La Lancia Flavia Coupé, una vettura che ha segnato un'epoca nel panorama automobilistico italiano, rappresenta un connubio perfetto tra eleganza, comfort e innovazione tecnica. Pensata, disegnata e progettata da Pininfarina come una elegante e comoda Gran Turismo, con quattro comodi posti ed ampio bagagliaio, la sua linea armoniosa, tesa ed elegante la distingueva nel panorama automobilistico del tempo. L'attenzione ai dettagli, sia esterni che interni, è una delle sue caratteristiche distintive, con particolare riguardo ai profili interni delle portiere e agli accessori che contribuiscono a creare un abitacolo raffinato e funzionale.

La Nascita di un'Icona: Il Contesto Storico e Filosofico
La Lancia Flavia nasce da una visione ingegneristica audace, quella del Prof. Fessia, convinto sostenitore della trazione anteriore. Dopo il suo passaggio alla Lancia nel 1955 come Direttore Centrale Tecnico, con il progetto Flavia ebbe finalmente l'opportunità di riproporre in chiave più attuale quanto già sperimentato con la F 11. Questa vettura si distingueva per la scocca autoportante, il motore a sbalzo sull’asse anteriore, un 4 cilindri contrapposti, ruote anteriori indipendenti, trazione anteriore e freni a disco sulle quattro ruote con doppio circuito frenante su un modello di serie, la prima prodotta in Italia con queste caratteristiche. La sicurezza primaria (safety first) era un obiettivo costante per il Prof. Fessia, che lo portava a sottodimensionare i motori utilizzati in rapporto alla massa e al peso della carrozzeria. Inizialmente, il modello fu dotato di un motore di 1.500 cc da 78 CV, alimentato da un solo carburatore a doppio corpo Solex o Weber da 32, che generò alcune critiche per le sue modeste prestazioni. La scelta del nome, Flavia, seguiva la tradizione di utilizzare il filone delle vie consolari romane, individuato attraverso un concorso indetto dalla rivista ufficiale Lancia.
1961 LANCIA FLAVIA Mk.1 1500 BERLINA (La storia completa / Full complete story ITA/ENG)
Il Design Esterno: Eleganza Senza Tempo
La Lancia Flavia Coupé venne presentata ufficialmente al pubblico al 42° Salone dell’Automobile di Torino nel 1960. Per poterne valutare pienamente le proporzioni e l’eleganza della linea venne realizzato il modello in grandezza naturale dalla Stola di Torino, azienda che da anni collaborava con Pininfarina. Il frontale, grazie all’adozione del motore boxer, era caratterizzato dal cofano piatto e spiovente verso il basso tale da creare dislivello e dinamicità rispetto ai parafanghi anteriori dotati di fari gemellati. La linea armoniosa, tesa ed elegante, molto riconduceva alla Ferrari 250 GT 2+2 del 1960, soprattutto nel profilo di coda, nel taglio del finestrino posteriore inclinato e nella nervatura che ne segnava la fiancata. Questa soluzione aveva subito destato perplessità, abituati come si era ai fanali posteriori in posizione verticale, ma ben presto questo particolare ne costituì un elemento di grande caratterizzazione. Rispetto alla Ferrari 250 GT, appariva decisamente più moderna, non solo nella sezione di coda ma soprattutto nel frontale, dove i doppi fari le conferivano un andamento più piatto, squadrato, orizzontale, ulteriormente sottolineato dai paraurti sottili affilati e privi di rostri. Il gruppo delle luci di posizione e indicatori di direzione era riunito in un unico elemento specifico di forma circolare che riconduceva ad altri modelli di Pininfarina, come la Flaminia Berlina e Coupé.
L'Abitacolo: Un Salotto Viaggiante
L'interno ampio per quattro persone, da vera gran turismo perfettamente coerente con l’eleganza della carrozzeria, risultava confortevole e molto curato. L'abitacolo era rifinito attraverso l’utilizzo di materiali pregevoli come il classico panno Lancia, la pelle o il tessuto vinilico elasticizzato per i sedili ed i pannelli delle portiere. La cura dei dettagli era evidente in ogni particolare, dal cruscotto alla leva del cambio, fino ai tappeti.

