Mazda 3 Coupé: Eleganza, Innovazione e Dinamismo

La Mazda 3, sin dal suo debutto nel 2003, si è affermata come una vettura di classe media in grado di distinguersi nel panorama automobilistico grazie a un equilibrio tra design, dinamica di guida e tecnologia. Nel corso delle sue generazioni, ha saputo evolversi mantenendo la propria identità, e l'introduzione di varianti di carrozzeria ha ampliato il suo appeal. Tra queste, la potenziale variante coupé della Mazda 3, sebbene non ancora ufficialmente sul mercato, suscita particolare interesse per le sue implicazioni stilistiche e prestazionali.

Rendering di una Mazda 3 Coupé

Le origini della Mazda 3: un'evoluzione stilistica e tecnica

La Mazda 3 è stata lanciata nel 2003, succedendo alla Mazda 323 e introducendo un concetto di design completamente nuovo. Anticipata dalla concept car Mazda MX Sportif, la prima generazione debuttò al Salone dell'Auto di Francoforte. La linea, radicalmente diversa rispetto alla 323, fu sviluppata dal centro stile californiano di Mazda, con il contributo del centro stile giapponese per il gruppo frontale. La piattaforma inedita, studiata da Ford per i modelli medio-compatti del gruppo, fu successivamente estesa a generazioni future di veicoli come la Ford Focus, la Volvo S40 e la V50.

Prodotta nello stabilimento giapponese di Hōfu, la Mazda 3 è stata commercializzata sia in versione hatchback a cinque porte che in versione berlina a quattro porte. Quest'ultima, pur essendo la più apprezzata in America e Asia, non fu importata in Europa, con l'eccezione di Francia (dal 2003 al 2005), Austria e Slovenia.

Nel 2006, la Mazda 3 subì un leggero restyling frontale, che portò a una mascherina leggermente più grande, nuovi paraurti anteriori e posteriori, fari posteriori trasparenti e cerchi in lega dal design inedito. Gli interni furono migliorati nell'assemblaggio. Furono introdotte nuove motorizzazioni, tra cui un 1.4 benzina da 84 cavalli e motori turbodiesel 1.6 e 2.0 da 90 e 143 cavalli. Le motorizzazioni benzina erano omologate secondo gli standard Euro 4, mentre il turbodiesel 1.6 da 109 cavalli era Euro 3, raggiungendo l'Euro 4 solo con l'introduzione del filtro antiparticolato DPF.

La seconda generazione, progetto BL, debuttò al Salone Internazionale di Sydney nel 2008 in versione berlina a tre volumi, mentre la cinque porte fu presentata al Motor Show di Bologna dello stesso anno, arrivando sul mercato nell'aprile seguente. Il design si basava sulla generazione precedente, rinnovando il frontale con elementi ispirati alla sportiva RX-8 e la coda con nuovi fari a sfondo argentato. La piattaforma della vecchia generazione fu ripresa e migliorata nella geometria delle sospensioni, rese più rigide per adattarsi ai gusti della clientela europea. All'avantreno si trovavano i MacPherson, mentre al retrotreno erano presenti i bracci multipli (schema Multilink con 5 bracci). Tra le innovazioni tecnologiche spicca il sistema i-stop, che spegne il motore nelle frenate a basse velocità e lo riavvia in soli 0,35 secondi, consentendo un risparmio di carburante del 12%. Debuttò anche il nuovo propulsore diesel MZR-CD da 2,2 litri, da 150 a 185 cavalli, omologato Euro 5.

