Il Cambio Automatico Renault e il Significato della Lettera "B"

Il cambio automatico, un tempo appannaggio esclusivo di vetture premium e di grossa cilindrata, ha conquistato una fetta sempre più ampia del mercato automobilistico, diventando una scelta comune anche per le utilitarie. Gli automobilisti italiani, che per anni sono rimasti fedeli al cambio manuale, si stanno convertendo con crescente frequenza a questa tecnologia, apprezzandone le caratteristiche che aumentano il comfort di guida e semplificano l'esperienza al volante. Questa tendenza è alimentata sia dalla comodità intrinseca del sistema, che libera il guidatore dall'armeggiare con frizione e leva del cambio, sia dal fatto che su alcuni modelli le case automobilistiche impongono di fatto l'automatico, non lasciando scelta.

Interni auto con leva del cambio automatico moderna

Cosa è il Cambio Automatico e le Sue Tipologie

Per prassi, gli automobilisti chiamano cambio automatico qualsiasi tipo di trasmissione che selezioni in maniera autonoma i rapporti e che lasci al guidatore solo il compito di decidere se muoversi in avanti o indietro. Tuttavia, da un punto di vista tecnico, questo risultato si può raggiungere in molti modi. L'elettronica gioca un ruolo fondamentale, con una centralina che si occupa di scegliere quali coppie di ingranaggi far lavorare istante per istante, permettendoci di concentrarci di più sulla guida e di goderci maggiormente il viaggio.

Esistono diverse tipologie di cambio automatico, ognuna con un funzionamento specifico:

  • Cambio automatico tradizionale (a convertitore di coppia): Questo sistema sfrutta componenti quali convertitore di coppia, rotismi epicicloidali e attuatore. Un tempo governato da un complesso sistema con un calcolatore idraulico, oggi l'elettronica ha semplificato le cose. Il convertitore di coppia sostituisce la frizione, mentre l'attuatore, un sistema idraulico con un fluido in pressione regolato da valvole e molle, determina l'innesto del rapporto agendo sul sistema di freni e frizioni.
  • Cambio automatico a variazione continua (CVT): Noto anche come CVT (acronimo di Continuously Variable Transmission), questo tipo di cambio, tipico ad esempio delle vetture Toyota, al posto degli ingranaggi usa pulegge con gole a passo variabile collegate da una cinghia per avere in pratica innumerevoli rapporti. Questo sistema, semplice e leggero, è utilizzato anche dagli scooter. Lo stesso effetto viene ottenuto a volte con sofisticati congegni elettronici sulle auto elettrificate.
  • Cambio automatico robotizzato (o elettroattuato): Simile a un cambio manuale, ma con la frizione (o le frizioni, nei cambi a doppia frizione) e la selezione delle marce gestiti da attuatori comandati da una centralina elettronica. Presenta spesso levette solidali allo sterzo o al piantone, che permettono al guidatore di prendere il controllo della trasmissione, creando l'illusione di un cambio automatico manuale.
  • Cambio automatico a doppia frizione (DCT): Noto anche come DCT (acronimo di Dual Clutch Transmission), questo sistema utilizza due frizioni diverse, collegate a due alberi montati sullo stesso asse e corrispondenti alle marce pari e dispari. Non manca poi un terzo albero per l’inversione del senso di rotazione, rendendo quasi immediato il passaggio di marcia.

Diagramma che mostra il funzionamento di un cambio automatico a doppia frizione

I Comandi del Cambio Automatico e il Significato delle Lettere

A seconda dei modelli di auto, per interagire con il cambio automatico il pilota ha a disposizione una leva, una manopola o una serie di pulsanti. Questi permettono di selezionare posizioni predefinite, individuate da lettere, iniziali di parole inglesi, che indicano la "modalità di guida" selezionata.

