La storia della Mercedes-Benz Classe A, in particolare della sua prima generazione, la W168, è un capitolo affascinante nella storia dell'automobile, segnato da un'ambizione audace, innovazione tecnica e una controversia che ne ha ridefinito il destino. Lanciata sul mercato nel 1997, la W168 rappresentò un radicale allontanamento dalla tradizione per la Casa di Stoccarda, introducendo un concetto di vettura compatta, ma ricca di contenuti tecnologici e con un'inaspettata versatilità interna, specialmente per quanto riguarda lo spazio di carico.

L'Inizio di un Progetto Inusuale
Nel 1992, Mercedes-Benz annunciò un progetto ambizioso e, per certi versi, inusuale: la creazione di una vettura di fascia bassa, una "piccola" dalle dimensioni simili a quelle di un'utilitaria, ma con le caratteristiche qualitative e tecnologiche che ci si aspetta da un modello con la celebre stella a tre punte. Questa notizia suscitò grande interesse nella stampa specializzata, che iniziò a speculare sulle linee e sulle caratteristiche della futura Mercedes-Benz "da città". Inizialmente, le ipotesi giornalistiche prevedevano un design a due volumi, simile a quello di modelli come la Peugeot 205 o la Volkswagen Polo. Circolavano anche voci su un possibile nome, "Nava", e sull'impiego di un motore tricilindrico, ma si trattava per lo più di indiscrezioni.
La prima concreta anteprima del progetto si ebbe al Salone di Francoforte del 1993 con la presentazione del prototipo Vision A93. Questo studio, seppur vagamente, prefigurava l'impostazione che avrebbe poi caratterizzato il modello definitivo. La prima generazione della Classe A, siglata W168, fu svelata in maniera quasi definitiva nella primavera del 1996, accompagnata da immagini e descrizioni delle sue peculiarità meccaniche.
Design e Aerodinamica: Un Nuovo Linguaggio Mercedes
La W168 arrivò sul mercato in un periodo di relativa "crisi creativa" per molte case automobilistiche, a eccezione di alcuni modelli francesi che stavano innovando il settore, come la Mégane Scénic, vincitrice del titolo di Auto dell'anno nel 1997. La Classe A W168 ricalcava un'impostazione già nota nel mondo delle compatte: un corpo vettura compatto, sviluppato in altezza con una carrozzeria monovolume e linee morbide.
Il frontale era caratterizzato da un design gradevole e slanciato, grazie a un andamento molto spiovente. La calandra, elemento distintivo del marchio, era qui reinterpretata in chiave moderna, evitando l'effetto appesantito che avrebbe potuto conferire a una vettura di queste dimensioni. I fari anteriori a goccia completavano un'estetica armoniosa, mentre nella parte inferiore del paraurti si trovavano piccole prese d'aria per la ventilazione del motore e dei freni.
La vista laterale confermava la sensazione di slancio del frontale, con un profilo aerodinamico efficace (il coefficiente di resistenza aerodinamica, Cx, era di 0,30). Un elemento stilistico distintivo era il particolare profilo a cuneo delle superfici vetrate, reso ancora più particolare da un montante posteriore inclinato in senso contrario, che contribuiva a un andamento avvolgente del lunotto. La parte posteriore era dominata da un grande e pratico portellone in materiale plastico, affiancato da piccoli fari.

Abitacolo e Bagagliaio: Spazio e Modularità Sorprendenti
Nonostante le dimensioni esterne contenute, paragonabili a quelle di una Peugeot 106 di prima serie, la W168 offriva un abitacolo sorprendentemente spazioso, soprattutto in altezza, grazie all'elevato livello del tetto. La strumentazione era completa, sebbene la leggibilità potesse essere migliorata. Per conferire un'atmosfera più giovanile, sedili e pannelli erano rivestiti in materiali dai colori vivaci.
Il vero punto di forza dell'interno della W168 era il bagagliaio, caratterizzato da un'ampia modularità. In condizioni normali, la capacità di carico era già generosa, pari a 390 litri. Abbattendo lo schienale posteriore, lo spazio aumentava considerevolmente, raggiungendo ben 1.340 litri fino all'altezza del tetto, un valore eccezionale per la categoria.
Innovazione Strutturale: Il Pianale a Sandwich
La struttura della W168 rappresentava un'autentica innovazione, progettata per massimizzare l'efficacia nell'assorbimento degli impatti. La peculiarità principale era il cosiddetto "pianale a sandwich", composto da due ripiani paralleli, uno dei quali formava il pavimento dell'abitacolo. In caso di urto frontale, il gruppo motore-cambio era progettato per scivolare nell'intercapedine tra i due ripiani, evitando così pericolose intrusioni nell'abitacolo e salvaguardando l'incolumità dei passeggeri.
Questa ingegnosa struttura aveva anche la funzione di alloggiare componenti come la batteria e fu concepita in previsione di futuri modelli a propulsione alternativa (ibrida, elettrica e a celle a combustibile), offrendo spazio per i relativi accumulatori. I motori della W168 furono quindi sviluppati specificamente per questo modello e per l'unico altro veicolo che ne condivideva la base meccanica, il monovolume Vaneo di dimensioni maggiori.
Le sospensioni erano a ruote indipendenti: all'avantreno si trovava un classico schema MacPherson, mentre al retrotreno era impiegato un sistema a bracci longitudinali.
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Motorizzazioni e Allestimenti al Lancio
Al momento del debutto, la Classe A W168 era disponibile con due motorizzazioni a benzina monoalbero da 1.4 e 1.6 litri, eroganti rispettivamente 82 e 102 CV, che identificavano le versioni A140 ed A160.
Gli allestimenti disponibili erano tre, ognuno con caratteristiche distintive:
- Classic: Caratterizzato da finiture più semplici, come la griglia del radiatore, le maniglie delle portiere e gli specchietti retrovisori in nero opaco. I gruppi ottici posteriori combinavano tre colori: rosso per stop e luci di posizione, bianco per la retromarcia e arancione per gli indicatori di direzione. I copricerchi erano in plastica.
- Elegance: Offriva interni con inserti in legno e una dotazione più completa rispetto alla versione Classic, includendo cerchi in lega, alzacristalli posteriori elettrici e fendinebbia.
- Avantgarde: Si distinguevano per inserti in alluminio negli interni e, nelle versioni più potenti, per una strumentazione con numeri neri su sfondo bianco, conferendo un aspetto più sportivo.
La dotazione di serie per la gamma d'esordio includeva ABS, doppio airbag e climatizzatore, quest'ultimo di serie sulla A160.
La Controversia del "Test dell'Alce" e le Soluzioni
Il 21 ottobre 1997, durante un test effettuato dalla rivista svedese Teknikens Vaerld, noto come "test dell'alce" (volto a simulare l'evitamento improvviso di un ostacolo), una Classe A W168 si ribaltò rovinosamente sul tetto, causando ferite agli occupanti. L'incidente fu attribuito principalmente allo sfavorevole rapporto tra larghezza ed altezza del corpo vettura, accentuato dall'innalzamento del baricentro dovuto al pianale a sandwich. Questo parametro, unito a improvvisi trasferimenti di carico, poteva innescare pericolosi fenomeni di decentramento del baricentro della vettura al di fuori dell'area delimitata dalle quattro ruote.
La notizia ebbe un'eco mediatica enorme, trasformando la Classe A, inizialmente accolta con entusiasmo, in un'auto percepita come insicura e pericolosa. La casa madre reagì prontamente, effettuando un richiamo su tutti gli esemplari già venduti e in circolazione (circa 2.600), nonché sulle vetture ordinate e in fase di consegna, e implementando modifiche sulla produzione futura.

