Le automobili Mercedes-Benz, fin dalle loro origini, hanno rappresentato un punto di riferimento nell'industria automobilistica, unendo l'ingegneria di precisione tedesca a un design raffinato. Quando si parla di "Mercedes grigia vecchia", si evoca spesso un senso di nostalgia e ammirazione per modelli che hanno lasciato un'impronta indelebile nella storia dell'automobile. Questo articolo esplorerà alcuni di questi iconici veicoli, dalla leggendaria 300 SL alle evoluzioni della Classe A, analizzando le loro caratteristiche distintive e l'impatto che hanno avuto.

La Leggenda della 300 SL (W 194 e W 198): Icona Sportiva Senza Tempo
Semplice ma maestosa, la Mercedes 300 SL è indiscutibilmente una delle auto sportive più spettacolari e desiderate di tutti i tempi. La sua storia inizia nel 1952, quando fu sviluppata come auto da corsa, con la denominazione W 194. L'acronimo SL sta per "Sport Leicht", che si traduce in "Sportiva leggera", un nome che ne racchiude l'essenza. Questo modello dominò i circuiti di tutto il mondo, ottenendo vittorie significative in gare prestigiose come la 24 ore di Le Mans, la corsa di Berna, il Nürburgring e l'impegnativa Carrera Panamericana.
Il successo sui circuiti generò un enorme interesse, anche grazie all'intuizione di Maximilian E., che spinse per una versione stradale. Così, nel febbraio del 1954, la Mercedes 300 SL Coupé (W 198) venne presentata in anteprima mondiale all'International Motorsport Show di New York, generando subito un entusiasmo contagioso. Le sue forme compatte e aerodinamiche, il potente motore a sei cilindri e il design elegante e non convenzionale, caratterizzato dalle iconiche portiere che si aprono verso l'alto (da cui il soprannome "Gullwing" o "Ali di gabbiano"), attirarono l'attenzione degli spettatori. Il mondo non aveva mai visto un'auto sportiva come lei, né negli Stati Uniti né altrove, consolidando il suo status di icona.
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L'Eleganza Duratura della Serie W 124
Progettata dall'allora Centro Stile Mercedes-Benz, sotto la guida del poliedrico designer italiano Bruno Sacco, la Serie W 124 fece la sua prima apparizione nel novembre del 1984, riscuotendo un successo immediato. Questo modello è diventato uno dei più riconoscibili della Stella, un vero e proprio sinonimo di stile ed eleganza. È interessante notare come, pur essendo stata concepita in piena era pop degli anni '80, la sua estetica senza tempo le abbia permesso di rimanere attuale per decenni. La sua versatilità fu dimostrata dalla produzione in diverse versioni: berlina, coupé, station wagon e limousine. La Serie W 124 incarnava concetti come solidità e affidabilità, diventando non solo un oggetto da ammirare, ma soprattutto un piacere da guidare.

L'Evoluzione della Classe A: Dalla Compatta Innovativa alla Berlina Moderna
La Mercedes-Benz Classe A rappresenta un capitolo significativo nella strategia della casa automobilistica tedesca di espandere la propria gamma verso il basso, un'idea accarezzata già nei primi anni ottanta. Fino a quel momento, la produzione era costituita essenzialmente da grandi berline eleganti, lussuose e raffinate.
La Genesi: Un'Idea Audace degli Anni Ottanta
Nel 1982, Mercedes-Benz compì un primo passo verso l'espansione in segmenti di mercato inferiori con il lancio della 190, una berlina a tre volumi più compatta di quelle già in listino, che ottenne un grande successo di vendite. L'azienda desiderava una vettura compatta, adatta alla città, ma allo stesso tempo sfiziosa e alla moda, lussuosa e rifinita. Per questo, la gestazione della futura Classe A si rivelò particolarmente lunga e complessa. Nello stesso anno, il 1982, Mercedes-Benz presentò anche il suo primo prototipo di vettura da città, denominato NAFA, caratterizzato da linee piuttosto spigolose. Tuttavia, fu solo nei primi anni del decennio successivo che il progetto entrò nel vivo, con un susseguirsi di proposte di stile e innovazioni.
Prima Generazione (W168): La Sfidante Rivoluzione del Design e le Prime Difficoltà
La produzione della Classe A W168 iniziò nel 1997, segnando un momento storico per la casa tedesca: era la prima automobile Mercedes a trazione anteriore. Una delle innovazioni più significative della W168 fu un sistema di assorbimento degli urti frontali chiamato "a sandwich", che prevedeva un doppio fondo per far sprofondare motore e cambio sotto il livello del pavimento dell'abitacolo (come attestano i brevetti DE4326 9 e DE4400132 registrati da Mercedes-Benz). Questa soluzione permetteva di ottenere uno spazio interno sorprendentemente ampio per una vettura di queste dimensioni e una buona visibilità, rendendola molto comoda per la città e facile da parcheggiare.