  • P (Parking): La "P" indica la parola "parking" e, come suggerisce il nome, è consigliato azionarla poco prima di scendere dal veicolo, quando si ha parcheggiato la vettura. Questa funzione svolge il ruolo del freno di stazionamento, bloccando l’albero di trasmissione e le ruote, impedendo quindi ogni movimento, anche se la vettura viene parcheggiata in salita. Per avviare il veicolo da fermo, si preme il pedale del freno (la spia si spegne sul quadro della strumentazione) e si innesta la posizione P.
  • R (Reverse): Indica semplicemente la retromarcia, è la stessa lettera che possiamo trovare su un comune cambio manuale. Per inserire la posizione R dalla N o D, è necessario premere il pedale del freno.
  • N (Neutral): È la folle del cambio, da usare per le soste lunghe, tirando il freno a mano. È il passaggio neutro e intermedio tra la retromarcia e la modalità Drive. Per inserire la posizione D dalla N o R (a bassa velocità, tra 0 e 8 km/h), si dovrà premere il pedale del freno.
  • D (Drive): È la posizione di marcia, quando si vuole mettere in movimento il veicolo. Una volta attivata, permetterà alla vettura di avere trazione e di avanzare. Viaggiando, è consigliabile lasciare sempre la leva in posizione D, con il pedale dell’acceleratore poco premuto, per una guida economica.
  • M (Manual): Quando si vuole avere maggior controllo sulla trasmissione e quindi decidere come cambiare le marce in autonomia, basta impostare la leva sulla M per salire o scendere di marcia manualmente. Spesso, durante la guida in posizione D, è possibile passare in modalità di guida manuale con le levette poste sul volante. La modalità manuale permanente viene attivata tenendo premuta una delle levette.
  • S (Sport): Spesso sostituita dalle mappature del motore o dalle sue modalità di guida preimpostate. È possibile trovarsi davanti alla modalità S di un cambio automatico; in questo caso il cambio si farà più veloce negli innesti e tenderà a portare i giri del motore più in alto prima di immettere un'altra marcia, per una guida più coinvolgente e sportiva.
  • L (Low): La "L" sta per “Low”, che significa “basso” o “ridotto”. È la modalità che permette di selezionare le marce più orientate a una guida offroad, con manti stradali difficili o particolarmente sdrucciolevoli. Sono chiamate anche ridotte, da utilizzare in particolare su salite e discese ripide. Le marce ridotte non sono altro che rapporti demoltiplicati, in genere dalle 2 alle 4 volte. Questa modalità permette di non sovraccaricare il sistema di trasmissione, di limitare i consumi di carburante e l’utilizzo dell’impianto frenante, dando più brio in salita e maggior freno motore in discesa.

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Il Significato Specifico della Lettera "B" (Braking Mode)

La lettera "B" sul cambio automatico, soprattutto nelle moderne vetture elettrificate (ibride o elettriche), assume un significato particolare: Braking mode. Spostando la leva del cambio automatico su questa modalità, si ottiene un maggiore recupero dell’energia. L’auto, automaticamente, decelera utilizzando maggiormente il freno motore e, sulle vetture elettrificate, ciò permette di immagazzinare in maggiori quantità l'energia recuperata in frenata e in rilascio dal pedale del gas.

Questa posizione, presente sulle auto ibride o elettriche (queste ultime spesso di fatto monomarcia e prive di cambio), aumenta l’intensità della frenata rigenerativa per la ricarica delle batterie. La funzione B, quindi, è utile per ricaricare più velocemente la batteria, dato che inserisce una serie di ingranaggi demoltiplicatori. Questa posizione del freno motore elettrico può essere selezionata in qualunque momento nel corso della marcia, ed è particolarmente vantaggiosa in discesa o in situazioni che richiedono decelerazioni frequenti.

Funzionamento della Funzione Sequenziale

Il più delle volte, i cambi automatici moderni e quelli robotizzati dispongono anche di una funzione sequenziale, che permette la selezione manuale delle marce, per una guida più coinvolgente e sportiva. In questo caso il pilota può cambiare agendo su apposite levette poste dietro le razze del volante o sul piantone dello sterzo, oppure muovendo avanti o indietro la leva sul tunnel centrale. Per passare al rapporto più lungo si interviene dove è presente il "+", per scalare dove c’è il "-". Questa funzionalità offre un compromesso tra la comodità dell'automatico e il controllo tipico del manuale, ideale per chi ama una guida più dinamica o per affrontare situazioni particolari come percorsi di montagna.

