Il Motore Nuovo Fiat Sedici Diesel Multijet 1900: Innovazione e Performance

Fiat Sedici in ambiente urbano e fuoristrada

Il sistema Multijet, ideato e sviluppato nel 1999 dal Gruppo Fiat Alfa Romeo e in seguito prodotto dalla divisione Fiat Powertrain Technologies, rappresenta un'evoluzione significativa nei motori diesel a gasolio. Questo sistema, che ha visto la sua prima applicazione mondiale nel 2002 sull'Alfa Romeo 156 1.9 M-JET 16V, è un'iniezione common rail di seconda e terza generazione, adottata da numerose case automobilistiche per le sue caratteristiche innovative. La gamma di motori Multijet in produzione spazia da un compatto 1,3 litri fino a un più potente 3,0 litri, destinato a veicoli commerciali e auto di fascia alta. Nel 2009, è stata introdotta la seconda generazione, denominata Multijet II, omologata Euro 5, che ha ulteriormente migliorato l'efficienza del sistema. I motori Multijet sono progetti di proprietà intellettuale del Gruppo Fiat Alfa Romeo, estesa all'intero gruppo FCA dal 2013, e vengono prodotti anche su licenza Fiat da Opel. È importante sottolineare che i motori diesel progettati da VM Motori per marchi come Opel, Chevrolet e Holden non sono dotati di tecnologia Multijet, essendo stati concepiti prima dell'acquisizione di VM Motori da parte di Fiat SpA.

Multijet 2.2: potente, odiato… ma inarrestabile!

L'Innovazione della Combustione Multijet

Ciò che ha contraddistinto il propulsore Multijet dai precedenti diesel common rail è la sua particolare combustione. Essa risulta più lenta e graduale a parità di gasolio bruciato all'interno del cilindro, un risultato ottenuto grazie all'aumento del numero delle iniezioni. Dalle due iniezioni del precedente motore UniJet, il Multijet ne prevede fino a cinque per ogni singola combustione. Rispetto ai sistemi common rail precedenti, il Multijet introduce altri tipi di iniezione, denominate pre e post. Queste iniezioni aggiuntive consentono rispettivamente il controllo del motore a freddo e la rigenerazione del filtro anti-particolato. Questa evoluzione dell'iniezione diretta ha portato a un miglioramento delle prestazioni del motore, specialmente ai bassi regimi, e, allo stesso tempo, ha permesso una significativa diminuzione delle emissioni acustiche e inquinanti.

Con la seconda versione della tecnologia, il Multijet II, introdotta nel 2009, sono stati adottati iniettori innovativi. Questi iniettori sono capaci di controllare con grande precisione, grazie alla servovalvola idraulica bilanciata, la quantità di gasolio iniettata in camera di combustione, con una sequenza di iniezioni particolarmente rapida e flessibile.

Origini e Sviluppo del Multijet

Il prototipo del motore Multijet vide la luce nello stabilimento FMA di Pratola Serra (AV) e fu adottato nel 1999 per la concept car Fiat Ecobasic. Si trattava di un compatto quattro cilindri alimentato a gasolio con una cilindrata di 1.2 litri e distribuzione a quattro valvole per cilindro. La potenza massima erogata era di 61 cavalli, consentendo alla Ecobasic un consumo di 2,9 litri per 100 km e emissioni di anidride carbonica pari a 76 grammi al km.

Dopo il 1.9 M-JET 16V montato sull'Alfa Romeo, il primo motore di serie ad adottare fin dall'origine il sistema Multijet fu un 1,3 litri. Questo motore era derivato dal precedente 1.2 quattro cilindri, in seguito a un incremento della cilindrata portata a 1.248 cm³. Lo sviluppo del 1.3 è stato possibile anche grazie al supporto di General Motors Powertrain, che ha fornito al gruppo torinese le risorse economiche necessarie per completare l'industrializzazione. Il nuovo 1.3 sfrutta la medesima tecnologia e la stessa architettura meccanica del 1.2, con 16 valvole e quattro cilindri, ed è dotato di doppio albero a camme, turbocompressore a geometria fissa e intercooler. Le sue dimensioni sono rispettivamente di 50 cm di lunghezza e 65 cm di altezza, con basamento in ghisa e sottobasamento in alluminio, testa in alluminio e albero motore e bielle in acciaio. L'alesaggio è di 69,6 mm con una corsa "lunga" di 82 mm, e il peso di questo motore è di 130 kg.

