Il prestigio dell'automobilismo tedesco è indissolubilmente legato a un nome femminile: Mercedes. Questo marchio iconico, oggi simbolo di eccellenza, innovazione e lusso, affonda le sue radici nella storia di una giovane donna e nella visione audace di suo padre, Emil Jellinek. È con il nome della figlia di Emil Jellinek, Mercedes, che all'inizio del Novecento furono battezzate le vetture, prima da corsa e poi dell'intera produzione della Daimler Motoren di Cannstatt, dando il via a una storia di successo che dura da oltre un secolo.

Le Origini: Un Nome Femminile per Automobili Rivoluzionarie
La storia del nome Mercedes, diventato a 120 anni dalla fondazione dell'azienda uno dei marchi più celebri a livello globale, è davvero curiosa, perché legata a quello di una donna, la figlia di Emil Jellinek. Questi era un imprenditore e appassionato di automobili, che, nella consapevolezza dell'importanza di un marchio facile da ricordare, scelse appunto il nome della figlia Mercedes per commercializzare a Nizza le auto e i motori della Daimler-Motoren-Gesellschaft (DMG). Il nome completo di questa figura storica era Adriana Manuela Ramona Jellinek, nata nel 1889. Suo padre, Emil Jellinek, un imprenditore austriaco e uno dei migliori clienti della Daimler, iniziò a partecipare a corse automobilistiche con auto comprate da Daimler nel 1899. Aveva l'idea di dare alle vetture il nome della sua giovane e avvenente figlia, Mercedes. Jellinek fin dall’infanzia fu un appassionato di corse; a soli diciannove anni fu licenziato perché organizzava gare clandestine di vetture ferroviarie. Era convinto che sua figlia gli portasse fortuna, e in effetti fu da subito chiaro che non si sbagliava.
Emil Jellinek, nato il 6 aprile 1856 a Lipsia, figlio dello studioso viennese Adolf Jellinek, non era uno studente diligente e non amava particolarmente studiare a scuola. Entrò in una compagnia ferroviaria e a 19 anni emigrò in Francia, intraprendendo poi una carriera nel servizio diplomatico in Marocco. Successivamente, si dedicò al commercio di tabacchi insieme a suo suocero, divenendo presto molto ricco e stabilendosi a Vienna. Grazie alle sue intuizioni, la Daimler Motoren Gesellschaft divenne molto popolare tra i ricchi e i personaggi famosi di Nizza, espandendo la sua influenza nei circoli più alti della società internazionale e nell'aristocrazia. Emil Jellinek divenne uno dei clienti più importanti e influenti della Daimler-Motoren-Gesellschaft. Il suo interesse per le vetture lo portò nel 1898, nelle vesti di commerciante, a venderle all'alta sfera della finanza austriaca e poi anche a gareggiare alla loro guida, conseguendo importanti vittorie. Jellinek partecipò anche alla "Settimana di Nizza" con lo pseudonimo di “Monsieur Mercédès”, ispirato al nome della figlia prediletta.
Il nome Mercedes venne usato per la prima volta alla fine del 1900 e iniziò a contrassegnare le vetture da corsa della Daimler; quindi passò a denominare tutte le auto Daimler. L'accordo fu concluso nell'aprile del 1900, e - altro fatto curioso - il primo prodotto a portare questo nome non fu un'automobile, ma un motore che venne presentato appunto come Daimler-Mercedes. Il 22 dicembre del 1900, la Daimler-Motoren-Gesellschaft (DMG) consegnò la prima auto equipaggiata con il nuovo motore a Nizza: si trattava di una macchina da corsa da 35 Cv, che non era solo il modello più nuovo e più potente prodotto da DMG ma per le sue caratteristiche è diventato famoso come la prima automobile moderna. La Mercedes 35 PS era stata progettata per ottenere prestazioni, risparmio di peso e sicurezza, ed utilizzava un motore leggero ad alte prestazioni, disponeva di un telaio a passo lungo (i modelli precedenti erano dei quadricicli o delle carrozze motorizzate) e offriva i vantaggi di un baricentro basso. Queste proporzioni e il radiatore a nido d'ape integrato nella parte anteriore, conferivano alla prima Mercedes un aspetto completamente nuovo, davvero rivoluzionario. Gli esperti si resero immediatamente conto che questo veicolo segnava un profondo cambiamento nel campo dell'ingegneria automobilistica, tanto che Paul Meyan, membro fondatore e segretario generale dell'Automobile Club de France (A.C.F.) commentò: ''Siamo entrati nell'era del Mercédès''.
