e comunque ogni 10 anni a far data dal certificato di collaudo statico, deve essere prodotto alla Prefettura competente per territorio, ed al comune, un certificato di idoneità statica dell’impianto, rilasciato da tecnico abilitato. Alla Commissione di Vigilanza deve essere aggregato, a titolo consultivo, un rappresentante del C.O.N.I. dal medesimo designato.
Il D.M. 18/03/1996 detta norme specifiche anche in merito a:
- Ubicazione degli impianti
- Area di servizio annessa all’impianto
- Spazi riservati agli spettatori e all’attività sportiva
- Settori
- Sistema di vie di uscita
- Aree di sicurezza e varchi
- Distribuzione interna
- Servizi di supporto della zona spettatori
- Spogliatoi
- Manifestazioni occasionali
- Coperture pressostatiche
- Piscine
- Strutture, finiture ed arredi
- Depositi
- Impianti tecnici
- Dispositivi di controllo degli spettatori
- Gestione della sicurezza antincendio
All’art. 20, inoltre, sono previste norme specifiche anche per i complessi e gli impianti con capienza non superiore a 100 spettatori o privi di spettatori.
Il decreto 13/08/2024 apporta alcune modifiche ed integrazioni al D.M. 18/03/1996, introducendo il nuovo articolo “23-bis” e stabilendo che qualsiasi riferimento alle norme tecniche nel decreto del 1996 deve essere inteso come un rinvio alla regola dell’arte aggiornata, ossia alle pratiche tecniche e scientifiche più avanzate e attuali. In pratica, nelle more dell’emanazione dei provvedimenti attuativi del D.Lgs. 38/2021, si rinvia ai criteri inerenti alle modalità di progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti sportivi alle conoscenze e capacità tecniche e scientifiche nella loro vigenza ed evoluzione. L’obiettivo è garantire che gli impianti sportivi siano progettati, costruiti e gestiti secondo i più elevati e attuali standard di sicurezza disponibili, eliminando il rischio di fare affidamento su norme ormai obsolete. Ricordiamo che il D.Lgs. 38/2021 prevede all’art 8 l’emanazione di un apposito decreto per il riordino e l’aggiornamento delle norme in materia di ordine e sicurezza pubblica nonché di prevenzione incendi e sicurezza antincendio per gli impianti sportivi.
Le Norme del D.Lgs. 38/2021 sugli Impianti Sportivi
Il decreto detta norme in materia di:
- costruzione;
- ristrutturazione;
- gestione;
- sicurezza;
- degli impianti sportivi, compresi quelli scolastici.
Al fine di favorire l’ammodernamento e la costruzione di impianti sportivi, con particolare riguardo alla sicurezza degli stessi e dei loro fruitori e degli spettatori, il soggetto che intende realizzare l’intervento presenta al Comune o al diverso ente locale o pubblico interessato, anche di intesa con una o più delle Associazioni o Società sportive dilettantistiche o professionistiche utilizzatrici dell’impianto, un documento di fattibilità delle alternative progettuali (art. 3, comma 1, D.Lgs. 50/2016). Tale documento dovrà essere corredato di un piano economico-finanziario, che individua, tra più soluzioni, quella che presenta il miglior rapporto tra costi e benefici per la collettività, in relazione alle specifiche esigenze da soddisfare e prestazioni da fornire.
Sì a Destinazioni d'Uso Complementari (Commerciale, Turistico, ecc.)
Le alternative progettuali possono prevedere la costruzione di immobili con destinazioni d’uso diverse da quella sportiva, che siano complementari o funzionali al finanziamento o alla fruibilità dell’impianto sportivo, con esclusione della realizzazione di nuovi complessi di edilizia residenziale. Tali immobili devono essere compresi nell’ambito del territorio urbanizzato comunale in aree contigue all’intervento di costruzione o di ristrutturazione dell’impianto sportivo. Il documento di fattibilità può inoltre prevedere il pieno sfruttamento a fini commerciali, turistici, educativi e ricreativi di tutte le aree di pertinenza dell’impianto in tutti i giorni della settimana.
Nel caso di intervento su impianto preesistente da dismettere, il documento di fattibilità può prevederne la demolizione e ricostruzione, anche con volumetria e sagoma diverse, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettere d) e f), del testo unico dell’edilizia, nel rispetto della disciplina urbanistica vigente sull’area.