Una presentazione sotto forma di concept avvenne nel 2002 con il prototipo Opel Eco Speedster, una vettura sportiva ultraleggera equipaggiata con una versione da 112 cavalli del piccolo 1.3 Multijet, capace di raggiungere i 250 km/h di velocità massima e un consumo di 2,5 litri per 100 km. La presentazione del 1.3 di serie avvenne invece nel 2003, sotto il cofano delle Fiat Punto seconda serie, e l'anno successivo venne adottato anche dalle Fiat Idea e Lancia Musa, seguite dalla Fiat Panda. La potenza massima della versione standard è di 69 cavalli (51 kW) erogati a 4.000 giri al minuto, con una coppia motrice di 180 N·m a 1.750 giri al minuto. Solo per la Panda, la coppia massima fu ridotta a 145 N·m a 1.500 giri/min per adattarsi al tipo di trasmissione manuale dell'utilitaria.

In casa General Motors, la prima applicazione avvenne nelle Opel Corsa C, seguite dalle Meriva A, Agila A e dal multispazio Combo C, mentre Suzuki ha adottato il piccolo 1.3 per i modelli Wagon R+, Swift e Ignis. Chevrolet lo ha utilizzato per il modello Aveo turbodiesel piattaforma T3 sedan e due volumi, sia nella versione da 75 che da 90 CV.

Gamma di motori Multijet e loro applicazioni

Evoluzioni e Aggiornamenti dei Motori Multijet

Il motore 1.3 Multijet è stato in seguito più volte aggiornato e riomologato. Molte vetture del gruppo Fiat, inizialmente conformi agli standard della normativa Euro 3, sono state successivamente riomologate Euro 4. Ulteriori evoluzioni si sono avute con l'adozione della turbina a geometria variabile, che ha comportato un incremento della potenza massima fino a 90 cavalli. Opel, per prima, ha abbinato al 1.3 Multijet sulla Meriva A il filtro attivo antiparticolato (DPF), riducendo notevolmente le emissioni inquinanti della monovolume tedesca. La versione da 90 cavalli ha equipaggiato la Fiat Grande Punto e le successive Opel Corsa D e Astra H, Lancia Musa e Ypsilon, Fiat Linea e Idea, ed era disponibile anche con filtro DPF di serie con relativa omologazione Euro 4. La coppia massima del 1.3 Multijet 90 cavalli era di 200 N·m a 1.750 giri al minuto.

Il 1.3 con turbina a geometria fissa è stato potenziato nel 2005 a 75 cavalli (rispetto agli originari 69 cavalli) con un incremento della coppia a 190 N·m a 1.750 giri/min, mentre il 1.3 a geometria variabile è stato proposto anche in una versione depotenziata a 84 cavalli sul multispazio Doblò e sul pick-up Strada. La versione più potente ha debuttato nel 2007 con il restyling della Lancia Ypsilon: il piccolo diesel ha raggiunto il picco di 105 cavalli, permettendo all'autovettura di rispettare gli standard Euro 4 con 123 grammi di anidride carbonica emessa nel ciclo combinato per km.

Nel 2008, Fiat ha stretto un accordo con Tata Motors per la produzione del motore 1.3 Multijet a Pune in India, al fine di equipaggiare i modelli Tata Indica Vista e Indigo Manza, oltre alle Fiat Grande Punto, Palio Stile e Linea assemblate per il mercato indiano. General Motors riconosce il motore 1.3 con la sigla progettuale Z13 per essere commercializzato come CDTI (acronimo di Commonrail Diesel Turbo Injection), mentre Suzuki riconosce le proprie autovetture diesel con la sigla DDiS (acronimo di Diesel Direct injection Suzuki).