Evoluzione del design della Mazda 3 attraverso le generazioni

La terza generazione della Mazda 3, presentata il 26 giugno 2013, fu completamente progettata da zero dopo la separazione da Ford, utilizzando esclusivamente componenti prodotti dalla casa automobilistica giapponese e adottando motori benzina e diesel propri. Costruita sulla piattaforma Skyactiv, abbandonando la Ford C1, fu realizzata in due versioni: hatchback a cinque porte e berlina a quattro porte. Le motorizzazioni includevano due benzina Skyactiv-G (un 1.5 da 100 cavalli e un 2.0 da 120 o 165 cavalli) e due diesel Skyactiv-D (il 2.2 da 150 cavalli e il nuovo 1.5 da 105 cavalli). Nel mercato asiatico, americano e australiano fu commercializzata anche con il motore 2.5 benzina da 185 cavalli. Un cambio automatico sequenziale a sei rapporti con comandi al volante era disponibile come optional con i motori 2.0 a benzina e 2.2 diesel. Nell'agosto del 2016, un restyling portò a un cambio di sigla da BM a BN, con aggiornamenti alla plancia, un nuovo disegno dell'anteriore e posteriore (non sulla versione Sedan), e l'abbandono della motorizzazione Diesel in favore di propulsori a benzina.

Nel 2019 è stata presentata l'attuale generazione della Mazda 3, con la denominazione ufficiale BP. Disponibile sia in versione berlina (sedan, 4 porte) che hatchback (due volumi, 5 porte), presenta un design totalmente rivoluzionario rispetto alle serie precedenti, pur mantenendo lo spirito originario. Le motorizzazioni inizialmente comprendevano il 2.0 mild hybrid a benzina Skyactiv-G da 122 CV e 150 CV, successivamente affiancato dal nuovo motore con tecnologia Skyactiv-X da 186 CV.

La Mazda 3 berlina (4 porte): un connubio di stile e raffinatezza

La Mazda 3 in versione berlina (4 porte) combina eleganza, dinamica di guida e tecnologia. È una scelta solida per chi cerca uno stile classico e raffinato in una berlina compatta, senza perdere la qualità, la tecnologia e la piacevolezza di guida tipiche del marchio Mazda. L'aspetto aggressivo e personale, con il cofano basso e lungo contrapposto alla coda raccolta e arrotondata, contraddistingue questa berlina di medie dimensioni.

Altrettanto originale è l'elegante abitacolo, con la plancia elaborata e i diffusori del climatizzatore che incorniciano il cruscotto parzialmente digitale. Le finiture sono accurate e lo spazio più che soddisfacente. Tuttavia, i finestrini piccoli rendono poco luminosi i posti dietro e penalizzano la visibilità posteriore. La capacità del baule non è eccezionale, risultando un po' sacrificata con 358 litri, 22 in meno rispetto a concorrenti come la Volkswagen Golf e la Citroën C4.

Le dimensioni della Mazda 3 la rendono una delle segmento C più grandi del mercato, misurando 4,46 metri di lunghezza, 1,79 di larghezza e 1,44 di altezza. Per confronto, la Volkswagen Golf si ferma a 4,28 metri, e la più lunga Citroën C4 arriva a 4,35 metri.

Interni dettagliati della Mazda 3 berlina

Il design esterno, che segue il linguaggio stilistico KODO, è un vero piacere per gli occhi. Il muso è lungo, schiacciato e privo di inutili orpelli, con proiettori sottilissimi e DRL in stile "angel eye". L'unico elemento particolarmente elaborato è la calandra a forma ettagonale, con due "baffi" che si integrano nei fari. A differenza di altri modelli con finitura cromata, qui il profilo della griglia si presenta in un color grafite lucido, una decisione che mette in risalto il design dinamico della vettura. Nella Mazda 3 Sedan, invece, il profilo è cromato, denotando una cura nel cesellare i dettagli.

Il profilo della Mazda 3 presenta un montante A molto arretrato e inclinato, che conferisce una disposizione dei volumi quasi da vettura con motore posizionato longitudinalmente. La linea di cintura è altissima e accentua la sensazione di sportività, sacrificando però l'ampiezza del cristallo posteriore. La fiancata è estremamente pulita, con un sapiente gioco di superfici convesse e concave che disegnano linee nette con la luce, una percezione esaltata nel colore Soul Red Crystal. I cerchi da 18 pollici di serie, già dal secondo livello di allestimento, sono adeguati, mentre il colore Black Metallic è esclusivo della Skyactiv-X.

