La Volvo XC60, SUV medio di successo della casa automobilistica svedese, ha attraversato diverse generazioni, ciascuna caratterizzata da un'offerta di motorizzazioni diesel in linea con le esigenze del mercato e le normative ambientali. Fin dalla sua introduzione, la XC60 si è affermata come un'auto per famiglie, apprezzata per sicurezza e comfort, con propulsori turbodiesel che combinano brio e consumi contenuti.

La Prima Generazione (2008-2017): Un Successo Globale
La prima generazione della Volvo XC60 è stata presentata al Salone dell'automobile di Ginevra del 2008, anticipata da una concept car esposta al NAIAS di Detroit del 2007 e al Motorshow di Bologna nello stesso anno. Prodotta nello stabilimento di Gand, in Belgio, questa SUV medio è stata realizzata sul pianale Ford EUCD, definito da Volvo come "piattaforma Y20", condivisa con modelli come Ford Mondeo, Ford Galaxy, Land Rover Freelander e Land Rover Range Rover Evoque.
Inizialmente, la trazione era integrale, gestita tramite un differenziale Haldex versione 4 con Instant Traction. Successivamente, furono introdotte anche versioni a trazione anteriore, abbinate a motorizzazioni 2 litri. La XC60 di prima generazione, come ogni Volvo, era dotata di avanzati sistemi di sicurezza, inclusi poggiatesta attivi per prevenire i colpi di frusta, ESP, ASR, airbag a tendina, hill holder e fari bi-xenon. Un sistema innovativo chiamato "City Safety" frenava automaticamente il veicolo fino a 50 km/h per prevenire o ridurre l'intensità degli urti urbani. Volvo ha anche migliorato il sistema di traino in questo modello.
Il successo di questa generazione è stato notevole, diventando il SUV di lusso di taglia media più venduto in Europa nei suoi nove anni di vita, con quasi un milione di esemplari consegnati a livello globale.

Il Restyling del 2013 e le Motorizzazioni Diesel
Nel 2013, la prima generazione della Volvo XC60 ha beneficiato di un restyling, un lifting che ha portato un paraurti più grintoso e, all’interno, nuovi materiali. Questa versione, prodotta dal 2013 al 2017, è stata lanciata con un'ampia scelta di sette motori turbo: tre a benzina (due 2.0 da 245 e 306 CV e un 3.0 a sei cilindri in linea da 305 CV) e quattro diesel.
I propulsori diesel includevano due varianti da 2.0 litri (un cinque cilindri da 136 CV e un quattro cilindri da 181 CV) e due da 2.4 litri a cinque cilindri (da 181 e 215 CV). Questi motori turbodiesel erano descritti come briosi e non troppo assetati di carburante, mentre il cambio automatico era dolce nel funzionamento, contribuendo al comfort di guida. Tuttavia, il baule era considerato piccolo e l'auto non era adatta al fuoristrada impegnativo.

La Seconda Generazione: L'Evoluzione del Design e l'Ingresso dei Drive-E
La seconda generazione della XC60 ha avuto il difficile compito di far dimenticare il grande successo del modello precedente. Il costruttore svedese ha inanellato una serie di prodotti molto azzeccati, e la nuova XC60 non ha fatto eccezione, aggiudicandosi il World Car of the Year 2018 Award, il North American Utility of the Year Award e il riconoscimento come "Best in Class" di Euro NCAP nel 2017.
Il disegno della vettura è stato caratterizzato da linee squadrate e un muso "importante", che non passa inosservato. L’interno dell’abitacolo ha sfiorato la perfezione, con pieni e vuoti alternati in modo equilibrato e una razionalità nella disposizione dei comandi, raggruppati per la maggior parte nel grande display multimediale centrale, all'insegna dell'ergonomia. I sedili hanno confermato l’eccezionale comfort, segno distintivo della vettura, e lo spazio a disposizione per gli occupanti ha meritato le cinque stelle.