La Nascita del Multijet II e le sue Caratteristiche

Verso la fine del 2009 è stato presentato il nuovo Multijet II, un'evoluzione del precedente sistema Multijet. Questa nuova generazione si basa su un sistema di iniettori più veloci e precisi, capaci di effettuare fino a otto iniezioni consecutive (rispetto alle precedenti cinque), e su un nuovo filtro antiparticolato posizionato in prossimità del motore. Questa configurazione migliora la combustione delle particelle inquinanti all'interno del filtro stesso grazie alla maggiore temperatura raggiunta, aumentando l'efficienza del propulsore. Inoltre, il Multijet II dispone di serie del dispositivo Start&Stop, che spegne il motore durante le frenate a basse andature posizionando il cambio in folle.

Le potenze dei nuovi 1.3 Multijet II sono di 75 cavalli per la versione con turbina a geometria fissa, con una coppia massima di 190 N·m a 1.750 giri al minuto, mentre la versione con turbina a geometria variabile eroga 95 cavalli con una coppia massima di 190 o 200 N·m a 1.500 giri al minuto (a seconda del modello). Il Multijet II, sviluppato da Fiat Powertrain Technologies in collaborazione con GM Powertrain Torino, adotta uno speciale iniettore brevettato da FPT, e la gestione elettronica è affidata a centraline Magneti Marelli e Bosch. È stato presentato al Salone dell'automobile di Francoforte 2009 con il lancio della Fiat Punto Evo.

Una versione depotenziata a 90 cavalli è stata offerta dal dicembre 2009 fino all'autunno 2010 per il nuovo Fiat Doblò, con una coppia di 200 N·m a 1.500 giri al minuto (successivamente il 1.3 non è stato più montato dal Doblò, sostituito dal 1.6 di analoga potenza). Il Multijet II rispetta la normativa Euro 5, e a partire dal 2010 il propulsore è stato offerto anche per le Alfa Romeo MiTo e le Opel Corsa D, Meriva B e Astra J, oltre alle Lancia Musa, Fiat 500, Qubo, Suzuki Swift, Chevrolet Aveo e i multispazio francesi Citroën Nemo e Peugeot Bipper. Dal 2012 ha debuttato una nuova versione da 85 cavalli con turbina a geometria variabile, derivata dal 95 cavalli. Con il debutto del Multijet II, Fiat ha inaugurato la nuova nomenclatura per denominare i gruppi di motori automobilistici prodotti dalla FPT: il 1.3 fa parte della classe SDE (acronimo di Small Diesel Engine, ovvero Piccoli Motori Diesel).

Il Motore 1.6 Multijet: Efficienza e Autonomia

Il motore 1.6 Multijet è stato presentato nel 2008 sotto il cofano della Fiat Bravo. Si tratta di una motorizzazione sviluppata senza il supporto della General Motors, derivata dal 1.9 Multijet con cilindrata ridotta da 1.910 a 1.598 cm³. Il nuovo motore permette consumi più bassi dell'8% rispetto al 1.9 8 valvole. Sfrutta un'architettura a quattro cilindri con distribuzione a quattro valvole per cilindro e dispone di iniettori di nuova generazione. La massa è di 151 kg, l'alesaggio è di 79,5 mm con una corsa di 80,5 mm. Una delle caratteristiche di questo motore sono i costi di gestione molto bassi, con tagliandi programmati ogni 35.000 km.

Il motore 1.6 Multijet è prodotto in due differenti varianti e tre livelli di potenza: la prima versione con turbina a geometria fissa e intercooler eroga 90 e 105 cavalli, è omologata Euro 4 ma può essere accessoriata anche con il filtro antiparticolato nella versione da 105 cavalli con relativa omologazione Euro 5. La versione con turbina a geometria variabile e intercooler eroga 120 cavalli ed è omologata Euro 5 poiché dispone del filtro DPF con catalizzatore ossidante di serie. La coppia massima del 1.6 è di 290 N·m a 1.500 giri al minuto nella versione con turbina a geometria fissa, mentre sale a 300 N·m a 1.750 giri al minuto per il 120 cavalli.

