Le automobili italiane, e in particolare le Lancia, si sono da sempre distinte per la raffinatezza tecnica e per l'eleganza. Un grande contributo a questo successo lo si deve ai carrozzieri italiani, tra cui spicca il torinese Battista “Pinin” Farina. Il suo legame con Vincenzo Lancia, caratterizzato da un profondo rapporto professionale e di amicizia personale, ha dato vita ad alcune delle vetture più iconiche del marchio, tra cui l'Appia Coupé. Questa vettura incarna l'essenza dell'automobilismo italiano, fondendo un design impeccabile con soluzioni tecniche all'avanguardia.

Le Origini e lo Sviluppo del Progetto Appia Coupé
Costruita intorno al compatto motore quattro cilindri a V stretto, una geometria da sempre cara alla Casa Torinese, la Lancia Appia nasce ispirandosi a una sorella maggiore, l'Aurelia, dalla quale mutua lo stile e l'eleganza delle linee. Inizialmente, malgrado la moda dell'epoca e una meccanica comunque attraente, la prima serie dell'Appia non riceve alcuna carrozzeria fuoriserie. Questo era dovuto principalmente all'impegno della Lancia nel settore agonistico prima, e in una profonda ristrutturazione aziendale poi, che le impediva di mostrare interesse per questo tipo di promozione commerciale.
Tuttavia, l'interesse mostrato dai carrozzieri spinse la Casa torinese a mettere a loro disposizione ulteriori pianali. Su questi, Pininfarina e Vignale prepararono rispettivamente un bellissimo coupé assai lussuoso e una spyder, definita "convertibile". Queste vetture furono esposte al Salone di Ginevra nel marzo 1957 e apparvero nel listino Lancia ufficiale a partire dal maggio dello stesso anno, con un prezzo di Lire 1.835.000 per il coupé e 1.775.000 per la convertibile.
Lancia Flavia Coupé. La Storia, La Tecnica, il Design. ENGLISH SUB
Il Telaio e le Specifiche Tecniche Iniziali
I telai speciali destinati ai carrozzieri erano equipaggiati con una versione potenziata del motore 1100, che erogava 53 cavalli a 4800 giri/minuto, accoppiato a un cambio a quattro marce con comando a cloche. L'originale abitacolo si distingueva per un'ampia superficie vetrata e per il padiglione colorato a contrasto. Più elegante che sportiva, l'Appia Coupé Pinin Farina divenne molto amata dal mondo del jet set e in particolare dal raffinato pubblico femminile. Un esempio iconico è l'attrice Sylva Koscina, che nelle riprese del film di Luigi Zampa “Il vigile” (1960) con Alberto Sordi, appare alla guida di un'Appia coupé.
In termini di numerazione dei telai, il telaio 812.01, oltre ai primi 5 pianali messi a disposizione dei carrozzieri nel 1956 (contraddistinti dai numeri progressivi 1003, 1005, 1006, 1008 e 1014), proseguiva dal 1015 fino al 2756. Complessivamente, si trattava di 1747 telai; 13 di essi venivano utilizzati per le vere e proprie fuoriserie, mentre gli altri 1734 andavano a contraddistinguere le prime berlinette Appia Zagato e le Appia coupé 2+2 Pininfarina e le convertibili Vignale derivate dalla seconda serie.

La Presentazione Ufficiale e le Prime Modifiche
Dopo l'allestimento di un primo "pezzo unico" dalla linea decisamente convenzionale, Pininfarina realizzò una seconda berlinetta più attraente e originale. Il binomio Lancia-Pininfarina presentò questo coupé in veste pressoché definitiva al Salone di Ginevra nel marzo '57. Meno di due mesi dopo, nei primi giorni di maggio, la nuova vettura, commercializzata dall'organizzazione Lancia, entrò in listino.
Rispetto alla versione di pre-serie, l'Appia coupé "definitiva" si distingueva soprattutto nella fanaleria di coda, dove i fanalini rotondi (sorretti da un vistoso supporto cromato) lasciarono il posto a fanalini a diedro incorporati nelle pinne, ora più pronunciate, e fanalini rossi supplementari montati appena sopra al paraurti.
