Il Mild Hybrid Stellantis: Funzionamento, Innovazione e Vantaggi di un'Elettrificazione "Furba"

Il termine "mild hybrid" può inizialmente evocare un senso di tiepidezza, quasi a suggerire una forma di elettrificazione parziale o limitata. In realtà, nel contesto dell'ingegneria automobilistica moderna e, in particolare, con le soluzioni adottate da Stellantis, il mild hybrid rappresenta l'esatto contrario: un'elettrificazione intelligente che opera dietro le quinte, ottimizzando l'efficienza senza richiedere al guidatore di modificare le proprie abitudini. Questa tecnologia non impone soste per la ricarica né genera l'ansia da autonomia tipica dei veicoli elettrici puri.

Mentre i sistemi "micro-hybrid" si limitavano principalmente a gestire la funzione start&stop, il mild hybrid fa un passo significativo in avanti. Interviene in una pluralità di situazioni di guida: in accelerazione, in rilascio, nelle fasi di rallentamento e persino nel "veleggiamento", ovvero quando l'auto procede per inerzia con il motore termico temporaneamente spento. È una tecnologia che, pur lavorando intensamente, si manifesta poco al guidatore, offrendo un'esperienza di guida più fluida e reattiva.

Motore Mild Hybrid Stellantis Schema

Oltre i 12 Volt: La Necessità di un Sistema a Voltaggio Elevato

Le vetture moderne sono organismi complessi, costantemente evoluti per integrare sistemi di assistenza alla guida, avanzati sistemi di infotainment, pompe elettriche, climatizzazione, sterzo assistito e una miriade di altri dispositivi elettronici. Chiedere a un impianto tradizionale a 12 volt di gestire tutte queste funzioni, oltre al motore, è come tentare di svuotare una piscina con un bicchiere: funzionale fino a un certo punto, ma non ottimale.

Il vantaggio di un sistema a voltaggio più elevato è netto: a parità di potenza, una tensione maggiore consente di ridurre la corrente necessaria e, di conseguenza, le perdite energetiche. È qui che il cuore del sistema mild hybrid trova la sua ragion d'essere: il motore-generatore. Questo componente, che sostituisce l'alternatore e il motorino di avviamento, è in grado di gestire le crescenti esigenze energetiche del veicolo in modo più efficiente. Molti costruttori, come Volkswagen (con la tecnologia eTSI), Mercedes-Benz (con EQ Boost) e Audi (con denominazioni come MHEV plus per i sistemi più evoluti), hanno sposato con decisione questa tecnologia.

Il Contributo del Mild Hybrid alla Fluidità di Guida: Addio ai Vuoti di Erogazione

Un'auto mild hybrid, nella maggior parte dei casi, non è concepita per percorrere lunghi tratti in modalità puramente elettrica, come invece fanno le full hybrid o le plug-in hybrid. La sua funzione primaria è quella di supportare il motore termico e ottimizzarne il funzionamento.

Un esempio lampante del suo beneficio è riscontrabile in fase di partenza o ripresa. Soprattutto nei motori turbo, è comune percepire un lieve ritardo nella risposta all'acceleratore, un attimo di esitazione prima che la spinta desiderata si manifesti. Il sistema a 48 volt interviene proprio per smussare questo comportamento. Il motore elettrico fornisce istantaneamente un piccolo contributo di coppia, rendendo la risposta dell'acceleratore più pronta e immediata.

È in questo contesto che il mild hybrid si rivela particolarmente convincente nella vita di tutti i giorni: nel traffico cittadino, ai semafori, nelle ripartenze, nelle manovre rapide in tangenziale o ogni volta che si necessita di uno spunto più deciso, ad esempio in fase di sorpasso. La tecnologia Stellantis, con il suo motore elettrico da 21 kW (29 cavalli) integrato nel cambio a doppia frizione, contribuisce attivamente a questa fluidità, sebbene con numeri che si posizionano a metà strada tra un mild e un full hybrid in termini di tensione e potenza.

Come FUNZIONA e cos'è una MILD HYBRID?

Veleggiamento e Recupero Energetico: L'Intelligenza Nascosta

Un altro aspetto spesso sottovalutato del sistema mild hybrid è la capacità di veleggiamento. In determinate condizioni, il veicolo può procedere per inerzia con il motore termico spento. Questo non solo contribuisce a ridurre i consumi di carburante, ma offre anche un tangibile beneficio in termini di comfort, rendendo la marcia più silenziosa e rilassata. Quando la spinta del motore termico è nuovamente richiesta, il motore-generatore riavvia l'unità in modo rapido e quasi impercettibile.

Accanto al veleggiamento, il recupero di energia gioca un ruolo cruciale. Il sistema è in grado di convertire parte dell'energia cinetica dispersa durante le fasi di frenata o decelerazione in energia elettrica, che viene poi immagazzinata in una batteria dedicata. Quest'energia accumulata viene poi riutilizzata strategicamente: per supportare il motore termico, per alimentare i servizi di bordo, per abilitare il veleggiamento e, in generale, per incrementare l'efficienza complessiva del veicolo.