Una versione del 1.6 Multijet erogante 105 cavalli viene proposta sulla nuova Alfa Romeo Giulietta, dove la coppia massima sale a 320 N·m erogati a 1.750 giri al minuto, e grazie al filtro antiparticolato di serie e al dispositivo Start&Stop rispetta gli standard Euro 5. Inoltre, il motore è montato anche sulle Lancia Musa e Delta, Fiat Doblò e Idea e anche sull'Alfa Romeo MiTo. Una versione speciale della Fiat Bravo denominata PurO2 è equipaggiata con il 105 cavalli, caratterizzato da minori emissioni di anidride carbonica e consumi ancora più bassi grazie a migliorie all'aerodinamica dell'autovettura, all'utilizzo di gomme a basso coefficiente di attrito, rapporti del cambio allungati e olio lubrificante a bassa viscosità.

Il Vasto Successo del 1.9 Multijet

Il 1.910 cm³ è uno dei motori più diffusi e apprezzati della famiglia Multijet. È stato proposto in numerosi step di potenza con distribuzione sia a due che a quattro valvole per cilindro e persino con doppio turbocompressore. Rispetto al 1.3, concepito appositamente per le utilitarie, il 1.9 Multijet deriva direttamente dal precedente 1.9 JTD da 116 cavalli, al quale gli ingegneri FPT, insieme al GM Powertrain di Torino, hanno applicato il sistema Multijet per incrementare notevolmente la potenza specifica e migliorare i consumi e le prestazioni. Lo sviluppo ha quindi necessitato di minori risorse finanziarie e tempi di sviluppo rispetto al 1.3.

Il rinnovato 1.9, sempre a quattro cilindri, è stato riprogettato a partire dal sistema di distribuzione, ora a quattro valvole per cilindro azionate da un doppio albero a camme, testa dei cilindri con punterie idrauliche alle bielle, albero motore in acciaio e nuovi collettori di scarico e di aspirazione. La potenza massima era di 140 cavalli a 4.000 giri al minuto per una coppia motrice di 305 N·m a 2.000 giri al minuto e omologazione anti inquinamento Euro 3. Il debutto avvenne nel 2002 sotto il cofano dell'Alfa Romeo 156, seguita dalla 147 e dalla Fiat Stilo. La produzione avveniva presso la FMA di Pratola Serra ad Avellino. Ovviamente, meno cavalli comportavano consumi ridotti e minori emissioni inquinanti, infatti il 120 cavalli già rispettava gli standard Euro 4 e disponeva anche della turbina a geometria variabile. La coppia massima però scese a 280 N·m disponibili a 2.000 giri al minuto.

Nel 2003, la Fiat Powertrain Technologies propose un ulteriore potenziamento del motore 1.9 16V, portando la potenza massima fino a 150 cavalli. Il nuovo 1.9 Multijet era omologato Euro 4 e poteva disporre di una coppia massima di 320 N·m a 2.000 giri/min, che però sulle vetture del gruppo Fiat era limitata a 305 N·m a causa delle caratteristiche dei cambi, finché non vennero adottati i nuovi cambi GM anche in Fiat. Il debutto avvenne sull'Alfa Romeo GT. Successivamente venne adottato anche dalla Opel Vectra e la Signum, seguite dalle Astra, Alfa 147 e numerose autovetture del gruppo Fiat. Queste nuove versioni del 1.9 omologate Euro 4 sono note sotto il codice progettuale Z19 e vengono prodotte presso lo stabilimento Opel di Kaiserslautern in Germania a partire dal 2005. Il 1.9 destinato alle autovetture del marchio Fiat continuerà invece a essere prodotto dalla FMA.

Nel novembre 2007, Fiat ha presentato per l'Alfa Romeo 147 Ducati Corse e l'Alfa GT Q2 il motore 1.9 Multijet (JTDm) 16V da 170 cavalli con coppia incrementata fino a 330 N·m disponibile a 2.000 giri/min. Nell'arco del ciclo produttivo del 1.9 diesel, Fiat e GM hanno proposto anche altre versioni depotenziate: uno degli step che ha ottenuto un discreto successo commerciale è stato l'otto valvole da 101 cavalli Euro 4 con turbina a geometria variabile proposto per le Fiat Punto e Idea, Opel Zafira, Vectra, Signum e Lancia Musa. La coppia massima era di 260 N·m. Sul Doblò, Fiat ha montato il 1.9 Multijet otto valvole sia con 105 che con 120 cavalli, ma la coppia è stata ridotta a soli 200 N·m erogati a 1.750 giri al minuto per adattarsi al meglio alla mole del veicolo commerciale, mentre sulla Bravo per i mercati esteri era disponibile anche una versione depotenziata a soli 90 cavalli. Tutti questi 1.9 Multijet descritti disponevano di una sola turbina e i vari step di potenza sono stati ottenuti in prevalenza intervenendo sulla distribuzione e sulla centralina. Nel 2008 viene presentata la prima versione del 1.9 dotata di doppio turbocompressore sotto il cofano della Saab 9-3 TTiD.