Cessione dei Diritti di Superficie e di Usufrutto
I progetti possono prevedere la cessione del diritto di superficie o del diritto di usufrutto su di essi, ovvero la cessione del diritto di superficie o del diritto di usufrutto di altri immobili di proprietà della pubblica amministrazione, nonché il trasferimento della proprietà degli stessi all’associazione o alla società sportiva dilettantistica o professionistica utilizzatrice. Il diritto di superficie e il diritto di usufrutto non possono avere una durata superiore a quella della concessione di cui all’articolo 168, comma 2, del codice di cui al D.Lgs. n. 50/2016, e comunque non possono essere ceduti, rispettivamente, per più di 90 e di 30 anni.
Prevista l'Occupazione di Suolo Pubblico per un Raggio di 300m dall'Impianto
Il documento di fattibilità nell’ipotesi di impianti pubblici omologati per una capienza superiore a 16.000 posti, può prevedere che, a far tempo da cinque ore prima dell’inizio delle competizioni ufficiali e fino a tre ore dopo la loro conclusione, entro 300 metri dal perimetro dell’area riservata, l’occupazione di suolo pubblico per attività commerciali sia consentita solo all’associazione o alla società sportiva dilettantistica o professionistica utilizzatrice dell’impianto sportivo. In tal caso, le autorizzazioni e le concessioni di occupazione di suolo pubblico già rilasciate ad altri soggetti all’interno di dette aree restano sospese nella stessa giornata e per lo stesso periodo di tempo, con oneri di indennizzo a carico dell’associazione o società sportiva dilettantistica o professionistica utilizzatrice dell’impianto sportivo, salvi diversi accordi tra il titolare e la medesima associazione o società sportiva. Nell’ipotesi di impianti sportivi pubblici omologati per una capienza compresa tra 5.000 e 16.000 posti, la disposizione del primo periodo si applica entro 150 metri dal perimetro dell’area riservata.
Dichiarazione di Pubblico Interesse
Il Comune o l’ente locale o pubblico interessato, previa conferenza di servizi preliminare convocata su istanza dell’interessato in ordine al documento di fattibilità, ove ne valuti positivamente i contenuti, dichiara, entro il termine di 60 giorni dalla presentazione del documento medesimo, il pubblico interesse della proposta, confermando la disponibilità a concedere le eventuali forme di contributo pubblico previste nella proposta e nell’allegato piano economico-finanziario ed eventualmente indicando le condizioni necessarie per ottenere i successivi atti di assenso sul progetto. Alla conferenza di servizi preliminare partecipa anche il Comando dei vigili del fuoco competente. Sulla base della dichiarazione di pubblico interesse, il soggetto proponente presenta al Comune il progetto definitivo.
Recupero degli Impianti Esistenti
Gli interventi di cui al presente decreto, laddove possibile, sono realizzati prioritariamente mediante recupero di impianti esistenti o relativamente a impianti localizzati in aree già edificate. Fatto salvo il rispetto delle misure di sicurezza antincendio, in caso di ristrutturazione o di nuova costruzione di impianti sportivi con una capienza inferiore a 500 posti al coperto o a 2.000 posti allo scoperto, è consentito destinare, all’interno dell’impianto sportivo, in deroga agli strumenti urbanistici e ai regolamenti delle regioni e degli enti locali, fino a 200 metri quadrati della superficie utile ad attività di somministrazione di alimenti e bevande, aperta al pubblico nel corso delle manifestazioni sportive ufficiali e durante gli allenamenti, e fino a 100 metri quadrati della superficie utile al commercio di articoli e prodotti strettamente correlati alla disciplina sportiva praticata.
Come Sono Cambiate Le Automobili Nel Giro di 100 Anni
Regolamento Unico delle Norme Tecniche di Sicurezza
Con un nuovo D.P.C.M. si prevede l'emanazione di un regolamento unico delle norme tecniche di sicurezza, che riordini e aggiorni l'intero quadro normativo relativo alla progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti sportivi, garantendo un approccio olistico e al passo con le più recenti innovazioni tecnologiche e scientifiche.
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