È importante sottolineare che, oltre ai motori a benzina, un numero crescente di motori diesel viene elettrificato con sistemi mild hybrid. Questa versatilità sottolinea l'efficacia della tecnologia nel migliorare l'efficienza energetica di diverse tipologie di propulsori.

La Soluzione Stellantis: Un Mild Hybrid Che Guarda al Full Hybrid

Il nuovo sistema ibrido del gruppo Stellantis, in arrivo su modelli come Fiat 600 e Jeep Avenger e già presente, in versioni più potenti, su Peugeot 3008 e 5008, è un esempio emblematico di come il mild hybrid possa spingersi oltre le definizioni tradizionali. Sebbene sia classificato come mild hybrid, in certi scenari permette di muoversi esclusivamente in modalità elettrica, avvicinandosi al funzionamento di un full hybrid.

Il cuore di questo sistema è un motore turbobenzina a tre cilindri da 1.2 litri e 100 CV, affiancato da un motogeneratore (il BSG, Belt Starter Generator) responsabile dell'avviamento del motore termico, e da un motore elettrico da 21 kW (29 cavalli) integrato nel cambio a doppia frizione. Questa configurazione, definita P2, posiziona l'unità elettrica a valle della frizione, consentendo di muovere l'auto con il motore termico completamente spento e disconnesso dalle ruote. Questo differenzia nettamente il sistema dalle categorie P0 e P1, in cui l'elettrico è direttamente collegato all'albero motore e non può fornire trazione autonomamente.

Nonostante la potenza di 21 kW del motore elettrico sia più modesta rispetto a quella offerta da alcuni full hybrid della concorrenza (ad esempio, Hyundai con 32 kW, Renault con 49 kW o Toyota con 59 kW) e la batteria operi a 48 V anziché le tensioni superiori ai 200 V tipiche dei full hybrid, la capacità della batteria di 0,9 kWh è significativa per un mild hybrid e consente un funzionamento simile a quello di un full hybrid in determinate condizioni.

Questo "middle hybrid", come è stato definito, è una soluzione "furba" di Stellantis, che cerca il giusto compromesso tra costi e benefici, offrendo vantaggi vicini a quelli di un full hybrid con l'infrastruttura di un mild hybrid. La capacità produttiva di cambi eDCT è di 1,2 milioni di unità all'anno, a testimonianza dell'importanza strategica di questa tecnologia per il gruppo. È interessante notare come il 93% delle componenti dello schema mild hybrid eDCT a 6 marce, abbinato al motore 1.2 litri turbo benzina a 3 cilindri, sia comune con un'installazione ibrida plug-in, evidenziando una progettazione modulare e lungimirante.

Architettura Mild Hybrid P2

Componenti Chiave e Evoluzione della Tecnologia Mild Hybrid

L'unità elettrica che supporta il propulsore nelle auto mild hybrid è comunemente chiamata starter generator, noto anche come MHSG (Mild Hybrid Starter Generator) o BSG (Belt Starter Generator). Questo componente supporta il motore tradizionale ai bassi regimi, migliorando lo spunto e contribuendo alla riduzione dei consumi. Questi starter generator, che solitamente sviluppano pochi cavalli, sostituiscono le funzioni di alternatore e motorino di avviamento e sono azionati tramite una cinghia collegata al motore.

Il pacco batterie delle auto mild hybrid può essere da 12 o 48 Volt, con una capacità inferiore a 1 kWh e un peso generalmente compreso tra 10 e 15 kg. Mentre i sistemi a 12 Volt sono spesso utilizzati per motori di piccola cilindrata o turbodiesel e presentano una minore capacità di recupero energetico, i sistemi a 48 Volt sono sempre più diffusi nelle auto mild hybrid più moderne. La differenza di potenziale del pacco batterie non implica un funzionamento radicalmente diverso degli starter generator, ma i sistemi a 48V offrono maggiore efficienza e capacità di recupero.

Quando l'unità elettrica è integrata tra il motore termico e il cambio, si parla di ISG (Integrated Starter Generator). Le auto mild hybrid operano in modo molto simile alle tradizionali vetture endotermiche. Il motore elettrico, che non sostituisce la batteria di servizio, restituisce l'energia nelle prime fasi di accelerazione, lavorando in sinergia con il motore termico. Questa unità genera una coppia aggiuntiva, che nei sistemi più evoluti può arrivare fino a 200 Nm, fornendo un "boost" nel momento in cui il piede preme l'acceleratore.

Come FUNZIONA e cos'è una MILD HYBRID?