Il Fiat Sedici: Rinnovamento e Motorizzazioni Multijet

Fiat ha rinnovato il modello Sedici in termini di stile e motorizzazioni. Oggi è ancora più rispettoso dell’ambiente grazie a due nuovi motori omologati Euro 5: il benzina 1.6 16v da 120 CV e il diesel 2.0 16v Multijet da 135 CV, che lo qualificano come SUV “best in class” in termini di emissioni di CO2. Con il Nuovo Sedici, la gamma Fiat acquisisce consistenza e attualità, grazie al design ora più coerente con gli altri modelli. La fisionomia del nuovo modello comprende una serie di dettagli che richiamano immediatamente i crossover moderni, ma con un’originale soluzione stilistica resistente alle mode e destinata a durare nel tempo. Il nuovo paraurti, che ricorda le sembianze di robuste “bull bars”, contribuisce a dare carattere e forza alla vettura, mentre la cornice metallizzata dei fari fendinebbia ne sottolinea lo stile pratico ed elegante, perfettamente a proprio agio anche nel più prestigioso centro cittadino.

Questo è proprio il tratto distintivo del Nuovo Sedici, che può passare in maniera disinvolta dal caotico traffico urbano ai più impegnativi percorsi outdoor, su terreni accidentati o con scarsa aderenza. Erede di un modello vincente - dal lancio ha registrato 80.000 immatricolazioni (delle quali circa 47.000 in Italia, dove il Fiat Sedici 4x4 rappresenta il fuoristrada più venduto in assoluto) - il nuovo SUV di Fiat è stato pensato e realizzato per quanti desiderano distinguersi anche attraverso un’automobile raffinata, grazie ad una linea elegante. Al tempo stesso, il Nuovo Sedici è la risposta ideale per coloro che cercano una vettura compatta, maneggevole e sicura per districarsi con agilità nel traffico urbano: misura 411 centimetri di lunghezza, 176 di larghezza, 162 di altezza (160,5 cm il 4x2), con un passo di 250 cm. Inoltre, il nuovo modello permette ai clienti di vivere il proprio tempo libero, in particolare a quanti amano la natura e vogliono appagare il proprio gusto dell’avventura: merito del suo look “all-terrain” e della particolare trasmissione integrale adattabile e “on-demand” che lascia al guidatore la libertà di passare da una trazione 4x2 ad una 4x4, favorendo così consumi ridotti rispetto agli off-road di questa categoria.

Il cliente può scegliere fra tre allestimenti (Dynamic, Emotion ed Experience), due trazioni (4x2 e 4x4), 8 colori di carrozzeria e due nuovi motori, entrambi conformi alla normativa Euro5: il 1.6 16v a benzina da 120 CV e il 2.0 16v Multijet da 135 CV, quest’ultimo equipaggiato di serie con il DPF (filtro antiparticolato). Rispetto ai motori della gamma precedente, i due nuovi propulsori vantano una maggiore potenza - a fronte di una notevole riduzione di emissioni di CO2 - e sono abbinati a cambi a cinque o sei marce (in alcuni mercati, come per esempio la Germania, anche a un cambio automatico a 4 marce, solo su 1.6 Benzina 4x2). In Italia, i prezzi chiavi in mano, per la versione 1.6 16v benzina da 120 CV partono da 18.350 euro per il 4x2 e da 20.350 euro per la 4x4, mentre per la motorizzazione 2.0 Multijet da 135 CV partono da 21.350 euro per la versione 4x2 e da 23.350 euro per quella 4x4.

