La Volkswagen Polo GTI del 2006 si presenta come un'evoluzione significativa nel lignaggio delle compatte sportive del marchio, ereditando un'eredità illustre e proiettandosi con decisione nel futuro. Questa vettura, pur non raggiungendo la celebrità della sua sorella maggiore, la Golf GTI, ha saputo ritagliarsi un proprio spazio grazie a un motore robusto e a un design che richiama apertamente l'estetica sportiva tipica delle GTI.

Il Cuore Pulsante: Il Motore 1.8 Turbo a Venti Valvole
A spazzare via ogni eventuale dubbio residuo sulla legittimità dell'uso della sigla GTI da parte di questa Polo ci pensa il motore, che sotto il cofano dell'altra GTI, la Golf, ha trascorso in passato diverse stagioni. Si tratta infatti del noto 1.800 turbo con distribuzione a venti valvole, ovvero cinque per cilindro (tre di aspirazione e due di scarico). Questo propulsore, nell'occasione rivisto in alcuni particolari, è capace di una potenza di 150 CV a 5.800 giri. La coppia massima, invece, è di 220 Nm, stabile tra i 1.950 e i 4.500 giri.
Questi valori sono di tutto rispetto, e rapportati ai 1.164 kg di massa della vettura, si traducono in un rapporto peso/potenza di 7,76 kg/CV. Tale configurazione garantisce prestazioni brillanti, con uno scatto da 0 a 100 km/h in 8,6 secondi e una velocità massima di poco inferiore ai 220 km/h. La saga della Polo GTI si arricchisce di questo secondo capitolo nel 2006, con il restyling del modello di quarta generazione, il quale all'inizio non prevedeva una variante ad alte prestazioni. La nuova GTI è il 20% più potente in confronto alla precedente versione. La potenza massima del motore, pari a 150 CV, è fornita da un 4 cilindri 1800 turbo a benzina con distribuzione a venti valvole: un motore che, in precedenza, aveva equipaggiato anche la quarta serie della Golf GTI.
2006 Volkswagen Polo GTI stock exhaust sound
Le Prestazioni su Strada: Un Carattere Vivace ma Controllato
Un giro di chiave e il motore si avvia, lasciando capire sin dalle prime sgasate che il lavoro dei tecnici si è concentrato anche sull'accordatura dello scarico. Ai bassi il rumore è secco, deciso, appena accompagnato in sottofondo dal sibilo della turbina, che si fa sempre più possente man mano che sale il regime. Questo 1.800 turbo inizia a trotterellare tranquillo attorno ai 1.500 giri, per cambiare poi registro quando la lancetta del contagiri supera quota 2.000 e schizza insù come se fosse caricata a molla. Il meglio della GTI viene fuori ai medi, con un tiro molto vivace, mentre gli allunghi non sono altrettanto brillanti.
Il cambio manuale a cinque marce fa da ottima spalla al motore. La leva ha una corsa breve e gli innesti sono piuttosto rapidi e precisi. I rapporti sono relativamente corti, con una quinta da 3.500 giri a 130 km/h che consente di passare da 80 a 120 km/h in 10 secondi netti. Questa combinazione motore-cambio offre un'esperienza di guida coinvolgente, sebbene non estrema, mantenendo un equilibrio tra sportività e usabilità quotidiana.
Design Esterno: Ispirazione Golf GTI
Con mascherina nera e filetti rossi la piccola Volkswagen si veste da sportiva e fa il verso alla Golf. Il filo conduttore che la lega alla storia della Volkswagen, questa Polo ce l'ha cucito addosso. È rosso, inserito nella mascherina e ai bordi delle cinture di sicurezza ed è abbinato, come si conviene, alla sigla GTI. Moda nature rosse a parte, questa Polo fa di tutto per assomigliare all'altra GTI, la celeberrima Golf. Alla più famosa sorella maggiore s'ispirano le prese d'aria ai lati dello spoiler e la mascherona nera con griglia a nido d'ape. Il nero spunta anche a fare da cornice alle parabole dei fari che finiscono così con l'avere l'aria di un occhio pesto alla Paolo Migone.

Il perfetto stile GTI si manifesta anche nei cerchi in lega a cinque razze da 16", che calzano pneumatici 205/45. Alle loro spalle fanno capolino pinze freno rosse, che mordono dischi anteriori autoventilanti da 288 mm e posteriori pieni da 232 mm. Questi dettagli non sono solo estetici, ma contribuiscono anche a migliorare le prestazioni e la sicurezza della vettura. Nel 2005, la quarta serie subisce un restyling; le nuove linee colpiscono per lo stile aggressivo, sia nella parte anteriore sia in quella posteriore, disegnata dal designer italiano Walter de Silva. Tra le versioni "speciali", vi sono la Cross, con impostazione simile a un piccolo SUV, ma senza trazione integrale e la GTI da 150 CV con motore 1,8 turbo a quattro cilindri in linea e distribuzione bialbero a 20 valvole (5 per ogni cilindro).