Le modifiche apportate, in particolare l'introduzione di serie del controllo elettronico di stabilità (ESP) su tutta la gamma, si rivelarono efficaci. Nuovi test confermarono l'effettiva sicurezza della vettura, scongiurando il rischio di ribaltamento. La situazione migliorò progressivamente, e le vendite della W168 ripresero livelli più promettenti.
Il Restyling del 2001 e la Versione Lunga (V168)
Al Salone di Ginevra del 2001, Mercedes-Benz presentò una Classe A aggiornata esteticamente e meccanicamente. Esternamente, le modifiche includevano fari anteriori e posteriori leggermente ridisegnati, paraurti ristilizzati con nuove fasce di protezione, cerchi in lega di nuovo disegno e indicatori di direzione integrati negli specchietti retrovisori esterni.
Internamente, le finiture e i materiali utilizzati furono migliorati. Il volante regolabile in altezza, precedentemente presente solo sugli allestimenti superiori, divenne di serie su tutta la gamma.
Le novità meccaniche più significative riguardarono i motori diesel: la A160 CDI adottò l'intercooler, incrementando la potenza a 75 CV, mentre la A170 CDI passò da 90 a 95 CV.
Una delle innovazioni di maggior rilievo introdotte con il restyling fu la versione Lunga, siglata V168. Questa variante presentava un allungamento del passo di ben 17 cm, a tutto vantaggio dell'abitabilità interna, specialmente per i passeggeri posteriori, e della capacità di carico. Con il divano posteriore abbattuto e il sedile anteriore eliminato, lo spazio di carico raggiungeva i 1.930 litri. L'allungamento del passo richiese modifiche alle sospensioni posteriori, rese più rigide, e l'introduzione dei freni a disco anche al retrotreno. L'incremento di peso della versione Lunga era contenuto, attestandosi sui soli 30 kg.
Le Versioni Speciali e le Alternative
La gamma W168 vide anche l'introduzione di versioni più performanti e di alternative a propulsione alternativa:
- A210 Evolution: Introdotta nel 2002, era disponibile sia in versione normale che Lunga. Era equipaggiata con un motore 2.1 litri, derivato dal 1.9 della A190, in grado di erogare fino a 140 CV.
- A32 HWA: Realizzata dalla HWA (azienda strettamente legata a Mercedes-Benz), montava un V6 da 3.2 litri sovralimentato con compressore volumetrico, capace di sviluppare 354 CV. Le prestazioni erano mozzafiato: 230 km/h di velocità massima e un'accelerazione 0-100 km/h in 5,1 secondi, trasformando la compatta tedesca in un vero "proiettile".
- A38 AMG: Prodotta dalla AMG, questa versione montava due motori da 1.9 litri e 125 CV ciascuno (gli stessi della A190 di serie), con il secondo motore installato posteriormente sotto il pianale a sandwich. La potenza totale raggiungeva i 250 CV, e la vettura utilizzava due cambi sincronizzati elettronicamente.
In concomitanza con il lancio della W168, furono prodotti alcuni esemplari a trazione elettrica. Nel 1999, videro la luce alcune versioni ibride, con un motore elettrico accoppiato a un motore diesel da 1.7 litri. Le versioni a celle a combustibile, prodotte tra il 1997 e il 2003 e dotate di sistemi fuel cell Ballard in continua evoluzione, offrivano potenze comprese tra 68 e 102 CV.
La Mercedes-Benz Classe A W168, con la sua audace innovazione e la sua capacità di superare le sfide, ha segnato un punto di svolta per il segmento delle compatte premium, dimostrando che spazio, praticità e tecnologia potevano convivere armoniosamente in un pacchetto di dimensioni ridotte, con un bagagliaio che continuava a sorprendere.
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