Motorizzazioni del Nuovo Sedici: Elasticità e Rispetto Ambientale

Il Nuovo Sedici è equipaggiato con due inediti motori (1.6 16v da 120 CV e 2.0 Multijet 16v da 135 CV) abbinati rispettivamente a cinque e sei marce, caratterizzati da innesti precisi e carichi contenuti (per alcuni mercati esteri è disponibile anche un cambio automatico a 4 marce per la versione 1.6 benzina con trazione 4x2). Omologati Euro 5, i due propulsori vantano una notevole riduzione di emissioni di CO2 rispetto ai motori della gamma precedente. Infatti, rispetto al 1.6 da 107 CV, il nuovo motore da 120 CV registra (oltre a una potenza maggiore di 13 CV) una diminuzione di circa il 10% sia nella versione 4x2 sia in quella 4x4. In maniera ancora più significativa, rispetto al 1.9 Multijet da 120, il nuovo 2.0 Multijet da 135 CV (oltre a una potenza maggiore di 15 CV) abbatte del 20% le emissioni di CO2 della versione 4x4 (scendono del 17% nel 4x2). Questi valori pongono il Nuovo Sedici ai vertici della categoria, confermando il continuo impegno del brand Fiat nel coniugare “fun to drive” e tutela ambientale.

In dettaglio, rispetto al precedente 1.9 Multijet da 120 CV, il nuovo 2.0 16v Multijet da 135 CV abbatte del 20% le emissioni di CO2 della versione 4x4 (scendono del 17% nel 4x2); i valori per la versione 4x2, nel ciclo combinato, sono appena 129 g/km di CO2 e 4,9 l/100 km di carburante (la versione 4x4 registra 143 g/km di CO2 e 5,5 l/100 km). In alcuni Paesi, per esempio in Italia, il Nuovo Fiat Sedici gode persino dei vantaggi economici previsti dalla legge per le vetture con ridotte emissioni di CO2. Dunque, questi valori pongono il Nuovo Sedici ai vertici della categoria, confermando il continuo impegno del brand Fiat nel coniugare “fun to drive” e tutela ambientale.

Da sottolineare che, a fronte di un sensibile contenimento dei consumi e delle emissioni, il Nuovo Sedici 2.0 Multijet da 135 CV vanta performance ai vertici della categoria: la velocità massima è di 190 km/h, mentre l’accelerazione da 0 a 100 km/h avviene in 10,5 secondi (i valori per la vettura a trazione integrale sono rispettivamente di 180 km/h e 11,2 secondi). Inoltre, aumenta l’elasticità della vettura grazie a una coppia di 320 N/m che raggiunge il massimo dell’erogazione a 1.500 giri/min. Per quanto concerne il nuovo motore benzina 1.6 16v da 120 CV (156 Nm di coppia) a 4.400 giri/min, registra una diminuzione di CO2 di circa il 10% rispetto al precedente da 107 CV, sia nella versione 4x2 sia in quella 4x4. Ideale sui percorsi cittadini e sulle strade tortuose, il nuovo propulsore vanta un sistema di distribuzione variabile che contribuisce all'ottimizzazione della coppia e della potenza a qualsiasi regime. Così equipaggiato, Fiat Sedici 4x2 raggiunge i 185 km/h di velocità massima, accelera da 0 a 100 km/h in 10,7 secondi e consuma 6,2 l/100 km nel ciclo combinato (i valori per la versione 4x4 sono rispettivamente di 175 km/h, 11,5 secondi, e 6,5 l/100 km).

Dettagli del motore 1.9 Multijet

Eleganza e Stile Italiani del Nuovo Sedici

Il Nuovo Sedici è sicuramente una vettura di grande personalità: coniuga le soluzioni intelligenti di un’architettura razionale con un design tutto italiano che conserva, sia all’esterno sia all’interno, l’eleganza delle linee e la fluidità delle forme. La maggiore novità stilistica si scopre sul frontale, che è stato rinnovato in perfetta coerenza con il family feeling Fiat inaugurato da Grande Punto e Bravo. Infatti, oggi presenta una “bocca” allargata con un nuovo scudo “off-road” e fendinebbia con inedite cornici cromate che impreziosiscono il frontale e arricchiscono l’imponente paraurti, conferendo alla vettura maggiore eleganza e ricercatezza nei dettagli.

