La Renault 5, icona automobilistica francese, ha saputo trasformarsi da pratica utilitaria a vera e propria vettura sportiva, culminando nelle versioni Alpine e, in particolare, nella gloriosa Renault 5 Alpine Turbo. Questo veicolo non è stato solo un successo commerciale, ma anche un'importante piattaforma per l'ingegneria e lo sviluppo nel campo delle competizioni, soprattutto nei rally. Il progetto della Renault 5 Turbo, nato sul finire degli anni settanta, derivava dalla necessità della casa francese di disporre di una vettura stradale con caratteristiche tecniche tali da poter essere competitiva anche nei rally mondiali, disciplina automobilistica in quel periodo in rapida evoluzione.

L'Evoluzione Sportiva della Renault 5: Dalla Nascita all'Apice
Il successo di mercato della Renault 5, posizionata più su della R4 e con un'immagine più fresca e sofisticata, apre la strada alle versioni sportive nel 1976 con la nascita dell'R5 Alpine. Questa "bombinette" era l'idea della casa madre di portare un pizzico della carica sportiva Alpine, con sede a Dieppe, verso i piani bassi del catalogo, sulla scia di modelli iconici come la R8 Gordini e la R12 Alpine.
Il make-up estetico della R5 Alpine prevedeva uno scudo paraurti con fendinebbia inferiori incassati, cerchi da 13" con canale maggiorato e un filo rosso sulla fiancata con l'indicazione "A5" vicino allo spigolo della coda. Nell'abitacolo, erano presenti i sedili dell'R5 TS e una strumentazione con tachimetro e contagiri. Il motore, un quattro cilindri 1.4 longitudinale della TS, grazie a un aumento del rapporto di compressione e all'adozione di un carburatore Weber 35, erogava una potenza di 93 CV a 6400 giri, 30 CV in più rispetto alla 1.4 normale. Il telaio era più sportivo, con una barra antirollio anteriore, corpo vettura più basso e ammortizzatori più rigidi, oltre a dischi anteriori e tamburi al retrotreno. Con una trasmissione a trazione anteriore e cambio a cinque marce, un peso di 850 kg, e una velocità massima di 175 Km/h, accelerava da 0 a 100 km/h in circa 9 secondi e copriva il chilometro da fermo in 33 secondi.
Nel 1978, la Renault 5 Alpine si aggiorna con una nuova strumentazione, un nuovo volante a tre razze, un nuovo carburatore doppio corpo e cerchi con caratteristico design a "magnetofono". Sembrava il top, ma nel 1980 ecco l'apoteosi: la meravigliosa Renault 5 Turbo con motore centrale, una spettacolare fucina di emozioni per gli inseguitori del "sogno proibito".
Renault 5 Turbo: Una Conversione Radicale
La produzione della Turbo, avviata nel 1980, vedeva l'arrivo delle scocche della normale R5 presso la carrozzeria Heuliez. Queste scocche venivano modificate nel pianale e nei passaruota, allungando anche il passo, per poi essere inviate alle officine della Alpine a Dieppe per l'assemblaggio e la verniciatura finale. A differenza di altre vetture contemporanee con motore centrale come la Lancia Stratos, i tecnici Renault, nel realizzare la Turbo, non partirono da una scocca appositamente concepita per le competizioni. Bensì, modificarono quella di una semplice utilitaria, dovendo quindi risolvere numerosi inconvenienti legati al collocamento degli organi meccanici e relativi accessori dietro l'abitacolo. Per un miglior bilanciamento dei pesi, i serbatoi del carburante vennero posizionati sotto i sedili, mentre nel vano posto sull'asse anteriore fu ricavato un grande sfogo d'aria per smaltire il calore del radiatore. Questa ingegneria astuta ha permesso di trasformare una piattaforma convenzionale in un'auto sportiva di razza.

Il Cuore della Bestia: Il Motore Cléon-Fonte e le sue Caratteristiche
Il motore Cléon-Fonte che spinge la Renault 5 Turbo è collocato in posizione posteriore centrale longitudinale. Si tratta di un 4 cilindri in linea di 1.397 cm³ di cilindrata, in grado di erogare 160 CV a 6.000 giri al minuto e una coppia di 210 Nm a 3.250 giri/min. L'alesaggio e la corsa sono rispettivamente di 76 mm × 77 mm. Il basamento è in ghisa e la testata in lega leggera, mentre la distribuzione è ad albero a camme laterale che aziona tramite aste e bilancieri le valvole. La trazione è posteriore, e la vettura utilizza una frizione bidisco a secco e un cambio meccanico a 5 rapporti. Questa configurazione meccanica, pur derivando da un'unità propulsiva preesistente, è stata sapientemente potenziata e riposizionata per massimizzare le prestazioni.