Grazie alle modifiche suggerite dall’imprenditore austriaco Jellinek (il quale suggerì di abbassare il baricentro dell'auto allargando la carreggiata e inserendo il motore con distribuzione ad asse a camme più all'esterno), i motori Daimler-Mercedes iniziarono a vincere numerose competizioni, tanto che Daimler battezzò le sue auto con il solo nome Mercedes. Da quel momento in poi per Mercedes si susseguirono numerosi successi commerciali e sportivi. La prima automobile a marchio Mercedes fu la 35PS (o Mercedes 35HP), presto tutti iniziarono a prendere spunto dal nuovo modello per costruire le proprie auto. Il console viennese Emil Jellinek fu uno dei primi estimatori delle vetture Daimler, nonché un grande appassionato di gare automobilistiche. Il suo interesse per le vetture lo portò nel 1898, nelle vesti di commerciante, a venderle all’alta sfera della finanza austriaca e poi anche a gareggiare alla loro guida, conseguendo importanti vittorie. Jellinek partecipò anche alla "Settimana di Nizza" con lo pseudonimo di “Monsieur Mercédès”, ispirato al nome della figlia prediletta. Il nome del marchio si deve al diplomatico austriaco Emil Jellinek che chiese di chiamare Mercedes 35PS una nuova auto sportiva, in onore di sua figlia Mercédès. Si trattò di una scelta che riscosse talmente tanto successo da andare a sostituire “Daimler”, il primo nome della casa automobilistica al tempo della fusione con Benz.
Il registro del marchio Mercedes avvenne il 23 giugno 1902, e il riconoscimento legale fu concesso il 26 settembre dello stesso anno. Emil Jellinek fece un ulteriore passo avanti un anno dopo, e nel giugno 1903 ricevette il permesso di cambiare il suo nome in Jellinek-Mercedes. Ad oggi Mercedes-Benz è l'unica marca automobilistica che porta un nome femminile.

La Nascita dell'Automobile: Benz e Daimler, Visionari del Movimento
Mentre il nome "Mercedes" simboleggia un'epoca di successi e innovazioni, la storia dell'automobile affonda le sue radici in un periodo precedente, grazie all'ingegno di due figure cruciali: Karl Benz e Gottlieb Daimler.
Era il 1886 quando la prima automobile al mondo venne ufficialmente alla luce. Pesava 360 kg ed aveva due marce, un freno di legno sulla ruota posteriore e un motore monocilindrico alimentato a ligroina da 0,8 CV. Era la Patent-Motorwagen e da lì a poco il suo inventore, Carl Benz, e il suo futuro socio, Gottlieb Daimler, avrebbero cambiato per sempre il corso della Storia, e non solo dei trasporti. Il primo veicolo a motore di Daimler è del 1886: è una carrozza di lusso (“Motorkutsche”) cui è staccato l’aggancio ai cavalli e aggiunto un motore a 1 cilindro, che le permette di viaggiare a 18 km/h. Ma la prima automobile brevettata è quella di Karl Benz, un veicolo a tre ruote pensato, ideato e costruito fin dall’inizio per funzionare con la propulsione a motore. Ecco la ragione del brevetto risalente al 29 gennaio 1886: una data considerata a tutti gli effetti la data di nascita dell’automobile.
La grande popolarità della Patent-Motorwagen arrivò circa due anni dopo, grazie al coraggio di una donna: Bertha Benz. Per dimostrare a tutti l’affidabilità dell’auto, all’alba di un giorno d’agosto del 1888 e all’insaputa del marito Carl, Bertha si mise alla guida di una delle sue auto a tre ruote e insieme ai figli Eugen e Richard percorse i quasi 90 km che separavano Mannheim da Pforzheim. La notizia dell’evento fece in poco tempo il giro del paese, rendendo l’invenzione sempre più conosciuta e apprezzata. Bertha Benz compie il primo lungo viaggio in auto della storia in un’epoca in cui le donne non hanno diritto né di voto né di avere un conto in banca né di accettare un’eredità senza il permesso del marito.

Mentre Benz procede con le sue invenzioni, un altro grande ingegnere si fa strada nel mondo delle automobili: è Gottlieb Daimler. Questi, dopo diverse esperienze e importanti sperimentazioni nel settore, come quelle sul motore a combustione interna in quattro tempi con Wilhelm Maybach, il 28 novembre 1890 fonda la "Daimler-Motoren-Gesellschaft". Quando Gottlieb Daimler tenta la strada degli alti studi tecnici (Politecnico di Stoccarda, prime esperienze a Parigi, Manchester e Coventry), la Germania è il paese europeo o mondiale che sforna più brevetti e invenzioni. Anche Benz, fabbricante di motori a gas, si lancia negli stessi anni, tra il 1885 e il 1890, nell’avventura dell’automobile.