I Motori Diesel Drive-E: Innovazione e Efficienza
Con la seconda generazione, Volvo ha introdotto la tecnologia Drive-E, basata su un'unità modulare 4 cilindri da 2.0 litri, condivisa tra le diverse unità benzina e diesel per abbattere i costi. Tutte le unità Drive-E sono frutto di un alesaggio da 82 mm per una corsa da 93.5 mm. Il basamento è di alluminio fuso in sabbia, la testa è di alluminio fusa in conchiglia e la coppa è di alluminio pressofuso.
La parte calda del motore propone intercapedini modificate per una maggiore portata del liquido di raffreddamento, una testata modificata per una maggiore resistenza alle alte temperature e pressioni generate, un impianto di scarico ridisegnato in prossimità del catalizzatore per evitare dannose contropressioni e un condotto di aspirazione modificato per un migliore riempimento della camera di combustione. La parte fredda, invece, ha visto l’adozione di nuovi e più piccoli cuscinetti di banco per generare minori attriti e perdite.
La gamma diesel per la seconda generazione include:
- D3: 2.0 litri turbo a quattro cilindri da 150 CV.
- D4: 2.0 litri turbo a quattro cilindri da 190 CV.
- D5: 2.0 litri turbodiesel da 235 CV con tecnologia PowerPulse.
Volvo Drive-trains Explained
Il D5 con PowerPulse: Potenza e Risposta Immediata
La variante diesel più prestazionale, la D5, è capace di 235 CV e 480 Nm. Si avvale di una doppia sovralimentazione sequenziale composta da due turbocompressori in serie prodotti dalla BorgWarner: uno più piccolo da 38 mm a geometria variabile e uno più grande da 53 mm a geometria fissa con valvola wastegate che lavora a 160.000 rpm.
Questo propulsore fa affidamento su un'iniezione diretta a 2.500 bar, che, grazie a una centralina per ogni iniettore, consente fino a 9 iniezioni per ogni fase di combustione. La tecnologia PowerPulse riduce l’effetto del turbo-lag massimizzando le accelerazioni da fermo e ai bassi regimi. Un piccolo compressore elettrico carica in circa 40 secondi un serbatoio da 2 litri con aria pressurizzata a 12 bar. Questa aria compressa ad alta pressione viene iniettata direttamente nel collettore di scarico, azionando rapidamente la girante della turbina più piccola.

Sistemi di Post-Trattamento per le Normative Euro 6b
Tutte le motorizzazioni diesel Drive-E sono state progettate per rispettare le più stringenti normative Euro 6b. Si avvalgono di un complesso sistema di post-trattamento dei gas di scarico che fa affidamento su un filtro antiparticolato DPF e su una trappola LNT (Lean NOx Trap), evitando l'uso dell'additivo AdBlue.
La trappola LNT è un catalizzatore ad accumulo di NOx che opera in maniera discontinua nella trattazione degli ossidi di azoto. Gli ossidi di azoto vengono intrappolati formando un composto chimico all'interno del catalizzatore. Grazie alla sua struttura monolitica, gli ossidi di azoto vengono prima accumulati, poi ossidati e infine ridotti. L'NO presente viene ossidato in NO2 dall'azione catalitica del platino e poi accumulato come nitrato di metalli alcalini. Quando la capacità di accumulo si riduce, si innesca la rigenerazione del filtro LNT, spostando il funzionamento del motore da lambda > 1 (miscela magra) a lambda < 1 (miscela grassa).

L'Elettrificazione e i Motori Mild Hybrid Diesel (MHEV)
L'elettrificazione è diventata la parola d’ordine in Volvo, con l'obiettivo di portare su strada un milione di vetture elettrificate entro il 2025. Questo ha portato all'introduzione delle versioni mild hybrid (MHEV) anche per i motori diesel.
Le XC60 mild hybrid, come la versione B4, sono quasi indistinguibili dai modelli a gasolio tradizionali, se non per la targhetta B4 sul portellone posteriore. A spingere queste SUV c'è un diesel 2.0 litri abbinato a un motore elettrico che aumenta la potenza di 14 CV e riduce le emissioni di anidride carbonica. Ad esempio, una B4 MHEV diesel da 197 CV (più i 14 CV elettrici) con trazione integrale e cambio automatico Geartronic offre un'erogazione più fluida grazie anche al nuovo cambio automatico della serie 8G, caratterizzato da una gestione della coppia più efficiente.
Nonostante non sia possibile viaggiare in modalità esclusivamente elettrica come sulle versioni plug-in hybrid Twin Engine, l’omologazione ibrida permette, in molte città, di accedere alle zone a traffico limitato senza incorrere in multe. I consumi si mantengono contenuti; dal computer di bordo si possono rilevare valori intorno ai 14.5 km/l in percorsi prevalentemente extraurbani. Il listino prezzi della XC60 B4 MHEV diesel con trazione integrale e cambio automatico Geartronic parte da circa 51.950 euro per l'allestimento Momentum, salendo per allestimenti superiori.