Profili Interni delle Portiere: Dettagli di Stile e Funzionalità
I pannelli interni e gli accessori delle porte della Lancia Flavia Coupé giocavano un ruolo cruciale nella definizione dell'eleganza e della funzionalità dell'abitacolo. Realizzati con materiali pregevoli come la pelle o il tessuto vinilico elasticizzato, erano in perfetta armonia con l'arredamento complessivo degli interni. Questi pannelli non erano solo elementi estetici, ma integravano anche diverse funzionalità.
Materiali e Finiture: I pannelli delle portiere erano rivestiti con materiali di alta qualità che riflettevano l'attenzione di Lancia al comfort e al lusso. Il classico panno Lancia, la pelle o il tessuto vinilico elasticizzato, spesso in colorazioni coordinate con i sedili, come il tabacco chiaro in contrasto con la livrea Blu Mendoza, contribuivano a creare un ambiente accogliente e raffinato. Questo tipo di finitura non solo migliorava l'estetica, ma offriva anche una sensazione tattile piacevole, sottolineando l'eleganza che la Flavia Coupé voleva trasmettere. La robustezza e la durata di questi materiali erano selezionate per resistere all'usura del tempo, mantenendo inalterato il loro aspetto originario.
Design Ergonomico: I profili interni delle portiere erano studiati per essere ergonomici e funzionali. Gli alzacristalli, ad esempio, erano integrati in modo discreto, garantendo una facile operatività. La maniglia per aprire la porta dall'interno era spesso cromata o in metallo lucido, in linea con lo stile classico ed elegante degli interni. Questi dettagli, pur essendo di piccole dimensioni, contribuivano in modo significativo all'esperienza di utilizzo della vettura, fornendo un tocco di classe ad ogni interazione.
Accessori Integrati: Oltre ai rivestimenti e alle maniglie, i pannelli delle portiere potevano ospitare altri accessori. Talvolta erano presenti tasche portaoggetti, utili per riporre piccoli oggetti, o inserti decorativi in legno o metallo, che richiamavano altri elementi del cruscotto, come il rivestimento in legno massello. Questi inserti non erano solo estetici, ma spesso servivano anche a delimitare diverse sezioni del pannello, creando un design più articolato e sofisticato. I profili inox carrozzeria si estendevano anche a dettagli interni, creando un filo conduttore tra l'estetica esterna e quella interna.
Coerenza Stilistica: L'obiettivo era mantenere una coerenza stilistica con il resto dell'abitacolo. Il cruscotto, caratterizzato dal rivestimento in legno massello e dalla strumentazione della berlina con contachilometri a nastro e contagiri rotondo, i pulsanti per le funzioni secondarie posizionati in orizzontale a sinistra del pantone del bel volante in legno a tre razze, e la leva del cambio lunga in acciaio lucido a pavimento, erano tutti elementi che si armonizzavano con i pannelli delle portiere. L'insieme era improntato più ad un aspetto di eleganza che di sportività, un tratto distintivo della Flavia Coupé. I tappeti abitacolo, in moquette chiara e coperti dai classici tappeti in gomma dell'epoca nel colore beige intonato ai sedili, completavano l'ambiente.
Funzionalità Aggiuntive: Alcuni pannelli potevano includere anche elementi di illuminazione, come piccole luci di cortesia, che si attivavano all'apertura delle porte, migliorando la visibilità in condizioni di scarsa illuminazione. Questo tipo di dettaglio, sebbene apparentemente minore, rifletteva la cura di Lancia per il comfort e la sicurezza dei passeggeri.
I ricambi per i pannelli interni e gli accessori porte erano, e sono ancora, disponibili per la revisione e la riparazione, a testimonianza della duratura attenzione al mantenimento di queste vetture. Ad esempio, i pannelli interni specifici per la Lancia Fulvia Coupé, che hanno un legame stilistico e funzionale con la Flavia, mostrano l'importanza di questi elementi nell'architettura interna. Le maniglie, le serrature e le mappe porte e cofani sono tutti componenti che venivano scelti con cura per la loro qualità e il loro design, contribuendo a definire il carattere distintivo della Flavia Coupé.

Evoluzione del Modello e Impatto nel Tempo
La produzione ufficiale della Flavia Coupé iniziò nell'estate del 1962, adottando lo stesso motore della berlina, ma con due carburatori doppio corpo verticali Solex che erogavano 90 CV. Nonostante la potenza maggiore, questa versione fu criticata per la difficile messa a punto della carburazione e per la coppia motrice che veniva raggiunta solo agli alti regimi. Già nel 1963, al Salone dell'Auto di Francoforte, fu presentata la nuova versione 1.800, e nel 1965 la versione ad iniezione della 1.800, con prestazioni decisamente migliorate grazie ai 102 CV che le permettevano di raggiungere i 180 Km/h. Nel 1969, il modello fu rivisto nel frontale e nella sezione di coda, con una linea più squadrata e un cofano anteriore decisamente piatto allineato con i parafanghi anteriori, sul quale emergeva la presa d’aria per la climatizzazione interna realizzata a periscopio, come sulla Fulvia Coupé.