Sin dall’inizio, Daimler e Benz si impegnano a rispettare i più alti standard qualitativi e nel periodo antecedente la Prima Guerra Mondiale, malgrado la grande concorrenza, conquistano la ribalta. Gli anni passano, Daimler e Benz continuano ciascuno per la propria strada, acerrimi rivali e nello stesso tempo uniti da obiettivi comuni, per esempio quello di usare la propulsione a motore in ogni ambito, in terra, in cielo, in mare, e difatti il simbolo della Mercedes è ancora oggi una stella a tre punte. Nello stesso anno muore Gottlieb, ma la sua azienda continua a sfornare modelli, a conseguire successi, esattamente come la Benz, che nel 1909 propone la fantastica Blitzen, un mostro da 21 litri, che si rivela la prima auto del mondo a superare i 200 km all’ora. Con un notevole bagaglio di successi grazie proprio alla Blitzen la Benz inizia il secondo decennio del secolo fra le grandi dell’industria automobilistica.
Bertha Benz: The First Driver
La Fusione e la Nascita di Mercedes-Benz
La Prima Guerra Mondiale costringe la produzione delle due aziende a subordinarsi alle esigenze belliche. Quando si ritorna alla vita civile, la Germania è in fortissima difficoltà, atterrata dalle pesanti limitazioni alla produzione militare e industriale, e deflazione e crisi economiche fanno temere il peggio per entrambe le società. Con l’inizio della Prima guerra mondiale, la produzione Mercedes continuò a ritmi ridotti tanto che la crisi del dopoguerra ridusse ai minimi termini l’economia della Mercedes. L’inflazione galoppante, le poche risorse e i numerosi dipendenti da pagare portarono la Daimler a valutare un’ipotetica fusione con l’allora concorrente Benz. Anche per loro la situazione era difficile, ma l’affare non si concluse. Nel 1922 Daimler lasciò il ruolo di Direttore Tecnico lasciando l’incarico a Porsche.
Mossa vincente, e quanto mai gravida di conseguenze per la storia dell’automobile, è la decisione della fusione tra le due, pronuba la Deutsche Bank che si fa carico di risolvere i conflitti di concezione tra i due gruppi: Daimler aveva sempre più puntato sulla diversificazione, sulla produzione di motori anche per aerei e navi, mentre Benz aveva dato maggiormente priorità allo sviluppo di automobili il più possibile avanzate e moderne. Nel 1926 la Daimler si fonda con la Benz, fino a quel momento sua rivale sul mercato e in corsa, e nasce la Mercedes-Benz. Fu solo nel 1926 che si concluse la fusione tra la Daimler Motoren Gesellschaft e la Benz & Cie., fusione che diede vita alla Daimler-Benz, proprietaria del marchio Mercedes-Benz attivo ancor oggi. In tempi brevissimi, i due ex-concorrenti riescono ad armonizzare la gamma.
Nascono le prime auto con motore potenziato da un compressore prodotte in massa, le prime dodici cilindri prodotte in serie al mondo, e comunque automobili di lusso senza uguali in Europa, tecnologicamente avanzate e di qualità eccelsa. Naturalmente anche dal punto di vista sportivo le Mercedes costituiscono un’eccellenza. Ne scaturiscono vetture eccezionali, come la “Grosse Mercedes”, le “Silberpfeile” o Frecce d’argento, la 300 SL ali di gabbiano, la 180 e tante altre, che coniugano fascino e velocità, solidità ed eleganza. Il marchio con il nome della figlia di Jellinek fu esteso a tutta la produzione di Mercedes-Benz, e da allora è rimasto invariato e si identifica con la più antica Casa costruttrice di auto di lusso al mondo. Da quella prima auto alimentata a petrolio, sono dovuti passare 38 anni prima che Mercedes-Benz registrasse il marchio registrato che oggi tutti conosciamo, quello con la stella nel cerchio. Era il 1923, infatti, quando la Daimler-Motoren-Gesellschaft (DMG) chiese all’Ufficio Brevetti la protezione del modello di utilità dello storico emblema della Casa di Stoccarda e di altre sue varianti. Da quel momento, il tappo a vite dell’acqua di raffreddamento è diventato immediatamente il piedistallo perfetto per quel simbolo che da 100 anni è garanzia di eccellenza, passione e successo.
