L'universo automobilistico è costellato di nomi che evocano prestigio, innovazione e una storia ricca di sfide e trionfi. Tra questi, Mercedes-Benz si erge come un faro, un marchio che ha plasmato il concetto stesso di automobile e che, fin dalle sue origini, ha dichiarato un obiettivo ambizioso: puntare al meglio offrendo il meglio. "The best or nothing" è lo slogan che ha guidato questa casa automobilistica fin dai tempi di Daimler, una filosofia che ha resistito alla prova del tempo e alle evoluzioni del mercato. La storia di Mercedes, in particolare quella del suo nome così distintivo, è una delle più affascinanti e complesse dell'intero settore, intrecciandosi indissolubilmente con la nascita e lo sviluppo dell'automobile stessa.

Le Radici dell'Innovazione: Gottlieb Daimler e Karl Benz
Per comprendere appieno la genesi di Mercedes-Benz, è fondamentale risalire alla fine dell'Ottocento, un periodo di fervente innovazione in Germania, allora una delle nazioni europee più prolifiche in termini di brevetti e invenzioni. In questo contesto, due figure geniali si distinsero: Gottlieb Daimler e Karl Benz.
Gottlieb Daimler, dopo aver maturato diverse esperienze e condotto importanti sperimentazioni nel settore, tra cui quelle sul motore a combustione interna in quattro tempi con il suo collaboratore Wilhelm Maybach, fondò la "Daimler-Motoren-Gesellschaft" il 28 novembre 1890. Il primo veicolo a motore di Daimler, risalente al 1886, fu una "Motorkutsche", una carrozza di lusso privata dell'aggancio per i cavalli e dotata di un motore a 1 cilindro, capace di raggiungere una velocità di 18 km/h. La sua azienda, la Daimler-Motoren-Gesellschaft, nata a Stoccarda nel 1904, si affermò rapidamente nel mercato delle auto da corsa già dal 1897.
Parallelamente, Karl Benz, fabbricante di motori a gas, si lanciò nell'avventura dell'automobile tra il 1885 e il 1890. La sua invenzione, la Benz Patent Motorwagen, è riconosciuta come la prima automobile mai costruita e fu brevettata il 29 gennaio 1886. Questo veicolo a tre ruote fu pensato, ideato e costruito fin dall'inizio per funzionare con la propulsione a motore, segnando una data considerata a tutti gli effetti la nascita dell'automobile. A conferire una vera e propria "patente" di affidabilità e autenticità a questa nuova invenzione fu una donna, la moglie di Benz, Bertha. Nell'agosto del 1888, Bertha Benz, in un'epoca in cui le donne non avevano diritti di voto o economici senza il permesso del marito, compì il primo lungo viaggio in auto della storia, percorrendo 104 chilometri da Mannheim a Pforzheim con due dei suoi figli, utilizzando di nascosto uno dei tre prototipi costruiti dal marito.

La Nascita del Nome "Mercedes": Un Omaggio Familiare
La storia del nome "Mercedes" è intrisa di romanticismo e di un legame familiare profondo, e la sua scelta è datata 2 aprile 1900. Il console viennese Emil Jellinek, un uomo vulcanico e scaramantico, fu uno dei primi e più affezionati estimatori delle vetture Daimler. Già dal 1897, Jellinek si fece strada tra i clienti Daimler, acquistando più di 130 autovetture entro il 1900, anno della morte di Gottlieb. Il suo interesse per le automobili andava oltre il semplice acquisto; Jellinek era un grande appassionato di gare automobilistiche e, nelle vesti di commerciante, iniziò a venderle all'alta finanza austriaca. Partecipava anche alla "Settimana di Nizza" con lo pseudonimo di "Monsieur Mercédès", un omaggio alla sua figlia prediletta, Mercédès.
Jellinek non fu solo un cliente affezionato, ma anche un innovatore. Fu lui a suggerire di abbassare il baricentro dell'auto allargando la carreggiata e inserendo il motore con distribuzione ad asse a camme più all'esterno. Gettò le basi per il progetto di una nuova vettura da corsa, con un passo più lungo, carreggiate allargate e un baricentro basso. Mise sul piatto 550.000 marchi per chiedere a Maybach di svilupparla e si impegnò ad acquistarne un lotto di trentasei da rivendere personalmente, a patto che si chiamasse come la sua figlia preferita.
Quando ordinò 36 modelli da corsa, chiese di denominare i propulsori con lo stesso nome: Mercedes. Il nome, di origine spagnola, significa "pietà". Grazie alle modifiche suggerite dall'imprenditore austriaco Jellinek, i motori Daimler-Mercedes iniziarono a vincere numerose competizioni. Di fronte a questi ottimi risultati e alla notevole popolarità conseguita, la Daimler Motoren Gesellschaft decise di fare del nome Mercedes un vero e proprio marchio. Il 23 giugno 1902 si cominciò a utilizzare il marchio Mercedes per i prodotti automobilistici della Daimler, e la registrazione legale avvenne il successivo 26 settembre.

