La storia della Mercedes-Benz Classe M, in particolare del modello W163, rappresenta un capitolo fondamentale nell'evoluzione del concetto di SUV, o "All Activity Vehicle" come venivano popolarmente definiti nel mercato statunitense. La genesi di questo veicolo affonda le radici nei primi mesi del 1996, quando la concept AAV fu svelata al Salone di Detroit, prefigurando un futuro audace per la casa automobilistica di Stoccarda. Il nome stesso, "All Activity Vehicle", rifletteva la crescente popolarità di questa categoria di veicoli negli Stati Uniti, un mercato che la Mercedes-Benz intendeva conquistare con un prodotto innovativo e distintivo.
Dalla Concept AAV alla W163: Un Design Audace
La concept AAV non era una semplice anticipazione, ma una dichiarazione di intenti. Le sue linee arrotondate, aggressive e imponenti, si discostavano nettamente dalle tradizionali estetiche teutoniche, evocando quasi un'ispirazione orientale e segnando una netta rottura con il passato stilistico della Mercedes-Benz. Questa audacia estetica fu un elemento chiave nel definire l'identità del futuro modello, destinato a un pubblico che cercava sia lusso che versatilità.

I vertici della Casa di Stoccarda compresero fin da subito l'importanza strategica di questo nuovo segmento e annunciarono la produzione del futuro SUV negli Stati Uniti, presso il nuovo stabilimento di Tuscaloosa, in Alabama. Questa scelta produttiva sottolineava la volontà di penetrare a fondo il mercato nordamericano, dove i marchi locali dominavano il segmento dei SUV di grandi dimensioni.
La vettura definitiva, identificata con la sigla di progetto W163, fece il suo debutto nell'autunno del 1997, inizialmente riservata al solo mercato statunitense. L'Europa avrebbe dovuto attendere i primi mesi dell'anno successivo per accogliere questa novità. Con la Classe M, Mercedes-Benz inaugurava una nuova classe di modelli, contraddistinta dalla lettera "M", che avrebbe poi visto tutti i suoi derivati portare il prefisso "ML".
Design e Funzionalità: Un Equilibrio Innovativo
La linea della Classe M W163 rappresentava un sapiente connubio tra le caratteristiche intrinseche del fuoristrada puro e l'eleganza di una grande station wagon di lusso. Le forme arrotondate, oltre a conferire un aspetto moderno e dinamico, contribuirono a ottenere un coefficiente di resistenza aerodinamica (Cx) pari a 0.39, un risultato notevole per l'epoca in questo segmento di veicoli.
Il frontale era dominato da grandi fari a forma di quarto di ellisse, che convergevano verso il centro, dove trovava spazio un'ampia calandra con l'iconico emblema della "stella a tre punte". La vista laterale rivelava le principali differenze rispetto alla concept AAV, in particolare il montante posteriore, meno inclinato nella versione di serie, e l'andamento generale della coda. Quest'ultima era caratterizzata da un ampio portellone posteriore apribile verso l'alto, che tuttavia poteva presentare qualche scomodità per le persone di statura più bassa.
L'abitacolo della W163 era concepito per offrire ampio spazio, sia per i passeggeri che per i bagagli. La versatilità era ulteriormente accentuata dalla possibilità di abbattere il divano posteriore, frazionabile grazie ai suoi tre schienali separati. Su richiesta, era disponibile una terza fila di due sedili, ripiegabili lateralmente, aumentando ulteriormente la capacità di carico e il numero di posti a sedere.
Tecnologia e Sicurezza: Un Passo Avanti
La struttura della W163 univa soluzioni classiche e moderne. Il telaio a longheroni e traverse, separato dalla scocca, si integrava efficacemente con un sistema di sospensioni a ruote indipendenti. Questo schema, insolito per un veicolo off-road, prevedeva una raffinata geometria a triangoli sovrapposti su entrambi gli assali, con un retrotreno ulteriormente arricchito da due bracci supplementari.
La sicurezza era un aspetto prioritario in fase di progettazione, un punto spesso critico per i veicoli di questa tipologia. Nonostante il telaio tradizionale, i tecnici Mercedes-Benz riuscirono a realizzare una scocca ad alto assorbimento d'urto. La dotazione di serie comprendeva due airbag frontali, due laterali e il sistema ABS, offrendo un elevato livello di protezione per i passeggeri.

La trazione integrale permanente era gestita da tre differenziali: uno per ogni asse e un differenziale centrale che regolava la ripartizione della coppia motrice tra i due assi. Questo sistema era interamente controllato dall'elettronica, che giocava un ruolo fondamentale nella W163. Diverse centraline dialogavano tra loro tramite il bus dati CAN, garantendo un'ottimizzazione delle prestazioni e della sicurezza in ogni condizione di guida.
Successo Immediato e Ampliamento della Gamma
Il successo della Mercedes-Benz Classe M fu quasi immediato. Dopo il lancio sul mercato nordamericano nel settembre 1997, fino all'agosto dell'anno successivo, furono venduti circa 50.000 esemplari negli Stati Uniti e in Canada. Altri 3.000 esemplari furono destinati al mercato europeo, dove la commercializzazione iniziò nel marzo 1998.
Di fronte a una domanda così elevata, i vertici Mercedes-Benz presero la decisione strategica di ampliare la capacità produttiva dell'impianto di Tuscaloosa. Questo ampliamento fu cruciale per soddisfare le numerose richieste e sostenere la crescita del modello.
Nel gennaio 1998, poco prima dell'arrivo sul mercato europeo, la gamma fu arricchita con il modello ML430. Equipaggiata con il motore V8 M113 da 4.3 litri, questa versione includeva anche dispositivi elettronici di controllo della stabilità (ESP) e di assistenza alla frenata d'emergenza, caratteristiche non previste di serie sugli altri modelli. Inizialmente, l'ML430 fu destinato esclusivamente al mercato nordamericano, arrivando nei listini europei solo nel maggio 1999.