Affidabilità e Manutenzione dei Motori Diesel Volvo
La percezione dell'affidabilità dei motori diesel Volvo è generalmente elevata, ma come per ogni componente meccanico complesso, possono verificarsi problemi, soprattutto con l'avanzare del chilometraggio. Un caso esemplare riguarda un proprietario di una XC60 150 CV D3, acquistata nel novembre 2015, che ha percorso 230.000 km. L'auto è stata sempre tagliandata presso officine Volvo, ad eccezione di un anno in cui, a causa di un problema al coperchio delle punterie in vacanza, il tagliando è stato effettuato presso un meccanico privato.
La macchina, descritta come "perfetta" fino a poco tempo prima, ha manifestato un problema critico in tangenziale con la comparsa del triangolino rosso indicante la mancanza di liquido refrigerante. Dopo un rabbocco e una breve ripartenza, si è manifestato un ulteriore avviso di "motore caldo rallentare" e successivamente di nuovo la mancanza di liquido refrigerante. Un ulteriore rabbocco ha preceduto l'emissione di fumo bianco dagli scarichi. La diagnosi presso l'assistenza Volvo è stata "motore andato", indicando problemi seri come la guarnizione della testata.
Questo episodio evidenzia l'importanza cruciale di fermarsi immediatamente quando si accende la spia del liquido refrigerante. Rabboccare e ripartire senza verificare la causa della perdita può aggravare rapidamente la situazione, portando a danni irreversibili al motore in pochi chilometri, come sottolineato da esperti. Il fumo bianco dagli scarichi è un segno inequivocabile di problemi al motore, spesso legati alla combustione di liquido refrigerante, indicando danni alla testata o al blocco motore.
In questi casi, la politica di assistenza delle case automobilistiche può essere restrittiva. In questo specifico caso, è stato riferito che Volvo declina la responsabilità per veicoli con più di 150.000 km e 4 anni di età, una prassi comune che pone il peso delle riparazioni sul proprietario. Alcuni motori di ricambio, definiti "in scatola di legno", possono costare circa 10.000 euro, e in alcuni casi veicoli con chilometraggi inferiori (a metà) hanno già richiesto sostituzioni. Questo suggerisce che, pur essendo i 230.000 km un buon traguardo, l'affidabilità, in assenza di interventi tempestivi, può essere compromessa anche per i motori Volvo.
È fondamentale, quindi, adottare un approccio estremamente cauto: quando si accende la spia dell'acqua, è imperativo spegnere il motore nello stesso secondo, fermarsi e lasciarlo raffreddare. Successivamente, si può rabboccare, accertandosi che non ci siano perdite evidenti e che non si formino sacche d'aria, e solo dopo un'attenta verifica, e se non ci sono segnali anomali, considerare una ripartenza. Questo approccio è cruciale per prevenire danni gravi e costosi al motore.
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Aggiornamenti Futuri e Sistemi di Sicurezza Avanzati
La Volvo XC60 ha continuato a evolversi, con aggiornamenti che hanno debuttato in anni recenti, seguendo la Volvo XC90, con miglioramenti nell'infotainment e l'adozione di fari a LED.
A bordo della nuova XC60, il sistema City Safety Autonomous Emergency Braking di Volvo è stato dotato di un dispositivo di supporto alla sterzata che si attiva nei casi in cui la frenata automatica non consenta, da sola, di evitare una potenziale collisione. Questa attenzione alla sicurezza ha permesso alla XC60 di ottenere punteggi altissimi nei test Euro NCAP, con un 98% nella categoria Occupanti Adulti e un 95% nella categoria Safety Assist, distaccando di ben 20 punti percentuali la concorrente più prossima. Questo ha confermato Volvo leader della sicurezza automobilistica, con la XC60 che si unisce ai modelli S90 e V90 nel posizionare Volvo al primo posto nei punteggi di tutti i test Euro NCAP dei sistemi AEB (sistemi di frenata autonoma d’emergenza), ovvero AEB in città, AEB in aree interurbane e AEB in presenza di pedoni.