A Cosa Serve il Cambio Automatico: Pregi e Difetti

Risparmiando al guidatore la fatica fisica e mentale di dovere scegliere e inserire le marce, i cambi automatici hanno prima di tutto il compito di rendere la guida più comoda, semplice e rilassante. Con l’eliminazione del pedale della frizione, il pilota può di fatto utilizzare un solo piede per azionare l’acceleratore e il freno. I vantaggi maggiori si hanno chiaramente in città e quando si alternano di continuo fermate e ripartenze. L’automazione di certe funzioni può aiutare però anche nella guida sportiva. Se un tempo i cambi automatici avevano un’impostazione solo turistica, oggi elettronica e meccanica avanzata hanno cambiato lo scenario. Centraline e attuatori vari possono rendere le cambiate fulminee ed eliminare il rischio di errori e impuntamenti.

Confronto tra pedaliere di auto manuale e automatica

Con l’evoluzione tecnologica degli ultimi anni, non esistono di fatto tipologie di utenti per le quali il cambio automatico sia sconsigliato di principio. Un’utilitaria a cambio robotizzato risulta più pratica e facile da utilizzare nel traffico, mentre un grande SUV può rivelarsi più confortevole se dotato di trasmissione automatica. La scelta dell’automatico può infine esaltare le prestazioni e il piacere di guida delle auto più brillanti.

Detto dei pro, vediamo i possibili contro. Gli automatici tradizionali possono comportare un aumento dei consumi, ma la differenza rispetto ai manuali è diventata nel tempo sempre minore e oggi è spesso davvero minima. Stesso discorso anche per la rapidità e la puntualità delle cambiate. Un tempo la selezione dei rapporti era lenta e spesso il pilota si ritrovava con una marcia diversa da quella desiderata, specie adottando una guida allegra. Adesso si ha invece spesso l’impressione che le centraline leggano nel pensiero, inserendo sempre la marcia giusta metro dopo metro. Certo, un cambio automatico fa salire di norma il prezzo dell'auto, ma in molti casi il gioco può valere la candela. Tra le preoccupazioni principali degli automobilisti ci sono le partenze in salita, che con il cambio automatico diventano molto più semplici: basterà premere il pedale del freno, innestare una marcia o una modalità di marcia e rilasciare il freno.

Consigli per l'Uso e la Manutenzione

Sebbene semplice alla guida, il cambio automatico è in realtà un meccanismo complesso e per questo ha bisogno di manutenzione, ovvero di controlli periodici. L’olio del cambio automatico, nel corso del tempo, raccoglie impurità: il fluido, come per gli altri liquidi, andrebbe quindi sostituito e l’impianto pulito per rimuovere i residui. Quest’ultima operazione andrebbe fatta ogni 50.000 km e massimo ogni 100.000 km. È importante rivolgersi alla propria officina meccanica di fiducia e affidare a loro il controllo regolare e periodico del cambio automatico.

È fondamentale evitare comportamenti scorretti che potrebbero danneggiare il cambio. Ad esempio, al semaforo, con il cambio manuale, può capitare di mettere l’auto in folle e poi di ripartire al verde. Con il cambio automatico, passare spesso da N a D non è molto produttivo e alla lunga può non fare per niente bene a questo tipo di cambio. Per chi è alle prime armi, potrebbe venire spontaneo premere il freno come se fosse la frizione e quindi schiacciarlo in contemporanea all’acceleratore; è cruciale prestare attenzione a questi piccoli dettagli per sfruttare al meglio il cambio automatico e preservare il motore da eventuali danni.

Le macchine con cambio automatico possono essere dotate di un sistema di assistenza alla guida. In particolar modo, bisogna essere attenti che il cambio, una volta raggiunto un determinato regime del motore, non inserisca un rapporto superiore. In caso dovesse succedere, si assisterà a un deciso rallentamento. Nei percorsi di montagna, non caratterizzati solo da salite ma anche da discese più o meno ripide, in quest'ultime si può assistere a un incremento della velocità dovuto proprio al passaggio, non comandato, a un rapporto più alto. La modalità "L" (Low) o "B" (Braking mode) possono essere d'aiuto in queste circostanze. In caso di malfunzionamento, se si avvertono vibrazioni inconsuete e anomale mentre si guida, sarà necessario rivolgersi a un tecnico specializzato.

Tecnico che esegue la manutenzione su un cambio automatico

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