Nacque così la Mercedes 35 PS (o Mercedes 35HP), che per un biennio fu l'auto da battere in tutte le corse d'Europa. Presto tutti iniziarono a prendere spunto dal nuovo modello per costruire le proprie auto. Col tempo, tuttavia, arrivarono anche delle delusioni nelle corse, poiché le caratteristiche del modello che aveva riscosso tanto successo furono presto superate da nuove tecnologie. Nonostante queste sconfitte, il marchio non risentì della battuta d'arresto, mantenendo inalterato il successo commerciale.
Come Un Povero Ragazzo Creò Mercedes-Benz.
La Fusione Storica: Daimler e Benz Diventano Mercedes-Benz
Gli anni passavano e Daimler e Benz continuavano ciascuno per la propria strada, acerrimi rivali, ma uniti da obiettivi comuni, come quello di usare la propulsione a motore in ogni ambito: terra, cielo e mare. Non a caso, il simbolo della Mercedes è ancora oggi una stella a tre punte, a rappresentare questa ambizione.
Con l'inizio della Prima Guerra Mondiale, la produzione Mercedes, così come quella di Benz, continuò a ritmi ridotti. La crisi del dopoguerra, caratterizzata da inflazione galoppante, poche risorse e numerosi dipendenti da pagare, ridusse ai minimi termini l'economia di entrambe le aziende. Nel 1921 furono avviate trattative per un'ipotetica fusione tra Daimler e Benz, ma all'epoca non si ritenne che il momento fosse propizio. Nel 1922, Daimler lasciò il ruolo di Direttore Tecnico, passando l'incarico a Porsche.
Fu solo nel 1926 che si concluse la storica e provvidenziale fusione tra la Daimler Motoren Gesellschaft e la Benz & Cie. Questa unione diede vita alla Daimler-Benz, proprietaria del marchio Mercedes-Benz, attivo ancor oggi. Questa mossa si rivelò vincente e gravida di conseguenze per la storia dell'automobile. La Deutsche Bank si fece promotrice della fusione, gestendo i conflitti di concezione tra i due gruppi: Daimler aveva puntato sulla diversificazione, producendo motori anche per aerei e navi, mentre Benz aveva dato priorità allo sviluppo di automobili avanzate e moderne.
In tempi brevissimi, i due ex-concorrenti riuscirono ad armonizzare la gamma, dando vita a vetture eccezionali. Nacquero le prime auto con motore potenziato da un compressore prodotte in massa, le prime dodici cilindri prodotte in serie al mondo, e comunque automobili di lusso senza eguali in Europa, tecnologicamente avanzate e di qualità eccelsa. Il nuovo marchio fu registrato nel 1923, la stella nel cerchio che oggi tutti conosciamo. Il tappo a vite dell’acqua di raffreddamento divenne il piedistallo perfetto per questo simbolo che da 100 anni è garanzia di eccellenza, passione e successo.