Interni: Un Richiamo alla Tradizione GTI
Anche l'abitacolo si adopera per strappare una lacrimuccia ai nostalgici delle prime GTI, con sedili sportivi rivestiti da un classicissimo tessuto a quadrettoni. A far loro da contorno c'è il volante in pelle con le impunture rosse, la stessa finitura adottata per l'impugnatura del freno a mano, oltre che per il pomello e la cuffia del cambio. Sedendosi al volante, la cura GTI si nota più che altro per una questione visiva. L'occhio indugia sui molti dettagli che farebbero la gioia dei più feticisti appassionati di tuning e che danno un tocco vivace ai sobri interni della Polo.
Alla fine, l'impostazione di guida non è però tanto diversa da quella solita, anche se ciò non è certo un difetto. Il sedile si regola facilmente e scende ben in basso, come sulle vere sportive, con il volante che può essere alzato e avvicinato a piacere. Questa attenzione ai dettagli ergonomici garantisce una posizione di guida ottimale, fondamentale per un'auto dal carattere sportivo.

Assetto e Sicurezza: Equilibrio tra Sportività e Comfort
Una bella mano in tal senso la dà anche l'assetto, ribassato di 15 mm rispetto a quello originario con l'adozione di molle più corte oltre che più rigide. La soluzione non è comunque di quelle estreme e la Polo GTI è lungi dall'essere dura come un'asse da stiro. La taratura delle sospensioni è pensata senza dimenticarsi dell'incolumità delle vertebre sullo sconnesso, assicurata pagando come prezzo solo un lieve rollio nelle curve affrontate con maggior decisione.
In ogni caso, la piccola Volkswagen gira svelta, appena appoggiata sulle ruote esterne ed è sempre pronta a scattare sull'attenti e a obbedire diligente in caso di correzioni. Più sicura nella guida, grazie al controllo elettronico della stabilità, la nuova Polo GTI assicura prestazioni più brillanti, in confronto alla progenitrice. Gli allestimenti disponibili erano nelle serie Comfortline, Trendline e Highline diversi tra di loro soprattutto per gli accessori resi disponibili oltre a quelli di serie che comprendevano gli apparati di sicurezza come ABS e airbag.
Versioni e Prezzi
La Polo GTI è a listino ormai da gennaio, ma i primi esemplari stanno arrivando solo in questi giorni nelle concessionarie. Le varianti sono due, a tre e a cinque porte, offerte rispettivamente a 19.352 e 19.856 euro. Questa disponibilità in più configurazioni carrozzeria amplia l'attrattiva della vettura, rendendola accessibile a un pubblico più vasto con diverse esigenze.
La Stirpe della Polo GTI: Una Storia di Evoluzione
Non fa rima solo con Golf. È festa grande in casa Volkswagen e per gli appassionati delle compatte sportive del marchio tedesco. Questa volta, però, flash e riflettori non toccano alla leggendaria Golf GTI. Gli onori, infatti, in questo contesto, spettano alla sua sorellina meno famosa: quella Polo GTI che, pur essendo ornata dalle stesse lettere magiche G-T-I, non è mai riuscita a eguagliare la fama della regina indiscussa delle hot hatch.

Le Radici: Polo GT 1979
Tutto ebbe inizio nel 1979. Già, proprio così. I conti forse non vi tornano, però se è vero che la prima Polo GTI, basata sul modello di terza generazione vede la luce nel 1998, è altrettanto vero che la prima Polo con la "faccia cattiva" nasce molto prima e fa capolino nella gamma proprio sul finire degli anni ’70. Si chiama solo GT e non GTI e, rispetto a una normale Polo prima serie, si differenzia solo per qualche dettaglio estetico. Un "labbro" più pronunciato e di colore nero nella parte bassa del paraurti, la mascherina bordata di rosso: nulla di trascendentale, insomma, ma all'epoca basta e avanza per sentirsi a bordo di una baby gran turismo. E poi sotto il cofano c'è un 1300 da 60 CV - 20 in più rispetto alla 900 base e 10 in più rispetto alla 1100 - che assicura uno sprint più "deciso". Le virgolette sono d'obbligo, perché servono comunque 19 secondi per scattare da 0 a 100 km/h e la velocità massima è solo di 154 km/h: niente di eccezionale, ok, ma comunque un buon risultato, a quei tempi, per una vettura di quella categoria.
2006 Volkswagen Polo GTI stock exhaust sound
L'Innovazione del G-Lader: Polo G40 1987
Nel 1981, con l'avvento della seconda generazione, la Polo GT guadagna 15 CV e l'aumento di potenza si riflette positivamente sulle prestazioni: ora per "bruciare" lo "0-100" alla prima versione a carburatore di secondi ne bastano 11,9 (quella a iniezione, che arriva nel 1989, è invece più lenta di un paio di decimi) e si viaggia più spediti, accarezzando il brivido dei 170 all'ora. Ma il vero salto di qualità si compie nel 1987, con l'adozione del compressore G-Lader, un dispositivo più compatto del classico Roots grazie ai suoi canali spiraliformi e che la casa tedesca, in quegli anni, sceglie per spremere più cavalli anche dai motori della Golf e della Corrado. Basata sulla versione coupé della Polo, la G40, con i 115 CV forniti dal suo 1.3 sovralimentato, guadagna un bel po’ di grinta e supera di slancio i 190 km/h. La Polo G40 rimane a listino anche con il restyling del 1990, che accompagna il modello alla pensione nel 1994.