L'Era Post-Bellica e il Miracolo Economico Tedesco
Il contesto politico stava però pesantemente cambiando, anche la Mercedes finì “nazificata”, cioè entrò sotto il controllo diretto del regime, in vista del prossimo conflitto mondiale. Il risultato è una serie di bombardamenti da parte alleata che culmina nel 1944 in una distruzione totale dello stabilimento principale, a Sindelfingen. Nel dopoguerra, fortuna volle che la sede della Mercedes si trovi nella zona di occupazione americana. Grazie al piano di aiuti economici previsti dal Piano Marshall, dal nome dell’allora segretario di Stato USA, riparte la Germania stessa e con lei le sue aziende, di cui la Mercedes è traino. Nel 1949 la produzione mensile di vetture con la stella a tre punte raggiunge le mille unità, risultato di tutto rispetto considerato che si tratta di vetture di lusso.
La vera svolta è la Mercedes 300, a sei cilindri, una lussuosa berlina di rappresentanza, prodotta tra il 1951 e il 1961 in 13.000 esemplari. Diviene il simbolo della nuova Germania, l’unica vettura su cui sale sia Konrad Adenauer, capo della CDU e poi primo cancelliere democratico, sia Kurt Schumacher, leader dell’opposizione di sinistra, sia Ludwig Erhard, il padre del miracolo economico tedesco. La versione limousine scoperta è quella su cui gira per Berlino Ovest J.F.Kennedy, quando condannando il muro pronuncia le famose parole “Ich bin ein Berliner”.
Altro grande successo è la 180, ribattezzata Ponton (scocca portante) per la sua carrozzeria a struttura portante, costruita tra il 1954 e il 1962 in 270.000 esemplari. È una vettura dalle linee snelle e tondeggianti, dal comfort interno straordinario, silenziosa, potente, robusta. Potremmo continuare l’elenco dei successi citando la 300 SL ali di gabbiano, così chiamata per le porte incernierate sul tetto, la sportiva del secolo; o la 220, prima auto al mondo con l’abitacolo di sicurezza.

Evoluzione Aziendale e Strategie di Mercato
Dal punto di vista societario, nel 1955 il 23% dell’azionariato viene acquisito dal Gruppo Flick, gigante della siderurgia e dell’industria pesante; nel 1959 Daimler (la cui produzione supera per la prima volta 100.000 unità annue) compra gli impianti di Auto Union e li rivende sei anni più tardi alla Volkswagen che poi li trasforma nel rinato marchio Audi.
Negli anni Ottanta la casa, guidata da Eduard Reuter, decide di acquisire l’azienda elettronica AEG, in fortissima difficoltà. La decisione si rivelerà tutt’altro che azzeccata, e la Mercedes sarà costretta a smembrarla e venderla alla concorrenza. Ma nel 1998, un’altra decisione rischiosa, ai limiti del fatale. È il momento della fusione con la Chrysler: nasce la DaimlerChrysler. Il risanamento della Chrysler però non avviene, il marchio americano torna già nel 2002 a pesanti conti in rosso, e nel 2007 la Daimler si decide a cederlo: ma ormai i settori di ricerca e sviluppo sono in forte ritardo rispetto alla concorrenza, e la clientela non è stata ad aspettare. Per quanto i vertici vengano radicalmente rinnovati, e il fautore della fusione Jurgen Schrempp sostituito da Dieter Zetsche, i tempi sono difficilissimi. Liberatasi della Chrysler, e anche nel 2009 della McLaren, la holding della Daimler, che oggi comprende attualmente solo Maybach e Smart, si risana però rapidamente.
Oggi la Germania è la prima tra le nazioni europee dal punto di vista industriale, finanziario ed economico; ha un mercato automobilistico di circa 3 milioni di automobili nuove all’anno e produce 5,4 milioni di automobili all’anno. E i tedeschi comprano per il 72% dei casi vetture di produzione nazionale. Un risultato a cui non è certo estranea la Mercedes-Benz, che nel 1913 ha inaugurato uno stabilimento di motori a Pechino, la fabbrica Beijing Benz Automotive Corporation BBAC, primo stabilimento di motori per automobili nella storia aziendale ad essere costruito al di fuori dei confini della Germania. Da sempre Mercedes-Benz ha fatto presente a tutti il suo obiettivo, puntare al meglio offrendo il meglio. “The best or nothing” è il loro slogan fin dai tempi di Daimler.