Dettagli Costruttivi e Materiali: Le Versioni Turbo e Turbo 2
La Renault 5 Turbo (1980-1983) si caratterizzava per alcune parti di carrozzeria realizzate in materiali diversi dall'acciaio per risparmiare peso. Nello specifico, portiere, padiglione e portellone erano in alluminio; i parafanghi e i paraurti in resina; l'alettone e i gocciolatoi in poliuretano. Anche la plancia si differenziava dalle altre R5, con un blocco rettangolare che racchiudeva 10 spie e indicatori circolari. Questi particolari, non derivando dalle normali R5, venivano realizzati in serie limitata e contribuivano a far lievitare il prezzo della vettura. L'equipaggiamento comprendeva anche alzacristalli e specchietti retrovisori a regolazione elettrica. Renault avrebbe sempre utilizzato questo modello per allestire le varianti da corsa.
La Renault 5 Turbo 2 (1983-1985), invece, presentava parti di carrozzeria realizzate in acciaio, senza quindi ricorrere a materiali leggeri come la precedente serie, al fine di diminuire i costi. Nonostante questa modifica nei materiali della carrozzeria, la meccanica rimase invariata, garantendo le stesse performance della prima versione.
La Renault 5 Alpine Turbo: Un Gradino Sotto, ma Sempre un Vertice
Parallelamente alla più estrema R5 Turbo con motore centrale, la Renault continuò a sviluppare la versione Alpine con l'aggiunta della sovralimentazione. Nel 1982, l'R5 di serie risponde con un eccitante upgrade: nel mese di settembre l'R5 Alpine guadagna un turbocompressore Garrett (senza intercooler) e si trasforma in Alpine Turbo. La potenza balza a 110 CV e divenne necessario montare freni a disco anche al retrotreno. Le prestazioni migliorano decisamente: l'accelerazione da 0 a 100 km/h in 7,5 secondi e una punta massima di 185 km/h. La produzione complessiva della versione Alpine, fino al 1984, è stata di circa 56 mila esemplari.
I perni del pistone di questo motore erano realizzati in acciaio legato, offrendo un'elevata resistenza alla fatica e alla corrosione. Questo pacchetto completo di rinnovamento del motore era la scelta ideale per coloro che desiderano dare al loro motore R5 Alpine Turbo una seconda vita. Con parti di qualità superiore, è possibile recuperare tutta la potenza e le prestazioni del motore e prolungarne la durata, con una qualità e un costo identici ai modelli originali per garantire completa soddisfazione.
RENAULT 5 GT TURBO VS RENAULT 5 ALPINE TURBO
Le Sfide Agonistiche e i Successi nei Rally
Lo sviluppo agonistico della R5 Turbo cominciò un po' in sordina, in quanto la Renault Sport si trovava profondamente impegnata prima nel programma con Renault Alpine A442 per cercare di vincere la 24 Ore di Le Mans e successivamente coinvolta in Formula 1 con le prime monoposto con motore turbo in lotta per la vittoria.
Il contemporaneo declino nei rally del Gruppo 4 (per il quale era stata sviluppata la vettura), sostituito dal debuttante Gruppo B con nuove performanti vetture sviluppate in funzione di esso e l'avvento della trazione integrale nei rally, indussero la casa madre a focalizzare gli sforzi sul campionato francese di rally e su prove a livello europeo, dove colse numerose affermazioni. Si mise in luce anche in diverse prove valide per il campionato del mondo rally, con 4 vittorie iridate e piazzamenti d'onore, soprattutto per merito del pilota Jean Ragnotti. La Renault 5 Turbo e le sue derivate hanno lasciato un'impronta indelebile nella storia delle competizioni, dimostrando la validità del concetto di "utilitaria trasformata in macchina da corsa".