Al posteriore, il possente montante C accompagna il lunotto molto spiovente. Poco sotto, i fari al cui interno sono iscritti due cerchi che riprendono il design di quelli anteriori. Completa un estrattore in nero lucido, con funzione puramente estetica, al cui interno prendono posto i due terminali di scarico, veri.

All'interno, lo stile e la qualità sono da vettura di classe superiore. La plancia a sviluppo orizzontale include le manopole per la gestione del clima, che restituiscono un buon feedback; le bocchette d'aerazione sono nascoste sotto la palpebra in pelle e lo schermo da 8,8 pollici per l'infotainment. I materiali sono morbidi sia in alto che al centro, e anche il vano portaoggetti lato passeggero è rivestito. Il sistema multimediale supporta Apple CarPlay e Android Auto solo via cavo e il sistema di navigazione integrato non ha una grafica particolarmente aggiornata. L'interazione avviene esclusivamente tramite un rotore sul tunnel centrale, una soluzione meno distraente rispetto al touchscreen.

Il vero punto di forza è la postazione di guida. I sedili in pelle sono contenitivi al punto giusto e le regolazioni elettroattuate sono chirurgiche. Il volante ha un diametro piuttosto ampio e la corona rivestita in pelle ha uno spessore non esagerato. I tasti restituiscono una percezione di ben fatto e ben pensato. Il quadro strumenti è semi-digitale e, pur non godendo delle numerose funzioni di sistemi più hi-tech, l'impostazione è estremamente chiara e funzionale. L'head-up display, pur non essendo enorme, proietta sul parabrezza informazioni fondamentali come la velocità di crociera e i limiti di velocità. Tutto è a portata "d'occhio", qualsiasi informazione o tasto da premere è pensato per essere raggiunto con il minimo impegno. Queste scelte si ripercuotono soprattutto sulla guida che, scevra da distrazioni, diventa fluida e rilassante.

I passeggeri posteriori ricevono attenzioni buone, ma meno lusinghiere. I sedili laterali sono comodi e, grazie alla sagomatura, permettono di accogliere anche occupanti piuttosto alti. Il sedile centrale è più stretto e leggermente rialzato, meglio impiegarlo per spostamenti medio-brevi. Al posteriore mancano le prese USB, la presa 12 Volt e le bocchette d'aerazione. Se la ventilazione posteriore su questo segmento di auto è ormai rara, la mancanza di un qualsiasi metodo di ricarica per dispositivi elettronici è meno giustificabile.

Innovazione motoristica: Skyactiv-G e Skyactiv-X

La Mazda 3 offre motorizzazioni benzina con prestazioni equilibrate e supporto ibrido per migliorare i consumi. In particolare, si distinguono il 2.0 Skyactiv-G mild hybrid e lo Skyactiv-X.

Mazda 3 Skyactiv-G mild hybrid

Le versioni "ibride leggere" a benzina meno potenti (con un 2.0 collegato tramite una cinghia a una piccola unità elettrica) dispongono di 122 o 150 CV. Queste motorizzazioni sono fluide, ma proporzionalmente poco vispe in ripresa.

Mazda 3 Skyactiv-X: la tecnologia SPCCI

Una delle caratteristiche di maggior rilievo della Mazda 3 è senza dubbio la possibilità di equipaggiarla con l'ultima versione dello Skyactiv-X. Questo propulsore innovativo funziona a benzina, ma con alcune peculiarità che lo avvicinano ai diesel. Il motore è capace di funzionare sia per accensione spontanea, per temperatura e compressione impiegando una miscela molto magra, sia per accensione tramite candela.