La crescente domanda spinse Mercedes-Benz ad avviare la produzione anche nello stabilimento austriaco della Steyr-Daimler-Puch a Graz, nel 1999. L'obiettivo era di aumentare ulteriormente la capacità produttiva di circa 30.000 unità annue.
Alla fine del 1999, la gamma W163 conobbe un'espansione significativa con l'introduzione di due modelli dalle vocazioni commerciali opposte. Da un lato, la ML270 CDI rappresentava una scelta più accessibile, equipaggiata con un motore turbodiesel common rail da 2.7 litri e 163 CV, segnando l'ingresso dei motori diesel nella famiglia W163. Dall'altro lato, la ML55 AMG incarnava la sportività, destinata a una clientela più ristretta e caratterizzata da prestazioni elevate.
Il Restyling del 2001: Evoluzione Stilistica e Tecnica
Nel luglio 2001, dopo aver raggiunto la notevole cifra di 300.000 unità vendute in poco meno di quattro anni, la Classe M W163 fu sottoposta a un importante restyling. Gli aggiornamenti esterni includevano un nuovo disegno dei paraurti, dotati di inedite grigliature e proiettori fendinebbia integrati, che, sebbene migliorassero l'estetica, potevano risultare più esposti a danni in fuoristrada. I gruppi ottici anteriori furono resi trasparenti, con predisposizione per i fari allo xeno, mentre gli indicatori di direzione trovarono posto nei nuovi specchietti retrovisori, di dimensioni più contenute. Nuovi cerchi in lega e pneumatici, leggermente più ribassati, completavano le modifiche estetiche. Tuttavia, l'uso di pneumatici come i 275/55/17 su cerchi non ottimali poteva comportare un'eccessiva rigidità e giochi sul piantone dello sterzo, con potenziali malfunzionamenti del sensore ESP.
Internamente, le modifiche furono meno radicali, concentrate principalmente sulla plancia e sul sistema di climatizzazione. Degno di nota fu l'introduzione dei window-bag, a ulteriore beneficio della sicurezza passiva.
Le versioni a sette posti della W163, con i loro due "strapuntini" nella terza fila, offrivano una configurazione flessibile. Questi sedili potevano essere ripiegati lateralmente per massimizzare lo spazio del bagagliaio, ma il loro accesso era disagevole e non erano adatti a passeggeri robusti. Lo spazio per i piedi era ottenibile rimuovendo i pianetti di livellamento del bagagliaio, che trovavano alloggio in apposite tasche ricavate nello schienale dei sedili della seconda fila. Gli strapuntini, all'occorrenza, potevano essere completamente rimossi dal bagagliaio.

Le novità meccaniche introdotte con il restyling includevano l'arrivo del motore V8 bi-turbodiesel da 4 litri e 250 CV (modello ML400 CDI) e del potente V8 benzina da 5 litri e 292 CV (modello ML500).
Nel 2002, la gamma si arricchì ulteriormente con l'introduzione della ML350, che in alcuni mercati, tra cui quello italiano, sostituì la ML320. Il nuovo modello montava un motore V6 da 3.7 litri (versione E37 del motore M112), erogante, a seconda della mappatura della centralina, 235 CV (173 kW) per le vetture destinate alla Germania e 245 CV (180 kW) per quelle destinate ad altri mercati, Italia inclusa.
Nello stesso anno, fu realizzata una versione speciale dell'esemplare utilizzato come Papamobile chiusa per il Vaticano, sebbene equipaggiata con la precedente motorizzazione 430.
Un Bilancio Positivo: La Fine di un'Era
Nell'aprile del 2005, la produzione della Mercedes-Benz Classe M W163 giunse al termine, chiudendo una carriera decisamente positiva e di successo. Il modello aveva segnato un punto di svolta per la Casa di Stoccarda nel segmento dei SUV, dimostrando la capacità di innovare e rispondere alle mutevoli esigenze del mercato globale.
Mercedes-Benz ML W163: quanti problemi ha?
Le caratteristiche delle principali versioni della gamma W163, con i relativi prezzi espressi in milioni di lire (poiché gran parte della carriera del modello si è svolta prima dell'introduzione dell'Euro), riflettono la diversità e l'ampiezza dell'offerta. L'unico modello entrato in produzione dopo l'adozione della moneta unica europea è stata la ML350, il cui prezzo di listino è stato regolarmente espresso in Euro. Questo modello ha consolidato l'eredità della W163, aprendo la strada alle generazioni future della Classe M, che avrebbero continuato a definire gli standard nel mondo dei SUV di lusso.