L'eredità delle Compatte Hatchback Sportive
L'Audi 50 (e la Volkswagen Polo), l'Autobianchi A 112, la Fiat 127, La Peugeot 104, la Citroen Visa, la Talbot Samba, l'Innocenti Nuova Mini hanno tutte dato un indirizzo preciso all'inizio degli Anni '70 e alla nuova genealogia delle compatte hatchback medio-piccole. A queste si aggiunge, sul cominciare del 1972, la Renault 5, con le sue parole d'ordine di praticità ed economicità ma con stile; mentre nei ranghi più elevati della Losanga, se il desiderio era la sportività, ce n'era per tutti i gusti, naturalmente a marchio Alpine: A110, A310 e poi via nell'altisonante e inarrivabile universo delle corse con A220 e fino alla stirpe delle 440 per il Mondiale Sport. La Renault 5 Alpine e la R5 Alpine Turbo hanno rappresentato l'apice di questa filosofia, dimostrando come si potesse infondere un'anima sportiva in una vettura pensata per la città.

Progettazione e Collaborazioni di Rilievo
È interessante notare come la progettazione della Renault 5 Turbo abbia coinvolto anche figure esterne di spicco nel panorama automobilistico. Sebbene il testo non lo specifichi direttamente per l'Alpine Turbo, è noto che Marc Deschamps disegnò la Renault 5 Turbo, mentre Bertone ne realizzò la carrozzeria. Questa collaborazione tra un designer di talento e una carrozzeria rinomata è stata fondamentale per creare un'estetica unica e inconfondibile, che ha contribuito al mito di queste vetture. Il design distintivo, unito alle prestazioni eccezionali, ha reso la R5 Turbo e le sue varianti delle icone, tutt'oggi celebrate dagli appassionati di automobili sportive e da collezione. La capacità di Renault di integrare expertise esterne con la propria visione interna ha portato a risultati straordinari, come testimoniato dal successo duraturo di questi modelli.
Implicazioni Tecnologiche e Futuro del Motore Cléon-Fonte
Il motore Cléon-Fonte, un'unità propulsiva robusta e versatile, ha trovato nella Renault 5 Alpine Turbo una delle sue massime espressioni di potenza e affidabilità. La sua architettura, pur essendo tradizionale con basamento in ghisa e testata in lega leggera, ha dimostrato di essere estremamente adattabile alla sovralimentazione, una tecnologia che all'epoca stava prendendo piede e che avrebbe rivoluzionato il mondo dell'automobilismo. La scelta di utilizzare aste e bilancieri per la distribuzione, sebbene meno sofisticata rispetto a soluzioni con doppio albero a camme in testa, ha contribuito alla compattezza e alla semplicità costruttiva del motore, aspetti cruciali per il suo posizionamento posteriore centrale. La resistenza alla fatica e alla corrosione dei perni del pistone in acciaio legato evidenzia una cura ingegneristica volta a garantire la durabilità anche sotto stress elevati, tipici delle vetture sportive.
Questo approccio ingegneristico, che bilanciava innovazione e affidabilità, ha permesso a Renault di creare un prodotto che non solo era competitivo in pista ma anche desiderabile su strada. La longevità del design del Cléon-Fonte e la sua capacità di essere potenziato testimoniano l'eccellenza della progettazione originale. Per gli appassionati e i restauratori, la disponibilità di parti di ricambio di qualità, identiche ai modelli originali, è un fattore cruciale per mantenere in vita queste vetture storiche. Il "pacchetto completo di rinnovamento del motore" per l'R5 Alpine Turbo offre la possibilità di ripristinare pienamente le prestazioni e prolungare la durata di vita di questi gioielli meccanici, assicurando che il loro ruggito possa continuare a echeggiare per molti anni a venire.

L'Influenza della Renault 5 Alpine Turbo sul Motorsport Moderno
Il coinvolgimento della Renault 5 Alpine Turbo nel motorsport, pur tra le sfide del declino del Gruppo 4 e l'ascesa del Gruppo B e della trazione integrale, ha lasciato un'eredità significativa. Le quattro vittorie iridate e i piazzamenti d'onore, in particolare grazie all'abilità di Jean Ragnotti, hanno dimostrato che anche un progetto nato dalla modifica di un'utilitaria potesse competere ai massimi livelli. Questo successo ha ispirato generazioni di ingegneri e piloti, spingendo verso l'innovazione e la ricerca di soluzioni creative per superare le limitazioni iniziali. L'esperienza accumulata nello sviluppo di queste vetture ha fornito a Renault Sport un prezioso know-how che è stato poi applicato in altri programmi motoristici, inclusi quelli in Formula 1 con i motori turbo. La capacità di adattamento e di ottimizzazione dimostrata con la R5 Turbo ha posto le basi per un approccio pragmatico e orientato alla performance che continua a essere un pilastro nello sviluppo delle auto da corsa moderne.