La storia dell'industria automobilistica è costellata di alleanze strategiche e collaborazioni tecniche, e il rapporto tra Mazda e Ford Motor Company ne è un esempio significativo, durato quasi tre decenni. Questa relazione, pur essendosi evoluta nel tempo, ha lasciato un'impronta profonda sulle due case automobilistiche, influenzando lo sviluppo di veicoli e motorizzazioni. Inizialmente caratterizzata da una partecipazione azionaria significativa di Ford in Mazda, l'alleanza ha visto un progressivo ridimensionamento nel corso degli anni, pur mantenendo un legame strategico.

L'Evoluzione della Partecipazione Azionaria e le Implicazioni Strategiche
Il 18 novembre 2008, Mazda Motor Corporation ha annunciato un cambiamento sostanziale nella struttura proprietaria, con Mazda e diversi dei suoi partner commerciali strategici che avrebbero acquisito una parte delle azioni di Ford Motor Company attraverso il mercato azionario. Questa operazione ha portato a una riduzione della percentuale di proprietà di Ford nelle azioni Mazda dal 33.4 percento a poco più del 13 percento. Nonostante questa diminuzione, il nuovo accordo ha permesso alle due compagnie di continuare il loro rapporto strategico consolidato da quasi trent'anni. Questa mossa rifletteva un'evoluzione delle priorità e delle strategie di entrambe le aziende, pur riconoscendo il valore della collaborazione preesistente.
La Condivisione di Piattaforme e Componenti: Motori e Affidabilità
La collaborazione tra Ford e Mazda non si è limitata solo all'aspetto finanziario, ma ha permeato profondamente lo sviluppo tecnologico, in particolare per quanto riguarda i motori. Per anni, diversi modelli Mazda hanno beneficiato di motori di derivazione Ford, e viceversa. Questa pratica, se da un lato ha permesso economie di scala e condivisione di know-how, dall'altro ha sollevato interrogativi e preoccupazioni tra i consumatori, specialmente in relazione all'affidabilità e alla compatibilità con alcune tecnologie, come gli impianti GPL.
Un dibattito acceso, riportato anche dalla stampa specializzata come Quattroruote, riguardava proprio i problemi di usura delle valvole riscontrati in alcune Mazda con motori di derivazione Ford equipaggiate con impianti GPL. Questo ha generato incertezza tra i potenziali acquirenti, che si chiedevano quali modelli fossero dotati di tali motori. Ad esempio, la Mazda 5 1.8 a benzina è stata oggetto di discussioni, con gli utenti che cercavano di capire se il suo motore fosse di derivazione Ford. Le indagini successive hanno rivelato che il motore a benzina in questione era in realtà un Mazda modello MZR, dissipando almeno in parte alcune delle preoccupazioni. Questa distinzione tra motori di "derivazione Ford" e "motori Mazda" era cruciale per i consumatori, poiché si riteneva che l'affidabilità delle Mazda con motori Mazda fosse "ben maggiore" rispetto a quelle con motori Ford. La questione delle sedi delle valvole nelle Mazda 1.8 a benzina, specialmente in relazione alla modifica con impianti GPL, ha evidenziato l'importanza di conoscere a fondo la provenienza e le caratteristiche tecniche dei motori. Alcuni possessori di Mazda 5 1800 modificati con impianto a GPL hanno persino avuto accesso a PDF con il "costruttivo del motore", contenenti disegni e dettagli sui materiali di valvole, pistoni e cilindri, a dimostrazione della profondità con cui si cercavano informazioni su questo aspetto critico.
Innovazione e Sfide nel Settore dei Motori
Sia Mazda che Ford hanno intrapreso percorsi di innovazione significativi, non senza affrontare sfide e problematiche. Mazda, fedele alla sua filosofia di "andare per la sua strada" e guidata più dai tecnici che dal marketing, ha introdotto la tecnologia Skyactiv nel 2012. Questo approccio ha comportato una riprogettazione completa di carrozzeria, telaio, motori e trasmissioni, con l'obiettivo di ridurre il peso e migliorare l'esperienza di guida. I motori Skyactiv, in particolare i diesel, sono stati inizialmente accolti con entusiasmo. La stampa, soprattutto quella straniera, ha messo in risalto la loro "straordinaria erogazione e regolarità di funzionamento, con un allungo mai visto su un diesel". Anche i consumi hanno raggiunto l'obiettivo di Mazda di essere "best in class", con una media di 14 km/l per la CX-5, pareggiando i conti con la Kia 1.7 ma con prestazioni superiori. Tuttavia, anche i motori Skyactiv diesel hanno avuto i loro "però". Problemi come le camme grippate e la conseguente limatura metallica su tutto il motore, che portava a cedimenti fatali, sono stati risolti da Mazda con una riprogettazione dopo soli due anni. Meno generosa, secondo alcuni, è stata l'azienda nei confronti dei clienti danneggiati. Inoltre, la diluizione dell'olio e la frequente sostituzione del filtro antiparticolato hanno continuato a dare problemi ai proprietari. Il rendimento del motore sulla CX-5 era del 36%, ottimo ma non straordinario, come quello della M5 2.0CD da 143CV, suggerendo che in termini di rendimento termico non c'era stato un cambiamento rivoluzionario. Nonostante queste sfide, la regolarità e la "pastosità" del motore 143cv anche a regimi molto bassi sono state apprezzate.
SKYACTIV TECHNOLOGY - Introduction - Italiano
Dall'altra parte, Ford ha dimostrato un "coraggio straordinario" nella sezione europea sviluppando il motore EcoBoost a tre cilindri da un litro, destinato alla diffusione di massa. Questo piccolo motore è stato premiato come International Engine of the Year per diverse volte consecutive, e le sue soluzioni tecniche sono state adottate anche dai concorrenti. Purtroppo, l'EcoBoost è stato anche associato a problemi specifici. I problemi di raffreddamento sono stati risolti dal 2014, ma la diluizione dell'olio con la benzina su percorsi brevi e il logoramento della cinghia nel serbatoio dell'oilio sono rimasti critici. La sostituzione della trasmissione, in particolare, è un intervento costoso che richiede lo smontaggio del motore e la regolazione dei giochi delle valvole. Solo con il successore del 2020 è stata introdotta una valvola idraulica regolabile.