Successi Commerciali e Innovazioni Tecnologiche
Da quel momento, la strada per la casa della Stella è stata luminosa e costellata di grandi successi commerciali e sportivi. Negli anni '30, la Daimler-Benz presentò al Salone di Colonia una serie di nuovi modelli. Tra questi, riscossero grande successo l'autocarro L5 da 5 tonnellate, equipaggiato con il primo sei cilindri diesel al mondo, che attirò l'attenzione dei militari, e l'acclamatissimo camion Lo 2000. Il successo di quest'ultimo fu indiscusso.
Il contesto politico stava però pesantemente cambiando, e anche la Mercedes finì "nazificata", entrando sotto il controllo diretto del regime, in vista del prossimo conflitto mondiale. Il risultato fu una serie di bombardamenti da parte alleata che culminarono nel 1944 nella distruzione totale dello stabilimento principale a Sindelfingen.
Nel dopoguerra, fortunatamente, la sede della Mercedes si trovava nella zona di occupazione americana. Grazie al piano di aiuti economici previsto dal Piano Marshall, la Germania e con essa le sue aziende ripartirono, e la Mercedes fu un traino. Nel 1949, la produzione mensile di vetture con la stella a tre punte raggiunse le mille unità, un risultato di tutto rispetto considerando che si trattava di vetture di lusso.
La vera svolta fu la Mercedes 300, a sei cilindri, una lussuosa berlina di rappresentanza prodotta tra il 1951 e il 1961 in 13.000 esemplari. Questa vettura divenne il simbolo della nuova Germania. Un altro grande successo fu la Mercedes 180, ribattezzata Ponton (scocca portante) per la sua carrozzeria a struttura portante, costruita tra il 1954 e il 1962 in 270.000 esemplari. Era una vettura dalle linee snelle e tondeggianti, con un comfort interno straordinario, silenziosa, potente e robusta.
Mercedes-Benz non ha subito il cambiamento, ma ne è stata protagonista attiva. Testimone di questo percorso è il logo stesso e, nonostante tutto, ha avuto grande successo in tutto il mondo, tanto da avere la necessità di estendere la produzione in aree fuori dalla Germania, dove comunque continua ad avere sede.

Icone senza Tempo: Modelli che hanno Fatto la Storia
Tra linee intramontabili e innovazioni che hanno rivoluzionato il modo comune di immaginare l'automobile, Mercedes-Benz si è sempre confermata una casa automobilistica con lo sguardo puntato sul futuro. Oltre alla Daimler Motor Car, considerata a tutti gli effetti la prima auto di lusso, altri modelli iconici hanno fatto la storia della casa della Stella. La Daimler Motor Car, osservata oggi, assomiglia a una carrozza, con la sola differenza che non aveva bisogno di cavalli per spostarsi. Uno dei primi clienti ad acquistare questa auto fu Mulai al-Hassan I, il sovrano del Marocco, ponendo le basi per rendere Mercedes-Benz la più antica casa automobilistica di lusso al mondo. Tra gli elementi distintivi di quest'auto vi sono la cremagliera dello sterzo davanti al sedile, una grande ruota dentata con una solida trasmissione a catena tra le ruote posteriori e un motore discretamente integrato nella carrozzeria. Nonostante oggi la velocità massima del mezzo non risulti interessante (18 km/h), per il tempo si trattava di una caratteristica assolutamente insuperabile.
Tra i modelli più importanti in esposizione al museo Mercedes-Benz di Stoccarda, dove si possono ammirare 160 veicoli e oltre 1500 oggetti che ripercorrono la storia del marchio tedesco dal 1886, è impossibile non citare:
Mercedes 300 SL Gullwing (Ali di Gabbiano): La 300 SL Ali di Gabbiano del 1955 rappresenta certamente uno dei modelli più iconici. Già all'epoca, il suo motore 3.0 a sei cilindri in linea da 215 CV poteva superare i 250 Km/h, identificandola come una supercar dalla linea unica e intramontabile. Il modello più costoso è stato venduto a un'asta nel 2014 per l'equivalente di 2,3 milioni di euro. Le sue porte incernierate sul tetto la resero un'icona di design e ingegneria.
Mercedes SLR McLaren Stirling Moss: Un'auto giovanissima, risalente solo al 2009, ma che si è posizionata tra le Mercedes più costose in assoluto, venduta pochi anni fa per 2,6 milioni di euro. Il modello fa parte della serie limitata di 75 esemplari dedicata a Stirling Moss, pilota inglese vittorioso nella Mille Miglia del 1955. Le sue performance sono sorprendenti: il motore 5.4 V8 da 660 CV le conferisce una velocità massima di 354 km/h con un'accelerazione da 0 a 100 km/h in appena 3,5 secondi.
Mercedes 500 K (Kompressor) Cabriolet A: Prodotta in soli 36 esemplari, la 500 K si inserisce nella cerchia delle lussuose e veloci automobili dell'anteguerra. Questi veicoli, acquistati dai facoltosi intenditori dell'epoca, erano caratterizzati da un motore 8 cilindri in linea di 5 litri e 160 CV. Nel 2015, uno di questi modelli è stato venduto all'asta al prezzo di 2,7 milioni di euro.
Mercedes 300 SL Roadster: Derivante dalla leggendaria 300 SL con ali di gabbiano, la Mercedes 300 SL Roadster differisce per evidenti modifiche alla carrozzeria: le portiere ad apertura orizzontale e il tetto apribile rappresentavano le principali novità rispetto alla "sorella". Nel 2018 ne è stato venduto un esemplare al prezzo di 3,1 milioni di euro, record assoluto mondiale per questo modello.
Altri modelli leggendari includono la Classe G, simbolo di robustezza e avventura off-road, e la SL AMG, che continua la tradizione di prestigio e sportività della serie SL, che da oltre 70 anni rappresenta un modello prestigioso per la casa della Stella.