La Flavia segnò il ritorno ufficiale della Lancia nelle corse dopo dieci anni di ritiro. Dal 1962 al 1965, la Berlina, la Coupé e la Sport di Zagato, ottennero più di 40 vittorie e altrettanti piazzamenti tra rally e pista. Queste vittorie portarono, già dal febbraio 1963, alla nascita della Squadra Corse HF, fondata da Cesare Fiorio. Piloti come Piero Frescobaldi e Franco Patria contribuirono a costruire la leggenda sportiva della Flavia. Il francese René Trautmann, in particolare, dimostrò un profondo attaccamento alla Flavia Coupé, rifiutando persino l'offerta di correre con la nuova Fulvia Coupé nel 1966 per continuare a lavorare sull'elaborazione e la ricerca di nuove soluzioni tecniche per la Flavia. Nello stesso anno si aggiudicò il secondo posto assoluto al prestigioso Rally di Montecarlo, un risultato che le cronache dell'epoca definirono "falsato" a causa di misteriosi cumuli di neve sul percorso che lo costrinsero ad arrivare alle spalle della Citroen DS.
1961 LANCIA FLAVIA Mk.1 1500 BERLINA (La storia completa / Full complete story ITA/ENG)
Esempi Concreti e Manutenzione
Molti sono gli estimatori della Flavia, e tra questi, un ingegnere piacentino ha condotto uno studio approfondito su questo modello, raccogliendo un'infinità di documenti e notizie sulle varie versioni, dalle speciali alle derivate ai prototipi, dalla tecnica alla pubblicità, alle competizioni, un volume di oltre 750 pagine, purtroppo non pubblicato.
Un esempio concreto della bellezza e dell'attualità della Flavia Coupé si può ammirare in un esemplare nella splendida cornice scenografica della Palazzina di Caccia di Stupinigi, a circa 10 chilometri da Torino. L'elegante linea della Coupé, nella sua livrea Blu Mendoza con i cerchi ruota dai profili cromati nel classico avorio chantilly, si staglia e si contrappone alla sontuosa raffinatezza della Palazzina di Caccia. Ricalca esattamente il modello precedente, mantenendo la stessa carrozzeria, sia all’esterno che all’interno, ed è riconoscibile solo dalla lettura della sigla posta sul lato destro del cofano posteriore, 1.8 accanto a Flavia. L’interno in pelle colore tabacco chiaro, molto bene si addice per contrasto ed eleganza al Blu Mendoza della carrozzeria.

Il proprietario di questa Flavia Coupé, spinto dagli affetti famigliari (lo zio ne possedeva una), ha ritrovato i ricordi degli anni giovanili legati a quest'auto quando gli venne segnalata la disponibilità alla vendita di una Flavia Coupé presso un carrozziere della sua zona. La decisione fu rapida, e da allora l'auto è stata costantemente monitorata e curata con interventi di manutenzione continui. L'anno scorso, per la sostituzione di un cuscinetto al cambio, si è deciso di ricondizionare completamente il motore, così come la revisione completa del carburatore e altri organi meccanici, rendendo l'auto ora in perfette condizioni.
Le impressioni di guida del proprietario sono quelle di grande comodità, silenziosità, buona visibilità, buona maneggevolezza unita ad una grande tenuta di strada. Il motore, nonostante la cilindrata non sia certo quella di una sportiva e il secondo corpo del carburatore a volte sembri fare fatica ad entrare in funzione (non azionato meccanicamente ma a depressione), va tenuto sempre in coppia così da offrire buone prestazioni. È un’auto adatta a lunghi e comodi viaggi, e proprio per questa prerogativa è molto coccolata. Nel 2019 ha partecipato al Premio alla carriera dell’Ing. Dallara, con un trasferimento da Torino sino a Varano de’ Melegari in Emilia Romagna, visitando la factory Dallara e proseguendo poi per tutto l’itinerario programmato dall’evento e continuare verso la Liguria.
La disponibilità di ricambi per componenti come i pannelli interni e gli accessori porte, gli alzacristalli, le maniglie e le serrature, è fondamentale per preservare queste vetture storiche. Articoli come le "mappe porte e cofani" e i "ricambi abitacolo" dimostrano l'ampia gamma di componenti ancora reperibili, essenziali per restauri e manutenzioni che permettono a queste auto di continuare a vivere e affascinare.