Le Sfide dei Motori Moderni e la Ricerca di Affidabilità
La complessità dei motori moderni, siano essi benzina, diesel o elettrici, ha portato a nuove sfide in termini di affidabilità. Anche marchi giapponesi, un tempo simbolo di affidabilità incondizionata, hanno affrontato problemi, come nel caso di Toyota e Subaru con i loro primi tentativi di sviluppare motori diesel moderni. Le case automobilistiche, tuttavia, hanno risposto a queste sfide con riprogettazioni e interventi di assistenza.
Ad esempio, anche il motore 1.2 TCe di Renault, sviluppato dal partner Nissan, ha avuto una storia problematica. Nonostante gli sforzi per massimizzare l'efficienza termica, il motore si scaldava lentamente, portando all'arricchimento della miscela dopo l'avviamento a freddo e alla diluizione dell'olio. Renault ha affrontato il problema riparando o sostituendo i motori anche fuori garanzia e introducendo misure tecniche per un riscaldamento più rapido. Il successore, il 1.3 TCe lanciato nel 2018, è invece noto per la sua affidabilità.
Anche nel campo delle auto elettriche, le sfide non mancano. Nissan, pioniera con la sua Leaf, ha dovuto affrontare il problema del rapido deterioramento della batteria originale da 24 kWh, risolto dopo tre anni. Successivamente, un nuovo progetto di batteria con capacità aumentata ha mostrato anch'esso un rapido deterioramento, portando Nissan a interrompere la produzione e a montare una nuova batteria da 40 kWh sviluppata per la seconda generazione di Leaf.
L'Importanza della Manutenzione e dell'Informazione per il Consumatore
La complessa realtà dei motori moderni e le sfide legate all'affidabilità sottolineano l'importanza di una manutenzione regolare e di un'informazione accurata per il consumatore. Accorciare gli intervalli tra una manutenzione e l'altra, come suggerito per contrastare il logoramento della cinghia nell'EcoBoost, può essere cruciale per la longevità del veicolo.
L'acquisto di un'auto usata, una "macchina complicata in quanto già sottoposta a diversi anni di stress termico, chimico e meccanico", è un'operazione intrinsecamente incerta. Servizi come il CarAudit, un controllo esaustivo su numerosi punti del veicolo, compresa la documentazione fotografica e un rapporto tecnico dettagliato, possono ridurre al minimo i rischi per l'acquirente. Tuttavia, le condizioni perfette al momento della vendita non garantiscono la stessa situazione tra due o tre anni.

Le informazioni sui valori di CO2 e consumo, conformi alla procedura di prova WLTP, sono essenziali per la comparazione dei dati dei veicoli e per una scelta consapevole. È importante notare che questi valori, così come i prezzi esposti, possono essere soggetti a evoluzioni e imprecisioni dovute ai limiti posti dalla data di pubblicazione e dalla durata delle offerte.
In questo scenario, la capacità di discernere tra le diverse motorizzazioni e di comprendere le potenziali problematiche, sia per i motori a combustione interna che per le nuove tecnologie elettriche, diventa fondamentale. La consapevolezza che "un marchio giapponese sul cofano non sia necessariamente una garanzia di affidabilità a prova di bomba" o che "nelle auto elettriche il motore non si guasta di frequente, ma le batterie ogni tanto sì" invita a un approccio più critico e informato all'acquisto di un veicolo.