Costruita sul telaio predisposto dalla casa torinese per le creazioni "fuori serie" - munito di motore più potente e di cambio con comando a cloche - la creatura del maestro Pininfarina, un vero gioiellino, si faceva notare anche per il curatissimo abitacolo che disponeva di due sedili anteriori ribaltabili e di un divanetto posteriore e che, come di moda all'epoca, veniva definito come "coupé a due posti più due di fortuna". Le prime modifiche si ebbero nel 1957, dopo pochi esemplari, allorché scomparve la scritta "Pininfarina" in corsivo sotto gli stemmi laterali, venne soppresso il lampeggiatore all'interno della "V" e vennero montate nuove coppe-ruote, quelle delle Appia berlina.
Evoluzione e Aggiornamenti nel Tempo
Poche furono le modifiche cui fu oggetto l'Appia Coupé Pininfarina nei suoi sei anni di vita. Tra gli aggiornamenti subiti nel corso degli anni si annoverano: la trasformazione in "quattroposti" (assieme ad altre piccole modifiche di carrozzeria) nell'estate 1958, un lieve potenziamento (da 53 a 54 HP) dopo l'uscita della terza serie berlina nella primavera 1959, l'adozione del doppio circuito dei freni all'inizio del 1960, e variazioni al motore (nuova testata, nuovo collettore con condotti di alimentazione separati, nuovo carburatore, variazioni alla distribuzione) nel maggio/giugno del '60.
Le dimensioni e il peso erano: passo cm 251,0 - lunghezza cm 415,0 - larghezza cm 151,0 - peso in ordine di marcia Kg 940 circa.

La Concorrenza e il Posizionamento sul Mercato
Nel periodo interessato, che va dal 1957 al 1963, le vetture con caratteristiche simili a quelle del coupé Appia erano comunque poche: l'Alfa Romeo Giulietta Sprint, destinata per quasi un decennio a recitare la parte di protagonista in questa fascia di mercato, e alcune realizzazioni di Pininfarina su meccanica Fiat 1100-103 prima e Fiat 1200 e 1500 poi.
Per l'Appia coupé Pininfarina, la concorrenza più agguerrita proveniva dalla Alfa Romeo Giulietta Sprint. Anche per l'Appia convertibile, l'avversaria era un prodotto Alfa Romeo: la Giulietta spider. Purtroppo per l'Appia, la Giulietta spider, una delle più riuscite creazioni di Pininfarina, riscosse un successo straordinario e, forte anche del fatto di poter offrire prestazioni velocistiche decisamente superiori a un prezzo sostanzialmente uguale, frenò la diffusione dell'analogo prodotto Lancia.
La Appia Lusso e le sue Caratteristiche Uniche
La Lancia Appia "Lusso" rappresentava un'altra interessante variante. Questa vettura non aveva concorrenti vere e proprie: scorrendo i listini italiani dell'epoca, non si trovava un prodotto similare ad un prezzo analogo. Non esistevano, cioè, berline a due porte/quattro posti di cilindrata attorno al litro/litro e mezzo, con prestazioni di discreto livello ma assolutamente senza pretese sportive, realizzate con cura e lussuosamente rifinite. La vettura presentava un parabrezza più alto di quello della berlina e aveva soltanto due portiere laterali. Nell'abitacolo, i sedili anteriori erano divisi e, per consentire l'accesso ai posti posteriori, avevano gli schienali ribaltabili in avanti.
Il prezzo di vendita, poi, metteva comunque l'Appia Lusso quasi fuori mercato: basti pensare che le vetture con prezzo di listino prossimo a 1.800.000 Lire (corrispondente a quello praticato per l'Appia) erano di cilindrata e dimensioni molto maggiori (come le Fiat 1800 e 2100, vendute rispettivamente a Lire 1.485.000 e Lire 1.560.000) oppure con caratteristiche sportive (Alfa Romeo Giulietta Sprint, Lire 1.925.000).
La Convertibile Vignale e gli Aggiornamenti Tecnici
Un'altra versione significativa fu l'Appia Convertibile Vignale. Una sola, anche se importante, la variazione apportata all'Appia convertibile derivata II serie, nei due anni scarsi di produzione: nell'estate del 1958, grazie alla creazione di un apposito vano alle spalle dei sedili anteriori, venne montata una panchetta che poteva ospitare, magari un po' sacrificati, due passeggeri. Un altro particolare modificato era il cofano motore, che ora appariva provvisto di una presa d'aria di discrete dimensioni.
