Negli anni '70, un decennio noto per audaci innovazioni stilistiche e tecnologiche, Rolex, marchio sinonimo di eccellenza orologiera, intraprese un percorso di esplorazione che avrebbe portato alla creazione di una linea di orologi distintiva e, per certi versi, controversa: il Rolex Oysterquartz. Questo periodo vide il marchio non solo sperimentare con design più audaci, ma anche confrontarsi con l'ascesa del movimento al quarzo, una tecnologia che stava rivoluzionando l'industria orologiera.
La Sperimentazione Iniziale: Il Texano e i Primi Design Audaci
Già negli anni '70, Rolex offriva ai suoi clienti più facoltosi la vetta dell’orologeria moderna, il calibro al quarzo Beta-21, all’interno del suo orologio più costoso: il Texano ref. 5100. Prodotto solo in edizione limitatissima e sold-out già in prevendita, il Texano non ha mai del tutto convinto Rolex. Contemporaneamente allo sviluppo di un nuovo meccanismo, una Rolex in pieno slancio tecnologico volle testare l’appeal di un design nuovo, più in linea con la moda dei virili anni '70. Così come le classiche camicie bianche e le giacche formali vennero riviste in colori sgargianti e fantasiosi, anche il classico disegno Rolex si rimette al volere delle mode. Le dolci curve della cassa diventano mascolini spigoli, i morbidi bracciali vengono integrati con la cassa e ne seguono la linea massiccia. Vengono così introdotti due modelli, il Date ref. 1530 ed il Datejust ref. 1630, entrambi in 36 mm (diversamente dalla linea tradizionale che vede i “Date” in 34 mm). I movimenti restano automatici (… per il momento!), ma vista l’egual dimensione, questi due modelli si distinguono principalmente per il bracciale ed i materiali.

La Rivoluzione Oysterquartz: Un Movimento Ibrido
La vera rivoluzione arriva però nel 1977, quando finalmente viene presentato al pubblico il frutto del sogno tecnologico della maison: il Rolex Datejust Oysterquartz ref. 17000. Questo modello rappresenta un punto di svolta, un tentativo di Rolex di integrare il meglio di entrambi i mondi: la precisione del quarzo e l'affidabilità meccanica.
Più che un quarzo vero e proprio, il movimento dell'Oysterquartz è un ibrido su base 3035. Il naturale invecchiamento del quarzo è compensabile tramite una vite di regolazione, come in un tradizionale orologio meccanico. Questa ingegnosa soluzione permette una maggiore longevità e precisione nel tempo. In meno di un anno, nel 1978, il calibro riceve la prestigiosa certificazione COSC, attestando un errore annuo inferiore al minuto. Con un errore medio inferiore a 0.1 secondi/giorno, il requisito massimo di +6 sec/giorno è ampiamente soddisfatto, dimostrando l'elevata precisione di questo movimento ibrido.

La Gamma Oysterquartz: Design e Materiali
Per quanto riguarda i Datejust mossi dal calibro 5035, oltre alla ref. 17000 completamente in acciaio con bracciale simil-Oyster, troviamo la ref. 17013 in acciaio-oro con bracciale simil-Jubilee bicolore e la ref. 17014 in acciaio con lunetta in oro bianco.
Fate attenzione se decidete di comprare un 17013 o un 1630, poiché questi modelli presentano specifiche differenze. Equipaggiate col calibro 5055, rigorosamente realizzate in solo oro, come da tradizione, troviamo la ref. 19018 in oro giallo e la ref. 19019 in oro bianco.
Il particolare design dei bracciali integrati, una caratteristica distintiva dei modelli Oysterquartz, non permise a Rolex di incidere il numero di matricola e di serie tra le anse, come avveniva sui modelli tradizionali.

Per custodire questi modelli, vetta dell’avanguardia tecnologica dell’epoca, Rolex decise di realizzare delle scatole apposite con disegnato un cristallo di quarzo stilizzato, che a seconda del modello possiamo trovare all’esterno o all’interno, un dettaglio che ne sottolinea l'unicità.
Conferenza sulla storia dell'orologeria: dalla meridiana all'orologio al quarzo.
Un Percorso Incompreso: Produzione e Valore di Mercato
Presente nei listini per 25 anni, dal 1977 al 2001, la produzione dei modelli Oysterquartz si è attestata intorno ai 1.000 esemplari/anno, per un totale di circa 25.000 pezzi. Nonostante la loro sofisticata ingegneria e il design distintivo, questi orologi hanno attraversato un periodo di "incomprensione" nel mercato, non raggiungendo il successo sperato durante la loro produzione.
Oggi, tuttavia, il Rolex Oysterquartz sta vivendo una rivalutazione significativa nel mercato del vintage e del "contemporary vintage". Se volete dare un’opportunità a un Rolex che va a scatti, la scelta è decisamente più vasta. Per un Datejust ref. 17000, 17013 o 17014 il prezzo medio si aggira attorno ai 4.000€, con variazioni a seconda del corredo, delle condizioni o di particolari quadranti. Per un Day-Date ref. 19018 in classico oro giallo, la richiesta del mercato si aggira intorno ai 9.000€, per un 19019 in oro bianco siamo invece nell’orbita degli 11.000€. Per particolari referenze con pietre preziose i prezzi sono generalmente rimessi alla volontà del venditore, vista l’eccezionale rarità di questi e quindi la difficoltà di stabilire un prezzo standard.

L'Eredità del Quarzo e il Contesto Storico
Il Rolex Oysterquartz ref. 17000, con il suo raro quadrante nero, ci ricorda come quarant’anni fa il quarzo dettava legge anche tra i marchi prestigiosi. Persino Patek Philippe aveva adottato movimenti elettronici in parecchi suoi modelli. Da Audemars Piguet passando per Jaeger-LeCoultre, e per finire a Vacheron Constantin, tutti si erano convertiti a questa tecnologia. Anni cupi, li si potrebbe definire per i puristi della meccanica.
Rolex entrò nel C.E.H. (Centre Electronique Horologer) nell’intento di realizzare il sogno di molti: l’orologio al quarzo. Non tutti sanno che sin dal 1952 la Maison coronata si era rimboccata le maniche per sviluppare tecnologia intorno ai movimenti elettro-meccanici. Il risultato è che tra gli oltre 50 brevetti Rolex registrati tra gli anni '60 e '90 ben 21 riguardavano segnatempo elettronici. Il primo modello venne alla luce nel 1970 con cassa in oro giallo 18k e pochissimi esemplari in oro bianco.
La Rolex dopo aver abba## Rolex Oysterquartz: L'Ibrido Rivoluzionario che Ha Sfiorato il Successo
L'orologeria di lusso, nel corso della sua storia, è stata testimone di numerose innovazioni, alcune delle quali hanno segnato un punto di svolta decisivo. Tra queste, il movimento ibrido Rolex rappresenta un capit