Nonostante l'innovazione e una campagna pubblicitaria su scala mondiale lanciata con oltre due anni di anticipo sull'effettiva uscita in produzione, la W168 divenne tristemente famosa nel 1997. Fallì il tradizionale "test dell'alce" eseguito dal giornale svedese Teknikens Värld, ribaltandosi. Mercedes reagì prontamente richiamando tutte le 2.600 vetture vendute e interrompendo la produzione. Il problema fu risolto aggiungendo il sistema di stabilità ESP e modificando le sospensioni. Dopo queste modifiche, tutte le auto ebbero l'ESP di base, garantendo maggiore tranquillità ai futuri acquirenti. Nel test di sicurezza EuroNCAP, la Mercedes-Benz Classe A W168 ottenne 4 stelle su 5, dimostrando una sicurezza in caso di incidente abbastanza buona.
Il restyling del 2001 portò cambiamenti estetici ai fari anteriori e posteriori, ai paraurti, al disegno dei cerchioni e all'introduzione degli indicatori di direzione sugli specchietti. Dal punto di vista estetico, la macchina, specialmente nelle versioni più accessoriate, si presentava piuttosto bene, con ampie possibilità di personalizzazione.
Gli interni della W168, sebbene non potessero eguagliare il lusso degli esemplari più grandi del marchio, offrivano comunque una buona qualità dei materiali e sensazioni gradevoli. L'ergonomia era ben curata, minimizzando fastidi. Tuttavia, con il passare degli anni, potevano comparire scricchiolii provenienti dai materiali interni. Esistevano diverse versioni della vettura (Classic, Elegance e Avantgarde), che si differenziavano principalmente per il numero di accessori inclusi.
Per quanto riguarda la meccanica, i motori diesel della Mercedes-Benz Classe A W168, dotati del sistema di iniezione Common Rail, si rivelarono molto riusciti. Erano affidabili, consumavano poco e offrivano buone prestazioni, con problemi agli iniettori molto rari. Era consigliabile optare per una versione A170 CDI, che garantiva un buon equilibrio tra consumi ed efficienza. I motori diesel dei primi anni 2000 potevano talvolta presentare problemi alla turbina, manifestando una progressiva perdita di potenza. Per prevenire e talvolta risolvere questi problemi, si potevano utilizzare preparati e additivi per la pulizia di EGR, FAP e impianto di iniezione. I motori a benzina delle versioni A140 (1.4 l) e A160 (1.6 l) erano considerati leggermente deboli per la vettura, non offrendo grandi prestazioni. I motori a benzina della W168 sopportavano il funzionamento a GPL, ma non amavano gli impianti economici.
La disposizione del motore, molto inclinato in avanti e sprofondato, rendeva difficile la maggior parte degli interventi meccanici, tranne il semplice controllo e rabbocco dell'olio. Sebbene molti sostenessero che la posizione scomoda del motore non fosse un problema data la sua affidabilità e le catene di distribuzione longeve, in realtà richiedeva comunque interventi periodici. La catena di distribuzione, pur essendo robusta, non era eterna e in alcuni casi poteva richiedere la sostituzione già a 100.000 km. Altro intervento comune era la sostituzione della cinghia servizi (che aziona generatore, compressore del condizionatore e pompa del servosterzo), anch'essa soggetta a usura. Estrarre il motore per questi lavori comportava costi elevati, per cui le officine consigliavano di effettuare contestualmente tutti i lavori necessari per evitare spese aggiuntive a breve termine, come la revisione di generatore, motorino avviamento, compressore condizionatore e la sostituzione delle candele (benzina) o candelette di riscaldamento (diesel).
La frizione durava generalmente circa 120-150.000 km, con un costo di sostituzione del kit che poteva superare i 350 euro, a cui si aggiungeva il costo della manodopera per l'estrazione del motore e del cambio. Il cambio automatico si dimostrò abbastanza affidabile se usato correttamente e con una guida tranquilla, sebbene potesse rompersi il selettore di marcia, con costi di riparazione che superavano i 500-700 euro. Il motorino d'avviamento, di produttori come Valeo e Bosch, aveva una durata di circa 120-180.000 km. Era importante verificare il funzionamento dei tergicristalli prima dell'acquisto di un esemplare usato, dato che la riparazione poteva essere costosa. L'elettronica degli interni era generalmente affidabile.
Le sospensioni anteriori, di tipo McPherson ma con modifiche brevettate da Mercedes, non erano molto costose nella manutenzione. Tuttavia, a causa della rigidità e dei cerchioni grandi, la loro durata generale non era elevatissima su strade in cattivo stato. Gli ammortizzatori posteriori duravano circa 50-70.000 km su strade dissestate e oltre 100.000 km su strade buone, con un costo di circa 70 euro l'uno. Anche gli stabilizzatori non erano particolarmente longevi. La scelta di utilizzare cerchioni grandi con gomme sottili, pur conferendo stabilità e un carattere sportivo, implicava costi di manutenzione più elevati, sia per il prezzo maggiore dei pneumatici che per la minore protezione del cerchione da buche e colpi.