Nella primavera del '60, alcuni aggiornamenti tecnici includevano una nuova testata, un nuovo collettore con condotti di alimentazione separati, un nuovo carburatore e variazioni alla distribuzione. Il settimanale dell'Automobile Club d'Italia, nel suo fascicolo numero 20 datato 15 maggio 1960, riportava la notizia di queste novità tecniche riguardanti le Appia sportive e lo stringato resoconto di una breve prova su strada (definita "road impression"). La prova testualmente recitava: "…(omissis)…la modifica tendeva a dare al mezzo una maggiore vivacità senza tuttavia alterare il consumo che è notoriamente molto basso. Dell'effettivo raggiungimento dello scopo abbiamo potuto personalmente renderci conto attraverso una impressione stradale effettuata a Torino con un mezzo che tuttavia era alle sue prime esperienze stradali essendo uscito appena dalla fabbrica. Ma anche per le automobili è vero il detto secondo cui "il buon giorno si vede dal mattino"".
Si trattava di una convertibile (Vignale) che piacque subito per la buona abitabilità e per il comfort, quest'ultimo inteso soprattutto dal punto di vista del guidatore quando riusciva a trovare la giusta distanza dal volante, a vedere bene davanti a sé ed a raggiungere con facilità la leva del cambio. Realizzata questa condizione il motore mostrava la sua buona volontà. Detto che quella offerta per la prova era una vettura assolutamente nuova (e non poteva essere altrimenti visto che l'applicazione della modifica era di quei giorni) non si potevano dare ragguagli sicuri circa le velocità raggiungibili con ciascuna marcia. Tuttavia, si riteneva che i 70 in II, gli oltre 100 in III ed i 150 in IV rientrassero nelle possibilità di questa macchina, esclusa la vera e propria gran turismo (Zagato) che era in grado di fare molto di più. Quello che contava non era naturalmente la velocità in sé stessa ma il tempo in cui il mezzo raggiungeva il suo limite con i vari rapporti. E si credeva che i tecnici della Lancia avessero mirato proprio a una maggiore brillantezza e a un maggior "respiro" onde consentire al guidatore di fare un uso minore del cambio.
Esemplari e Valutazioni attuali
La Lancia Appia Coupé Pininfarina Speciale, come gli altri modelli Appia, è oggi un pezzo da collezione. Le informazioni di vendita mostrano diverse configurazioni e stati di conservazione:
- 10/1961, 2.500 km, Benzina, 44 kW (60 CV), Privato, IT-20096 Pioltello, Prezzo ribassato.
- 08/1958, 500 km, Benzina, 36 kW (49 CV), Samuele Percivaldi Srl, IT-20081 Abbiategrasso - Mi.
- 05/1958, 99.999 km, Benzina, 43 kW (58 CV), Aquarama Boat & Cars srl, IT-06135 Perugia - PG.
- 02/1959, 85.077 km, Benzina, 46 kW (63 CV), Privato, IT-20081 Morimondo, IVA deducibile.
Queste informazioni, fornite dai fornitori dei certificati, evidenziano la varietà di vetture disponibili sul mercato, con chilometraggi e potenze che riflettono le diverse serie e gli aggiornamenti tecnici apportati nel tempo.

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Il Valore Storico e Collezionistico
La Lancia Appia Coupé Pininfarina rappresenta un capitolo significativo nella storia dell'automobile italiana, testimoniando la maestria artigianale e l'ingegneria raffinata che hanno reso celebre il marchio Lancia. La sua eleganza senza tempo e la sua meccanica innovativa continuano ad affascinare collezionisti e appassionati in tutto il mondo.
La retrospettiva su "LANCIA APPIA COUPÉ PININFARINA E CONVERTIBLE VIGNALE (1961)" pubblicata su automobilismo.it, sottolinea ulteriormente l'importanza di questi modelli. Esemplari come quelli menzionati, con specifiche tecniche e storiche dettagliate, contribuiscono a mantenere vivo l'interesse per queste vetture d'epoca, trasformandole non solo in oggetti di collezionismo ma anche in veri e propri investimenti culturali e storici.
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