Per controllare l'accensione spontanea, gli ingegneri Mazda hanno aggiunto una candela, creando intorno ad essa una pre-camera virtuale in cui la miscela, particolarmente ricca, può essere accesa dalla candela stessa per innescare la combustione immediata di tutta la carica. Sotto i 4000 giri, lo Skyactiv-X è capace di funzionare "come un Diesel"; oltrepassata tale soglia, tornerà a funzionare come un classico benzina.

Con l'ultimo aggiornamento di questa tecnologia, proposta unicamente da Mazda, sono state introdotte diverse novità:

  • Sistema ibrido leggero: Oltre ai vantaggi fiscali, dona un po' di coppia ai bassi regimi.
  • Rapporto di compressione modificato: Scende da 16:1 a 15:1, posizionandosi a metà tra i classici valori di benzina e Diesel.
  • Aumento della potenza: Il 2.0 quattro cilindri passa da 180 a 186 CV.

La Mazda 3 con motore Skyactiv-X della prova con cambio manuale ha rivelato un carattere deciso ma per nulla brutale. Il propulsore accoppiato al cambio rende la marcia estremamente progressiva, la velocità aumenta senza "kick-down", registrando un ragguardevole 0-100 km/h in 8,1 secondi. L'andamento complessivo è piuttosto confortevole, le vibrazioni sono ridotte al minimo e anche il passaggio da una modalità di combustione all'altra è effettuato in modo praticamente impercettibile. Lo sterzo è preciso seppur non chirurgico, una scelta che ben si abbina all'indole del propulsore. In generale, la vettura ha un'anima da grande viaggiatrice; in autostrada i sorpassi vengono effettuati in scioltezza a qualsiasi regime di rotazione e il motore riesce a funzionare sempre nella modalità più efficiente. La città non la mette certamente in crisi, tuttavia i benefici del propulsore, sia in termini di consumi sia in termini prestazionali, sono meno evidenti. A fine test, è stato rilevato un consumo medio di circa 15 km/l, non lontano dai 16,5 km/l dichiarati dalla Casa nel ciclo WLTP.

Trasmissione e assetto

La Mazda 3 della prova, dotata di cambio manuale, ha mostrato l'eccellenza che la casa giapponese ha abituato per i suoi cambi manuali. I rapporti sono ben calibrati e piuttosto vicini, solo la sesta è di riposo; la leva, oltre ad essere ergonomicamente impeccabile, è anche piacevolmente poco contrastata. Un cambio automatico sequenziale con comandi al volante a sei rapporti è disponibile come optional in abbinamento con i motori 2.0 a benzina e 2.2 diesel.

Un altro elemento peculiare è l'assetto. All'anteriore un classico MacPherson, al posteriore un inusuale, per questo segmento di auto, ponte torcente. Sebbene tale scelta sia meno nobile e virtualmente meno performante rispetto a un Multilink, gli ingegneri Mazda sono riusciti a tirare fuori il massimo da questo schema di sospensioni, che oggi risulta superato ma ancora efficace. Il risultato è un assorbimento delle asperità più che buono e un comportamento che non fa rimpiangere altre soluzioni.

Le tecnologie di MAZDA spiegate bene: Skyactiv-G, il punto massimo dei benzina

A completare l'esperienza di guida, gli ADAS di livello 2, oltre ad essere ben tarati, interagiscono con il conducente sia attivando una leggera vibrazione sul volante, sia a livello sonoro e visivo.

Le versioni sportive MPS della Mazda 3

MPS è la sigla che identifica le versioni sportive della Mazda 3. La stessa motorizzazione ha equipaggiato anche la prima generazione di Mazda 6 MPS. Il cambio per tutte le 3 MPS è un manuale a 6 rapporti abbinato alla trazione anteriore. La velocità massima è di 250 km/h, mentre lo scatto da 0 a 100 km/h è di 6,1 secondi, con consumi contenuti in 9,1 km al litro.