Mercedes nel Mondo: Produzione e Innovazione Globale
Come ogni grande marchio, Mercedes-Benz non ha subito il cambiamento, ma ne è stata protagonista attiva. Testimone di questo percorso è il logo stesso e nonostante tutto ha avuto grande successo in tutto il mondo, tanto da avere la necessità di estendere la produzione in aree fuori dalla Germania, dove comunque continua ad avere sede.
Oggi Mercedes Benz viene prodotta anche oltreoceano; in America, nella fabbrica in Alabama, vengono prodotte circa 300mila veicoli all’anno, come GLE, GLS e la Classe C. Ma la produzione continua anche in Europa negli stabilimenti Tedeschi e in quello Ungherese dove nascono la Classe A, Classe B, la CLA, CLS, CLS Shooting Brake, la E-Class, S-Class, S-Class Coupé, Mercedes-AMG GT, Mercedes‑Maybach e anche tutta la gamma elettrica.
L’obiettivo è quello di arrivare al 2025 con un’ampia gamma di veicoli elettrici e dedicare tutte le future architetture dei veicoli esclusivamente a zero emissioni e i clienti potranno scegliere un’alternativa completamente elettrica per ogni modello offerto dall’azienda. Possiamo solo attendere gli sviluppi di questo progetto. Una cosa è certa, la casa madre offrirà sempre il meglio ai propri clienti.

Modelli Iconici che Hanno Fatto la Storia
Tra linee intramontabili e innovazioni che hanno rivoluzionato il modo comune di immaginare l’automobile, Mercedes-Benz si è sempre confermata una casa automobilistica con lo sguardo puntato sul futuro. Oltre alla Daimler Motor Car, vediamo altri 4 modelli iconici che hanno fatto la storia della casa della Stella.
Mercedes 300 SL Gullwing: Sulle Ali della Leggenda
La 300 SL Ali di Gabbiano del 1955 rappresenta certamente uno dei modelli più iconici della casa della Stella. Già all’epoca, il suo motore 3.0 a sei cilindri in linea da 215 CV poteva superare i 250 Km/h, identificandola come una super-car dalla linea unica e intramontabile. Il modello di Gullwing più costoso è stato venduto a un’asta nel 2014 per l’equivalente di 2,3 milioni di euro. È stata soprannominata la sportiva del secolo e così chiamata per le porte incernierate sul tetto.
Mercedes SLR McLaren Stirling Moss: Giovane e Sorprendente
Si tratta di un’auto giovanissima, risalente solo al 2009, ma che si è posizionata tra le Mercedes più costose in assoluto: la SLR McLaren Stirling Moss è stata infatti venduta pochi anni fa per 2,6 milioni di euro. Il modello fa parte della serie limitata di 75 esemplari dedicata proprio a Stirling Moss, pilota inglese vittorioso nella Mille Miglia del 1955. Le sue performance sono sorprendenti: il motore 5.4 V8 da 660 CV le conferisce infatti una velocità massima di 354 km/h con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in appena 3,5 secondi.
Mercedes 500 K Cabriolet A: L'Eleganza Anteguerra
Prodotta in soli 36 esemplari, la 500 K (che sta per Kompressor) Cabriolet A si inserisce nella cerchia delle lussuose e veloci automobili dell’anteguerra. Questi veicoli, acquistati dai facoltosi intenditori dell’epoca, erano caratterizzati da un motore 8 cilindri in linea di 5 litri e 160 CV. Nel 2015, uno di questi modelli è stato venduto all’asta al prezzo di 2,7 milioni di euro.
Mercedes 300 SL Roadster: Apertura Verso il Futuro
Derivante dalla leggendaria 300 SL con ali di gabbiano, la Mercedes 300 SL Roadster differisce per delle evidenti modifiche alla carrozzeria: le portiere ad apertura orizzontale e il tetto apribile rappresentavano infatti le principali novità rispetto alla “sorella”. Nel 2018 ne è stato venduto un esemplare al prezzo di 3,1 milioni di euro, record assoluto mondiale per questo modello.
Altri successi includono la Mercedes 220, prima auto al mondo con l'abitacolo di sicurezza, e l'acclamatissimo camion Lo 2000, che insieme all'autocarro L5 da 5 tonnellate (equipaggiato con il primo sei cilindri diesel al mondo) ha decretato il successo indiscusso di Mercedes-Benz negli anni '30.