I freni in generale si comportavano bene. I quattro dischi freno erano di serie solo sulle versioni più potenti (motori a benzina da 1.9 l e 2.1 l) o sulle versioni Long. La carrozzeria mostrava una buona resistenza alla corrosione e la vernice manteneva la sua qualità e lucentezza se ben curata. Segni gravi di ruggine si riscontravano solitamente solo in caso di incidenti e riparazioni non eseguite correttamente. Gli elementi della carrozzeria erano facilmente reperibili a prezzi ragionevoli. La Mercedes-Benz Classe A W168 offriva un buon rapporto qualità-prezzo sul mercato dell'usato, spesso con prezzi bassi nonostante esemplari con 2-3 proprietari, data la sua età.
Seconda Generazione (W169): Crescita e Raffinamento
La seconda generazione di Classe A, la W169, fu presentata ufficialmente il 28 giugno 2004 presso la fabbrica Mercedes di Stoccarda. Questa versione era più lunga della precedente versione a passo lungo e, soprattutto, larga come un'auto di categoria superiore. Era disponibile sia a tre che a cinque porte. Con la W169, sia gli interni che gli esterni mostravano un maggiore "family feeling" con il top della produzione della casa di Stoccarda. L'"entry level" A140 fu sostituita dalla A150, e i freni a disco divennero di serie su tutte e quattro le ruote.
Nel 2008, la Classe A subì un restyling estetico che interessò sia la sezione anteriore che quella posteriore, con un nuovo disegno dei fari e della griglia anteriore. Questo aggiornamento, in linea con i dettami della moda automobilistica del tempo, rafforzò il "family feeling" con altri modelli del gruppo, come le Classe B e Classe M.
Terza Generazione (W176): La Svolta Sportiva nel Segmento Premium
In vendita dal 2012, la terza generazione della Classe A, siglata W176, rappresentò un cambiamento significativo rispetto al modello precedente, sia nel design che nella tecnologia. Abbandonando la configurazione di tipo monovolume, la W176 adottò un design a due volumi, collocandosi saldamente nel segmento C premium, in competizione diretta con modelli come Audi A3, BMW Serie 1 e Volvo V40. Questo nuovo orientamento conferì alla vettura un aspetto decisamente più sportivo e dinamico.
Quarta Generazione (W177): L'Era della Connettività e della Collaborazione
Nel 2018, la quarta generazione della Classe A, la W177, fu presentata al Salone di Ginevra. Sebbene riprendesse l'impostazione generale della carrozzeria della W176, era più grande (oltre 11 cm in più in lunghezza) e adeguata al più recente corso stilistico Mercedes-Benz, già inaugurato con il lancio della terza generazione della CLS. In virtù dell'alleanza tra Daimler AG (detentrice del marchio Mercedes-Benz) e l'alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi, la quarta generazione della Classe A utilizzava, al suo debutto, motori provenienti in gran parte dalla produzione del colosso franco-nipponico, in particolare il 1.5 a gasolio e il 1.3 a benzina, a dimostrazione delle sinergie industriali.

Nel 2019, fu annunciato il lancio della Classe A Berlina, un'inedita variante "con la coda". Questa nuova berlina presentava una lunghezza superiore di 13 cm rispetto al modello W177, offrendo un vano bagagli più ampio con un volume di carico di 420 litri. Anche la Classe A Berlina fu proposta con il sistema multimediale MBUX (Mercedes-Benz User Experience) di serie e comandi vocali, e avrebbe avuto a disposizione tutti i sistemi di sicurezza presenti nel modello W177.
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L'Espansione Globale: La Fabbrica Mercedes in Brasile
L'ambizione di Mercedes-Benz di ampliare la propria presenza globale si concretizzò nel 1999 con l'apertura della sua prima fabbrica in Sud America, nello stato del Minas Gerais in Brasile. Questo progetto, con un investimento di 840 milioni di dollari e l'impiego di 10.000 persone, era dedicato alla costruzione di automobili. Inizialmente, l'impianto produceva i modelli della Classe A unitamente a quelli della Classe C, assemblando pezzi provenienti dalla casa madre tedesca. Il target di clientela che la casa voleva raggiungere erano le maggiori nazioni del continente, dal Messico all'Argentina. Di conseguenza, furono apportate alcune modifiche ai modelli per adattarli alle condizioni del mercato locale, come ad esempio un irrobustimento delle protezioni al motore, in considerazione della scarsa qualità media delle strade in alcune regioni.