La seconda serie della Mazda 3 MPS debuttò al Salone dell'Automobile di Ginevra 2009. Il motore 2.3 fu rivisto sotto il profilo delle emissioni e dei consumi, leggermente inferiori rispetto al passato, mentre la potenza massima rimase invariata a 260 cavalli. Rispetto alla versione BK, la nuova MPS presentava il differenziale a slittamento controllato LSD, il controllo di stabilità e trazione di nuova generazione DSC-TCS, l'attivazione automatica delle 4 frecce nelle frenate di emergenza (ESS), i fari anteriori attivi bi-Xeno con luci a Led e i cerchi in lega di 18 pollici, oltre a un kit sportivo ispirato alla Mazda RX-8.

Il potenziale della Mazda 3 Coupé: prospettive future

Stando a quanto riportato da Carbuzz, sarebbe allo studio la sportiva variante coupé della Mazda 3. Come l'attuale variante hatchback a cinque porte, anche l'inedita Mazda 3 Coupé dovrebbe essere lunga 446 centimetri. Tutto ciò emerge dai relativi brevetti, depositati dal Costruttore nipponico presso gli appositi uffici sia europeo che statunitense.

La gamma europea della nuova Mazda 3 Coupé comprenderebbe solo le versioni M-Hybrid, ovvero dotate della tecnologia Mild Hybrid. Nello specifico, sarebbero previste le motorizzazioni a benzina 2.0L eSkyactiv-G da 122 CV o 150 CV e 2.0L Skyactiv-X da 186 CV di potenza.

Questa ipotesi di una Mazda 3 Coupé a tre posti, o più probabilmente a due posti più due occasionali, si inserirebbe in un segmento di mercato che ricerca un'estetica più dinamica e un'esperienza di guida più focalizzata sulla sportività, pur mantenendo l'eleganza e la qualità costruttiva tipiche di Mazda. La filosofia Jinba Ittai, che da sempre guida i progetti del marchio e rappresenta in giapponese l’armonia tra cavallo e cavaliere, suggerisce che anche in una potenziale coupé tutto sarebbe pensato per favorire il perfetto accordo tra pilota e vettura.

Schizzo di design di una Mazda 3 Coupé

Prezzi e concorrenti della Mazda 3

I prezzi della Mazda 3 variano molto a seconda del mercato, delle motorizzazioni e degli allestimenti. Per portare a casa una Mazda 3 entry level servono circa 25.000 euro. Tuttavia, il propulsore Skyactiv-X è disponibile solo a partire dal secondo livello di allestimento, già piuttosto completo, il cui prezzo sale a 29.000 euro. Il modello oggetto di alcune prove su strada, con l'allestimento più ricco "Exclusive", può arrivare a 33.000 euro, confrontandosi anche con marchi premium. Il prezzo può aumentare ulteriormente e sfiorare i 37.000 scegliendo la versione con cambio automatico e con trazione integrale.

Le rivali della Mazda 3 sono numerose, agguerrite e con caratteri profondamente diversi. Si può optare per una classica e razionale Volkswagen Golf oppure per la "stilosa" cugina Seat Leon. Altrettanto valide alternative sarebbero le varie Ford Focus, Peugeot 308 e Toyota Corolla. Gli acquirenti più esigenti potrebbero trovare come possibili alternative anche le segmento C della triade premium tedesca: Mercedes Classe A, BMW Serie 1 e Audi A3. Tuttavia, è bene sottolineare che la Mazda 3 è una vettura con un carattere e un'anima del tutto peculiari.

Sicurezza e riconoscimenti

La Mazda 3 ha ottenuto eccellenti risultati nei test di sicurezza. Ad esempio, ha superato i test Euro NCAP nel 2006, 2009, 2013 e 2019, dimostrando l'impegno di Mazda verso la sicurezza dei suoi veicoli. Anche i test NHTSA del 2021 hanno confermato gli elevati standard di sicurezza.

Grafico dei risultati Euro NCAP della Mazda 3

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