L'Evoluzione del Gruppo: Dalle Acquisizioni alle Sfide Moderne
Nel corso degli anni, la Daimler-Benz ha attraversato diverse fasi di espansione e ristrutturazione societaria. Nel 1955, il 23% dell'azionariato venne acquisito dal Gruppo Flick, gigante della siderurgia e dell'industria pesante. Nel 1959, Daimler, la cui produzione superò per la prima volta le 100.000 unità annue, acquistò gli impianti di Auto Union e li rivendette sei anni più tardi alla Volkswagen, che poi li trasformò nel rinato marchio Audi.
Negli anni Ottanta, la casa, guidata da Eduard Reuter, decise di acquisire l'azienda elettronica AEG, allora in fortissima difficoltà. Questa decisione si rivelò tutt'altro che azzeccata, e la Mercedes fu costretta a smembrarla e venderla alla concorrenza.
Nel 1998, un'altra decisione rischiosa, ai limiti del fatale, fu la fusione con la Chrysler, che diede vita alla DaimlerChrysler. Il risanamento della Chrysler, tuttavia, non avvenne, e il marchio americano tornò già nel 2002 a pesanti conti in rosso. Nel 2007, la Daimler si decise a cederlo, ma ormai i settori di ricerca e sviluppo erano in forte ritardo rispetto alla concorrenza, e la clientela non aveva atteso. Nonostante i vertici venissero radicalmente rinnovati e il fautore della fusione Jurgen Schrempp fosse sostituito da Dieter Zetsche, i tempi furono difficilissimi. Liberatasi della Chrysler, e anche nel 2009 della McLaren, la holding della Daimler, che oggi comprende attualmente solo Maybach e Smart, si risanò rapidamente.
La Produzione Globale e il Futuro Elettrico
Oggi, Mercedes-Benz continua a essere un attore di primo piano nel panorama automobilistico mondiale. La produzione si estende ben oltre i confini della Germania, dove comunque l'azienda mantiene la sua sede principale a Stoccarda.
In America, nella fabbrica in Alabama, vengono prodotti circa 300.000 veicoli all'anno, inclusi modelli iconici come GLE, GLS e la Classe C. La produzione prosegue anche in Europa, negli stabilimenti tedeschi e in quello ungherese, dove nascono la Classe A, Classe B, la CLA, CLS, CLS Shooting Brake, la E-Class, S-Class, S-Class Coupé, Mercedes-AMG GT, Mercedes-Maybach e anche tutta la gamma elettrica.

Mercedes-Benz Italia, da oltre 50 anni, rappresenta i marchi della Casa di Stoccarda nel nostro Paese. Con oltre 400 collaboratori diretti e una rete di 55 concessionari sul territorio, è responsabile del business italiano di Mercedes-Benz Cars e Mercedes-Benz Vans, incentrando la propria attività sulla vendita di vetture e vans e sulla promozione dei servizi post vendita. Nel 2013, Special Car è diventata Concessionaria e Service Ufficiale Mercedes-Benz, a testimonianza dell'affinità dei propri valori con quelli di una casa automobilistica così prestigiosa.
L'obiettivo per il futuro è chiaro: arrivare al 2025 con un'ampia gamma di veicoli elettrici e dedicare tutte le future architetture dei veicoli esclusivamente a zero emissioni. I clienti potranno scegliere un'alternativa completamente elettrica per ogni modello offerto dall'azienda. Già nel 1913, Mercedes-Benz aveva inaugurato uno stabilimento di motori a Pechino, la fabbrica Beijing Benz Automotive Corporation (BBAC), il primo stabilimento di motori per automobili nella storia aziendale ad essere costruito al di fuori dei confini della Germania. La questione se la produzione Mercedes-Benz si sposterà completamente in Germania resta aperta, ma una cosa è certa: la casa madre continuerà a offrire il meglio ai propri clienti.