In dettaglio, la linea del nuovo paraurti conferisce maggiore robustezza: infatti, il volume della parte inferiore richiama quello di un grande bull-bar “annegato” nella lamiera. Tra i due proiettori si inserisce ora la nuova calandra che conserva in tutti i suoi trattamenti il family-feeling presente sull’intera gamma Fiat, mentre i fendinebbia, essendo racchiusi da una mostrina specifica, danno una sensazione di protezione. L’insieme di questi elementi aiuta a sostenere tutto il volume frontale, che già otticamente sembra poter affrontare qualsiasi ostacolo e si integra perfettamente con il resto della vettura. Concludono le novità dello stile esterno l’introduzione di due nuovi colori di carrozzeria (bianco perlato e un’inedita tonalità di grigio) e l’adozione di nuovi cerchi in lega da 16” con pneumatici 205/60 R16 che contribuiscono a rendere la vettura più grintosa e dinamica, dando un importante tocco di sportività (sono di serie su Emotion ed Experience, optional per la versione Dynamic). Tra l’altro, va ricordato che il nuovo modello può “vestire” 8 colori di carrozzeria, tutti studiati per esaltare il design del veicolo, vivace e visibilmente distintivo.

Il Nuovo Sedici si differenzia dai SUV attuali grazie alla sua linea elegante, ai fanali dallo stile innovativo, all’unicità del movimento della linea di cintura, al posteriore armonico e al volume muscoloso conferitogli dagli inserti laterali. Insomma, si tratta di una vettura unica nel suo genere che coniuga la sportività all’eleganza, come dimostra uno stile moderno, pulito, con cofano lungo e spiovente che esprime tutta la sua forza e sportività con parafanghi muscolosi e passaruote esposti. Le spalle e i vetri laterali partono con un flesso verso il basso per poi lanciarsi dinamici in alto abbracciando il posteriore: la sensazione è quella di un agile felino pronto a scattare. Il padiglione ampio e luminoso, con il caratteristico montante posteriore, proietta questa forza verso l’anteriore, dove spiccano i caratteristici gruppi ottici con forme seducenti e dettagli moderni e tecnologici. Infine, le generose fasce laterali donano protezione sia nei passaggi inconsueti sia durante le manovre nelle città affollate.

Oltre allo stile originale, anche le dimensioni del Nuovo Sedici ne fanno uno dei veicoli più originali del proprio segmento. Con i suoi 411 centimetri di lunghezza, 176 di larghezza, 162 di altezza e con un passo di 250 cm, risulta uno dei SUV più compatti della categoria, il che per il cliente si traduce in una maggiore maneggevolezza, soprattutto nei contesti urbani.

Rinnovamenti Interni e Comfort di Guida

Il Nuovo Sedici si rinnova anche negli allestimenti interni. Il quadro strumenti è ora di concezione più moderna e presenta un inedito display posizionato al centro. L’impianto HI-FI, oggi dotato di 8 altoparlanti, si arricchisce di un ulteriore altoparlante centrale disposto in plancia (di serie su tutte le versioni) che migliora la qualità del suono, aumentando l’altezza del fronte sonoro e la spazialità. Inoltre, la consolle del Nuovo Sedici propone un inedito display digitale del climatizzatore (disponibile solo su versioni Emotion ed Experience) posto sotto al sistema autoradio. In questo modo il cliente può tenere sotto controllo costantemente la temperatura all’interno dell’abitacolo e regolarne la distribuzione e la velocità del flusso d’aria. Per una guida sicura anche in fase notturna, da oggi sono retro-illuminati sia i comandi radio al volante sia quelli della regolazione delle luci (head light leveling). Per i rivestimenti interni è stato introdotto un nuovo tessuto tecnico - a trame alternate con effetto lucido/opaco disponibile sulla versione Dynamic. I clienti più esigenti potranno scegliere anche tra due rivestimenti in pelle di colore Cuoio o Nero. I sedili del Nuovo Sedici sono comodi, ergonomici e sicuri, oltre a poter assumere configurazioni diverse con poche e rapide operazioni.