Finalmente GTI: Polo 3ª serie GTI 1999
In quell'anno debutta la Polo di terza generazione, ma di anni bisogna attenderne altri cinque per vederla, finalmente, fregiarsi della mitica sigla "Gran Turismo Injection", già resa celebre dalla sorella maggiore Golf. Mossa da un 1.6 16V da 125 CV che le consente di archiviare la pratica dello "0-100" in meno di 9 secondi e di rompere il muro dei 200 km/h, la prima Polo GTI del 1999 beneficia, insieme al resto della gamma, di un profondo facelift che ne rinfresca la linea con nuovi fari dalle lenti trasparenti, un'inedita finitura della mascherina e nuovi paraurti.
Crescono Cilindrata e Cavalli: Polo 4ª serie GTI 2006
La saga della Polo GTI si arricchisce di un secondo capitolo solo nel 2006, con il restyling del modello di quarta generazione, il quale all'inizio non prevede una variante ad alte prestazioni. La nuova GTI è il 20% più potente in confronto alla precedente. La potenza massima del motore, pari a 150 CV, è fornita da un 4 cilindri 1800 turbo a benzina con distribuzione a venti valvole: un motore che, in precedenza, aveva equipaggiato anche la quarta serie della Golf GTI. Più sicura nella guida, grazie al controllo elettronico della stabilità, la nuova Polo GTI assicura prestazioni più brillanti, in confronto alla progenitrice, con uno scatto da 0 a 100 km/h in 8,6 secondi e una velocità massima di poco inferiore ai 220 km/h.
Tanta Voglia di Pista: Polo 4ª serie GTI Cup Edition 2006
Sempre nel 2006 la Volkswagen delizia i palati più fini in materia di piccole bombe con una chicca che probabilmente in pochi conoscono o ricorderanno. In quell'anno, dall'esperienza maturata in pista con le Polo da corsa che animano il campionato monomarca a loro dedicato, i progettisti della casa tedesca tirano fuori una versione speciale della Polo GTI, la Cup Edition da 180 CV. Dalla GTI "liscia" si distingue a colpo d'occhio per i paraurti più bombati, con prese d'aria di dimensioni più generose, mentre per tenere a bada la potenza extra del motore l'impianto frenante viene potenziato adottando dischi anteriori da 312 mm in luogo degli standard da 288 mm.
Corre Sempre Più Veloce: Polo 5ª serie GTI 2010
Non cambia, rispetto alla Cup Edition, la potenza a disposizione della Polo GTI di quinta generazione, che debutta nel 2010. A sprigionare quegli stessi 180 CV, però, è un motore decisamente più piccolo del precedente: il "vecchio" 1800 turbo fa spazio a un più compatto e sofisticatissimo 1400 con doppia sovralimentazione (turbo più volumetrico, come la leggendaria Delta S4). La nuova unità rende la più grintosa delle Polo ancora più scattante e veloce: le sono sufficienti 6,9 secondi per toccare i 100 all'ora con partenza da fermo e la lancetta del tachimetro si ferma poco al di sotto dei 230 km/h. Nel 2014, però, sotto il cofano torna un più semplice e più affidabile 1800 monoturbo, ma la potenza cresce fino a 192 CV: ora di secondi, per scattare da 0 a 100 km/h, ne bastano 6,7, mentre la punta massima sale a 236 km/h.
Oltre Quota 200: Polo 6ª serie GTI 2017
Con il modello oggi in vendita, lanciato nel 2017 e "rinfrescato" nel look giusto un paio d'anni fa, la Volkswagen Polo GTI guadagna 8 CV sulla progenitrice, toccando quota 200 CV. Sono sprigionati da un 2.0 quattro cilindri turbo a iniezione diretta di benzina che equipaggia già altri modelli della casa e anche quelli di altri marchi del colosso tedesco. Resta invariato, rispetto alla precedente versione da 192 CV, il tempo sullo "0-100", mentre la velocità massima cresce di 2 km/h. Nel 2021, poi, in occasione del restyling, la potenza viene portata a 207 CV, grazie all'adozione di un sistema di iniezione diretta più sofisticato, arriva anche un nuovo cambio DGS a sette rapporti, e lo 0-100 scende a 6,2 secondi.
L'Edizione Anniversario: Polo GTI Edition 25
Per i suoi primi 25 anni si fa desiderare. Quest'anno la versione tutto pepe della Polo va per i 25 ed è giusto ricordarla e festeggiarla come - scopriremo a breve - effettivamente merita. La Volkswagen, come ciliegina sulla torta, della Polo GTI ha preparato un'edizione speciale "tirata" in soli 2.500 esemplari. Questa edizione speciale celebra la storia e l'evoluzione di un modello che, pur rimanendo all'ombra della Golf GTI, ha saputo conquistare il cuore degli appassionati grazie alla sua combinazione unica di prestazioni, stile e usabilità.