La Questione di Genere: "Il" o "La" Mercedes?
Chiunque, almeno una volta nella vita è stato assalito da un dubbio. Talvolta, di tipo grammaticale. Per esempio, è più giusto dire: “Prendo il Mercedes” oppure “prendo la Mercedes”? In parole povere, Mercedes va declinato al femminile o al maschile? Anche su questo, il popolo di santi, poeti, navigatori e, soprattutto, “campanili”, è diviso.
Usando la logica - ed un buon manuale di linguistica -, se per Mercedes intendiamo l’automobile, ebbene si sa, va usato il femminile. Ma se intendiamo il motore? Allora no, ci vuole il maschile. Se poi siamo strenui difensori delle regole fonetiche, niente scuse: il maschile è una forma impropria di uso popolare. Mentre, volendo essere più pratici, potremmo sostenere che: il femminile indica la casa produttrice. Il maschile un suo preciso modello. Se non siamo ancora convinti, e preferiamo affidarci ad un libro di storia, il marchio - o la marca? - inventato da Emil Jellinek, prende il nome da Mercédès, la figlia prediletta. In seguito però, ci fu la fusione con il gruppo Daimler-Benz. Guarda caso, fondato da due uomini. E, giusto per complicare le cose, nello specifico Karl Benz fu inventore tanto dell’automobile quanto del motore a scoppio. Ma, invenzioni a parte, sempre maschio era.
Per uscire dall’impasse, forse, sarà meglio accantonare la storia e affidarci all’istinto: in tal caso, ognuno dirà come gli va. D’altronde, l’importante con Mercedes è guidare. E non saperne il “sesso”.
Mercedes-Benz Italia e il Centro Logistico di Capena
Da oltre 50 anni Mercedes-Benz Italia rappresenta i Marchi della Casa di Stoccarda nel nostro Paese. Con oltre 400 collaboratori diretti e una rete di 55 concessionari sul territorio, è responsabile del business italiano di Mercedes-Benz Cars e Mercedes-Benz Vans, incentrando la propria attività sulla vendita di vetture e vans e sulla promozione dei servizi post vendita.
Il Centro Logistico di Capena, il Mercedes-Benz Logistic Center, è uno dei fiori all'occhiello di Mercedes-Benz Italia. La promozione della cultura della sicurezza, attraverso eventi che coinvolgono tutti i collaboratori, ha permesso di ottenere risultati invidiabili. Nel 2013, l'azienda Special Car è diventata Concessionaria e Service Ufficiale Mercedes-Benz, consolidando ulteriormente la presenza del marchio sul territorio italiano.
Bertha Benz: The First Driver
Il Museo Mercedes-Benz di Stoccarda: Un Viaggio nella Storia
È stato possibile ammirare per lungo tempo una stella Mercedes del tutto particolare - del diametro di 5 metri - al museo Mercedes-Benz di Stoccarda, prima che questa tornasse al suo posto presso la torre della stazione della città. Visitando il museo, invece, si possono continuare ad apprezzare da vicino 160 veicoli e oltre 1500 oggetti per ripercorrere la storia del marchio tedesco che dal 1886 non ha mai smesso di essere simbolo di innovazione.
Tra i modelli più importanti in esposizione al museo, è impossibile non citare la Daimler Motor Car, considerata a tutti gli effetti la prima auto di lusso che l’anno scorso ha celebrato i 130 anni dalla sua nascita. Il veicolo, osservato oggi, assomiglia a una carrozza, con la sola differenza che non aveva bisogno di cavalli per spostarsi. Uno dei primi clienti ad acquistare questa auto fu una personalità di assoluta eccellenza: Mulai al-Hassan I, il sovrano del Marocco che regnò dal 1873 al 1894. Il fatto che fu lui uno dei primi clienti Daimler, pose le basi per rendere Mercedes-Benz la più antica casa automobilistica di lusso nel mondo. Tra gli elementi distintivi di quest’auto vi sono la cremagliera dello sterzo davanti al sedile, una grande ruota dentata con una solida trasmissione a catena tra le ruote posteriori e un motore discretamente integrato nella carrozzeria. Nonostante oggi la velocità massima del mezzo non risulti per nulla interessante (18 km/h), per il tempo si trattava di una caratteristica assolutamente insuperabile, prova dell’efficienza del motore a combustione. A riprova di ciò, Mulai al-Hassan I commissionò alla Daimler-Motoren-Gesellschaft anche una barca dotata della nuova trasmissione a motore.