Personalità "Off-Road" per il Tempo Libero

Il modello Sedici propone due trazioni (4x2 e 4x4) per soddisfare qualunque esigenza, sia che si preferisca una trasmissione anteriore unita a un look da SUV per un pratico uso cittadino, sia che si voglia apprezzare una trazione integrale per superare qualunque situazione stradale, senza scendere mai a compromessi. In particolare, la versione integrale adotta una trazione a controllo elettronico 4x4 che consente di ripartire la coppia variabile sulle ruote anteriori e posteriori. In dettaglio, il Nuovo Sedici impiega un sistema 4x4 - di tipo “on-demand” con differenziale centrale e 3 modi operativi - che coniuga le prestazioni di un vero fuoristrada e il comfort di guida di una vettura stradale. Rappresenta la sintesi delle trasmissioni integrali e di quelle anteriori, sfruttando al massimo i punti di forza di ciascuna di esse. Per questo, il sistema, in condizioni normali, si comporta come una trasmissione a due ruote motrici, con il vantaggio di minori consumi e bassi valori di emissioni; quando invece le condizioni della strada degradano con una conseguente scarsa aderenza, il sistema agisce come una trasmissione 4x4, regolando automaticamente la distribuzione della coppia tra l’asse anteriore e posteriore, aumentando in questo modo la sicurezza del veicolo.

Cuore della particolare trasmissione è il sistema elettrico di accoppiamento a frizione multidisco a secco (azionata da un elettromagnete) che, controllato elettronicamente, modula la coppia trasferita in base alle necessità di trazione. In dettaglio, l’impulso elettrico che genera il campo magnetico per accoppiare i dischi arriva quando i sensori ABS individuano uno slittamento relativo tra ruote anteriori e ruote posteriori. Il Nuovo Sedici consente di passare da una trasmissione “2WD” a una “4WD” in modo semplice e immediato: basta azionare il pulsante sul cruscotto per scegliere una delle tre modalità di funzionamento (“2WD”, “AUTO” e “LOCK”) senza bisogno di una leva del cambio separata. In dettaglio, con la funzione “2WD” solo le ruote anteriori trasmettono la coppia. Il sistema 4x4 non è inserito e non ci sono effetti “dissipativi”. Questo modo è il più adatto per le condizioni normali di guida (strada asciutta) e per ottenere il minor consumo di carburante. La seconda funzione è “AUTO”: nella maggior parte dei casi, la coppia è trasmessa alle ruote anteriori. La ripartizione della coppia tra l’anteriore e il posteriore è controllata automaticamente. Il sistema fornisce la coppia ottimale alle ruote posteriori quando i sensori rilevano scarsa aderenza, ma anche per anticipare una perdita di trazione (ad esempio in fase di accelerazione).

Infine, in modalità “LOCK”, la distribuzione della coppia è bloccata per assicurare una pronta e stabile partenza in condizioni estreme (sabbia, fango e neve). In questa condizione, il rapporto di distribuzione della coppia è di 50 a 50, tra asse anteriore e posteriore. Questa modalità si mantiene fino a 60 km/h per poi passare a quella “Auto” per garantire una guida più confortevole. Grazie a questa particolare trasmissione integrale e a un’altezza minima da terra di 19 centimetri, il nuovo modello, all’occorrenza, riesce a disimpegnarsi anche su terreni sconnessi e difficili, come dimostra l’angolo di “attacco” di 20° (è l’angolo massimo anteriore che può essere affrontato da un off-road senza toccare con la carrozzeria).

Sicurezza e Comfort del Sedici

Fin dall’aspetto esteriore il Nuovo Sedici trasmette un’impressione di vettura dal design elegante ma al tempo stesso solida, affidabile e robusta: una sensazione confermata dall’insieme di accorgimenti con i quali è stato realizzato il modello. A cominciare da una scocca progettata secondo i criteri più moderni ai fini delle resistenze agli urti: rigida nella parte dell’abitacolo per proteggere gli occupanti e dotata di zone ad elevata capacità di assorbimento nelle parti esterne. Nel campo della sicurezza preventiva, inoltre, il Nuovo Sedici propone un assetto di guida ideale che non stanca neppure nei lunghi tragitti; gli strumenti sono ben leggibili grazie alla nuova illuminazione bianca del quadro strumenti.

Interni del Fiat Sedici con display moderni

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