Le sensazioni di guida di un veicolo MHEV sono in gran parte identiche a quelle di un'auto puramente endotermica, ma un'occhiata al quadro strumenti rivela schermate dedicate al funzionamento del sistema mild hybrid, che illustrano l'attività del motore elettrico, le fasi di ricarica e il supporto al motore tradizionale. Le MHEV sono alimentate esclusivamente a benzina o gasolio, e il pacco batterie, data la sua limitata forza elettromotrice, viene ricaricato sfruttando le fasi di frenata e decelerazione del veicolo. Questa tecnologia offre un risparmio sensibile in termini di consumi, con prezzi in linea con le equivalenti versioni endotermiche.

L'Aggiornamento di Potenza nel Mild Hybrid Stellantis

Stellantis ha recentemente annunciato un aggiornamento per alcuni dei suoi modelli dotati di motore 1.2 benzina mild hybrid. La potenza è passata dai precedenti 101 e 136 CV agli attuali 110 e 145 CV, un incremento di 9 CV. Questo aumento, sebbene modesto, è significativo perché il gruppo non ha dovuto modificare la mappatura della centralina, le dimensioni del turbo o altri componenti meccanici sostanziali. È l'unità elettrica che contribuisce attivamente a questo incremento, potendo anche muovere l'auto per qualche chilometro a una velocità massima di 30 km/h.

Questo posiziona il sistema Stellantis come un mild hybrid evoluto, un "middle hybrid" in cui l'elettrico partecipa attivamente agli spostamenti. Per questo motivo, Stellantis ha deciso di valorizzare questo contributo, aumentando la potenza totale dichiarata. Di conseguenza, le schede tecniche di vari modelli, dall'Alfa Romeo Junior alla Peugeot 5008, passando per Citroën C3, Fiat Grande Panda e Opel Corsa, vedranno un aumento di 9 CV nella loro potenza complessiva. L'unica eccezione menzionata è la Citroën C4 X, la cui potenza del 1.2 è ancora indicata a 136 CV, ma è probabile che anche per questo modello l'aggiornamento venga implementato a breve.

È importante notare che il motore 1.2 litri abbinato allo schema mild hybrid è stato interamente rivisto rispetto al tre cilindri non elettrificato, che in passato era balzato alle cronache per problemi di degrado della cinghia di distribuzione a bagno d'olio, con ripercussioni sul pescaggio dell'olio. Questa revisione sottolinea l'impegno di Stellantis nel migliorare non solo l'efficienza ma anche l'affidabilità dei suoi propulsori.

I Vantaggi Quotidiani del Mild Hybrid Stellantis

Il mild hybrid è paragonabile a un abito su misura ben confezionato: non attira l'attenzione, ma migliora significativamente l'insieme. Smussa i limiti intrinseci del motore termico, ne esalta i punti di forza e rende più fluide quelle transizioni che, altrimenti, nella guida risulterebbero più brusche o meno piacevoli.

A seconda del modello specifico, del tipo di percorso affrontato e dello stile di guida adottato, l'uso quotidiano di un veicolo mild hybrid può portare a risparmi di carburante che vanno da pochi punti percentuali fino a oltre il 10%. Il punto cruciale è che il mild hybrid non si propone come una rivoluzione radicale, ma come una soluzione concreta, intelligente e immediatamente fruibile.

Benefici Mild Hybrid

Non richiede di cercare colonnine di ricarica, non impone la pianificazione di complesse sessioni di ricarica e non richiede l'apprendimento di una nuova routine di guida. Questo rende la tecnologia estremamente accessibile e ne spiega la rapida diffusione, trasformandola da un semplice valore aggiunto a una presenza sempre più pervasiva nel panorama automobilistico.

Sébastien Jacquet, capo vicario dell’ufficio Ingegneria di Stellantis, spiega: "Abbiamo sviluppato una gamma di soluzioni ibride molto competitiva. La stiamo potenziando con la nuova tecnologia eDCT e applicando con successo a una vasta gamma di modelli, rendendola accessibile a quanti più clienti possibile. I veicoli ibridi sono facili da utilizzare e non richiedono di cambiare abitudini rispetto ai veicoli tradizionali a combustione interna. La nostra tecnologia avanzata eDCT permette al motore endotermico di rimanere spento, in particolare durante la guida a bassa velocità, riducendo le emissioni di Co2 e il consumo di carburante."

Questa disposizione si distingue nettamente dai mild hybrid con super-alternatore a cinghia, che supportano il motore termico e recuperano energia ma non hanno la capacità di fornire trazione alle ruote. Qui risiede l'innovazione di Stellantis, con il cambio a doppia frizione a 6 marce elettrificato, prodotto negli stabilimenti di Metz e Mirafiori per un volume complessivo annuo di 1,2 milioni di unità. Si tratta di un'elettrificazione che, pur non essendo "elettrica pura", si rivela spesso la scelta più sensata per un vasto pubblico di automobilisti.

Logo Stellantis

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